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	<title>Prince of Persia: Spirito Guerriero &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
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	<title>Prince of Persia: Spirito Guerriero &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Quando il cinema presta la voce ai videogiochi: 5 casi da ricordare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top e classifiche]]></category>
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					<description><![CDATA[Il doppiaggio nei videogiochi ha ampiamente dimostrato di essere una componente importante e degna di attenzione, soprattutto nel corso degli ultimi decenni, periodo in cui sono stati prodotti alcuni titoli che si sono rivelati dei veri e propri film interattivi, sia a livello di regia che di narrazione. Un esempio della considerazione per il doppiaggio [&#8230;]]]></description>
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<p>Il <strong>doppiaggio nei videogiochi</strong> ha ampiamente dimostrato di essere <strong>una componente importante e degna di attenzione</strong>, soprattutto nel corso degli ultimi decenni, periodo in cui sono stati prodotti alcuni titoli che si sono rivelati dei <strong>veri e propri <a href="http://cinema.icrewplay.com" target="_blank" rel="noopener">film </a>interattivi</strong>,<strong> sia a livello di regia che di narrazione</strong>.</p>



<p>Un esempio della considerazione per il doppiaggio nel mondo dei videogiochi si è avuto quando <strong>l&#8217;attore statunitense</strong>&nbsp;<strong>Christopher Judge ha rivelato il suo coinvolgimento nell&#8217;espansione di Marvel&#8217;s Avengers di Square Enix, prestando la voce a <a href="https://www.icrewplay.com/marvels-avengers-la-voce-di-black-panther/" target="_blank" rel="noopener">T&#8217;Challa/Black Panther</a></strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Grandi nomi dietro ai doppiaggi videoludici</h2>



<p><strong>Non si tratta del primo e non sarà l&#8217;ultimo caso</strong>: già in passato <strong>diverse case videoludiche hanno optato per scritturare nomi noti del cinema affinché prestassero la propria voce (in alcuni casi anche le movenze) ai loro personaggi</strong>. Una scelta che a volte <strong>ha dato i suoi frutti</strong>, rivelandosi in altre occasioni<strong> un insuccesso</strong>.</p>



<p>Oggi ti propongo <strong>cinque titoli che hanno visto l&#8217;incursione di attori famosi tra le fila dei propri doppiatori</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image alignnone wp-image-334937 size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="652" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/07/keanu-apertura-1024x652.jpg" alt="doppiaggi videoludici" class="wp-image-334937" title="Quando il cinema presta la voce ai videogiochi: 5 casi da ricordare"><figcaption class="wp-element-caption">Per quanto<strong> anche costui sia un esempio recente </strong>nel senso proposto dall&#8217;articolo, di lui è meglio non parlare:<strong> lo conosciamo fin troppo bene</strong>.</figcaption></figure>



<p>Mentre leggi, tieni presente che ciò che segue <strong>non vuole essere una classifica</strong>. Si tratta di un <strong>excursus informativo</strong> che un letterato e politico di un&#8217;altra epoca avrebbe definito &#8216;<strong>commentario</strong>&#8216;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">1. <a href="https://store.steampowered.com/app/1190460/DEATH_STRANDING/" target="_blank" rel="noopener">Death Stranding</a></h2>



<p>Partiamo da un<strong> titolo recente</strong> (2019). L&#8217;ultima opera pubblicata di <strong>Kojima</strong>&nbsp;<strong>Hideo </strong>è stata un vero e proprio <strong>concentrato di prestiti dal cinema internazionale</strong>: una serie di <strong>attori più o meno conosciuti</strong> <strong>su cui spiccano i nomi di&nbsp;Norman Reedus</strong> <strong>e</strong> <strong>Mads Mikkelsen</strong>, rispettivamente nei panni del protagonista <strong>Sam Porter Bridges&nbsp;</strong>e di&nbsp;<strong>Clifford &#8220;Cliff&#8221; Unger</strong>.</p>



<p><strong>Reedus&nbsp;</strong>è nato in&nbsp;<strong>Florida&nbsp;</strong>ma&nbsp;<strong>ha vissuto in diverse parti del mondo&nbsp;</strong>(compreso, ironia della sorte, il&nbsp;<strong>Giappone</strong>). Dopo una <strong>lunga serie di lavori divisi tra cinema e televisione</strong> è diventato un volto familiare al pubblico grazie alla sua interpretazione nel ruolo del&nbsp;<strong>redneck dal cuore d&#8217;oro Daryl Dixon</strong>, uno dei protagonisti della serie post-apocalittica&nbsp;<strong>The Walking</strong> <strong>Dead</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/07/death-stranding-hideo-kojima-connection-norman-reedus-ps4-ps5-1024x576.jpg" alt="doppiaggi videoludici Norman Reedus" class="wp-image-334935" title="Quando il cinema presta la voce ai videogiochi: 5 casi da ricordare"></figure>



<p><strong>Mikkelsen</strong>, danese di <strong>Copenhagen</strong> dal <strong>volto impenetrabile</strong>, ha ricoperto nel corso della sua carriera attoriale <strong>ruoli eterogenei e sfaccettati</strong>: dall&#8217;<strong>enigmatico e imbattibile pokerista</strong> <strong>Le Chiffre&nbsp;</strong>(<strong>Casino Royale</strong>, 2006) all&#8217;affascinante e pericoloso&nbsp;<strong>Hannibal Lecter&nbsp;</strong>(<strong>Hannibal</strong>, 2013 &#8211; 2015), passando per il <strong>coraggioso cavaliere sarmata Tristano</strong> nel&nbsp;<strong>King Arthur&nbsp;</strong>di <strong>Antoine Fuqua</strong> (2004).</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="1024" height="574" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/07/death-stranding-1162228-1280x0-1-1024x574.jpeg" alt="doppiaggi videoludici Mads Mikkelsen" class="wp-image-334936" title="Quando il cinema presta la voce ai videogiochi: 5 casi da ricordare"></figure>



<p>Entrambi si sono detti <strong>soddisfatti dell&#8217;esperienza</strong>. <strong>Reedus&nbsp;</strong>in particolare ha dichiarato di aver ricevuto<strong> parole incoraggianti riguardo la propria professione dallo stesso</strong> <strong>Kojima Hideo</strong>, il quale <strong>ha parlato della figura dell&#8217;attore come di un elemento insostituibile</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">2. Beyond: Two Souls</h2>



<p>Anche in questo caso abbiamo una coppia di star. Si tratta di&nbsp;<strong>Willem Dafoe ed Elliot Page</strong> (che all&#8217;epoca della produzione era conosciuto come Ellen Page), interpreti di <strong>Nathan Dawkins e Jodie Holmes</strong>, i due protagonisti di questa <strong>avventura grafica</strong> di <strong>Quantic Dream&nbsp;</strong>del 2013.</p>



<p><strong>Dafoe&nbsp;</strong>è un&#8217;<strong>interprete di grande caratura</strong>, dotato di uno <strong>sguardo intenso ed espressivo</strong>. Attivo fin dai primi anni ottanta, <strong>ha offerto anche a questo titolo le sue doti attoriali e vocali</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/07/maxresdefault-2-1-1024x576.jpg" alt="doppiaggi videoludici Willem Dafoe" class="wp-image-334939" title="Quando il cinema presta la voce ai videogiochi: 5 casi da ricordare"></figure>



<p><strong>Elliot Page&nbsp;</strong>è stato consacrato al grande pubblico per il suo ruolo da protagonista in&nbsp;<strong>Juno </strong>(2007) e gli appassionati di <strong>cinecomic</strong> lo ricorderanno per aver interpretato <strong>la mutante&nbsp;</strong><strong>Shadowcat in due film della serie dedicata agli X-Men</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/07/Ellen-page-beyond-e3-two-souls-1024x576.jpg" alt="doppiaggi videoludici Elliot Page" class="wp-image-334942" title="Quando il cinema presta la voce ai videogiochi: 5 casi da ricordare"></figure>



<p>Anche&nbsp;<strong>Beyond: Two Souls si è rivelata a suo tempo</strong> (2013)<strong> una grande prova attoriale per i due interpreti</strong>, i quali si sono dovuti misurare con <strong>due personaggi tutt&#8217;altro che</strong> <strong>piatti</strong>, <strong>entrambi preda di sconforto e incertezze</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">3. Assassin&#8217;s Creed</h2>



<p>Nel primo&nbsp;<strong>Assassin&#8217;s Creed</strong> (2007) avemmo una <strong>guest star d&#8217;eccezione</strong>, la quale incarnava l&#8217;<strong>assassina sotto copertura Lucy Stillman</strong>, principale alleata del protagonista&nbsp;<strong>Desmond Miles&nbsp;</strong>sia nell&#8217;<strong>avvio</strong> che nei <strong>seguenti due titoli</strong> della saga <strong>Ubisoft</strong>.</p>



<p>Si tratta dell&#8217;<strong>attrice e doppiatrice statunitense</strong> <strong>Kristen Bell</strong>, già all&#8217;epoca <strong>con una notevole popolarità</strong> grazie al suo ruolo da protagonista nella serie televisiva&nbsp;<strong>Veronica Mars&nbsp;</strong>(2004 &#8211; 2019), oltre ad aver già preso parte a una<strong> lunga serie di progetti cinematografici e televisivi</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="512" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/07/Lucy-Stillman-1024x512.png" alt="doppiaggi videoludici Kristen Bell" class="wp-image-334943" title="Quando il cinema presta la voce ai videogiochi: 5 casi da ricordare"></figure>



<p>In quell&#8217;occasione prestò al personaggio di&nbsp;<strong>Lucy Stillman&nbsp;</strong><strong>la voce e le fattezze del volto</strong>, <strong>non essendo ancora diffuso l&#8217;uso della tecnica della motion capture</strong>, che in quello stesso anno aveva visto <strong>la realizzazione di uno dei primi progetti filmici interamente girato con essa</strong>, ovvero il<strong> fantasy La leggenda di Beowulf</strong>, diretto da&nbsp;<strong>Robert Zemeckis</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">4. Prince of Persia: Spirito guerriero</h2>



<p>Nella seconda avventura dell&#8217;innominato <strong>Principe di Persia</strong>, arrivata sui nostri schermi nell&#8217;<strong>ormai lontano 2004</strong>, il protagonista si incontra e scontra con una&nbsp;<strong>fanciulla in pericolo che si rivela infine una</strong>&nbsp;<strong>femme fatale in piena regola</strong>: l&#8217;<strong>Imperatrice del Tempo Kaileena</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1016" height="1024" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/07/prince_of_persia_warrior_within___kaileena_by_wugrash_dd4bzol-fullview-1016x1024.jpg" alt="doppiaggi videoludici Kaileena" class="wp-image-334945" title="Quando il cinema presta la voce ai videogiochi: 5 casi da ricordare"></figure>



<p>Per questo motivo,&nbsp;<strong>Ubisoft&nbsp;</strong><strong>scelse colei che è considerata l&#8217;archetipo della femme fatale per doppiare il personaggio. </strong>La scelta ricadde sull&#8217;apprezzata<strong> Monica Bellucci</strong>, che<strong> non ha bisogno di presentazioni</strong>.</p>



<p>Pur essendo<strong> italiana di nascita e di lingua</strong>, l&#8217;attrice e modella si limitò a prestare la voce a <strong>Kaileena&nbsp;</strong>nella versione originale inglese, mentre il compito di doppiare in italiano l&#8217;<strong>Imperatrice&nbsp;</strong>fu affidato a&nbsp;<strong>Giò Giò Rapattoni</strong>, attiva principalmente nel <strong>doppiaggio di film e serie televisive</strong>,<strong> sia live action che d&#8217;animazione</strong>.</p>



<p>Rimanendo sul versante del <strong>doppiaggio italiano</strong> del titolo, <strong>vi fu un&#8217;altra incursione dal mondo del cinema</strong>. Si tratta dell&#8217;<strong>attore e modello torinese</strong> <strong>Dario Oliviero</strong>, in arte&nbsp;<strong>Gabriel Garko</strong>, che <strong>sostituì</strong>&nbsp;<strong>Yuri Lowenthal&nbsp;</strong><strong>prestando la voce al protagonista</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/07/61EPtgGhk1L.AC_SL1000.jpg" alt="doppiaggi videoludici Prince of Persia" class="wp-image-334947" title="Quando il cinema presta la voce ai videogiochi: 5 casi da ricordare"></figure>



<p>Va ricordato che<strong> si trattò di interpretazioni unicamente vocali</strong>, dato che <strong>nessuno dei due personaggi ricorda nell&#8217;aspetto il proprio interprete vocale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">5. Mirror&#8217;s Edge</h2>



<p>Siamo giunti alla<strong> conclusione</strong> di questa <strong>carrellata di doppiaggi con interpreti d&#8217;eccezione</strong>. Per questo titolo d&#8217;azione del 2008 il <strong>coinvolgimento di attori è stato quasi interamente italiano</strong>.</p>



<p>Si trattò in questo caso di una<strong> scelta parzialmente azzeccata</strong>, simile a quella discussa prima riguardo&nbsp;<strong>Gabriel Garko</strong>. A interpretare vocalmente la protagonista, la <strong>spericolata runner</strong> <strong>Faith</strong> <strong>Connors</strong>, fu <strong>Asia Argento</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="911" height="1024" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/07/be87712770e0c53a67aa2e5a374975ee-911x1024.jpg" alt="doppiaggi videoludici Faith Connors" class="wp-image-334949" title="Quando il cinema presta la voce ai videogiochi: 5 casi da ricordare"></figure>



<p>Sebbene l&#8217;<strong>attrice avesse già all&#8217;epoca circa vent&#8217;anni di interpretazioni alle spalle</strong>, non si afferma lo stesso per quanto riguarda <strong>il versante vocale</strong>. Durante l&#8217;ascolto, infatti, <strong>si percepisce da parte sua il controllo costante dell&#8217;accento romano</strong>, che ha reso <strong>la sua interpretazione</strong> <strong>innaturale</strong>.</p>



<p>Curiosamente, anche il padre di <strong>Asia Argento</strong>, il celebre regista <strong>Dario</strong>, ha prestato la voce al personaggio di un titolo videoludico. Si tratta di&nbsp;<strong>Dead Space</strong>, apprezzato <strong>horror fantascientifico coevo dello stesso</strong> <strong>Mirror&#8217;s Edge</strong>, nel quale<strong> ha interpretato vocalmente il dottor</strong>&nbsp;<strong>Terrence Kyne</strong>.</p>



<p>In questo caso, <strong>la scelta si è rivelata discutibile</strong>, dato che, contrariamente alla figlia,<strong> il regista non sembra aver compiuto alcuno sforzo per mascherare la propria dizione</strong>, lasciando percepire l<strong>&#8216;accento romano</strong>. Questo ha di fatto caratterizzato il dottor&nbsp;<strong>Terrence Kyne&nbsp;</strong>come un <strong>cittadino della capitale</strong> (un effetto che <strong>non era nelle intenzioni degli sviluppatori di Visceral Games</strong>).</p>



<p>Cosa ne pensi di queste scelte di doppiaggio? Faccelo sapere con un commento e <a href="https://www.instagram.com/icrewplaycom" target="_blank" rel="noopener">seguici </a>sui nostri canali social per non perdere i prossimi articoli.</p>
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		<title>Old But Gold #99 &#8211; Prince of Persia: Spirito Guerriero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi Galletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2020 16:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Old But Gold]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
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					<description><![CDATA[Il franchise di Prince of Persia ha vissuto il massimo splendore nel corso della trilogia delle sabbie: ai tempi della PlayStation 2, Ubisoft si adoperò per proporre nuovi titoli dell&#8217;IP con grafica tridimensionale andando a sradicare le origini dei giochi del Principe dopo averne acquisiti i diritti. Il primo risultato fu Le Sabbie del Tempo, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il franchise di Prince of Persia ha vissuto il massimo splendore nel corso della trilogia delle sabbie: ai tempi della PlayStation 2, Ubisoft si adoperò per proporre nuovi titoli dell&#8217;IP con grafica tridimensionale andando a sradicare le origini dei giochi del Principe dopo averne acquisiti i diritti. Il primo risultato fu <a href="https://www.icrewplay.com/old-but-gold-prince-of-persia-sabbie-del-tempo/">Le Sabbie del Tempo</a>, un capitolo importante per la serie che diede inizio a un nuovo corso sia in termini di gameplay che per quanto concerne la struttura narrativa.</p>
<p>Le Sabbie del Tempo ebbe un successo tale da non poter realizzare un sequel che andasse a mettere altra carne sul fuoco circa le sabbie e i loro poteri temporali. Nel 2004 viene pubblicato Prince of Persia: Spirito Guerriero, un titolo che, secondo molti appassionati, riuscì addirittura a superare il suo predecessore.</p>
<p>In occasione del novantanovesimo appuntamento con Old But Gold, abbiamo scelto di trattare <strong>Prince of Persia: Spirito Guerriero</strong>, il secondo capitolo della trilogia delle sabbie: non perdiamoci in chiacchiere ulteriori e partiamo per questo viaggio nel tempo!</p>
<h2>Prince of Persia, come cambiare il proprio destino</h2>
<p>Appena avviata una nuova partita, troviamo il Principe a bordo della sua nave: sono passati <strong>7 anni dalle vicende di Azad</strong>, quando il nostro protagonista aprì accidentalmente le sabbie e rimediò alla tragedia riavvolgendo il tempo a prima del ritrovamento della clessidra. Tuttavia, il corso del destino non può essere mutato: il guardiano del tempo <strong>Dahaka</strong> è sulle tracce del Principe per ucciderlo, poiché la morte era nel suo fato.</p>
<p>Per sfuggire al proprio destino,<strong> il Principe salpa per l&#8217;Isola del Tempo</strong>, ovvero il luogo dove le sabbie vennero create: il suo piano è impedirne la creazione, cosi che il Dahaka non possa avere alcun motivo per ucciderlo. Ma il cammino del Principe è irto di pericoli: nessuno finora è riuscito a mutare il proprio destino.</p>
<p>La narrativa del gioco è di alto livello: la trama non è lineare, ma ricca di viaggi temporali tra passato e presente dell&#8217;Isola, <strong>le differenti timeline andranno ad arricchire di complessità</strong> una storia sicuramente affascinante e non priva di colpi di scena. Spirito Guerriero brilla particolarmente sotto questo punto di vista, specialmente se paragonato agli altri titoli della trilogia: tradimenti, alleanze, conseguenze catastrofiche e speranze vanno a intrecciarsi per creare quella che potrebbe essere la storia più complessa del franchise.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-257335 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/10/prince-of-persia-spirito-guerriero-3.jpg" alt="prince of persia spirito guerriero" width="640" height="360" title="Old But Gold #99 - Prince of Persia: Spirito Guerriero"></p>
<h2>Gameplay che vince non si cambia</h2>
<p>Sul fronte gameplay, Prince of Persia: Spirito Guerriero è un more of the same del primo capitolo, tuttavia<strong> sono presenti alcune piacevoli novità</strong> soprattutto per quanto riguarda il combat system: ora è possibile decapitare i nemici, disarmarli, lanciarli da un dirupo o equipaggiare una seconda arma ottenibile dal drop dei mostri. Le tipologie di nemici sono più varie in questo capitolo, quindi alcune creature andranno affrontate con delle tattiche uniche: tra quadrupedi, mostri veloci e bruti giganti, ce n&#8217;è per tutti i gusti.</p>
<p>Il parkour è rimasto praticamente invariato rispetto a Le Sabbie del Tempo, ciononostante <strong>alcune sezioni di platforming sono davvero complesse</strong> e daranno più di qualche grattacapo ai giocatori meno avvezzi al genere: è possibile camminare sui muri in lungo e in largo, saltare o arrampicarsi su sporgenze e corde. L&#8217;Isola del Tempo è costernata di trappole, quindi sarà meglio pensarci due volte prima di gettarsi da un precipizio sperando in un atterraggio morbido.</p>
<p>All&#8217;interno delle mura del castello sono presenti dei luoghi segreti che nascondono alcune ricompense: è possibile trovare dei <strong>power up della barra vitale</strong> seguendo alcuni percorsi ben celati (e zeppi di trappole). Nel caso il giocatore riuscisse a trovare tutti i potenziamenti in una singola partita, otterrà la Spada dell&#8217;Acqua, l&#8217;arma più forte di tutto il gioco. Inoltre, possedendo questa spada la bossfight finale cambierà <strong>e si sbloccherà il finale segreto</strong>, fornendo nuovi spunti narrativi.</p>
<p>Il gameplay di Prince of Persia: Spirito Guerriero<strong> è molto derivativo, ma rimane divertente</strong>: rimossa qualche meccanica del suo prequel che mutilava le scelte di gameplay del giocatore (come ad esempio l&#8217;obbligo di trafiggere i nemici con il Pugnale del Tempo o il dover uccidere necessariamente tutti i nemici dell&#8217;area per proseguire) e ampliato il combat system, il risultato è solido e compatto.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-257339 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/10/prince-of-persia-spirito-guerriero-4-1024x576.jpg" alt="prince of persia spirito guerriero" width="1024" height="576" title="Old But Gold #99 - Prince of Persia: Spirito Guerriero"></p>
<h2>Il cambiamento di toni e ambientazione</h2>
<p>Per quanto concerne il comparto grafico, Spirito Guerriero gode di <strong>un impatto visivo davvero sbalorditivo per l&#8217;epoca</strong>. Le ambientazioni di gioco sono state realizzate con molta cura, come il modus operandi di Ubisoft predilige da generazioni: a differenza degli altri titoli del franchise, questo capitolo assume dei toni più dark, a partire dal restyling del Principe fino ad arrivare alle architetture meno fiabesche. Una scelta stilistica che non piacque a tutti gli appassionati, ma che non mette in dubbio la riuscita delle aree di gioco: Spirito Guerriero offre degli squarci panoramici che trasudano bellezza, specialmente nelle zone all&#8217;aperto.</p>
<p>Anche la colonna sonora è stata radicalmente modificata: la soundtrack di Prince of Persia: Spirito Guerriero è prettamente heavy metal e soltanto in alcune tonalità e suoni si riesce ancora a carpire le atmosfere orientali che hanno contraddistinto i capitoli del franchise. Stuart Chatwood, musicista principale della serie, ha composto i brani insieme a Inon Zur, compositore storico dell&#8217;industria videoludica che ha lavorato alla colonna sonora di Dragon Age: Origins e Fallout 4. Il prodotto finale è sicuramente<strong> di pregevole fattura, ma dalle sonorità meno caratteristiche</strong> se consideriamo gli standard della serie.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-257346 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/10/prince-of-persia-spirito-guerriero-5.jpg" alt="prince of persia spirito guerriero" width="1024" height="768" title="Old But Gold #99 - Prince of Persia: Spirito Guerriero"></p>
<h2>In conclusione</h2>
<p>Prince of Persia: Spirito Guerriero è un titolo che ha fatto la storia ed è rimasto inamovibile nel cuore dei fan della saga: il secondo capitolo della trilogia delle sabbie è nel complesso quello più completo, capace di offrire un buon gameplay e ottima trama senza snaturare l&#8217;anima della serie.<br />
Nonostante la continua sensazione di more of the same il titolo è divertente da giocare e gode di un buon bilanciamento tra sezioni di enigmi, combattimenti e platforming: forse, l&#8217;unico difetto tangibile è da ricercare <strong>in un doppiaggio italiano non sempre perfetto</strong>.</p>
<p>Tra pochi mesi, Ubisoft pubblicherà <strong>Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo Remake:</strong> la speranza di molti fan è che, dopo aver riproposto il primo capitolo, il publisher transalpino lavori al rifacimento di uno dei titoli più amati dei primi anni duemila.</p>
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