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	<title>Outbreak: Epidemic &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Outbreak: Epidemic, la recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Ribaudo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2020 21:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
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					<description><![CDATA[Ad alcuni mesi dalla sua uscita per le altre piattaforme, Outbreak: Epidemic approda su Nintendo Switch, primo titolo “portatile” della serie. Quella di Outbreak è in effetti una serie, iniziata nel 2017 e prodotta dagli sviluppatori indipendenti di Dread Drop Studio, che affonda le proprie radici nei videogame horror degli anni ’90 e cerca di proporre una formula diversa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Ad alcuni mesi dalla sua uscita per le altre piattaforme, <strong>Outbreak: Epidemic approda su Nintendo Switch</strong>, primo titolo “portatile” della serie.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quella di <strong>Outbreak</strong> è in effetti una serie, iniziata nel 2017 e prodotta dagli sviluppatori indipendenti di <strong>Dread Drop Studio</strong>, che affonda le proprie radici nei videogame horror degli anni ’90 e cerca di proporre una formula diversa per ogni titolo con elementi come <strong>telecamere fisse</strong>, <strong>inventari limitati</strong> ecc.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Epidemic</strong> <strong>è un survival horror in cui siamo intenti a spazzare orde di zombie</strong> mentre completiamo obiettivi nel complesso poco interessanti, focalizzati principalmente sulla nostra<strong>sopravvivenza</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">In questo caso, la caratteristica principale del gioco è data dalla possibilità di giocarlo in modalità cooperativa, tramite <strong>multiplayer locale. </strong></p>
<p style="font-weight: 400;">A nostra disposizione ci sono alcune <strong>missioni della modalità campagna</strong>, una modalità di <strong>missioni “sperimentali”</strong> per finire con quella che, probabilmente, è la più interessante, ovvero la modalità <strong>onslaught</strong> che esprime bene il concept alla base del titolo.</p>
<p style="font-weight: 400;">In questa tipologia di partita dovremo puntare solo sulla nostra <strong>sopravvivenza</strong> e avremo a che fare con livelli estratti dalla campagna, suddivisi in aree diverse che dovremo ripulire.</p>
<p style="font-weight: 400;">Messa così, <strong>sembrerebbe che ci sia tanto da giocare</strong>; non è esattamente vero dal momento che<strong>la campagna è molto breve </strong>(solo 5 mappe) e i livelli della modalità <strong>experimental</strong> sono brevissimi. In entrambi i casi, tutto ciò che dovremo fare<strong> è gironzolare per i livelli</strong> <strong>cercando di capire come avanzare</strong>, soluzione che ci arriverà in maniera troppo semplificata. Talvolta incontreremo aree un po’ più ampie da esplorare, ma nel complesso il gioco è talmente lineare da risultare imbarazzante.</p>
<p style="font-weight: 400;">Elementare, ma scomoda, <strong>la gestione dell’inventario che mal si adatta all’utilizzo dei Joy-Con</strong> e che nelle intenzioni degli sviluppatori dovrebbe ricordare quello di serie ben più blasonate come <strong>Resident Evil</strong>, da cui vengono ripresi elementi come la combinazione degli oggetti. Nel complesso, sarà per il layout dei comandi o per la sua struttura intrinseca, <strong>l’inventario è troppo confusionario.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Nei vari livelli avremo pochi elementi interattivi, limitati principalmente alle armi/oggetti da raccogliere e ad alcuni <strong>enigmi molto banali</strong> che ci richiedono di aprire una serratura a combinazione o portar un oggetto dal punto A a quello B.</p>
<p style="font-weight: 400;">I problemi dell’inventario si estendono anche alla gestione delle armi e di tutto quello che possiamo tenere in mano, arrivando comunque alla struttura stessa del <strong>gioco che non è un granchè.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La versione Switch di Epidemic non fila liscia come dovrebbe</strong>: spesso ci sono dei rallentamenti e l’intero comparto visivo è di bassa qualità. Viene caricata solo una piccolissima porzione di livello,</p>
<p style="font-weight: 400;">causando <strong>costanti e fastidiosi pop-up</strong> e addirittura possiamo vedere i bordi delle porzioni caricate nonostante le tenebre che avvolgono (in tutti i sensi) il gioco e che minano un’esperienza che in ogni caso difficilmente sarebbe stata positiva.</p>
<p style="font-weight: 400;">Certo, <strong>si tratta di un titolo indipendente sviluppato da un team con pochi componenti e risorse</strong> per cui gli sforzi fatti sono sicuramente notevoli. Tuttavia, almeno per quanto riguarda questa versione <strong>Switch</strong>, <strong>Outbreak: Epidemic è un titolo pessimo sotto tutti i punti di vista</strong> e mi riesce incomprensibile il perchè uno studio con mezzi limitati debba cercare di scimmiottare i grandi classici producendo prodotti di qualità inferiore anche alle loro aspettative.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Epidemic</strong> non è ben ottimizzato; è giocabile, è vero, ma <strong>nel 2020 credo che i giocatori si aspettino di più di un titolo “giocabile”</strong>.  Come già detto, l’aggettivo che meglio descrive questo porting è <strong>imbarazzante. </strong>Ci sono numerosi momenti imbarazzanti, praticamente ogni volta che spuntano gli zombie (che per inciso possiamo colpire ovunque con il medesimo effetto).</p>
<p style="font-weight: 400;">A provare a salvare le cose ci pensa la modalità cooperativa, che potrebbe anche divertire, ma caso <strong>un multiplayer esclusivamente in locale nel 2020 lascia molto da riflettere.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Il gioco cerca di offrire una sorta di personalizzazione, facendoci <strong>scegliere la classe del personaggio</strong>; in questo caso <strong>nel corso del gioco sbloccheremo degli elementi che ci consentiranno di upgradare il nostro personaggio.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Naturalmente, neppure questo elemento funziona bene. <strong>Gli sviluppatori hanno ben pensato di inserire dei livelli per le personalizzazioni, e conseguentemente per i personaggi</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per interagire con determinati oggetti dovremo quindi avere un personaggio di un determinato livello: fondamentalmente<strong> per le armi più importanti serve un tipo più grosso.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Potrebbe avere senso, se non fosse che ad esempio un personaggio femminile non sarà in gradi di usare un martello fino a che non avrà raggiunto un livello più avanzato.</p>
<p style="font-weight: 400;">I personaggi appaiono differenziati, per quanto non caratterizzati in maniera approfondita, ma almeno qui lo sforzo è apprezzabile, anche per quanto riguarda l’atmosfera che gli sviluppatori hanno cercato di creare.</p>
<h2 style="font-weight: 400;"><strong>Segnali di Stile</strong></h2>
<p style="font-weight: 400;">Detto del semi disastro dal punto di vista visivo, <strong>Epidemic</strong> non si distingue neppure nel comparto audio: oltre ad effetti sonori di bassa qualità, <strong>la musica che accompagna la nostra partita è fastidiosa</strong> nel suo essere ripetitiva. Si tratta di brevi tracce ripetute all’infinito, che non sono tollerabili oltre pochi minuti</p>
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