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	<title>My Big Sister: Remastered &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<title>My Big Sister: Remastered &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>My Big Sister: Remastered, recensione (PlayStation 5)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Feb 2025 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Stranga Games in sinergia con Ratalaika Games e pubblicato da quest’ultimo insieme a GrabTheGame, My Big Sister: Remastered è un’avventura narrativa a tema horror in 2D con visuale dall’alto, dotato di una buona pixel art, semplice ma efficace. Noi abbiamo vissuto l’avventura di Luzia e sua sorella Sombria su PlayStation 5 e questa [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato da <strong>Stranga Games</strong> in sinergia con Ratalaika Games e pubblicato da quest’ultimo insieme a GrabTheGame, My Big Sister: Remastered è un’avventura narrativa a tema horror in 2D con visuale dall’alto, dotato di una buona pixel art, semplice ma efficace. Noi abbiamo vissuto l’avventura di Luzia e sua sorella Sombria su <strong><a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a></strong> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>. Pronto a scoprire un mondo imprevedibile e pieno zeppo di folklore Giapponese?</p>



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<div class="rb-videoresp"><iframe title="My Big Sister: Remastered - Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/JL2JqDGdx3Q?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">My Big Sister: Remastered tra umorismo e horror</h2>



<p>Prima di affrontare la <strong>trama</strong> di My Big Sister: Remastered bisogna segnalare due cose. La prima è che, come da titolo, si tratta dell’edizione rimasterizzata dell’omonimo My big Sister pubblicato originariamente nel <strong>2018</strong> e che vede un intervento essenzialmente grafico (e anche abbastanza notevole a essere onesti). La seconda cosa riguarda il fatto che questo titolo è una sorta di sequel di <strong>Ashina: The Red Witch</strong>, sempre ad opera di Stranga Games. Nonostante i titoli condividano diversi richiami (incluso il personaggio della stessa Ashina), non è necessario aver giocato il prequel.</p>



<p>My Big Sister: Remastered narra le vicende di <strong>due sorelle</strong>, Luzia (di cui vestiremo i panni) e Sombria. La vera protagonista, come da titolo stesso del gioco, è la sorella maggiore, ossia Sombie (che sarebbe il nomignolo con cui Sombria preferisce farsi chiamare). Le due sorelle sono protagonista di una vera e propria avventura surreale e imprevedibile, infarcita di yokai e folklore Giapponese di vario genere (dal cibo alle atmosfere).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/02/b5-1024x576.jpg" alt="My Big Sister: Remastered, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-537631" title="My Big Sister: Remastered, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Ciò che colpisce in positivo dell’intreccio di My Big Sister: Remastered è il buon equilibrio tra <strong>umorismo ed elementi <a href="https://www.icrewplay.com/5-giochi-horror-imperdibili-da-giocare-hallowen/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">horror</a></strong>, un mix che funziona, coinvolge e riesce a trasportare lungo la breve durata del titolo (che può essere completato in un paio di pomeriggi, includendo i vari finali disponibili). Le vicende di Luzia sono anche impreziosite da un surrealismo che va a braccetto con l’atteggiamento un po’ strafottente della piccola protagonista che si mostra più eroica e sprovveduta di quanto inizialmente previsto (e lei stessa faticherà a riconoscersi nelle fasi avanzate della narrazione).</p>



<p>Procedendo con calma, le vicende iniziano con uno <strong>strano rapimento</strong>. Sombria viene tramortita e trascinata via e noi decidiamo di seguirla ritrovandoci bloccati in un camion che ci porterà in un luogo mai visto prima. E questo è solo l’inizio di una vicenda, di cui non aggiungiamo ulteriori dettagli per evitare spoiler, che tra “maledizioni”, leggende, battute goliardiche, momenti spaventosi e tanto altro, crea un’esperienza che funziona da inizio alla fine a patti di accettare la sua anima surreale e mistica.</p>



<p>Ultima nota riguarda i richiami del mondo animato dello <strong>Studio Ghibli</strong>. My Big Sister: Remastered richiama più volte i capolavori d’animazione Giapponese, inserendoli nella narrazione, nelle ambientazioni e persino in un enigma. Da “<strong>La città incantata</strong>” al “<strong>Il mio vicino Totoro</strong>”, i richiami si sprecano e sono tutti deliziosamente apprezzabili e divertenti da scovare e riconoscere. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/02/b2-1024x576.jpg" alt="My Big Sister: Remastered, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-537628" title="My Big Sister: Remastered, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Una storia semplice con enigmi un po’ folli</h2>



<p>My Big Sister: Remastered è <strong>un’avventura narrativa in 2D</strong> con visuale isometrica che ci mette nei panni di Luzia. Il nostro compito è guidare la sorellina lungo una decina di capitoli composti da un susseguirsi di enigmi da risolvere. Enigmi prevalentemente legati dallo scovare un oggetto e decidere dove inserirlo o a chi consegnarlo. Sì, non tutti sono facilmente intuibili ma difficilmente ti troverai con l’inventario pieno di oggetti e basterà qualche tentativo in più per sciogliere la matassa. </p>



<p>Su carta lo schema ludico è quindi abbastanza semplice, anche considerando le aree abbastanza ristrette che potremo gradualmente <strong>esplorare</strong>. Purtroppo, però, ti ritroverai rallentato da alcune imprecisioni tecniche. Nel dettaglio, il titolo si “dimentica” di indicare alcuni oggetti e zone di interazione. Ci sono porte senza la scritta “porta” che però sono attivamente interagibili così come ci sono migliaia di porte prive di scritta che sono semplici orpelli decorativi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/02/b4-1024x576.jpg" alt="My Big Sister: Remastered, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-537630" title="My Big Sister: Remastered, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Tradotto: ti ritroverai più volte a cercare di<strong> interagire con tutto temendo mancanze descrittive </strong>e, ci spiace dirlo, ce ne sono diverse. E visto che affrontiamo la parte più “problematica”, segnaliamo alcuni bug grafici come elementi in cui si può passare “oltre” e altri la cui prospettiva di interazione, ossia la distanza con cui poter cliccare per eseguire un’azione, risulta sfasata e poco intuitiva. Nulla di eccessivamente grave ma va comunque a rallentare l’esperienza che risulta così lievemente imperfetta e meno fluida di quanto inizialmente può apparire.</p>



<p>Oltre agli enigmi e all’esplorazione, può capitare di essere “<strong>inseguiti</strong>” da qualche creatura letale. Essere catturati equivale al game over (e in tal caso si riparte dall’ultimo check o salvataggio manuale). Per evitare di essere braccati, la soluzione più comoda è uscire e rientrare dall’area. Questo risulta abbastanza meccanico e poco attrattivo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/02/b3-1024x576.jpg" alt="My Big Sister: Remastered, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-537629" title="My Big Sister: Remastered, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, My Big Sister: Remastered si difende discretamente bene grazie a una pixel art ben riuscita e che risulta essere un’evoluzione concreta e coerente dell’opera originale. Laddove gli interventi sono maggiori e ben visibili il risultato è ancora più gradevole, come gli artwork (come quando la protagonista mangia i noodles) o le varie scene di game over (tra cui alcune leggermente disturbanti). Come anticipato nei primi paragrafi, abbiamo molto apprezzato i rimandi estetici alle opere dello Studio Ghibli.</p>



<p>Il <strong>sonoro</strong> è abbastanza in linea con quanto viene mostrato su schermo riuscendo a coinvolgere. Non è mai ridondante o inopportuno e anzi è impreziosito da effetti sonori idonei ai momenti e discretamente vari. Da segnalare qualche momento di silenzio non proprio azzeccato e una fase doppiata (in inglese) che è così bassa da avere difficoltà ad ascoltarla. Infine, purtroppo, va segnalata anche la totale <strong>assenza della lingua italiana</strong> (assenti anche i sottotitoli). Un peccato considerando la mole di testo a sua volta infarcito di buone battute umoristiche. </p>
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