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	<title>Silver Chains &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
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	<title>Silver Chains &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Silver Chains, la recensione</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/silver-chains-la-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Ribaudo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2021 13:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 4]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ possibile capire se un titolo centra il bersaglio, settando nuovi standard per un genere, quando nascono degli emuli che ne riprendono i punti di forza. Stiamo naturalmente parlando di Resident Evil VII, con il suo horror da vivere in prima persona; Silver Chains, il titolo di cui parliamo oggi, è senza dubbio derivativo dal franchise Capcom. Per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">E’ possibile capire se un titolo centra il bersaglio, settando nuovi standard per un genere, quando nascono degli emuli che ne riprendono i punti di forza.</p>
<p style="font-weight: 400;">Stiamo naturalmente parlando di <strong>Resident Evil VII</strong>, con il suo horror da vivere in prima persona; <strong>Silver</strong> <strong>Chains</strong>, il titolo di cui parliamo oggi, è senza dubbio <strong>derivativo</strong> dal franchise <strong>Capcom.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Per fortuna, va detto subito a scanso di equivoci, dal settimo capitolo della celebre saga nipponica  riprende l’atmosfera, sviluppandola però in maniera differente.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il mese di gennaio ci ha dato un’anticipazione di quello che sarà <a href="https://www.icrewplay.com/giochi/resident-evil-village/"><strong>Resident Evil: Village</strong></a>, primo vero test per le capacità della nuova generazione di console.</p>
<p style="font-weight: 400;">Purtroppo la demo, <strong>The Maid</strong>, è stata resa disponibile solo per <strong>PlayStation 5</strong> che al momento è più rara di una copia non buggata di <strong>Cyberpunk</strong>, quindi se hai fame di una nuova esperienza horror la soluzione c’è.</p>
<p style="font-weight: 400;">Due anni dopo l’uscita originaria su PC, <strong>Silver Chains</strong> approda su <strong>PlayStation 4</strong> per cui, bando ai preamboli, addentriamoci nella recensione.</p>
<h2 style="font-weight: 400;"><strong>Una magione ricca di segreti</strong></h2>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong>L’avvio di <strong>Silver Chains</strong> segue pedissequamente i canoni del genere, salvo essere ambientato agli inizi del XX secolo.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-284617" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/01/sc6stm.jpg" alt="Silver Chains" width="940" height="529" title="Silver Chains, la recensione"></p>
<p style="font-weight: 400;">Un incidente d’auto ci lascia appiedati davanti un’<strong>antica magione</strong>, completamente al buio <strong>tranne una finestra illuminata da cui si intravede una silhouette</strong> probabilmente femminile.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quasi sulla soglia, in maniera molto conveniente, il nostro protagonista sviene per ritrovarsi all’interno dell’edificio.</p>
<p style="font-weight: 400;">All’inizio la nostra unica preoccupazione è quella di <strong>fuggire</strong> ma, man mano che la trama si dipana, le nostre priorità sono destinate a cambiare dal momento che <strong>il poco accogliente edificio nasconde più di quel che sembra a primo impatto.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">L’incidente vicino alla magione non è del tutto casuale e più andremo avanti, più scopriremo qualcosa in più sul passato del giovane protagonista.</p>
<p style="font-weight: 400;">La storia narrate in <strong>Silver Chains</strong> è abbastanza <strong>scontata</strong>, quasi da manuale dell’horror, ma decente. Nulla di particolarmente innovativo, <strong>i colpi di scena sono facilmente anticipabili</strong>, ma la trama è scritta bene al punto da spingerci a continuare a giocare. Che è quello che dovrebbe fare ogni gioco.</p>
<p style="font-weight: 400;">Eliminati l’elemento in prima persona e la magione semidiroccata <strong>le similitudini con Resident Evil VII finiscono qui. </strong></p>
<p style="font-weight: 400;">In <strong>Silver Chains</strong> non ci sono armi e non si combatte; il suo gameplay è più affine ai titoli di <strong>Bloober</strong>, con qualche differenza. Il fulcro del gioco sta nell’<strong>esplorare</strong> l’enorme casa risolvendo all’occorrenza alcuni semplici, ma efficaci, <strong>enigmi</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-284618" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/01/sc6stn.jpg" alt="Silver Chains" width="940" height="529" title="Silver Chains, la recensione"></p>
<p style="font-weight: 400;">Nel fare questo incontreremo alcuni nemici che cercheranno di ucciderci, e tutto ciò che dovremo fare sarà <strong>correre a nasconderci</strong>. Si tratta di momenti abbastanza scriptati e poco spaventosi, in cui dovremo nasconderci nell’armadio più vicino e <strong>attendere finchè la musica non cessa di risuonare</strong>. A quel punto siamo liberi di muoverci.</p>
<p style="font-weight: 400;">Purtroppo il gioco è troppo breve; a primo impatto sembra un po’ più lungo per via della gran mole di <strong>backtracking presente</strong>, così come per la presenza di alcuni <strong>passaggi in cui non sappiamo bene cosa fare</strong> che ci vedranno impegnati a <strong>girare in tondo</strong> per la magione alla ricerca dell’oggetto necessario a proseguire, della stanza in cui far partire una cutscene e via dicendo.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-284616" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/01/sc6stl.jpg" alt="Silver Chains" width="940" height="529" title="Silver Chains, la recensione"></p>
<p style="font-weight: 400;">Sapendo cosa fare in ogni momento, <strong>il gioco si riesce a completare in 2 ore scarse</strong>, anche di meno se la <strong>IA inconsistente</strong> dei pochi nemici non ci crea problemi.</p>
<h2 style="font-weight: 400;"><strong>Segnali di Stile</strong></h2>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong>Tra i punti di forza di <strong>Silver Chain </strong>c’è sicuramente il comparto grafico. Pur trattandosi di un indie low budget, il gioco è piacevole a vedersi con buoni effetti di luce e ombre e un discreto framerate. Infatti dall’inizio alla fine vengono mantenuti <strong>60fps</strong> senza rallentamenti o crash di sorta, con un’ottima qualità nella resa degli interni.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-284619" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/01/sc6sto.jpg" alt="Silver Chains" width="940" height="529" title="Silver Chains, la recensione"></p>
<p style="font-weight: 400;">I pochi PNG presenti, invece, sono resi molto male: <strong>poche le animazioni, di bassa qualità e più simili a bambole che ad esseri umani o creature demoniache.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Il comparto sonoro è invece una via di mezzo. <strong>Se il doppiaggio (solo inglese) è di buon livello, Silver Chains</strong> non riesce a fare buon uso degli effetti sonori.</p>
<p style="font-weight: 400;">O meglio, <strong>è uno di quei titoli che punta tutto sui rumori forti e i jump scare.</strong> Elementi che a lungo andare annullano ogni pretesa di immersività e ormai non riescono neppure a spaventare il giocatore, ma solo ad <strong>annoiarlo</strong>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Silver Chains &#8211; Recensione</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/silver-chains-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Santo Marcianó]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Aug 2019 09:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[A volte per recensire un gioco c&#8217;è bisogno di fare un passo indietro e chiedersi: da quali basi è stato estrapolato? Qual è il vero obiettivo? Dove vogliono farmi arrivare? Dopo esserci posti queste domande potremmo iniziare col dire che Silver Chains è un titolo molto simile a Outlast per via del continuo corri e nasconditi, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A volte per recensire un gioco c&#8217;è bisogno di fare un passo indietro e chiedersi: <strong>da quali basi è stato estrapolato? Qual è il vero obiettivo? Dove vogliono farmi arrivare?</strong> Dopo esserci posti queste domande potremmo iniziare col dire che <strong>Silver Chains</strong> è un titolo molto simile a <strong>Outlast</strong> per via del continuo corri e nasconditi, per i vari elementi che devono essere recuperati per proseguire nella storia, e per i continui <strong>Jump</strong> <strong>Scare</strong> che la faranno da padroni per tutto il tempo di gioco. A detta degli sviluppatori infatti, i giochi a cui si sono ispirati sono: <strong>Layers of Fear &amp; Layers of Fear 2, la serie di Resident Evil, Dead by Daylight, Outlast &amp; Outlast 2, Slender &amp; Slender: The Arrival</strong> e la famosissima serie di <strong>Silent Hill</strong>.</p>
<p><strong>Silver Chain</strong> è un titolo prodotto da <strong>Cracked Heads Games</strong> e rilasciato ufficialmente il <strong>6 agosto 2019</strong>, proposto unicamente per <strong>pc;</strong> il titolo in questione è un gioco di genere <strong>horror</strong>, <strong>indie</strong>, <strong>psicologico,</strong> in prima persona con tanti elementi esplorativi che ci porteranno sempre più vicini alla conclusione di questa <strong>narrazione</strong>.</p>
<p>Il gioco, dopo la scelta di iniziare una nuova partita all&#8217;interno del menù principale, comincia con un incidente stradale che avviene nelle <strong>campagne inglesi</strong>. Il nostro protagonista <strong>Peter,</strong> rimasto scosso e leggermente ferito da questo incidente si appresta a cercare aiuto, ritrovandosi di fronte ad una villa: da una finestra della stessa trapela una luce accesa, segno della presenza di qualcuno all&#8217;interno dell&#8217;abitazione, scena questa già vista nel primo capitolo di <strong>Outlast</strong>. Peter dopo aver camminato agonizzante, riesce finalmente a giungere alla porta principale di questa villa, ma purtroppo perde i sensi. Durante il suo svenimento il nostro protagonista sogna un albero ben fiorito, che tutto d&#8217;un tratto prende fuoco, diventando così un albero spoglio e ormai sfinito dalle fiamme. Peter si sveglia, l&#8217;ambiente in cui si trova gli risulta essere sconosciuto, si alza, si accinge ad uscire ma nota che le porte sono chiuse, l&#8217;ansia aumenta e dopo aver ricevuto qualche indizio ed elemento fondamentale, riesce ad uscire dalla stanza illeso. Inizia così una spaventosa avventura.</p>
<p>Dopo esser riusciti ad uscire dalla camera nella quale eravamo prigionieri, notiamo che l&#8217;ambiente di gioco non è esattamente quello che ci aspettavamo da un gioco <strong>horror</strong>. Quando si parla di questo tipo di giochi, la prima cosa che viene in mente è l&#8217;ambientazione che di solito si presenta come <strong>tetra</strong>, <strong>buia</strong>, quindi senza <strong>spiragli</strong> di <strong>luce</strong> ma lasciando il giocatore in continua suspense, con <strong>Jump</strong> <strong>Scare</strong> a volte letali per il protagonista che rimane impietrito. In <strong>Silver</strong> <strong>Chains</strong> invece non è così, le ambientazioni possono essere definite come ben illuminate per il genere, abbiamo molta luce proveniente dall&#8217;esterno, attraverso le finestre, e anche dall&#8217;interno grazie alle varie lampadine a muro sparse per tutta la casa che consentono una vista nitida su tutto ciò che ci circonda. Gli <strong>Jump</strong> <strong>Scare</strong> presenti all&#8217;interno di questo titolo <strong>videoludico</strong>, saranno spaventosi ma non <strong>letali</strong> in quanto le varie scene d&#8217;impatto verranno effettuate dai bambini che un tempo abitavano la casa. Quest&#8217;ultimi non hanno intenzioni malvagie, anzi l&#8217;opposto vogliono aiutarci nel proseguire la nostra avventura contro la strana creatura della casa. <strong>Peter</strong> dopo esser stato aiutato per tutta la maggior parte del tempo dai bambini, inizia a capire che in quella casa qualcosa di misterioso è successo e che è stato già lì prima di quel momento.</p>
<h2>Comparto grafico</h2>
<p>Il comparto grafico di <strong>Silver Chains</strong> può essere definito di tutto rispetto. Le <strong>texture</strong> sono ben fatte, le ombre dei vari oggetti e del nostro protagonista sono ben delineate. Le <strong>sfaccettature</strong> dei <strong>riflessi</strong> della luce che sovviene dai vetri della casa sono ottime. Tutti gli <strong>elementi tangibili</strong> in questo videogame sono davvero ottimizzati al meglio, a partire dalle <strong>bambole</strong> appese, di inizio livello, alla <strong>lampada</strong> <strong>magica</strong> che riflette i vari simboli sulle pareti, tutto è fatto a regola d&#8217;arte.</p>
<h2>Comparto sonoro</h2>
<p>Come tutti sappiamo a rendere più spaventosa un&#8217;atmosfera, di per sè già paurosa, ci pensa la colonna sonora. Essa molte volte, in questo gioco, sarà assente, lasciando solo il rumore dei passi all&#8217;interno della villa. Altre volte invece, soprattutto nei momenti di pericolo, la colonna sonora diventa più incalzante e tetra, facendoci capire che è il momento giusto per scappare via o nascondersi. Nel complesso risulta essere un&#8217;ottima melodia, alle volte ripetitiva ma che sa rimanere sempre sul pezzo.</p>
<h2>In conclusione</h2>
<p><strong>Silver Chains</strong> è un ottimo titolo per tutti coloro che amano gli horror, molti elementi sono uguali a titoli videoludici già visti prima ma ci si può passar sopra. Pur essendo un titolo in cui i rompicapo la fanno da padrone, essi risultano  facili da comprendere e finalizzare; anche perchè arrivato ad un certo punto le soluzioni ai vari enigmi ci vengono fornite in maniera quasi del tutto diretta. Di elementi all&#8217;interno di <strong>Silver Chains</strong> ce ne sono parecchi, ma pochi sono finalizzati all&#8217;uso personale, gli unici ed i più importanti sono la <strong>torcia</strong> e il <strong>monocolo</strong> (<strong>quest&#8217;ultimo è in grado di scoprire vari elementi invisibili ad occhio nudo</strong>). Possiamo quindi consigliare l&#8217;acquisto del titolo a tutti coloro che vogliono cimentarsi in una nuova avventura, che non duri molto e che sappia regalare un ottimo feeling. Occhio però al finale di gioco.</p>
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