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	<title>Sea of Solitude &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Sea of Solitude: The Director’s Cut uscirà il 4 marzo su Nintendo Switch</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/sea-of-solitude-directors-cut-uscira-su-switch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Gabban]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2020 16:30:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo l’uscita della prima versione su PC via Steam, PlayStation 4 e Xbox One l’anno scorso, Sea of Solitude: The Director’s Cut aggiungerà molti nuovi contenuti al titolo psicologico di Cornelia Geppert pubblicato da Electronic Arts. Ci ritroveremo, dunque, una seconda volta nei panni della bambina abbandonata in un vasto mare popolato dei suoi mostri [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l’uscita della <b><a href="https://www.ea.com/it-it/games/sea-of-solitude" target="_blank" rel="noopener">prima versione</a> su PC via Steam, PlayStation 4 e Xbox One</b> l’anno scorso, <b>Sea of Solitude: The Director’s Cut</b> aggiungerà molti <b>nuovi contenuti al titolo psicologico</b> di Cornelia Geppert <b>pubblicato da Electronic Arts</b>. Ci ritroveremo, dunque, una seconda volta nei panni della bambina abbandonata in un <b>vasto mare popolato dei suoi mostri interiori</b> mentre cercheremo di <b>superare la nostra depressione,</b> tornando con la memoria alle sue cause scatenanti senza lasciare che ci inghiottano.</p>
<p><b>Sea of Solitude: The Director’s Cut</b> uscirà il <b>prossimo 4 marzo in esclusiva su Nintendo Switch</b>, offrendo ai giocatori sull’ibrida della grande N l’esperienza base arricchita da una <b>nuova porzione di trama</b>, alcune <b>linee di dialogo doppiate</b>, il supporto per il <b>giroscopio</b> e una <b>modalità fotografica</b> che ci permetterà di immortalare i momenti più suggestivi di questo delicato <b>viaggio nelle ombre dell’animo umano</b>. Certo, si tratta di un gioco molto faticoso dal punto di vista emotivo, ma percorsi come questi permettono di <b>affrontare temi molto importanti</b> in una forma diversa ma non per questo meno efficace.</p>
<h2>Sea of Solitude: The Director’s Cut e l’introspezione dei videogiochi</h2>
<div class="rb-videoresp"><iframe title="Sea of Solitude: The Director’s Cut - Announcement Trailer - Nintendo Switch" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/m-L-1ZDLLgw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
<p>A onor del vero, <b>Sea of Solitude: The Director’s Cut</b> non è affatto l’unico titolo ad affrontare questo tipo di tematiche. Già nei primi anni Duemila, giochi come <a href="https://www.icrewplay.com/gli-anni-doro-di-final-fantasy-1994-2001/"><b>Final Fantasy IX</b></a> avevano iniziato a trattare le <b>problematiche della psiche e della vita</b> con personaggi rimasti nel cuore di tutti, tra cui il <b>mago nero Vivi Ornitier</b> con la sua ricerca del <b>senso di vivere</b> di fronte alla consapevolezza di dover morire. In anni recenti, però, a inserirsi in questo particolare filone è stato soprattutto <a href="https://www.icrewplay.com/player-one-7-senua-di-hellblade-senuas-sacrifice/"><b>Hellblade: Senua’s Sacrifice</b></a>, sviluppato con l’aiuto di un <b>team di psicologi</b> per rendere la malattia della protagonista nel modo <b>più realistico possibile</b>.</p>
<p>Se anche <b>Sea of Solitude: The Director’s Cut</b> saprà inserirsi in questa serie di <b>titoli amatissimi dai giocatori</b> dipenderà in gran parte dalle nuove aggiunte, che dovranno da un lato <b>mantenere la qualità della trama</b>, ma dall’altro <b>migliorare un gameplay troppo ripetitivo</b> che risentiva del focus narrativo del <b>gioco di Electronic Arts</b>. Certamente, attenderemo volentieri fino al 4 marzo per <b>rimetterlo alla prova</b> e dare un giudizio definitivo.</p>
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		<title>Sea of Solitude, i mostri della solitudine</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/sea-of-solitude-i-mostri-della-solitudine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Masciolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2020 14:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox One]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 4]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
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					<description><![CDATA[Il titolo d’avventura indie, Sea of Solitude è stato sviluppato dallo studio tedesco Jo-Mei Games e mostrato in occasione dell’E3 di Electronic Arts del 2018. Il gioco si basa su esperienze di vita reale, raccontate e trasposte in forma videoludica. Kay, la protagonista, si ritrova immersa nel mare della sua solitudine che ricopre come una bolla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolo d’avventura indie, Sea of Solitude è stato sviluppato dallo studio tedesco Jo-Mei Games e mostrato in occasione dell’E3 di Electronic Arts del 2018.</p>
<p>Il gioco si basa su esperienze di vita reale, raccontate e trasposte in forma videoludica. Kay, la protagonista, si ritrova immersa nel mare della sua solitudine che ricopre come una bolla tutti i suoi ricordi, la sua disperazione, le occasioni mancate, i suoi errori.</p>
<p>In Sea of Solitude il giocatore avverte spesso la sensazione di essere immerso in una bolla interiore, si sente in balia delle onde e si immerge nell&#8217;inquietudine della protagonista, costantemente sola. La solitudine genera mostri, ognuno di noi può diventare il mostro di se stesso, un piccolo pezzo di sé che si stacca e che non riconosciamo. La storia di Kay, si intreccia con quella del fratellino vittima di bullismo e dei genitori intrappolati in un matrimonio infelice che li porta a soffrire. Ognuno di loro riesce ad affrontare le sue paure e a liberarsi del fardello della propria disperazione.</p>
<h2><strong>I rimandi e le similitudini</strong></h2>
<p><em>“Guardò il mare e capì fino a che punto era solo, adesso. Ma vedeva i prismi nell’acqua scura profonda, e la lenza tesa in avanti e la strana ondulazione della bonaccia. Le nuvole ora si stavano formando sotto l’aliseo e guardando davanti a sé vide un branco di anatre selvatiche stagliarsi nel cielo sull’acqua, poi appannarsi, poi stagliarsi di nuovo, e capì che nessuno era mai solo sul mare.” </em>Il Vecchio e il mare, Ernest Miller Hemingway.</p>
<p>È innegabile che Sea of Solitude sia un titolo ricco di rimandi, simboli e similitudini. La presenza del mare rimanda alla solitudine. Un un viaggio interiore in silenzio e contemplazione. Il mare può essere calmo e soleggiato, trasparente o sporco, mosso e agitato esattamente come avviene nell&#8217;animo umano, nella mente che contiene una complessità di emozioni e sentimenti. Una bellissima metafora per indicare un viaggio interiore nelle profondità nella coscienza.</p>
<p>L’alta marea ricopre tutto, ogni ricordo, ogni emozione. Non si riesce a pensare, a nuotare, a respirare e neanche gridare. Ci si sente persi e spaesati perché è lì che sguazzano le nostre più profonde paure, pronte a divorarci. Tutto questo in Sea of Solitude è rappresentato molto bene dal &#8220;mostro donna&#8221; che è una costante nel titolo e che nuota con l&#8217;ossessione di mangiare Kay.</p>
<p>Il titolo presenta anche attività secondarie come il poter scacciare i gabbiani appollaiati in varie zone della mappa che rimandano alla libertà esattamente quella espressa nel Gabbiano Jonathan Livingston: <em>“Egli imparò a volare, e non si rammaricava per il prezzo che aveva dovuto pagare. Scoprì che erano la noia e la paura e la rabbia a render così breve la vita d’un gabbiano.”</em>. Una libertà pura, guadagnata, sospirata e finalmente ottenuta.</p>
<p>I mostri nel titolo sono i protagonisti stessi, avvolti dall&#8217;oscurità delle loro paure, debolezze, preoccupazioni, dolori, rimorsi e rimpianti. La solitudine deforma, cambia e trasforma fino a quando siamo noi stessi a diventare ombre, a farci paura. Questo concetto è illustrato con semplice efficacia nel gioco e quando un protagonista si ricongiunge a se stesso e si abbraccia in un&#8217;equilibrio interiore, torna “umano”. E dunque cosa bisogna fare per tornare umani? Rifiutare le proprie paure? Rifiutare le proprie debolezze, passato ed errori? La risposta si svela alla fine di Sea of Solitude, in base al lungo percorso che l’autrice ha dovuto percorrere per tornare nella sua umanità.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-223713 aligncenter" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/05/Sea-of-Solitude-mostro-300x169.jpg" alt="Sea of Solitude-mostro" width="566" height="319" title="Sea of Solitude, i mostri della solitudine"></p>
<p>La ragazza luminosa che accompagna Kay durante tutto il percorso potrebbe rappresentare un parte dell’identità della protagonista che sopravvive al buio della sua solitudine e che la guida nel suo viaggio di redenzione anche se alle volte non sarà presente in alcuni momenti specifici della storia.</p>
<h2><strong>Un gameplay semplice ma efficacie </strong></h2>
<p>Le meccaniche di gioco in Sea of Solitude sono davvero molto semplici. Come in Life is Strange anche in questo caso il gameplay risulta più da contorno, fa da cornice veicolando un messaggio importante. Si configura come un viaggio raccontato attraverso un controller in modo tale da rendere il giocatore partecipe delle sensazioni vissute dalla protagonista. Un racconto interattivo in cui l’utente possa rispecchiarsi, immergersi e verso cui possa entrare in empatia.</p>
<p>Sea of Solitude non colpisce per le sue meccaniche di gioco, il suo valore risiede nella narrazione trattata e nella raffigurazione delle emozioni provate da Kay che scuotono il giocatore.</p>
<h2><strong>L’ambientazione come specchio dell’animo umano </strong></h2>
<p>Gli ambienti nel titolo rispecchiano perfettamente i turbamenti dell’animo umano in tutta la loro complessità. Si passa da paesaggi soleggiati e sereni a tempeste burrascose, spesso in modo repentino ed altre in modo molto più soft. Alle volte si intravede dell’espressionismo negli sfondi, come se si deformassero per dare parola ai sentimenti della protagonista, come se diventassero essi stessi espressione dell’inquietudine di Kay.</p>
<p>La grafica in Sea of Solitude è come una pittura fresca, le immagini cambiano rapidamente a seconda delle emozioni che l’autrice vuole trasmettere.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-223716 aligncenter" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/05/sea-of-solitude-ambientazione-300x169.jpg" alt="Sea of Solitude, ambientazioni " width="557" height="314" title="Sea of Solitude, i mostri della solitudine"></p>
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