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	<title>Tears Revolude &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Tears Revolude, recensione (Nintendo Switch)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da WorldWideSoftware e pubblicato da Kemco, Tears Revolude è un gioco di ruolo in 2D e con qualche spruzzata di 3D, che guarda ai classici del genere con un’aria vagamente nostalgica oltre a rientrare a pieno titolo nell’ormai sconfinato catalogo di congeneri pubblicati sempre da Kemco. Noi abbiamo vissuto questa nuova avventura in salsa [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato da <strong>WorldWideSoftware</strong> e pubblicato da Kemco, Tears Revolude è un gioco di ruolo in 2D e con qualche spruzzata di 3D, che guarda ai classici del genere con un’aria vagamente nostalgica oltre a rientrare a pieno titolo nell’ormai sconfinato catalogo di congeneri pubblicati sempre da <a href="https://www.icrewplay.com/kemco-rpg-selection-vol-8-xbox/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kemco</a>. Noi abbiamo vissuto questa nuova avventura in salsa fantasy su <a href="https://www.nintendo.com/it-it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nintendo Switch</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>. Pronto per un viaggio all’insegna dell’arte?</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe title="Tears Revolude - Xbox Series X|S, Xbox One and PC - Official Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/GimrkjdafUI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Tears Revolude va a rimpolpare ancora di più il catalogo Kemco</h2>



<p><strong>Kemco</strong> è ormai noto per la rapidità con cui sforna giochi di ruolo prettamente classici e nostalgici. Un numero veramente elevato e quasi sempre frutto di trasposizioni dal mondo mobile. Tears Revolude rientra appieno in questo sistema e presenta tutti i pro e contro di buona parte dei suoi congeneri. Qui però ci sono alcune aggravanti come anche alcuni pregi degni di nota che andremo a snocciolare pezzo per pezzo. Partendo dalla <strong>trama</strong>, questa qui non riesce a emergere come dovrebbe, vittima di alcuni cliché e di una caratterizzazione dei personaggi abbastanza pigra.</p>



<p>Il titolo si apre su due protagonisti: <strong>Sion</strong> e la prosperosa <strong>Michelle</strong>. I due saranno protagonisti di innumerevoli dialoghi ma sono entrambi vittime di cliché caratteriali molto prevedibili oltre che indeboliti da un character design che li rende abbastanza anonimi, soprattutto se messi a paragone dei cast degli altri titoli Kemco. Tornando alla trama, i due protagonisti sono alla ricerca di tesori, nel dettaglio delle opere di un certo Owiel, artista molto importante vissuto un secolo fa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/04/Tears-Revolude-recensione-1024x576.jpg" alt="Tears Revolude, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-556990" title="Tears Revolude, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<p>Ebbene, proprio mentre sono a caccia di tesori, si imbattono nell’enigmatica <strong>Liara</strong>, una ragazza vittima di uno dei cliché più abusati di sempre: non ha la memoria. Eppure, nonostante ci, è proprio Liara a far scatenare le prime vicende del titolo che si snocciolano in modo abbastanza serrato, complice una longevità sotto la media del genere: neanche otto ore per completarlo, dedicandosi anche alle missioni secondarie, tutte abbastanza dimenticabili. </p>



<p>Lo scarso tempo e una scarsa cura tanto al mondo di gioco quanto ai personaggi e alle loro relazioni, rendono la trama complessiva di Tears Revolude discretamente <strong>dimenticabile</strong> e fin troppo frettolosa. Sì, c’è un certo pathos nelle fasi più avanzate ma non si ha tempo e modo di emozionarsi in quanto è particolarmente difficile empatizzare coi membri del nostro team, tutti colpiti da un senso di “già visto” e conditi con un livello di scrittura abbastanza superficiale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/04/Tears-Revolude-recensione-3657-1024x576.jpg" alt="Tears Revolude, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-556989" title="Tears Revolude, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un gameplay solido e accessibile seppur classico</h2>



<p>Tears Revolude è un <strong>gioco di ruolo in 2D</strong> con combattimenti non casuali, a turni e di stampo fortemente classico. Per farla breve: non innova assolutamente nulla. Inoltre, se messo a paragone con altri giochi di ruolo Kemco, si può far fatica a distinguerlo per gameplay, condividendo le regole base e limitandosi semplicemente a mixare alcuni elementi. Ad esempio, qui i combattimenti non sono casuali ma i nemici sono visibili su schermo.</p>



<p>E sono proprio i dungeon e la loro struttura a intrigare per alcune trovate che però non vengono sviluppate completamente. Il personaggio che controlliamo è visibile su schermo sotto forma di omino deformed in 2D e si muove in uno <strong>scenario 3D con visuale isometrica</strong>. Il tutto in modo anche abbastanza legnoso ma quello che realmente intriga è un piccolo schermo che mostra la visuale in 3D in prima persona del suddetto omino. Un modo intrigante, alla Etrian Odyssey, per farci spiare il dungeon in due modi contemporaneamente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/04/Tears-Revolude-recensione-386-1024x576.jpg" alt="Tears Revolude, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-556986" title="Tears Revolude, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<p>Di base, la visuale in prima persona serve a scovare elementi nascosti per risolvere fugaci elementi ambientali ma di fatto viene sfruttata molto, troppo poco e, il fatto che è legata strettamente coi movimenti e la direzione dell’omino in 2D rende l’esplorazione abbastanza “scattosa” e meno fluida di quanto dovrebbe. Se a ciò aggiungiamo <strong>un’estetica dei dungeon estremamente povera</strong>, ripetitiva, lineare e striminzita… viene da sé che l’esplorazione in Tears Revolude non è affatto promossa. </p>



<p>Anche le zone “sicure” sono molto esigue e snelle, relegate a un<strong> sistema di menù </strong>poco accattivante e decisamente già visto in molte altre produzioni. La macro mappa stessa non è che un elenco di zone in cui navigare tramite menù. Tra l’altro, l’interfaccia del gioco non brilla per eleganza e originalità. I combattimenti, invece, non sono casuali ma sono quasi del tutto obbligatori. Il motivo è che le aree di gioco in cui muoversi sono molto strette ed è quasi impossibile evitare un nemico, seppur visibile su mappa… data comunque la stazza che occupa.</p>



<p>Una volta in <strong>battaglia</strong>, questa si svolge in modo abbastanza scolastico, legando la cronologia d’esecuzione, la forza d’attacco e di difesa alle statistiche dei vari personaggi e rendendo così il grinding abbastanza essenziale se non fosse che il livello di difficoltà è decisamente tarato verso il basso. Tutto ciò, unito a una longevità abbastanza sotto la media del genere, rende il gioco ideale per i neofiti ma molto meno appagante per i cultori del genere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/04/Tears-Revolude-recensione-54878-1024x576.jpg" alt="Tears Revolude, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-556985" title="Tears Revolude, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, Tears Revolude vive di alti e bassi. La resa grafica in 2D degli artwork dei vari personaggi è al di sotto delle aspettative per cura al dettaglio e soffrono dei problemi tipici del roster firmato Kemco: sembrano tutti uguali e faticano a differenziarsi da un titolo a un altro. Le aree di gioco, invece, risultano spoglie e poco accattivanti. Il 3D è timido, scolastico e poco sviluppato e le interfacce di gioco non aiutano. Ciò che però salva il titolo sono lo stile grafico e le animazioni dei vari nemici.</p>



<p>Questi sfruttano il 2D in modo ingegnoso restituendo un impatto da “falso” 3D decisamente accattivante e funzionale. Il <strong>sonoro</strong>, invece, non brilla per tracce memorabili e, anzi, soffre di qualche ripetizione. In compenso, svolge il suo dovere senza troppi fastidi. Infine, da segnalare l’ormai consueta <strong>assenza dei sottotitoli in lingua italiana</strong>. Una mancanza che si sente visto che ci sarà molto da dover leggere e comprendere anche se l’inglese utilizzato è abbastanza semplice.</p>
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