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	<title>Phantom Fury &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
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	<title>Phantom Fury &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<item>
		<title>Phantom Fury, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/phantom-fury-recensione-sparatutto-per-playstation-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2024 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Slipgate Ironworks e pubblicato da 3D Realms, Phantom Fury è uno sparatutto in prima persona in bilico tra nostalgia e modernità, nonché sequel diretto di Ion Fury e facente parte del mondo del capitolo originario della saga denominato Bombshell. Noi abbiamo rivestito i panni della protagonista Shelly Harrison su PlayStation 5 e questa [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato da<strong> Slipgate Ironworks</strong> e pubblicato da 3D Realms, Phantom Fury è uno sparatutto in prima persona in bilico tra nostalgia e modernità, nonché sequel diretto di Ion Fury e facente parte del mondo del capitolo originario della saga denominato Bombshell. Noi abbiamo rivestito i panni della protagonista Shelly Harrison su <a href="https://store.playstation.com/it-it/pages/latest" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la nostra <strong>recensione</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe title="Phantom Fury - Reveal Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/K37l3-La-Go?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Phantom Fury: “mi dispiace per il risveglio brusco ma devi scappare”</h2>



<p>Dopo aver <a href="https://www.icrewplay.com/phantom-fury-la-recensione-steam/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recensito la versione per Steam</a>, siamo tornati su Phantom Fury carichi di aspettative confidando nella risoluzione delle innumerevoli criticità riscontrate in passato. Ma prima di affrontare il gameplay, è bene partire dalla storia, tanto dell’IP quanto del titolo stesso. Phantom Fury è il<strong> sequel diretto di Ion Fury </strong>nato a sua volta da Bombshell la cui protagonista doveva esser parte integrante del gioco Duke Nukem Forever.</p>



<p>Ed eccoci quindi tornare a vestire i panni di <strong>Shelly “Bombshell” Harrison</strong> che si ritrova nell’incipit di Phantom Fury in coma. Un coma dal quale viene destata bruscamente dal Colonnello, un amico che ci farà da guida in pieno stile Metal Gear (con tanto di radio e anteprima in alto allo schermo). Il brusco risveglio non è l’unica cosa con cui fare i conti: Bombshell ha infatti una cosa nuova, un braccio. Un braccio meccanico. </p>



<p>In effetti, tale <strong>braccio </strong>è la prima delle novità dell’IP. Anche disarmato, infatti, possiamo sferrare dei ganci poderosi che possono sfrantumare casse e sfracellare nemici (con tanto di budella e teste volanti). Ma non solo, il braccio è integrabile con altri arnesi tra cui un manganello elettrificato che saprà essere utile anche e soprattutto per alcuni enigmi ambientali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/05/Phantom-Fury-4-1024x576.png" alt="Phantom Fury, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-516850" title="Phantom Fury, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Lo scopo di Shelly, oltre a prendere pieno possesso del suo nuovo corpo, è quello di sopravvivere a un assalto potenzialmente letale. La rocambolesca fuga dal laboratorio in cui era tenuta è solo il principio di un <strong>viaggio on the road</strong> per le strade di un mondo che la stessa protagonista fatica a riconoscere. In mondo fatto di dune, mutanti fuori controllo, miniere piene di segreti, ub con tanto di miliziani che si dedicano a flipper e vecchi arcade e tanto, tanto altro.</p>



<p>Inutile dire che ben presto la fuga si tramuterà in ben altro obiettivo tra cui l’immancabile necessità di <strong>salvare il futuro dell’umanità</strong> (un classico). Quello che risalta giocando a Phantom Fury è però una sorta di desiderio di voler essere un duke Nukem al femminile. Desiderio che, lo diciamo subito, fallisce. Nonostante alcuni momenti sopra le righe, infatti, Shelly non è sboccata, volgare ed egocentrica come il buon Duca e, nonostante un mondo imploso e folle, quasi Borderland-esco, Phantom Fury non spicca granché.</p>



<p>Il mondo di gioco è una sorta di “<strong>vorrei ma non posso</strong> (o non voglio?)” viaggiando in bilico tra il prendersi troppo sul serio a momenti di puro trash o da B-movie caciarone. Una indecisione che viene trascinata a lungo e che danneggia l’identità di un titolo che poteva dare tanto di più anche nel versante narrativo che rimane invece una mera giustificazione per continuare il viaggio e falciare senza pietà alcuna qualsiasi cosa ci appare dinanzi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/05/Phantom-Fury-2-1024x576.jpg" alt="Phantom Fury, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-516851" title="Phantom Fury, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Non solo sparatutto (purtroppo)</h2>



<p>Phantom Fury è principalmente <strong>uno sparatutto vecchio stile in prima persona</strong> con oltre venti bocche da fuoco, tutte potenziabili e personalizzabili previa la raccolta e l’utilizzo di particolari oggetti nascosti in giro per il mondo di gioco. E lo diciamo subito: le armi funzionano tutte discretamente bene. Tra le bocche da fuoco più o meno famose, dalla pistola classica al fucile, si aggiungono alcune chicche che sapranno regalare grandi soddisfazioni tra cui le “bombe rotolanti”. </p>



<p>Trattasi di <strong>bombe </strong>con tanto di teschio dipinto sopra che rotolano autonomamente. Una funzione che, volendo, potrai anche rimuovere, sempre utilizzando il materiale sopra citato, per mutare gli effetti della stessa bomba (ad esempio, può diventare una bomba a grappolo). Insomma, le armi funzionano, il feedback è immediato e ammazzare orde di nemici, seppur non in modo innovativo, diverte e funziona.</p>



<p>Purtroppo, Phantom Fury non si concentra solo su questo. Nel suo goffo tentativo di spezzare una monotonia, comunque presente, il titolo cerca di inserire alcune<strong> fasi “alternative”</strong> di cui non spicca nessuna. Se la guida di alcuni mezzi regala momenti sciapi e poco credibili con effetti e animazioni di dubbio gusto e poco approfondite, sono le <strong>fasi stealth</strong> il vero tallone d’Achille della produzione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/05/Phantom-Fury-3-1024x576.jpg" alt="Phantom Fury, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-516853" title="Phantom Fury, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Chiedere in un gioco sparatutto a orde di agire nell’ombra e di sgusciare dietro dubbi ripari ambientali, è già di per sé un piccolo <strong>controsenso </strong>ma purtroppo il gioco stesso non fa molto per adattarsi alle sue stesse regole. Le fasi stealth semplicemente non funzionano. Non solo perché i nemici ti vedono anche dietro ai ripari, che spesso ripari non sono, ma anche perché ti annoierai praticamente subito di sgusciare tra le ombre non ottenendo neanche chissà quale ricompensa.</p>



<p>E parlando di nemici, Phantom Fury dispone dei <strong>cecchini più infallibili e potenti mai visti</strong> in un videogioco. Parliamo di esseri nascosti in edifici in grado di intercettarti anche oltre le rocce e riuscendo a indirizzare il fucile con angolazioni semplicemente disumane. Come avrai potuto intuire, i bug non mancano e tra compenetrazioni ed elementi che si ricaricano in ritardo, il lavoro da svolgere sul titolo è ancora molto.</p>



<p>Da evidenziare, purtroppo, anche la <strong>scarsa IA</strong> dei nemici che spesso restano letteralmente imbambolati pronti a essere falcidiati. In effetti, i nemici possono essere un problema solo in gran numero ma noi non abbiamo riscontrato enormi problemi. Anzi, Phantom Fury è un titolo abbastanza semplice anche se presenta una discreta varietà di nemici che ancora una volta fatica a reggere il passo con altre produzioni (sia per sfida che per originalità).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/05/Phantom-Fury-1-1024x576.jpg" alt="Phantom Fury, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-516854" title="Phantom Fury, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Esplorazione ed enigmi</h3>



<p>Phantom Fury <strong>può sembrare un semi-open world ma non lo è.</strong> I bei scorci e l’orizzonte spesso presente è solo un’illusione. Ogni livello è una serie di aree più o meno ad ampio respiro in cui, oltre a tanti nemici, sono nascosti piccoli enigmi ambientali che si ripetono grossomodo tra loro. Tra questi c’è l’immancabile localizzazione di sequenze numeriche nascoste da usare su (scomodissimi) tastierini per sbloccare porte e passaggi obbligatori.</p>



<p>Non manca anche la classica “<strong>caccia all’oggetto</strong>”, prevalentemente una scheda magnetica, con cui sbloccare ulteriori passaggi. E l’esplorazione si amplia se vuoi localizzare gli oggetti utili per potenziare la protagonista stessa (il braccio e le sue armi) oltre che per la necessità di curarsi. Per evitare la morte e conseguente game over, infatti, potremo cercare in giro alcune fiale rosse ma anche bere bibite (prendendo anche a pugni le macchinette), mangiare pizza o panini e così via.</p>



<p>Il mondo è pieno di <strong>oggetti identificabili </strong>e con cui puoi interagire… inutilmente. Questo perché raccogliere e lanciare oggetti (ne sono diversi da bottiglie a sedie, ecc) non regala chissà quale soddisfazione e fa perdere più tempo che ottenere chissà quale vantaggio. Anche perché il metodo di lancio sacrifica la mira e rende il tutto impreciso e, ancora una volta, goffo. Un ulteriore elemento &#8220;tecnico&#8221; che non funziona granché e di cui, più volte, abbiamo messo in discussione la sua effettiva utilità (ma che ci ha salvato in alcune spedizione esplorative alla ricerca di collezionabili).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/05/Phantom-Fury-1024x576.webp" alt="Phantom Fury, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-516852" title="Phantom Fury, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, Phantom Fury ci ha convinto. Il suo essere in bilico tra 3D moderno e vecchio arcade nostalgico regala un’atmosfera riuscita e ludicamente piacevole da vivere ed esplorare, offrendo anche una discreta e piacevole varietà di ambienti. Un po’ borderlands e un po’ vecchio DOOM oltre che naturale evoluzione di Ion Fury, Phantom Fury ritrova nella grafica uno dei suoi punti migliori.</p>



<p>Molto piacevole anche il <strong>sonoro</strong>, dal doppiaggio (in inglese) ad alcune tracce audio orecchiabili e in linea con l’atmosfera generale del titolo. Tra queste, la migliore è assolutamente quella che potrai già ascoltare sulla home della tua PlayStation (entra letteralmente in testa). Da segnalare, infine, la gradita <strong>presenza dei sottotitoli in lingua italiana </strong>che, anche se il testo non è chissà quanto corposo, espande il bacino d’utenza senza escluderci come successo invece col predecessore.</p>
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			</item>
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		<title>Phantom Fury, la recensione (Steam)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/phantom-fury-la-recensione-steam/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Iacoponi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2024 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni il genere boomer shooter si è affermato sempre di più, proponendo al pubblico grandi titoli come Cultic, Warhammer 40k: Boltgun, Turbo Overkill e molti altri. Per i figli degli anni &#8217;80 (e &#8217;90), tornare a sparare in questi videogiochi dall&#8217;aria retro é un po&#8217; come tornare a casa, una culla rassicurante fatta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi anni il genere boomer shooter si è affermato sempre di più, proponendo al pubblico grandi titoli come <a href="https://www.icrewplay.com/cultic-e-il-prossimo-fps-violento-nostalgico/" data-type="post" data-id="341495">Cultic</a>, <a href="https://www.icrewplay.com/warhammer-40-000-boltgun-la-nostra-prova/" data-type="post" data-id="448538">Warhammer 40k: Boltgun</a>, <a href="https://www.icrewplay.com/anteprima-turbo-overkill-episode-2/" data-type="post" data-id="434700">Turbo Overkill</a> e molti altri. Per i figli degli anni &#8217;80 (e &#8217;90), tornare a sparare in questi videogiochi dall&#8217;aria retro <strong>é un po&#8217; come tornare a casa</strong>, una culla rassicurante fatta di pistole, mostri e trame degne di film di serie b. <strong>Phantom Fury</strong>, sviluppato da <strong>Slipgate Ironworks</strong>, vuole partecipare alla festa della nostalgia insieme agli altri titoli, ma purtroppo si presenta con della birra analcolica e <strong>tutti lo guardano un po&#8217; male</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Phantom Fury - Reveal Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/K37l3-La-Go?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Phantom Fury: Shelly “Bombshell” Harrison é tornata</h2>



<p>Dopo alcuni anni dagli eventi di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ion_Fury" target="_blank" rel="noopener">Ion Fury</a>, <strong>Shelly Harrison</strong> é costretta a tornare sul campo per sconfiggere, ancora una volta, <strong>Jadus Heskel e quella parodia di esercito che è la GDF</strong>. L&#8217;arrabbiatissima si sveglierà dal coma e non potrà neanche riprendere fiato che si ritroverà in mezzo all&#8217;azione: &#8220;il solito&#8221;, penserà Shelly, se non fosse per la protesi bionica dall&#8217;alto potere distruttivo che le é stata impiantata al posto del braccio destro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/05/Phantom-Fury-4-1024x576.png" alt="Phantom Fury, la recensione (Steam)" class="wp-image-516850" title="Phantom Fury, la recensione (Steam)"></figure>



<p>Guidati dal Colonnello, ci imbarcheremo in un&#8217;adrenalinica avventura per difendere il <strong>Demon Core</strong>, un potente artefatto che non dovrà finire tra le mani sbagliate. Ma gli Stati Uniti sono cambiati dall&#8217;ultima volta, adesso l&#8217;intera classe politica é stata sostituita dalle forze della GDF che hanno allungato la loro ombra su tutto il continente. In Phantom Fury <strong>Shelly &#8220;Bombshell&#8221; Harrison dovrà fare i conti con una nuova realtà</strong>, conscia del fatto che i sacrifici compiuti in passato non siano serviti per sistemare le cose una volta per tutte, anzi, tutto sembra essere andato in malora e toccherà nuovamente a noi provare a sistemare tutto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sparare é bello, il problema é il resto&#8230;</h2>



<p>Phantom Fury non cerca di essere semplicemente il seguito di Ion Fury, <strong>ma piuttosto una sua completa evoluzione</strong>, abbandonando la fedele riproposizione del gameplay alla Duke Nukem del prequel e abbracciando un stile che si rifà in maggior modo a <strong>Half Life</strong>: fisica degli oggetti, enigmi e una resa grafica ispirata al Source Engine. Di conseguenza ogni livello verrà diviso <strong>in fasi esplorative e in fasi di combattimento</strong>; mentre le seconde mostrano tutto ciò che c&#8217;è di bello in Phantom Fury, le prime, al contrario, evidenziano tutti i problemi che il gioco possiede.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Mi dispiace, là non puoi andare</h3>



<p>Molte volte capiterà di dover sollevare scatole di legno e posizionarle per superare ostacoli o recinzioni, un espediente che potrebbe aprire varie possibilità in termini di game design, ma che sarà castrato talmente tanto <strong>da risultare un vero e proprio problema</strong>. La maggior parte delle volte, quando vedremo un percorso alternativo a quello principale, ci troveremo davanti una parete invisibile che non ci permetterà di superare l&#8217;ostacolo o addirittura ci impedirà di salire su piattaforme palesemente raggiungibili con un semplice salto.<strong> In questo modo l&#8217;esplorazione viene appiattita quasi del tutto</strong>, escludendo a priori una verticalità che forse avrebbe giovato al titolo e che avrebbe evitato perdite di tempo inutili al giocatore.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/05/Phantom-Fury-2-1024x576.jpg" alt="Phantom Fury, la recensione (Steam)" class="wp-image-516851" title="Phantom Fury, la recensione (Steam)"></figure>



<p>Per non parlare dei <strong>numerosi bug che affliggono Phantom Fury</strong> che mi hanno costretto a riavviare la partita dal checkpoint svariate volte, ovviamente dopo aver perso minuti a capire se stavo sbagliando qualcosa oppure no. Un bug in particolare (una porta che non si apriva) mi ha costretto a rincominciare il gioco da capo, ma fortunatamente avevo solo poche ore di gameplay e tutto si é risolto per il meglio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Uno sparatutto nudo e crudo</h3>



<p>Se c&#8217;è una cosa che Phantom Fury fa bene <strong>è essere uno sparatutto</strong>, inteso nel senso più stretto del termine. Quasi ogni arma ha un buon feeling e <strong>l&#8217;intero arsenale sarà potenziabile</strong>, introducendo modalità di fuoco secondarie che variano il gunplay rendendolo più dinamico. Far saltare le teste nemiche in nuvole di sangue è soddisfacente, il problema, di nuovo, è il come ci arriviamo. Togliamoci il dente più fastidioso: in Phantom Fury<strong> l&#8217;intelligenza dei nemici è particolare</strong>, per non dire altro. I soldati avversari si muoveranno come in preda a scariche di metanfetamina, correndo come dei pazzi in ogni parte della mappa. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/05/Phantom-Fury-1024x576.webp" alt="Phantom Fury, la recensione (Steam)" class="wp-image-516852" title="Phantom Fury, la recensione (Steam)"></figure>



<p>Questi continui spostamenti, che molte volte si traducono in cariche frontali, producono due effetti: se da un lato questo dinamismo<strong> renderà il combattimento assai più difficile</strong>, dall&#8217;altro <strong>potremo sfruttarlo per &#8220;cheesare&#8221;</strong> a più non posso i poveri soldati del GDF. Molte volte, infatti, basterà aspettare dietro una porta e, uno ad uno, gli avversari arriveranno per farsi sparare in testa. </p>



<p>Un&#8217; altra nota negativa va al bilanciamento delle armi, non inteso come damage output, ma piuttosto <strong>come management di risorse</strong>. <strong>Phantom Fury fornisce al giocatore troppe munizioni</strong>, al punto che avremo il caricatore di ogni arma sempre pieno, andando così a disincentivare l&#8217;alternanza tra i pezzi del nostro arsenale, che, verso fine gioco, sarà bello corposo. Non solo il gioco non invoglia il giocatore a provare più armi possibili ma fa sì che <strong>il melee sia completamente inutile</strong>, a partire dal braccio bionico di Shelly, che risulta poco efficace a causa di una mancata spinta in avanti nell&#8217;animazione. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/05/Phantom-Fury-1-1024x576.jpg" alt="Phantom Fury, la recensione (Steam)" class="wp-image-516854" title="Phantom Fury, la recensione (Steam)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p>Come accennato, <strong>Phantom Fury si rifà agli shooter dei primi anni 2000</strong>, in particolare alla saga di Half Life. Gameplay a parte, ciò può essere visto principalmente nell&#8217;impostazione grafica, ispirata totalmente ai prodotti che fecero del Source Engine uno dei motori grafici più versatili dell&#8217;intero medium. A partire dai modelli facciali, fino ad arrivare alle texture fredde e grigie degli spazi interni,<strong> il lavoro svolto è veramente gradevole</strong>, sintomo di una approfondita conoscenza dei canoni estetici di quegli FPS che furono da parte di <strong>Slipgate Ironworks</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/05/Phantom-Fury-3-1024x576.jpg" alt="Phantom Fury, la recensione (Steam)" class="wp-image-516853" title="Phantom Fury, la recensione (Steam)"></figure>



<p>Riguardo al sonoro, invece, andrebbe tutto bene se non fosse per una cosa, che rovina tutto il grande lavoro alla base: <strong>il mixaggio</strong>. Quando dico &#8220;grande lavoro alla base&#8221; è perché effettivamente c&#8217;è stato, soprattutto in termini di OST, il problema è che per ascoltarla sono dovuto andare a cercare le tracce singolarmente su YouTube. Anche avendo smanettato con i settaggi audio del gioco, <strong>la colonna musicale di Phantom Fury risulta sempre piatta e sottotono</strong>, rendendo ogni scena quasi del tutto anonima. </p>



<p>Riguardo al doppiaggio, le performance attoriali non brillano particolarmente, ma ciò non è da considerarsi un fattore negativo: diciamocelo, gli FPS ispirati agli anni 2000 <strong>devono </strong>avere doppiaggi orrendi, sennò perderebbero credibilità. &#8220;Sii sveeegli, Miisteer&#8230;Freeemannnn..? Si svegli&#8221; cit.</p>
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