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	<title>Techtonica &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
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	<title>Techtonica &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Techtonica, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/techtonica-recensione-per-playstation-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2024 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato e pubblicato da Fire Hose Games, Techtonica è un gioco in prima persona incentrato sull’esplorazione, sulla modellazione di suolo, il crafting, sulla gestione di risorse e soprattutto sulla realizzazione di sistemi di automazione industriale all’interno di un ambiente vasto e suddiviso in livelli. Noi abbiamo esplorato un mondo variopinto e stracolmo di risorse su [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato e pubblicato da <strong>Fire Hose Games</strong>, Techtonica è un gioco in prima persona incentrato sull’esplorazione, sulla modellazione di suolo, il crafting, sulla gestione di risorse e soprattutto sulla realizzazione di sistemi di automazione industriale all’interno di un ambiente vasto e suddiviso in livelli. Noi abbiamo esplorato un mondo variopinto e stracolmo di risorse su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5 </a>e questa è la <strong>nostra recensione.</strong> Pronto ad armarti di piccone? </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe title="Techtonica - Official Launch Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/Wj33D-YbenM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Techtonica e il fascino di creare una catena automatica tutta tua</h2>



<p>Techtonica non punta molto nel <strong>raccontare una storia</strong> ma ci prova, in modo un po’ telefonato e prevedibile ma ci prova. Procedendo a piccoli passi, noi siamo un esploratore interstellare anonimo e senza voce che si risveglia in un pianeta colorato, pieno zeppo di stravaganti risorse e con più di un mistero irrisolto. Il primo tra questi riguarda la spedizione precedente alla nostra e i resti di una tecnologia e civilizzazione che richiamano proprio quella umana.</p>



<p>Accompagnato da una <strong>voce </strong>di cui non vi faremo spoiler in merito alla sua reale “consistenza” (seppur la svelerete proprio nel corso dei primi passi sul pianeta sconosciuto) il nostro scopo è essenzialmente quello di procedere all’interno di una serie di gallerie sotterranee sfruttando la nostra tecnologia alimentata con le risorse locali. In breve: raccogliamo tutto il raccoglibile ed eseguiamo upgrade massicci per sviluppare nuove tecnologie. <strong>Tecnologie </strong>che andremo poi a interconnettere tra loro per dar vita a una macchina automatizzata più efficace e comoda.</p>



<p>Come facilmente intuibile, il focus di Techtonica è <strong>tutto sul gameplay</strong> ma, come detto, c’è un filo narrativo che funge da guida e che prova, in modo non troppo convinto, ad ammaliarci con un mistero da svelare. Ma in fondo, un titolo come Techtonica lo si sceglie principalmente per l’esperienza ludica e infatti il titolo in oggetto non fa sconti, parlando essenzialmente ai fan del genere e rischiando di risultare abbastanza alienante per i neofiti, bombardati da menù e trascinati ben presto a ideare catene di macchinari sinceramente impressionanti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/11/Techtonica-recensione-1024x576.jpg" alt="Techtonica, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-533871" title="Techtonica, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Raccogli e costruisci</h2>



<p>Techtonica è paragonabile a un <strong>sandbox </strong>con tanto di gestione di risorse, un modello di <strong>crafting </strong>molto esteso e discretamente variegato, un sistema di modellazione morfologica delle aree e l’intramontabile esplorazione di un mondo alieno. Di base, quello che ci viene richiesto è di recuperare materiali e rinnovare il nostro background tecnologico, sbloccando sempre più strutture all’avanguardia e complesse… oltre che difficili poi da manutenere e controllare (basta dare un’occhiata alle immagini per avere un’idea della quantità di roba che avrai su schermo).</p>



<p><strong>L’obiettivo</strong> principale di Techtonica è quello di dar vita a una catena, sempre più vasta e intricata di macchinari automatizzati che puntano a racimolare enormi quantitativi di materiali da investire negli innumerevoli upgrade a nostra disposizione (con tanto di molteplici diagrammi ramificati da sbloccare). Si parte da un nastro trasportatore da unire con un braccio robotico che raccoglie e sposta da solo un materiale alla volta e arriviamo a una distesa di decine e decine di fucine automatiche e comunicanti che ci fanno riempire magazzini di materiali in una manciata di minuti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/11/Techtonica-recensione-54687597-1024x576.jpg" alt="Techtonica, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-533869" title="Techtonica, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Inutile dire che realizzare <strong>una rete di macchine perfetta</strong> richiede molto (per alcuni troppo) tempo e uno studio attento delle risorse e della loro implementazione (ogni strumento/macchina richiede dati materiali e specifici modi per essere utilizzata al meglio delle sue funzionalità). Così come è ovvio, data la natura molto ciclica e ripetitiva del titolo, che tale esperienza non è adatta a tutti, risultando meno ammaliante ed accessibile di Minecraft (da cui comunque prende alcuni elementi che andremo ad analizzare) e molto più impegnativo e complesso nella fase del costruzione.</p>



<p>A questo bisogna anche segnalare un altro elemento che dividerà in parte l’utenza: la<strong> totale assenza di nemici e pericoli</strong>. Non c’è, infatti, alcun momento da tower defense, nessuna struttura difensiva da erigere. Questo ci permette di dar vita a un’esperienza molto compassata e rilassata, focalizzandoci solo su esplorazione, raccolta e costruzione (quest’ultimo, elemento chiave per ottenere un livello di soddisfazione discretamente elevato). Viceversa, viene da sé che tale ritmo molto più lento e blando, può stancare facilmente. Caso diverso, invece, se si decide di vivere<strong> l&#8217;esperienza in cooperativa</strong> (fino a un massimo di 4 giocatori), in tal caso, con un buon team coordinato, il gioco moltiplica il suo divertimento di base.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/11/Techtonica-recensione-597-1024x576.jpg" alt="Techtonica, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-533864" title="Techtonica, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Morfologia, amore mio</h2>



<p>Se c’è una cosa che cattura in Techtonica è il <strong>mondo di gioco</strong>. Seppur non abbiamo molto apprezzato l’idea di dividere l’esperienza in piani, in stile <strong>Cave Digger 2</strong> (di cui puoi recuperare la <a href="https://www.icrewplay.com/cave-digger-2-recensione-avventura-per-nintendo-switch/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nostra recensione</a>), al posto di un unico open world, il pianeta alieno ha un suo fascino, complice i colori accesi e la vegetazione stravagante. A fortificare ancora di più l’elemento esplorativo (di suo racchiuso in aree purtroppo abbastanza limitate rispetto ai congeneri), oltre  a intercettare e raccogliere materiali, scannerizzare strutture (per sbloccare ulteriori ricerche e strumenti) c’è anche la possibilità di intervenire attivamente sulla morfologia del suolo e delle pareti.</p>



<p>Iniziamo da un semplice <strong>piccone </strong>per poi passare a un <strong>micidiale arnese che sfrutta dei buchi neri</strong> per dar vita a voragini di tutto rispetto, velocizzando non poco l’abbattimento di interi muri e spingendoci a esplorare abbastanza comodamente (sempre investendo risorse, ovviamente) ogni anfratto roccioso, anche il più remoto. Da apprezzare anche la discreta varietà di strutture e strumenti a nostra disposizione, legati a loro volta da un’interfaccia abbastanza intuitiva e che richiede giusto un po’ di pratica pad alla mano (niente di troppo scomodo) e la loro relativa resa estetica fantascientifica.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/11/Techtonica-recensione-6-1024x576.jpg" alt="Techtonica, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-533862" title="Techtonica, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p>E parlando di<strong> resa estetica</strong>, Techtonica si difende abbastanza bene, offrendo panorami discretamente accattivanti e impreziositi dal già evidenziato e apprezzato setting dato dal mondo alieno. Certo, a lungo andare gli elementi originali vanno a ripetersi spezzando la magia dell’esplorazione ma la possibilità di modificare l’area di gioco unita alla necessità di dar forma a macchine collegate e automatizzate, regala risultati di discreta rilevanza a cui s’aggiungono possibilità creative e di personalizzazione molto alte. Da segnalare qualche sporadico rallentamento e qualche ritardo nel caricamento di texture o elementi ambientali, ma sono piccolezze.</p>



<p>Il <strong>sonoro </strong>non è male, con tracce orecchiabili, discretamente varie e adatte all’atmosfera generale del titolo. Buono il doppiaggio in lingua inglese mentre da segnalare, purtroppo, la<strong> totale assenza della lingua italiana</strong> (assenti anche i sottotitoli). Non c’è molto da leggere, sia chiaro, ma tale mancanza potrebbe comunque risultare uno scoglio considerando che vivremo quasi costantemente col menù dell’inventario aperto.</p>
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