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	<title>Star Wars: Bounty Hunter &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<title>Star Wars: Bounty Hunter &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Star Wars: Bounty Hunter, recensione (PlayStation 5)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Aug 2024 19:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in Vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato e pubblicato da Aspyr Media, Star Wars: Bounty Hunter è la remastered ufficiale dell’omonimo titolo del 2002 ideato e pubblicato da Lucasfilm Games. Si tratta di un gioco d’azione nonché sparatutto in terza persona 3D che ha saputo ritagliarsi un suo spazio nel tempo arrivando fino a oggi con un’edizione che nasconde più di [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato e pubblicato da <strong>Aspyr Media</strong>, Star Wars: Bounty Hunter è la remastered ufficiale dell’omonimo titolo del 2002 ideato e pubblicato da Lucasfilm Games. Si tratta di un gioco d’azione nonché sparatutto in terza persona 3D che ha saputo ritagliarsi un suo spazio nel tempo arrivando fino a oggi con un’edizione che nasconde più di un’accortezza tecnica che farà la gioia dei fan. Noi abbiamo rivestito i panni di Jango Fett su <a href="https://www.playstation.com/it-it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la nostra <strong>recensione</strong>! Pronto a partire per una galassia lontana, lontana?</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe title="Star Wars: Bounty Hunter - Announce Trailer | PS5 &amp; PS4 Games" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/udeQ7dSixJY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Star Wars: Bounty Hunter in una galassia lontana, lontana…</h2>



<p>Lo abbiamo già scritto due volte e questa è la terza:<strong> in una galassia lontana, lontana…</strong> è l’inizio di Star Wars: Bounty Hunter. Un effetto nostalgia che rievoca con prepotenza le opere di Lucas e il titolo stesso. Parliamo di font, colori e lettere che unite, in questo modo, con questa ormai arcaica riproposizione, ti lanciano indietro nel tempo con una nostalgia viscerale e bellissima.</p>



<p>Ciò che segue queste parole in celeste, è uno scroll verticale di frasi con font in giallo che riassumono e allo stesso tempo collocano cronologicamente, il set narrativo delle vicende di Star Wars: Bounty Hunter. Per chi non lo sapesse, il titolo in analisi <strong>è considerato ufficialmente canonico</strong> nell’universo espanso di Guerre Stellari e si colloca tra Star Wars: Episodio I &#8211; La minaccia fantasma e Star Wars: Episodio II &#8211; L’attacco dei cloni. Il protagonista è il già citato Jango Fett, un cacciatore di taglia mandaloriano che irrompe nel mondo dei videogiochi con ancor più importanza considerando la scia della serie televisiva The Mandalorian.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/08/Star-Wars-Bounty-Hunter-recensione-57676-1024x576.jpg" alt="Star Wars: Bounty Hunter, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-525424" title="Star Wars: Bounty Hunter, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Il buon Jango viene coinvolto in <strong>una missione per conto di Darth Tyranus</strong>, a sua volta comandato dal sempre rugosamente malvagio Darth Sidious. Senza fare spoiler, per chi non lo avesse ancora giocato, la trama di Star Wars: Bounty Hunter si difende discretamente bene regalando piacevoli approfondimenti su uno dei personaggi più forti e intriganti dell’intero immaginario di Lucas. Una storia non sempre supportata da un buon ritmo ludico ma capace comunque di trainare fino agli inevitabili titoli di coda.</p>



<p>Prima di affrontare il gameplay di Star Wars: Bounty Hunter approfondendo i ritocchi apportati dal team di Aspyr è bene ricordare che stiamo analizzando una remastered di un titolo vecchio di oltre vent’anni. L’originale, <strong>pubblicato nel 2002,</strong> è un titolo già di sua natura molto controversa, non amato da tutti e appesantito da meccaniche per alcuni già vecchie per il suo tempo e non propriamente user friendly.</p>



<p>Ecco, il team di Aspyr ha apportato<strong> diverse piccole migliorie </strong>soprattutto al sistema dei comandi e alla grafica (che approfondiremo nei rispettivi paragrafi) senza però modificare l’impianto generale del titolo. Cosa significa? Significa che a differenza della recente trasposizione (non remastered) di <strong>Tomba! Special Edition </strong>(di cui puoi recuperare la nostra <a href="https://www.icrewplay.com/tomba-special-edition-recensione-playstation-5/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recensione</a>), non sono stati inseriti sistemi aggiuntivi come il salvataggio istantaneo o metodologie atte a rendere l’esperienza più accessibile, comoda e fruibile anche ad utenti meno pazienti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/08/Star-Wars-Bounty-Hunter-recensione-5665-1024x576.jpg" alt="Star Wars: Bounty Hunter, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-525423" title="Star Wars: Bounty Hunter, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Spara e vola catturando criminali</h2>



<p>Star Wars: Bounty Hunter è un <strong>action sparatutto in terza persona</strong> con un interessante sistema di jetpack che permetteva già all’epoca di poter girovagare in livelli open-map dalle discrete dimensioni (ma dai contenuti esteticamente e quantitativamente deludenti). Le meccaniche di base sono rimaste tutto completamente invariate, nel bene e nel male. Anche qui ci ritroveremo quindi a comandare Fett impegnato in sei capitoli a loro volta suddivisi in tre livelli ciascuno con una longevità più che soddisfacente.</p>



<p>Ad aiutarci ad affrontare un’avventura <strong>non proprio alla portata di tutti</strong> (a metà esperienza il livello di difficoltà s’impenna e ci ritroveremo anche in fasi platform non comodissime e afflitte da una telecamera poco pratica) c’è l’intero set di armi e strumenti del nostro buon cacciatore di taglie. Si va dalle doppie pistole laser alla Lara Croft (armi classiche ma eccezionali, con proiettili infiniti e un buon danno) al rampino, passando per un visore, il lanciafiamme (discretamente scomodo da padroneggiare) fino al co-protagonista per eccellenza: il jet-pack.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/08/Star-Wars-Bounty-Hunter-recensione-3443-1024x576.jpg" alt="Star Wars: Bounty Hunter, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-525422" title="Star Wars: Bounty Hunter, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Il <strong>jet-pack</strong> lo otterremo nelle prime fasi del gioco e va a potenziare tanto l’esplorazione quanto le fasi platform (telecamera capricciosa permettendo). E parlando di esplorazione, in Star Wars: Bounty Hunter regna la vecchia filosofia videoludica: niente guida o mappe, sta a te capire dove andare e quanto. Questa libertà, che per alcuni può significare girare per ore senza capire che diavolo fare, si riscontra anche nell’attività opzionale che a suo modo rende unico Star Wars: Bounty Hunter: la caccia ai ricercati.</p>



<p>Sì, la <strong>caccia ai ricercati </strong>è rimasta immutata nel tempo e sì, è ancora terribilmente meccanica, scomoda e lenta ma anche per questo ferocemente identitaria. Per chi non lo sapesse, in ogni livello sono nascosti dei ricercati che vanno localizzati e marcati prima col visore (che una volta attivato non ci permette di attaccare e difenderci). Inclusi i ricercati che ci danno fuoco e che magari son nascosti da e tra i nemici comuni. Doverli localizzare PRIMA di ucciderli o catturarli è di vitale importanza pena il mancato ottenimento della taglia (utile per sbloccare gli extra del menù principale, senza quindi apportare alcun vantaggio ludico).</p>



<p>Se la meccanica di ricerca dei ricercati è rimasta arcaica e legnosa, lo stesso vale per <strong>l’intelligenza dei nemici</strong>, dei totali sciagurati privi di strategia che ci caricano a testa bassa pronti a farsi falcidiare senza pietà. Un classico che li vede diventare realmente pericolosi solo in gran numero. In tal caso, toccherà difendersi a dovere visto che non abbiamo chissà quanta energia vitale e il game over è dietro l’angolo (e dal terzo capitolo in poi la frustrazione aumenta vertiginosamente). </p>



<p>Parlando di game over, avremo a disposizione <strong>5 sole vite</strong>, terminate le quali dovremo ricominciare tutto il livello dal principio. Un problema non da poco considerando che spesso <strong>morirai </strong>per un errore della telecamera o, peggio ancora, per dei bug che ti scaraventano in abissi sconfinati (ci è successo ben cinque volte) o che vedono proiettili nemici attraversare le pareti. A completare il pacchetto d&#8217;esperienza, si riconferma la presenza di alcuni collezionabili abilmente nascosti nei livelli oltre a un’opzione nel menù iniziale con alcune grafiche e video dedicate ai fan e ai collezionisti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/08/Star-Wars-Bounty-Hunter-recensione-45-1024x576.jpg" alt="Star Wars: Bounty Hunter, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-525418" title="Star Wars: Bounty Hunter, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Le novità</h3>



<p>In tutto ciò, dove sono le <strong>novità </strong>apportate da Aspyr? Il primo impatto è ovviamente quello grafico ma in realtà, pad alla mano, si scopre che l’intero set di comandi è molto più fluido, moderno, accessibile e veloce. Giusto il sistema di lock è rimasto meccanico e impreciso mentre il resto offre un feedback molto più gradevole del passato. Al sistema è stata aggiunta anche una <strong>torcia </strong>per dar luce alle zone più buie e un rallentamento dell’azione a schermo quando si passa al visore. Piccolissimi ma graditi accorgimenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, Star Wars: Bounty Hunter segue la scia della remastered della trilogia di <strong>Tomb Raider</strong> (di cui puoi leggere la nostra <a href="https://www.icrewplay.com/tomb-raider-i-iii-remastered-la-recensione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recensione</a>) ma con meno impatto scenico (d’altronde Star Wars: Bounty Hunter è una generazione successiva rispetto ai titoli di Lara). Se è vero che l’armatura di Fett spicca insieme ai nemici e ad altri sporadici dettagli ambientali, è altrettanto vero che molte location ritornano con la loro pochezza sia estetica che contenutistica.</p>



<p>Distese di nulla monocromatico o con pochi poligoni, molti affaticati da un caricamento tardivo delle texture che stona leggermente in un lavoro comunque notevole e apprezzabile e che dona al titolo una nuova veste nonostante il peso del tempo. Il <strong>sonoro</strong>, tra cui il <strong>doppiaggio italiano</strong> (non perfetto ma comunque gradito e sempre più raro), è forte delle sonorità tipiche della saga e riesce subito a farci sentire a casa. Infine, sono presenti i <strong>sottotitoli in lingua italiana</strong>, senza neanche troppi errori.</p>
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