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	<title>Sea Hero Quest VR &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Come un videogioco contribuisce alla ricerca sull’Alzheimer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Ribaudo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Apr 2019 09:11:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[A prima vista, Sea Hero Quest VR può sembrare uno dei tanti titoli in realtà virtuale senza lode e senza infamia presenti sul mercato; tuttavia è stato sviluppato per aiutare a identificare i giocatori con sintomi iniziali di demenza, spesso molto prima che  questi vengano riscontrati durante screening medici. E funziona. Secondo un recente articolo pubblicato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A prima vista, <strong>Sea Hero Quest VR</strong> può sembrare uno dei tanti titoli in realtà virtuale senza lode e senza infamia presenti sul mercato; tuttavia è stato sviluppato per <strong>aiutare a identificare i giocatori con sintomi iniziali di demenza</strong>, spesso molto prima che  questi vengano riscontrati durante <strong>screening </strong>medici. <strong>E funziona.</strong></p>
<p>Secondo un recente articolo pubblicato sulla rivista scientifica statunitense <strong>PNAS </strong>(Proceedings of the National Academy of Sciences) <strong>Sea Hero Quest Vr</strong>, sviluppato da <strong>Glitchers</strong> in collaborazione con <strong>Deutsche Telekom</strong> e alcune università sparse per l’Europa, è stato progettato con il contributo di insigni <strong>neuroscienziati</strong> così da generare <strong>dati </strong><strong>scientificamente credibili</strong> utili per comprendere la demenza, uniti a <em>“un’esperienza coinvolgente e divertente”</em>.</p>
<p>Incredibilmente, i <strong>report </strong>calcolano che <strong>due minuti passati giocando a questo titolo equivalgono a 5 ore di ricerche di laboratorio; </strong>gli sviluppatori del gioco sostengono che siano già stati generati dati equivalenti a 15.000 anni di ricerche.</p>
<p>Al momento gli studi sono concentrati su quei giocatori che sono acclarati portatori del <strong>gene </strong><strong>APOE4</strong>, uno dei geni responsabili dell’<strong>Alzheimer,</strong>così da verificare dove aumentano le possibilità di <strong>rallentare l’insorgere</strong> della demenza e dove questo non avviene.</p>
<p><em>“Abbiamo scoperto che le persone con un alto rischio genetico, i portatori dell’APOE4, si comportano peggio nello svolgere compiti di movimento nello spazio. Scelgono vie meno efficienti per raggiungere gli obiettivi fissati” </em>dice il professor <strong>Michael Hornberger</strong>, che ha contribuito allo sviluppo del progetto.</p>
<p><em>“Per affrontare questa crescente minaccia alla salute, nel 2016 abbiamo sviluppato Sea Hero Quest per dispositivi mobili, allo scopo di modificare i metodi esistenti per la raccolta dei dati e creare il primo punto di riferimento mondiale sul modo di muoversi nello spazio delle persone” </em>con queste parole <strong>Glitchers</strong> presenta sul proprio sito il progetto.</p>
<p><em>“Valutare le abilità spaziali di un individuo è un momento importante nella diagnosi delle condizioni. Dal suo lancio 3,5 milioni di persone sparse in 193 paesi hanno giocato a Sea Hero Quest e contribuito all’equivalente di 15.000 anni di ricerche simili svolte in laboratorio”.</em></p>
<p>A questa affermazione fa eco la dottoressa <strong>Hilary Evans</strong>, capo esecutivo di <strong>Alzheimer Research UK:</strong></p>
<p><em>“Non abbiamo mai visto intraprendere ricerche sulla demenza di queste dimensioni, prima di oggi. Il database generato da Sea Hero Questo è realmente senza precedenti”.</em></p>
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