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	<title>Smash Hit Plunder &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
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		<title>Smash Hit Plunder &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Micheletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2019 15:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 4]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation VR]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La realtà virtuale sta facendo non poca fatica ad entrare prepotentemente nelle nostre case, complice un effetto di <strong>motion sickness</strong> ancora fin troppo presente e un parco titoli che non rappresenta certo l&#8217;eccellenza del settore videoludico. In realtà di giochi interessanti ce ne sono, i quali, proprio per l&#8217;esperienza VR che offrono, non devono per forza essere dei titoloni tripla A per intrattenere e divertire i propri fruitori. <strong>Smash Hit Plunder</strong> è certamente uno di questi.</p>
<h2>L&#8217;eredità che pesa sulla nostra testa</h2>
<p>Dopo aver collocato il PlayStation VR sulle nostre teste e aver impugnato il <strong>Controller Move,</strong> veniamo subito accolti da una lettera che rappresenta il <strong>testamento della nostra ormai defunta nonna</strong>. Firmato il foglio, utilizzando il controller a mo&#8217; di penna, siamo ora pronti per entrare nel castello medievale lasciatoci dalla nostra parente. Se pensavamo di poter godere del castello in pace, niente di più sbagliato: la <strong>vecchiarda</strong> si manifesta subito sotto forma di ectoplasma pronta ad insegnarci tutti i trucchi per giocare e divertirci a<strong> Smash Hit Plunder</strong>.</p>
<figure id="attachment_130819" aria-describedby="caption-attachment-130819" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/01/Smash-Hit-Plunder.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-large wp-image-130819" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/01/Smash-Hit-Plunder-1024x576.png" alt="Smash Hit Plunder - Recensione" width="1024" height="576" title="Smash Hit Plunder - Recensione"></a><figcaption id="caption-attachment-130819" class="wp-caption-text">La vecchiarda è proprio lei!</figcaption></figure>
<p>Questa è la semplice storia introduttiva del titolo, che ha il solo scopo di farci prendere confidenza con i comandi e farci sentire a nostro agio. Agio che proviamo fin dai primi istanti di gioco in cui notiamo che <strong>non proviamo assolutamente alcun motion sicknes </strong>(nella mia prova è stato così e io almeno un pochino ne soffro sempre). Siamo poi accompagnati dalla cara nonnina verso una terrazza del castello dalla quale abbiamo <strong>una splendida vista pixelata</strong> della vallata e dalla quale possiamo accedere ad una console che ci permette di scegliere la modalità di gioco.</p>
<figure id="attachment_130821" aria-describedby="caption-attachment-130821" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/01/SHP-1.png"><img decoding="async" class="size-large wp-image-130821" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/01/SHP-1-1024x576.png" alt="Smash Hit Plunder" width="1024" height="576" title="Smash Hit Plunder - Recensione"></a><figcaption id="caption-attachment-130821" class="wp-caption-text">La vista della vallata sotto al castello. Splendida!</figcaption></figure>
<h2>Sai quella voglia di prendere e scaraventare via tutto?</h2>
<p>Questa frase può suonare a doppio senso e in effetti sono due le sensazioni che ho provato iniziando a giocare a Smash Hit Plunder, per fortuna consequenziali: <strong>frustrazione</strong> e poi <strong>divertimento.</strong></p>
<ul>
<li>La <strong>prima</strong> è stata una sorta di spaesamento dovuto al fatto che<strong> è possibile girare la visuale con la pressione costante del grilletto T e la rotazione del Move</strong>. Inizialmente ciò è impostato con l&#8217;asse x invertito e questo causa non pochi problemi. Inoltre non è sempre facile ottenere la torsione che si vuole, finendo per compiere movimenti non sempre precisi e perdere un po&#8217; l&#8217;orientamento. <strong>Il movimento del corpo è deputato alla pressione non continua del grilletto T più la direzione decisa dal puntamento del controller</strong>. Immaginate ora, se mentre giriamo lasciassimo inavvertitamente il grilletto T e poi lo premessimo di nuovo, quello che succederebbe è che ci sposteremmo alla velocità della luce verso zone anguste e ignote del castello. Bisogna stare tranquilli però, tutto si risolve rapidamente con un pochino di pratica e, tenendo a mente che non c&#8217;è motion sickness, il tutto è meno fastidioso del previsto.</li>
<li>La <strong>seconda</strong>, invece, la si prova non appena si inizia a prendere confidenza con il gameplay base del titolo: <strong>agganciare qualunque cosa e lanciarla via.</strong> <strong>È talmente appagante che basterebbe solo questo a far passare una buona mezz&#8217;ora in compagnia del gioco</strong>. Devono saperlo anche gli sviluppatori che di questa feature ne hanno fatto il perno intorno al quale si incentra tutta l&#8217;esperienza di gioco.</li>
</ul>
<p>La stanza del castello che funge da HUB ci ricorda, tramite pratici leggii, tutti i comandi del gioco e <strong>ci permette di accedere alle opzioni per cambiare il settaggio in base alle nostre preferenze</strong>. Per selezionare la modalità di gioco basta raggiungere la mappa posta su una grande scrivania, prendere il coltello e infilzarlo nel luogo dove si è deciso di andare (cosa non facile dato che il coltello non si infilza mai dove si vuole). Una volta scelta la destinazione, apparirà uno <strong>specchio</strong> che bisogna portare vicino al viso come se volessimo guardare il nostro riflesso al suo interno, ed ecco che veniamo catapultati nel minigioco.</p>
<figure id="attachment_130822" aria-describedby="caption-attachment-130822" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/01/SHP-2.png"><img decoding="async" class="size-large wp-image-130822" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/01/SHP-2-1024x576.png" alt="Smash Hit Plunder" width="1024" height="576" title="Smash Hit Plunder - Recensione"></a><figcaption id="caption-attachment-130822" class="wp-caption-text">Il pratico volume che ci permette di modificare le opzione nel modo che preferiamo.</figcaption></figure>
<h2>Attraverso lo specchio</h2>
<p>Le prove che ci ritroveremo ad affrontare richiedono solitamente <strong>i</strong><strong>l completamento di un obiettivo entro un tempo prestabilito</strong> che sarà percepibile al giocatore solo tramite una musica che serve da &#8220;rintocco&#8221; del countdown. In base a quante monete siamo riusciti a raccogliere nel corso del livello, otterremo <strong>una o più corone che serviranno a sbloccare nuovi livelli</strong>. Il denaro, come ci si può aspettare, si raccoglie con la pressione dei tasti X o O. Se ne ottiene di maggiore lanciando e frantumando tutti gli oggetti fragili nei luoghi che ci troveremo a visitare.<strong> Alcune missioni aggiungono qualche obiettivo specifico, come il colpire un fantasma o mangiare del cibo</strong> e <strong>ci sono 3 diverse modalità di gioco</strong> in totale, ma in generale si sviluppano tutte intorno alla stessa struttura.</p>
<figure id="attachment_130820" aria-describedby="caption-attachment-130820" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/01/SHP.png"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-130820" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/01/SHP-1024x576.png" alt="Smash Hit Plunder" width="1024" height="576" title="Smash Hit Plunder - Recensione"></a><figcaption id="caption-attachment-130820" class="wp-caption-text">Puntare, agganciare, lanciare e possibilmente colpire. Questa è la base del gioco.</figcaption></figure>
<p>Questo è anche <strong>uno dei difetti del gioco</strong>: riesce ad essere divertente nelle sue fasi iniziali finché la ripetitività del gameplay non permette al giocatore di continuare. C&#8217;è da dire che per sua stessa natura e per quanto mi riguarda, indossare il visore VR per più di venti o trenta minuti è stancante di per sé, quindi questi minigiochi, pensati per partite rapide e possibilmente in multigiocatore, sono l&#8217;ideale.</p>
<h2>Guardare dentro i videogiochi anni &#8217;80-&#8217;90</h2>
<p>Lo<strong> stile grafico come abbiamo detto è composto totalmente da pixel ben poco definiti</strong>, tuttavia gli effetti di luce sono molto più vicini a quelli odierni e questo contribuisce a<strong> creare un piacevole effetto retro&#8217;</strong>. Purtroppo anche questo aspetto alla lunga stanca sia la vista che la fruizione, trovandosi di fronte a scenari fin troppo simili per effetto. Non contribuisce, inoltre,<strong> la risoluzione al quale tutto è mostrato, uno dei limiti caratteristici del PlayStation VR</strong>. Al contempo, uno stile grafico di questo tipo impedisce all&#8217;hardware di essere messo in condizione di stress mantenendo un framerate tale da non provocare motion sickness. E questo certamente è un bene.</p>
<p><strong>In conclusione</strong>, con Smash Hit Plunder, ci troviamo di fronte ad un titolo ben pensato e sviluppato che può intrattenerci per qualche ora, facendoci divertire a lanciare oggetti per le stanze virtuali e a completare alcuni obiettivi, ma nulla di più. La direzione artistica fornisce un buon colpo d&#8217;occhio dal sapore retro&#8217;, tuttavia, insieme al gameplay, <strong>alla lunga stanca</strong>.</p>
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