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	<title>Robots at Midnight &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
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		<title>Robots at Midnight, recensione (PlayStation5)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Sep 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Finish Line Games e pubblicato da Snail Games USA, Robots at Midnight è un’inedita avventura futuristica e fantascientifica nonché RPG d’azione in 3D che ci cala nei panni della giovane Zoe che si troverà alle prese con un mondo ostile e dominato dalle macchine. Noi abbiamo affrontato i misteri di Yob su PlayStation [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato da <strong>Finish Line Games</strong> e pubblicato da Snail Games USA, Robots at Midnight è un’inedita avventura futuristica e fantascientifica nonché RPG d’azione in 3D che ci cala nei panni della giovane Zoe che si troverà alle prese con un mondo ostile e dominato dalle macchine. Noi abbiamo affrontato i misteri di Yob su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>. Pronto a una nuova ed emozionante avventura?</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe title="Robots at Midnight Launch Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/niFmll_hEho?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Robots at Midnight e un mondo decadente e spoglio</h2>



<p>Robots at Midnight racconta le <strong>vicende fantascientifiche e futuristiche </strong>di una giovane di nome <strong>Zoe </strong>nel cui incipit la vediamo vivere in una sorta di stazione spaziale in compagnia del padre e di un piccolo drone svolazzante. Tutto tranquillo e pacifico finché non si ritrova costretta a una rocambolesca fuga che terminerà decisamente male… e per “male” intendiamo un sonno criogenico “forzato” che la vedrà riaprire gli occhi in compagnia di due robot in un pianeta privo d’umanità denominato <strong>Yob</strong>.</p>



<p>I due robot che ci hanno apparentemente salvato la vita fungono anche da PNG principali oltre che informatori e “potenziatori”. <strong>Doug </strong>è il più narrativo dei due e, oltre ad avere più di un segreto, è colui che ci fornirà i dettagli sui luoghi che andremo a esplorare, raccontandoci i segreti e fornendoci anche qualche indizio come il numero di tesori che sono nascosti in quella zona. Doug è anche colui che ha apparenti problemi di memoria e che sembra aver avuto un ruolo interessante in quello che viene definito <strong>“il grande Blackout”</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/09/Robots-at-Midnight-recensione-1024x576.jpg" alt="Robots at Midnight, recensione (PlayStation5)" class="wp-image-545194" title="Robots at Midnight, recensione (PlayStation5)"></figure>



<p>Il secondo robot, <strong>Hawking</strong>, è altrettanto curioso. Parliamo di un bot privo di gambe che funge da potenziatore del <strong>MITT </strong>(arma di cui approfondiremo i dettagli nel paragrafo dedicato) e che, come Doug, sembra avere una conoscenza del luogo molto ampia e approfondita. Insomma, i nostri comprimari che popolano una delle poche zone sicura del gioco, sembrano avere non pochi segreti e, in effetti, la lore di Robots at Midnight non sarebbe neanche male se non fosse che lo svolgimento narrativo non è perfettamente riuscito.</p>



<p>Il motivo è riscontrabile principalmente nelle <strong>battute finali del gioco</strong> con una sorta di “fretta” che ci catapulta ai titoli di coda con non molta soddisfazione, soprattutto se paragonato al setting ambientale che si monta durante le prime battute di gioco. Siamo una sorta di esploratrice la cui prima missione è quella di localizzare una batteria per il nostro amico drone che, dopo gli eventi di vent’anni fa, sembra aver esaurito le sue energie. Ebbene, proprio in questa prima scampagnata conosceremo gruppi di robot selvatici e primi cenni del passato che ha sconvolto radicalmente il mondo di Yob.</p>



<p>Chiariamoci, nulla di trascendentale o eccessivamente originale, eppure più di uno spunto è molto interessante e ha risvolti anche ludici, seppur, come vedremo, fin troppo limitati. Nello specifico, ci riferiamo alla “<strong>mezzanotte</strong>”, presente anche nel titolo del gioco per più di un motivo. Cosa succede a mezzanotte? Beh, i robot ci dicono di non girovagare durante quell’ora eppure ci ritroveremo forzatamente a farlo e… lasciamo a te scoprire cosa succederà!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/09/Robots-at-Midnight-recensione-364-1024x576.jpg" alt="Robots at Midnight, recensione (PlayStation5)" class="wp-image-545191" title="Robots at Midnight, recensione (PlayStation5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un soulslike poco souls</h2>



<p>Robots at Midnight è un<strong> action RPG </strong>che, purtroppo, decide di classificarsi come <strong>soulslike</strong>, accettando una serie di meccaniche che semplicemente non riesce a reggere fino alla fine. Ci ritroviamo così al comando di una guerriera dotata di attacco semplice e di attacco pesante con relative combo e differenze di velocità di esecuzione e di danno inferto. Il tutto ancorato a una rigida e severa barra della stamina che si consuma sia quando attacchiamo, sia quando schiviamo o corriamo. </p>



<p>Oltre alla citata <strong>schivata</strong>, molto classica, c’è anche un sistema di parata discretamente impreciso e che richiede un po’ di tempo per essere padroneggiato. La realtà però è che la <strong>parata </strong>è abbastanza inutile. Il motivo è che difficilmente ti troverai costretto a utilizzarla in quanto il titolo ha un livello di difficoltà tendenzialmente <strong>basso </strong>anche se scegliamo la modalità di gioco più impegnativo. Tale difficoltà è indebolita soprattutto dal fatto che le tipologie di nemici presenti in Robots at Midnight sono pochissimi e ripetuti fino allo sfinimento.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/09/Robots-at-Midnight-recensione-56747645-1024x576.jpg" alt="Robots at Midnight, recensione (PlayStation5)" class="wp-image-545190" title="Robots at Midnight, recensione (PlayStation5)"></figure>



<p>Abbiamo i colossi, dei droni svolazzanti e dei duellanti armati che mutano di pochissimo i propri asset. I veterani dei souls, quindi, riusciranno a memorizzare i <strong>pochi attacchi nemici</strong> e a devastarli in breve tempo. Ed è un peccato enorme in quanto i nemici sono ben caratterizzati esteticamente e sono dotati anche di animazioni piacevoli. Purtroppo, però, il riciclo di avversari non è limitato solo ai minion ma anche i boss ne sono afflitti… Eccoci così ad affrontare <strong>boss </strong>che cambiano di nome ma che a conti fatti presentano le stesse movenze e le stesse debolezze, salvo pochissime eccezioni.</p>



<p>A semplificare ulteriormente il tutto, c’è il già citato <strong>MITT</strong>. Questi è una sorta di braccio tecnologico in stile “Braccia della Legione” di <a href="https://www.icrewplay.com/lies-of-p-recensione-playstation-5/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lies of P</a> che, come quest’ultimo si trasforma in varie tipologie di armi, tra cui anche una a distanza. Si tratta di un’aggiunta legata a una barra ad auto ricarica personale che si aggiunge agli strumenti di battaglia permettendoci di causare ancora più danni agli sventurati nemici. A completare il quadro complessivo, segnaliamo anche una durata media molto sotto la norma: <strong>bastano 6-7 ore</strong> per completare tutto, missioni secondarie incluse.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/09/Robots-at-Midnight-recensione-768654-1024x576.jpg" alt="Robots at Midnight, recensione (PlayStation5)" class="wp-image-545189" title="Robots at Midnight, recensione (PlayStation5)"></figure>



<p>E parlando di <strong>missioni secondarie</strong>, Robots at Midnight include un sistema molto semplice che prevede il localizzare e il dialogare con una serie di PNG. Si tratta di richieste abbastanza elementari come intercettare determinati oggetti in zone abbastanza nascoste. Esplorare il mondo di gioco richiede poco tempo in quanto raramente ti troverai dinanzi a scenari complessi. La maggior parte delle volte, infatti, avremo dinanzi a noi ampie distese di…. nulla. E anche qui, è un peccato, in quanto quando Robots at Midnight decide di dar vita a strutture, queste ne risultano discretamente elaborate e gradevoli da esplorare.</p>



<p>E nell’esplorazione, c’è anche il fattore “<strong>crafting</strong>”, legato a materiale e denaro da ottenere sconfiggendo nemici, aprendo tesori o distruggendo particolari oggetti ambientali. Il crafting è l’unico sistema di gioco per “livellare”. Non c’è esperienza né un sistema di anime e, benché ci sono dei falò per salvare e utilizzare i viaggi rapidi tra di essi, al game over non si perde nulla. Tornando al “<strong>grinding</strong>”, questi è legato quindi a ottenere soldi e materiali da investire in relativi tavoli di lavoro per migliorare armi e armature.</p>



<p>Queste ultime sono di vario genere e si differenziano essenzialmente per le <strong>statistiche</strong>. Le armi, in particolare, regalano grossomodo lo stesso feedback con rarissime eccezioni. Per quanto riguarda la questione della “<strong>mezzanotte</strong>”, queste irrompe due sole volte nel gioco e introduce una meccanica intrigante e accattivante che poteva essere sviluppata ancora meglio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/09/Robots-at-Midnight-recensione-6-1024x576.jpg" alt="Robots at Midnight, recensione (PlayStation5)" class="wp-image-545193" title="Robots at Midnight, recensione (PlayStation5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, Robots at Midnight regala un colpo d’occhio d’impatto e gradevole, soprattutto grazie a un intrigante utilizzo dei giochi di luci e ombre. Considerando la natura indie del titolo e il prezzo budget con cui viene venduto, il risultato complessivo è molto buono, soprattutto riguardo i personaggi su schermo, nemici inclusi, seppur, ancora una volta, potevano decisamente variare di più… Discorso analogo per le ambientazioni, la prima distesa d’erba sorprende per vastità e apparente cura del dettaglio ma la decima distesa d’erba, sempre uguale, inizia a far storcere il naso.</p>



<p>Purtroppo, sono tanti gli asset ambientali riciclati nel mondo di gioco e, se da un lato restituiscono una sensazione di ambiente desolato (e comunque apprezzabile), dall’altro rischiando di annoiare abbastanza velocemente a chi cerca dettagli in più e più variegati. Per quanto riguarda il <strong>sonoro</strong>, questi presenta tracce audio accattivanti seppur in parte ridondanti. Da segnalare, infine, la graditissima presenza dei <strong>sottotitoli in lingua italiana</strong>, con qualche piccola eccezione che restituisce frasi non proprio di senso compiuto.</p>
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