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	<title>Shines Over: The Damned &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<title>Shines Over: The Damned &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Shines Over: The Damned &#8211; Recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/shines-over-the-damned-recensione-playstation-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2024 09:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato e pubblicato da Firenut Games, Shines Over: The Damned è un brevissimo walking simulator esperienziale in prima persona a tema horror con una narrativa fortemente astratta e una manciata di enigmi, oltre a qualche sporadica fase da platform. Noi abbiamo affrontato questo misterioso viaggio su PlayStation 5 e questa è la nostra recensione. Shines [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato e pubblicato da Firenut Games, Shines Over: The Damned è un brevissimo walking simulator esperienziale in prima persona a tema horror con una narrativa fortemente astratta e una manciata di enigmi, oltre a qualche sporadica fase da platform. Noi abbiamo affrontato questo misterioso viaggio su <a href="https://store.playstation.com/it-it/concept/10009421" target="_blank" rel="noopener">PlayStation 5</a> e questa è la nostra <strong>recensione</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe title="Shines Over: The Damned - Launch Trailer | PS5 Games" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/H7Vs9nxF2Sc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Shines Over: The Damned e i misteri inspiegabili</h2>



<p>Lo diciamo subito: Shines Over: The Damned è <strong>un prodotto particolare e pieno di punti critici</strong> che lo rendono molto difficile da consigliare e che trova gli unici punti forti nel sonoro e nell’atmosfera. Non per niente, il titolo stesso suggerisce da subito di usufruire l’esperienza con le cuffie in modo da renderla più coinvolgente e far sentire meglio i rumori ambientali discretamente curati.</p>



<p>Procedendo con ordine, iniziamo a parlare della <strong>narrazione</strong>. In Shines Over: The Damned non capirai assolutamente un accidenti. Non solo perché le linee di testo (rigorosamente in inglese) sono poche, astratte, metaforiche e quasi citazionali ma anche perché quanto avviene a schermo è particolarmente complesso da collegare e motivare.</p>



<p>Noi vestiamo i panni di <strong>un individuo senza nome, senza armi e apparentemente senza scopo</strong>. Sul nostro cammino c’è un cane, un pastore tedesco che, per qualche motivo, ci funge da guida in un percorso lineare e breve che ci vedrà anche perseguitato da strane creature, con tanto di fugaci apparizioni di ombre.</p>



<figure class="wp-block-image"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1920" height="1080" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/03/Shines-Over-The-Damned-recensione-574.jpg" alt="Shines Over: The Damned recensione" class="wp-image-511067" title="Shines Over: The Damned - Recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Tra enigmi ambientali incastonati in budella rocciose e un lungo e noiosissimo fiume da percorrere in barca, <strong>l’avventura che non dura neanche un’ora</strong> si conclude senza fornire alcuno spunto o senso. O meglio, qualche vaga interpretazione la si può dare, c’è un alone di morte e sappiamo che c’è (o c’era) anche una donna in questa storia, ma non è mai chiaro.</p>



<p>Shines Over: The Damned è quindi un prodotto autoriale, in alcuni casi suona come una mera e <strong>discutibile esercitazione di stile</strong> (soprattutto grafico e sonoro) fine a se stessa. Un peccato, considerando l’atmosfera generale del titolo che riesce a offrire percorsi discretamente carichi di ansia anche se azzoppati da jump scare ormai abusati, telefonati e poco efficaci.</p>



<p>A tal proposito, Shines Over: The Damned viene promosso come <strong>gioco horror</strong> ma, personalmente, non ha saputo spaventarci. C’è un unico momento di tensione, un paio di secondi, ma scemano nel momento in cui avviene il primo jump scare in quanto, i futuri, sono prevalentemente gli stessi che si ripetono un po’ a random. Gradevole invece la comparsa, sempre casuale, di ombre con tanto di effetto sonoro straniante (che funziona più della resa grafica).</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="1920" height="1080" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/03/Shines-Over-The-Damned-recensione-654.jpg" alt="Shines Over: The Damned recensione" class="wp-image-511068" title="Shines Over: The Damned - Recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Come sopravvivere al viaggio</h2>



<p>Shines Over: The Damned è principalmente un <strong>walking simulator</strong> decisamente breve e anonimo che prova ad arricchire la sua esperienza inserendo una manciata di fasi appartenenti a generi diversi, senza che nessuna riesca a lasciare il segno e anzi, che vanno complicare l’esperienza ludica generale. Partiamo dalla base: <strong>camminare</strong> in Shines Over: The Damned è grossomodo come altri titoli analoghi (uno tra tutti il recente <strong>GENIE Reprise</strong> che abbiamo anche <a href="https://www.icrewplay.com/genie-reprise-recensione-playstation-5/" target="_blank" rel="noopener">recensito</a>) dove sarai impegnato semplicemente a progredire in un percorso lineare e con un’esplorazione praticamente ridotta all’osso.</p>



<p>Ma Shines Over: The Damned prova ad andare oltre e ogni capitolo (dei cinque a disposizione), prova a introdurre una <strong>piccola sfida di genere differente</strong>. Il problema è che nessuna di queste brilla particolarmente né per complessità né per divertimento. Inoltre, la durata scarsissima di ogni capitolo (alcuni durano una manciata di minuti) lascia il tempo che trova.</p>



<p>Nel dettaglio, abbiamo le<strong> fasi platform</strong> che sono dei veri abomini. Una di queste ci vede impegnato nel saltare su piattaforme invisibili indicate unicamente da delle sfere luminose. La difficoltà è che dopo i primi tre salti, tali punti luminosi spariranno e lasceranno al giocatore e alla sua memoria, il compito di ricordarsi dove saltare.</p>



<p>L’idea è anche carina, ma il problema è che il nostro avatar è dotato di un salto ridicolo e poco preciso. Basta poco, infatti, per capitombolare giù costringendoci a rigiocare l’intera sezione. Oltre le fasi platform, abbiamo poi <strong>un enigma ambientale discretamente ridicolo</strong>: guardare una composizione di figure e replicarla in ordine interagendo cronologicamente coi rispettivi pannelli.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1080" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/03/Shines-Over-The-Damned-recensione-563.jpg" alt="Shines Over: The Damned recensione" class="wp-image-511066" title="Shines Over: The Damned - Recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>A questi discutibili momenti si aggiungono le <strong>fasi più d&#8217;azione</strong> che combaciano coi jump scare. In pratica, in alcuni momenti, saremo assaliti da una creatura e, per evitare il game over, dovremo premere ripetutamente L1 e R1. Tutto qui. Premuti i tasti, la creatura va via e si procede come se nulla fosse.</p>



<p>Ma il peggio è la parte finale che poi dovrebbe essere quella più evocativa e principale considerando che compone anche la “locandina” del prodotto: <strong>la fase in barca</strong> (con tanto di cane posizionato evocativamente sulla prua). Tale fase è anche la più lunga, noiosa e mal prodotta di tutto il piccolo pacchetto. In soldoni si tratta di un percorso lineare semi-automatico dove il nostro compito è spostarci a destra e sinistra per evitare ostacoli e giungere alla fine integri.</p>



<p>Il <strong>problema</strong> è che se ti sposti troppo a destra o troppo a sinistra, la barca subisce un surrealistico effetto rimbalzo che in slow motion ti riporta sul binario invisibile più prossimo e che, quasi sempre, combacia con l’urtare un ostacolo e costringerti a ripercorrere tutta la traversata dal principio. Ma tranquillo, se non è l’effetto rimbalzo a ucciderti, sarà il tuo tentare di schivare un ostacolo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/03/scqmel-1024x576.jpeg" alt="Shines Over: The Damned - Recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-511495" title="Shines Over: The Damned - Recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p><strong>Il sistema di collisione</strong> con la barca fa acqua da tutte le parti, in quanto avremo una visuale, sempre rigorosamente in prima persona, a 360°. Questo significa che se ti sposti a destra per schivare un ostacolo e vuoi rispostarti a sinistra per schivarne un altro, devi calcolare bene i tempi col primo ostacolo onde evitare che la poppa della barca s’incagli con l’ostacolo (che non vedi) precedente.</p>



<p>Insomma, ludicamente parlando, Shines Over: The Damned <strong>è un accozzaglia di momenti brevissimi tutti riprodotti in modo discutibile</strong> e che hanno il pregio nel fatto che durano poco. Un grosso peccato che va a inficiare l’esperienza generale di un titolo che, lo diciamo di nuovo, ha tutto il suo potere unicamente nell’atmosfera.</p>



<p>Ultima nota per i “<strong>collezionabili</strong>”, delle sfere luminose sparpagliate in soli due dei cinque capitoli e che non hanno alcuno scopo. Non offrono vantaggi né approfondimenti narrativi. Non c’è neanche un contatore a schermo, niente. D’altronde in Shines Over: The Damned non esiste neanche un menù.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, Shines Over: The Damned offre molto poco contenutisticamente. Sì, alcuni rocciosi scorci e giochi di luce sono carini ma risultano terribilmente anonimi. La cura del dettaglio è povera e molto viene riciclato e anche male. Le poche figure che si muovono a schermo lo fanno male e faticano enormemente a restare impresse.</p>



<p>Persino la creatura-mostro è terribilmente anonima e per niente spaventosa. Discorso totalmente diverso per il <strong>sonoro</strong>, ben implementato in quasi tutta l’esperienza. D’altronde, se il titolo riesce a regalare momenti di tensione, il merito è unicamente del sonoro. Da segnalare, infine, la totale <strong>assenza della lingua italiana</strong>, neanche i sottotitoli ma è una mancanza che non si nota neanche essendoci davvero molto poco da leggere.</p>
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