    <?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Rimelands: Hammer of Thor &#8211; iCrewPlay.com</title>
	<atom:link href="https://www.icrewplay.com/giochi/rimelands-hammer-of-thor/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.icrewplay.com</link>
	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
	<lastBuildDate>Sun, 20 Oct 2019 20:40:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/03/logo_bianco_mobile-2.svg</url>
	<title>Rimelands: Hammer of Thor &#8211; iCrewPlay.com</title>
	<link>https://www.icrewplay.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Rimelands: Hammer Of Thor &#8211; Recensione</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/rimelands-hammer-of-thor-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Bozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Oct 2019 18:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.icrewplay.com/?p=184390</guid>

					<description><![CDATA[Quelli che conosciamo come giochi di ruolo, o GdR, appartengono in realtà al ceppo più moderno del genere, che ne ha soppiantato un’antica connotazione fatta di dadi, armi, cavalieri, draghi e tanta, tanta fortuna. Chi ha la fortuna di apprezzare questo genere, amerà Rimelands: Hammer Of Thor, ma voglio essere onesto fin da subito: il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quelli che conosciamo come giochi di ruolo, o GdR, appartengono in realtà al ceppo più moderno del genere, che ne ha soppiantato <strong>un’antica connotazione fatta di dadi, armi, cavalieri, draghi e tanta, tanta fortuna</strong>. Chi ha la fortuna di apprezzare questo genere, amerà <strong>Rimelands: Hammer Of Thor</strong>, ma voglio essere onesto fin da subito: il gioco è tante cose, ma di certo <strong>non un titolo per tutti</strong>.</p>
<figure id="attachment_184406" aria-describedby="caption-attachment-184406" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-large wp-image-184406" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/10/2019101621594700-B0ACA0348AC4AE1831CAD846F34C64BF-1024x576.jpg" alt="Scontri gestiti con i dadi. di cui i nemici sono sempre più forniti di noi: tutto questo è Rimelands: Hammer of Thor" width="1024" height="576" title="Rimelands: Hammer Of Thor - Recensione"><figcaption id="caption-attachment-184406" class="wp-caption-text">Scontri gestiti con i dadi di cui i nemici sono sempre più forniti di noi: tutto questo è <em>Rimelands: Hammer of Thor</em></figcaption></figure>
<p>Questo titolo è stato lodato dalle più svariate recensioni per la sua profondità strategica, nella sua incarnazione originaria, quella dei <strong>titoli per cellulari</strong>. Di certo, il gioco ha riscosso molti consensi giocando “in casa”, ma nel nuovo contesto in cui si sottopone al nostro giudizio, quello delle console, deve dimostrarsi capace di una transizione adatta a rispondere <strong>alle esigenze dell’utenza di Nintendo Switch, abituata a titoli di altissimo livello</strong>.</p>
<h2>“Io sono Pdor, figlio di Kmer!”</h2>
<p>La trama del gioco prevede come pretesto alla sua base <strong>una sequela di citazioni alla mitologia norrena</strong> (da cui le location del gioco prendono i loro nomi), in seguito a un cosiddetto <em>götterdämmerung</em><em>. </em>Per i meno informati sui mille neologismi tedeschi (“Hanno una parola per tutto!”, citando i Simpson), quello del götterdämmerung (“crepuscolo degli dei”) è un espediente narrativo che fa da incipit per molti racconti fantasy, e prevede una “<strong>morte della magia</strong>” avvenuta molti eoni prima che la narrazione abbia inizio. Ma nonostante la neve e l’ambientazione di stampo steampunk, non abbiamo a che fare con <em>Final Fantasy VI</em>, purtroppo.</p>
<figure id="attachment_184407" aria-describedby="caption-attachment-184407" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-large wp-image-184407" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/10/2019101500395100-B0ACA0348AC4AE1831CAD846F34C64BF-1024x576.jpg" alt="Il cognome dell&#039;autore del libro reperito nel dungeon ci porta alla digressione sui neologismi tedeschi" width="1024" height="576" title="Rimelands: Hammer Of Thor - Recensione"><figcaption id="caption-attachment-184407" class="wp-caption-text">Il cognome dell&#8217;autore del libro reperito nel dungeon ci porta alla digressione sui neologismi tedeschi</figcaption></figure>
<p>La protagonista, dal nome canonico (cioè preimpostato, ma modificabile a inizio gioco) di <strong>Rose Cristo</strong>, ci narra con un vero e proprio info-dump ciò che dobbiamo sapere sulla lore del gioco. L’ultimo volo a bordo di un’aeronave deve esserle andato male, ma mai quanto ai suoi genitori, che stranamente Rose fatica a ricordare tanto bene quanto il velivolo stesso. Ad ogni modo, la sua nonna l’ha salvata dagli aggressori, e questo ci porta ad oggi: sono passati vent’anni, e <strong>vedere svettare sull’ingresso di una grotta</strong> (chiamata Vault, come gli iconici “rifugi” di <em>Fallout</em>) <strong>lo stesso marchio di chi l’ha resa orfana, l’ha spinta ad addentrarsi nel dungeon</strong>.</p>
<figure id="attachment_184408" aria-describedby="caption-attachment-184408" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-large wp-image-184408" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/10/2019101500234800-B0ACA0348AC4AE1831CAD846F34C64BF-1024x576.jpg" alt="Le rimembranze di Rose, intenta a parlare del simbolo" width="1024" height="576" title="Rimelands: Hammer Of Thor - Recensione"><figcaption id="caption-attachment-184408" class="wp-caption-text">Le rimembranze di Rose, intenta a parlare del simbolo</figcaption></figure>
<h2>Dark Souls and Dragons</h2>
<p>La schermata del titolo presenta un’utile voce “Help”, che illustra <strong>il complesso e paradossale connubio tra fortuna e strategia</strong> sul quale il gioco decide di costruire le proprie fondamenta. Una descrizione laconica per il titolo potrebbe essere “<em>Dark Souls</em>, se ogni attacco venisse gestito da un lancio di dadi”. Vorrei tanto che questa definizione fosse goliardica, ma purtroppo non è questo il caso: è <strong>la casualità applicata alla difficoltà di </strong><strong>Dark Souls</strong>. Non la migliore delle combinazioni.</p>
<figure id="attachment_184425" aria-describedby="caption-attachment-184425" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-184425" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/10/2019101622293500-B0ACA0348AC4AE1831CAD846F34C64BF-1024x576.jpg" alt="Se quel &quot;pagina 1 di 7&quot; non fosse abbastanza chiaro, Rimelands: Hammer of Thor è abbastanza complesso" width="1024" height="576" title="Rimelands: Hammer Of Thor - Recensione"><figcaption id="caption-attachment-184425" class="wp-caption-text">Se quel &#8220;pagina 1 di 7&#8221; non fosse abbastanza chiaro in merito, <em>Rimelands: Hammer of Thor</em> è abbastanza complesso</figcaption></figure>
<p>Ripartendo da dove la trama ci ha lasciati, il primo dungeon presenta <strong>un rudimentale tutorial</strong> distribuito tramite molteplici messaggi che fanno capolino a sinistra sullo schermo. Questi sono disposti in ordine inverso, mettendo il più recente in cima; dal momento che già i primissimi di loro vengono elargiti in gruppo, <strong>questa scelta di design si rivela infelice</strong>. Purtroppo, i potenziali acquirenti potrebbero trovarsi di fronte a un altro muro, quello linguistico: <strong>il gioco è interamente in inglese</strong>, e mentre noi non abbiamo avuto problemi, questo va a restringere ulteriormente la nicchia già ridotta a cui il gioco è rivolto: le meccaniche non sono esattamente tra le più semplici, vengono spiegate introducendo rapidamente più nozioni alla volta e tutto viene esposto in una lingua che richiede un minimo di dimestichezza <strong>per rendere il gioco quantomeno godibile</strong>.</p>
<figure id="attachment_184409" aria-describedby="caption-attachment-184409" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-184409 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/10/2019101500270300-B0ACA0348AC4AE1831CAD846F34C64BF-1024x576.jpg" alt="Probabilmente, avrai già raggiunto l&#039;uscita prima di leggere quel (poco) che il tutorial ha da dire" width="1024" height="576" title="Rimelands: Hammer Of Thor - Recensione"><figcaption id="caption-attachment-184409" class="wp-caption-text">Probabilmente, avrai già raggiunto l&#8217;uscita prima di leggere quel (poco) che il tutorial ha da dire</figcaption></figure>
<p>I movimenti del gioco vengono gestiti con <strong>un misto tra una visuale isometrica e una mappa a griglie</strong>, e mentre il tutorial allude all’uso della leva analogica: non c’è nulla che possa rendere meno legnosi i movimenti. <strong>Spostarsi verso l’alto porta il nostro avatar nella direzione diagonale “in alto a destra”</strong>, e le altre tre possibili direzioni si regolano di conseguenza. Il risultato produce un effetto simile ai livelli di Sheila il canguro in <em>Spyro 2: Season Of Flame</em> per Game Boy Advance o, per essere meno lusinghieri, ai movimenti di <em>Q*Bert</em>.</p>
<figure id="attachment_184429" aria-describedby="caption-attachment-184429" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-184429" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/10/2019101621301700-B0ACA0348AC4AE1831CAD846F34C64BF-1024x576.jpg" alt="L&#039;ingresso di uno dei due dungeon di quest&#039;area: all&#039;ingresso verremo &quot;accolti&quot; da una situazione spinosa che descriviamo in un altro screenshot, più in basso" width="1024" height="576" title="Rimelands: Hammer Of Thor - Recensione"><figcaption id="caption-attachment-184429" class="wp-caption-text">L&#8217;ingresso di uno dei due dungeon di quest&#8217;area: dall&#8217;altra parte della porta verremo &#8220;accolti&#8221; da una situazione spinosa che descriviamo in un altro screenshot, più in basso</figcaption></figure>
<p>L’interfaccia di gioco, in basso, ci mostra tutto quello che ci serve sapere del nostro personaggio in battaglia: i suoi punti vita appaiono nella <strong>barra rossa</strong> a sinistra, i suoi punti magia (“mana”) nella <strong>barra blu</strong> sulla destra, mentre al centro viene mostrato il <strong>mini-menù delle abilità</strong>, di cui parleremo più tardi.</p>
<p>Interagire con gli elementi sulla mappa richiede di <strong>andarci addosso</strong>, siano essi scrigni, personaggi non giocanti, o libri come quello che cita il götterdämmerung menzionato nella precedente sezione. <strong>Questo include anche i nemici</strong>, che si possono attaccare a distanza sia lunga che ravvicinata: la prima opzione sarà disponibile non appena si trova la prima pistola, mentre la seconda viene introdotta dopo il primo dialogo tra la protagonista e i banditi visti a inizio gioco.</p>
<figure id="attachment_184410" aria-describedby="caption-attachment-184410" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-184410" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/10/2019101622002900-B0ACA0348AC4AE1831CAD846F34C64BF-1024x576.jpg" alt="Gli scrigni vanno aperti a prescindere, un po&#039; perché sono vitali per sopravvivere, e un po&#039; come ricompensa per aver portato a casa la pelle!" width="1024" height="576" title="Rimelands: Hammer Of Thor - Recensione"><figcaption id="caption-attachment-184410" class="wp-caption-text">Gli scrigni vanno aperti a prescindere, un po&#8217; perché sono vitali per sopravvivere, e un po&#8217; come ricompensa per aver portato a casa la pelle!</figcaption></figure>
<p>Muovendosi sulla casella dove si trova il nemico, si può dare il via a un <strong>attacco corpo a corpo</strong>. Nelle fasi di attacco, sia da parte nostra che da parte dei nostri avversari, <strong>entrano in gioco i dadi</strong>, che sulle loro facce possono recare teschi, scudi o croci. I valori di attacco per ogni arma sono sempre aleatori, in sospeso tra un minimo e un massimo; <strong>sta ai dadi, e ai teschi che potremo trovare dopo un lancio, stabilire quanti saranno i danni inflitti</strong>.</p>
<p>Ogni nemico, dalla sua, ha un valore di attacco e uno di difesa: quest’ultima <strong>può essere “rotta” in base ai valori di attacco e ai teschi che riusciamo ad accumulare</strong>. Un lancio andato male può venire ripetuto (tenendo buoni i dadi sui quali abbiamo ottenuto almeno un teschio), <strong>ma per farlo viene usato un punto della barra azzurra</strong>. Gli scudi servono solo in difesa, mentre le croci equivalgono a facce “vuote”. Questo porta a combattimenti dove, spesso e volentieri, ci ritroviamo a <strong>sperare “che l’RNG ce la mandi buona”</strong>.</p>
<figure id="attachment_184412" aria-describedby="caption-attachment-184412" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-184412" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/10/2019101500515100-B0ACA0348AC4AE1831CAD846F34C64BF-1024x576.jpg" alt="Tornerai dalla nonna molto più spesso di quando sarà la trama di Rimelands: Hammer of Thor a dirtelo" width="1024" height="576" title="Rimelands: Hammer Of Thor - Recensione"><figcaption id="caption-attachment-184412" class="wp-caption-text">Tornerai dalla nonna molto più spesso di quando sarà la trama di <em>Rimelands: Hammer of Thor</em> a dirtelo</figcaption></figure>
<p>I lanci dei dadi vengono chiamati in causa anche quando sono i nemici ad attaccarci, e possono, <strong>in via del tutto teorica</strong>, andare male anche a loro. Ovviamente, trattandosi di avversari gestiti dal computer, questo avviene raramente; <strong>molto più comuni, piuttosto, sono i nemici dal numero di dadi maggiore al nostro</strong>, capaci pertanto di infliggere gravosi danni. <strong>La curva di difficoltà, già di suo dedicata agli esperti di questo genere, inizia con un tutorial dall’approccio “nuota o affonda” e impenna praticamente subito</strong>.</p>
<p>Sta al giocatore, <strong>quanto prima possibile</strong>, equipaggiarsi con le migliori armi in circolazione, sperando sempre che gli scrigni contengano <strong>spade dall’alto numero di dadi</strong>, quantomeno per avere più probabilità di ottenere dei teschi (o degli scudi, quando siamo noi a venire attaccati). <strong>Il gioco introduce quasi subito le pistole per poter includere nel (parecchio sbrigativo) tutorial il concetto di combattimenti a lungo raggio</strong>, ma purtroppo il primo avversario capace di attaccare da lontano ci affronta altrettanto presto: è qui, in fase di recensione, che si è fatta viva la prima di tante, tante, <em>tante</em> schermate di Game Over.</p>
<figure id="attachment_184413" aria-describedby="caption-attachment-184413" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-184413" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/10/2019101500470800-B0ACA0348AC4AE1831CAD846F34C64BF-1024x576.jpg" alt="Non scherziamo, tante" width="1024" height="576" title="Rimelands: Hammer Of Thor - Recensione"><figcaption id="caption-attachment-184413" class="wp-caption-text">Non scherziamo, <em>tante</em></figcaption></figure>
<p>I combattimenti a lunga distanza si basano sulle <strong>stesse meccaniche</strong> di quelli corpo a corpo, ma per attaccare, anziché muoversi in direzione del nemico, basta premere un pulsante, dopo aver scelto il bersaglio con i tasti dorsali <strong>nel caso in cui i nemici siano più di uno alla volta (cosa che, allerta spoiler, accade spesso)</strong>. Una volta abbattuto il boss che conclude il tutorial, viene mostrato l’elemento “moderno” su cui <em>Rimelands: Hammer of Thor</em> fa leva per distinguersi dalla (poca) concorrenza che il gioco ha nel suo genere.</p>
<figure id="attachment_184414" aria-describedby="caption-attachment-184414" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-184414" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/10/2019101500505500-B0ACA0348AC4AE1831CAD846F34C64BF-1024x576.jpg" alt="&quot;Engineering&quot;, ovvero &quot;ingegneria&quot; o, per usare il lessico del gamer, crafting" width="1024" height="576" title="Rimelands: Hammer Of Thor - Recensione"><figcaption id="caption-attachment-184414" class="wp-caption-text">&#8220;Engineering&#8221;, ovvero &#8220;ingegneria&#8221; o, per usare il lessico del gamer, crafting</figcaption></figure>
<p>Stiamo parlando del <strong>crafting</strong>, con cui potremo usare gli elementi raccolti in giro per il gioco per <strong>forgiare</strong> nuove armi, armature, accessori o, nel caso dello strumento necessario ad uscire dal dungeon, <strong>anche semplici oggetti di base che non hanno alcun utilizzo bellico</strong>. Una volta usciti indenni dal primo dungeon, la mappa ci propone di tornare al “villaggio” (due case) di Asgard, dove potremo tornare a leccarci le ferite quando lo riterremo opportuno.</p>
<figure id="attachment_184415" aria-describedby="caption-attachment-184415" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-184415" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/10/2019101500522900-B0ACA0348AC4AE1831CAD846F34C64BF-1024x576.jpg" alt="Il sopracitato schema di colori sibillino: quasi impossibile capire quale sia l&#039;opzione scelta" width="1024" height="576" title="Rimelands: Hammer Of Thor - Recensione"><figcaption id="caption-attachment-184415" class="wp-caption-text">Il sopracitato schema di colori sibillino: quasi impossibile capire quale sia l&#8217;opzione scelta</figcaption></figure>
<p>Oltre alla nostra nonna (adottiva?), ad Asgard troveremo anche <strong>il venditore</strong>, presso il quale avremo modo sia di rifornirci delle vitali pozioni curative che, soprattutto, <strong>smantellare gli oggetti per ricavarne elementi con cui forgiarne altri</strong>. Quella del crafting è la carta (o il dado?) vincente con cui il gioco crea la sua identità: per ottenere i bracciali auto-curativi che mi hanno permesso di sopravvivere un altro po’ nel gioco, ho sacrificato <strong>praticamente ogni arma</strong> inutilizzata trovata fino a quel punto dell’avventura.</p>
<figure id="attachment_184416" aria-describedby="caption-attachment-184416" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-184416" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/10/2019101500331400-B0ACA0348AC4AE1831CAD846F34C64BF-1024x576.jpg" alt="L&#039;albero delle abilità per gli attacchi fisici in Rimelands: Hammer of Thor" width="1024" height="576" title="Rimelands: Hammer Of Thor - Recensione"><figcaption id="caption-attachment-184416" class="wp-caption-text">L&#8217;albero delle abilità per gli attacchi fisici in <em>Rimelands: Hammer of Thor</em></figcaption></figure>
<p>Accumulando esperienza e salendo di livello, si possono ottenere dei bonus diversi divisi in tre diversi <strong>alberi delle abilità</strong>, inerenti rispettivamente ad attacchi ravvicinati, attacchi a distanza e doti magiche. In base alle abilità ottenute col tempo, ogni albero può concedere una nuova casella o, nel caso dei primi due alberi più incentrati sugli scontri, <strong>un numero maggiore di dadi</strong> per il tipo di attacco selezionato. Nel caso delle caselle degli alberi, ognuna corrisponde a <strong>un’abilità impostabile nei cinque slot al centro dell’interfaccia descritta all’inizio di questa sezione</strong>, sebbene l’utilizzo di queste dipenda da una barra che si riempie via via che si gioca.</p>
<figure id="attachment_184421" aria-describedby="caption-attachment-184421" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-184421" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/10/2019101621350500-B0ACA0348AC4AE1831CAD846F34C64BF-1024x576.jpg" alt="Una strettoia a collo di bottiglia con poco spazio di manovra, un nemico potente, e solo gli attacchi a distanza a sostenerci: in queste situazioni spinose non avere pozioni curative si rivela fatale, specie visto l&#039;alto numero dei dadi dei nemici" width="1024" height="576" title="Rimelands: Hammer Of Thor - Recensione"><figcaption id="caption-attachment-184421" class="wp-caption-text">Una strettoia a collo di bottiglia con poco spazio di manovra, un nemico potente, e solo gli attacchi a distanza a sostenerci: in queste situazioni spinose non avere pozioni curative si rivela fatale, specie visto l&#8217;alto numero dei dadi dei nemici</figcaption></figure>
<p>La carne al fuoco, a livello strategico, di certo a questo titolo non manca, ma siamo pur sempre al cospetto di un gioco a base di dadi come <em>Dungeons &amp; Dragons</em>: un giocatore che pigia tasti a caso molto fortunato con i dadi e un esperto tormentato dalla malasorte <strong>potrebbero ritrovarsi, paradossalmente, sullo stesso piano</strong>. Molti tentativi, nello screenshot qui sopra riportato, si sono conclusi con una sonora sconfitta, ma raramente i danni inflitti sono stati gli stessi tra un tentativo e l’altro.</p>
<p>A volte, la fortuna di ritrovarsi al negozio di Asgard con tanto denaro può tradursi in un numero di pozioni curative sufficienti a sopravvivere agli scontri più duri, ma non sempre si può contare su questo: è l’<strong>eccessiva enfasi sulla casualità</strong> il vero tallone d’Achille che impedisce a questo titolo di accedere al Valhalla videoludico. Se però sei un giocatore più navigato e il genere ti piace, potresti avere di che divertirti. Un solo avvertimento: <strong>i nemici non rinascono</strong>, quindi non contare sul loro respawn per farti un po’ di esperienza facile.</p>
<h2>Gli ingranaggi del meccanismo</h2>
<p>Passiamo ora al lato tecnico del gioco, partendo dalla <strong>grafica</strong>. Si tratta di un motore grafico a cavallo tra la tarda PlayStation e gli albori di PlayStation 2, ma credo che si tratti di <strong>una scelta stilistica deliberata</strong>: i caricamenti sono pressoché <strong>fulminei</strong> e, grazie alla visuale isometrica dall’alto che è stata adottata, il gioco non sfigura. Lo stile si traduce bene anche in modalità portatile, dove la natura “mobile” del titolo (<strong>salvataggi proibiti durante le battaglie</strong> permettendo) risulta ancora più evidente. A concludere il tutto, lo stile da dipinto tipico del pittore settecentesco Caspar David Friedrich (ispirazione dell’artwork di <em>The Legend Of Zelda: Breath Of The Wild</em>) per i fermo immagine delle cutscene si rivela una scelta eccellente. <strong>Ben poco da eccepire</strong>.</p>
<figure id="attachment_184423" aria-describedby="caption-attachment-184423" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-184423" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/10/2019101500251000-B0ACA0348AC4AE1831CAD846F34C64BF-1024x576.jpg" alt="Non mento: i &quot;dipinti&quot; delle scene di Rimelands sono da applausi" width="1024" height="576" title="Rimelands: Hammer Of Thor - Recensione"><figcaption id="caption-attachment-184423" class="wp-caption-text">Non mento: i &#8220;dipinti&#8221; delle scene di <em>Rimelands</em> sono da applausi</figcaption></figure>
<p>Altro discorso, però, quello della <strong>colonna sonora</strong>. Minimalista al punto di diventare anonima, la musica che contraddistingue questo gioco non ha molto da dire, né tantomeno il punto di vista degli effetti sonori: l’audio, al di fuori dei dungeon, suggerisce che stiamo camminando sulla neve anche quando stiamo in realtà percorrendo dei ponti in pietra. La varietà, almeno nella parte occidentale della mappa, <strong>tende a mancare e di parecchio</strong>. A salvare la baracca, a malapena, c&#8217;è un <strong>doppiaggio</strong> di buona fattura nelle scene, ma non nei dialoghi in-game.</p>
<figure id="attachment_184424" aria-describedby="caption-attachment-184424" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-184424" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/10/2019101621301900-B0ACA0348AC4AE1831CAD846F34C64BF-1024x576.jpg" alt="Un altro sguardo al menù del personaggio, prima di concludere" width="1024" height="576" title="Rimelands: Hammer Of Thor - Recensione"><figcaption id="caption-attachment-184424" class="wp-caption-text">Un altro sguardo al menù del personaggio, prima di concludere</figcaption></figure>
<p><strong>La longevità</strong> segna l’ultima tappa nel nostro viaggio in questo mondo steampunk. In teoria, quest’avventura potrebbe tenerci impegnati molto a lungo; in pratica, però, lo fa <strong>per i motivi sbagliati</strong>: la longevità viene esclusivamente dalla <strong>difficoltà</strong> di quello che ho già definito come un <em>Dark Souls</em> giocato con i dadi: qualunque titolo completabile in un’ora può richiederne trenta se presenta una difficoltà elevata. Questo stratagemma, se di stratagemma voluto si può parlare, funzionava ai tempi dei primi <em>Mega Man</em> su NES: oggi questo approccio si rivela solo <strong>controproducente</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
