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	<title>Plungeez &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Plungeez, recensione (PlayStation 5)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Team Zeroth e pubblicato da QUByte Interactive, Plungeez è un adventure e puzzle game non lineare in terza persona impreziosito da una pixel art 2D minimal ma funzionale al gioco che si avvicina al mondo dei metroidvania. Noi abbiamo esplorato il labirintico sottosuolo dominato da distese d’acqua e tubi di ogni forma e [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato da <strong>Team Zeroth</strong> e pubblicato da QUByte Interactive, Plungeez è un adventure e puzzle game non lineare in terza persona impreziosito da una pixel art 2D minimal ma funzionale al gioco che si avvicina al mondo dei <a href="https://www.icrewplay.com/metroidvania-analisi-di-un-genere/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">metroidvania</a>. Noi abbiamo esplorato il labirintico sottosuolo dominato da distese d’acqua e tubi di ogni forma e dimensione su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5 </a>e questa è la <strong>nostra recensione</strong>. Pronto a una nuova esperienza idraulica? </p>



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<div class="rb-videoresp"><iframe title="Plungeez • Trailer • PS Xbox SW SW PC" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/Qxvl_1p32J8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Plungeez è l’infinito labirinto di tubature</h2>



<p>Plungeez è un titolo che riesce a sorprendere soprattutto per il gameplay eppure, la <strong>narrazione</strong> è comunque presente. Siamo a Salvador City nell’anno 20xx, il nostro protagonista, un giovane idraulico di nome <strong>Boni</strong>, apre un tombino senza aspettare Claudio, il suo collega più anziano, e scivola giù. Purtroppo per lui, la caduta è più lunga del previsto e non sembra esserci un modo diretto per risalire. Per fortuna però, è ancora vivo. </p>



<p>Ed ecco quindi che si ritrova in un <strong>budello sotterraneo</strong> fatto di tubi e acque fognarie da esplorare cercando un modo per tornare in superficie. L’avventura, come potrai intuire, non spicca per profondità o complessità narrativa ma sono comunque presenti piccoli scambi “radiofonici” con il buon Claudio che funge da mentore e aiutante a distanza. La realtà dei fatto è che Boni si trova da solo con le proprie abilità in una sorta di vero e proprio labirinto.</p>



<p>Ecco quindi che a spiccare di più in Plungeez, come prevedibile, è il <strong>gameplay</strong> stesso che trova la sua forza in un graduale aumento di elementi ludici che rendono l’esperienza sempre più articolata e varia fino alla conclusione. Quest’ultima, soprattutto in base alle nostre abilità, potrebbe però arrivare prima del previsto con una durata che oscilla fra le cinque ore se non meno. Eppure la varietà di situazioni riescono comunque a soddisfare. Ma bando alle ciance e andiamo subito a scoprire come si gioca a Plungeez!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Plungeez-recensione-5-1024x576.jpg" alt="Plungeez, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561088" title="Plungeez, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un platform adventure labirintico</h2>



<p>Plungeez è un <strong>platform adventure</strong> in pixel art retrò 2D incentrato nella risoluzione di puzzle concatenati tra loro. La sottostruttura potrebbe quasi avvicinarlo a un <strong>metroidvania</strong> visto che il labirinto di tubi e scoli fognari che funge da mondo di gioco del titolo richiede un certo backtracking con aree ludiche che si svelano solo al ritrovamento di determinate abilità o specifiche tecniche. Peccato solo che siamo lontani dalla complessità strutturale di un vero metroidvania.</p>



<p>Eppure, Plungeez colpisce per <strong>ingegno</strong> e per la voglia di spingere a ragionare l’utente, studiando attentamente le aree di gioco interconnesse tra loro. Non per niente, c’è anche la possibilità di fermarsi e spostare manualmente la visione, studiando tanto la distanza per un eventuale salto quanto gli elementi e le strutture che ci circondano. Bisogna infatti progettare le proprie azioni onde evitare di ritrovarsi imbrigliati in una sorta di loop fatto di trial and error comunque mai eccessivamente frustranti o ridondanti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Plungeez-recensione-4689-1024x576.jpg" alt="Plungeez, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561084" title="Plungeez, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Da segnalare inoltre che in Plungeez <strong>non c’è neanche un combattimento</strong>. Tutto è incentrato sugli enigmi e sulle fasi platform. <strong>L’esplorazione</strong> è centrale. E diventerà sempre più essenziale visto che i puzzle andranno a complicarsi man mano che si ampliano gli strumenti a nostra disposizione. Questo significa che il ritmo di gioco è più compassato e lento ma non per questo meno valido o meno soddisfacente. Anzi, riuscire a risolvere un’area di gioco dopo un’attenta analisi, regala grandi soddisfazioni, premiando tanto la curiosità quanto le sperimentazioni continue, sempre tenendo a mente dgli strumenti a nostra disposizione.</p>



<p>Che sia tenere accesa una torcia evitando di incappare in flussi d’acqua per farla spegnere o utilizzare una tuta da palombaro per sprofondare nelle profondità dell’acqua ed esplorare zone altrimenti inaccessibili, Plungeez offre diverse <strong>trovate ingegnose</strong> che danno il meglio di sé quando iniziano a concatenarsi tra loro spingendo a pensare come incastrare ogni singola mossa. Tubi da seguire, luci che rischiarano l&#8217;oscurità, flussi d&#8217;acqua da regolare di volta in volta, le trovate sono molte e tutte coerenti col mondo di gioco. Da segnalare anche la presenza di stanze “sicure” dove poter salvare il gioco in modo discretamente old school.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Plungeez-recensione-458-1024x576.jpg" alt="Plungeez, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561083" title="Plungeez, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p>Come d’altronde, è old school anche la <strong>scelta</strong> <strong>grafica</strong> con cui si presenta Plungeez stesso. Un 2d pixel nostalgico che, nonostante una certa ripetitività degli scenari, riesce comunque a offrire un impatto generale coeso e funzionale al gameplay stesso che, lo ricordiamo, rimane l’unico vero nucleo portante del titolo. Non c’è una ricerca minuziosa di dettagli o una volontà di stupire ma la semplicità messa in scena serve soprattutto ai puzzle stessi i cui elementi potrebbero un po’ ripetersi nella seconda parte dell’esperienza.</p>



<p>Il <strong>sonoro</strong> è grossomodo in linea con le scelte artistiche risultando però gradevole nella sua leggerezza. Mai invadente o ridondante. Da segnalare la totale <strong>assenza della lingua italiana</strong> anche se il titolo presenta pochi testi e anche abbastanza semplici da capire. Buona e minimal l’interfaccia, intuitiva ed efficace. Infine, non abbiamo riscontrato alcun problema concreto a livello tecnico salvo qualche fugace rallentamento tra un passaggio di scenario e un altro.</p>
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