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	<title>Mighty Doom &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Mighty Doom: recensione della versione in miniatura dello sparatutto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Rocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Apr 2023 21:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Mighty Doom è un titolo che parte da premesse particolari: portare tutto lo stile di Doom in una versione in miniatura e cartoonesca della serie, che possa essere adatta al mercato mobile e che possa in qualche modo ospitare una struttura free to play. Può sembrare assurdo, ma il titolo è tutto questo e anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mighty Doom è un titolo che parte da premesse particolari</strong>: portare tutto lo stile di Doom in una <strong>versione in miniatura</strong> e cartoonesca della serie, che possa essere adatta al mercato mobile e che possa in qualche modo ospitare una struttura free to play. Può sembrare assurdo, ma <strong>il titolo è tutto questo e anche di più</strong>. Vediamo nella nostra recensione se però il risultato è riuscito o meno.</p>
<h2>La storia?</h2>
<p><strong>Mighty Doom non ha una vera storia</strong> e potremmo dire che <strong>non si trova nemmeno un pretesto narrativo</strong>. Semplicemente, si gioca per uccidere orde di demoni in ambientazioni ispirata ai classici scenari della serie principale, che quindi vanno dalla terra fino all&#8217;inferno. Anche in questo modo è possibile <strong>immaginare una classica narrazione</strong> dove il doomslayer si fa strada tra orde di demoni per respingere un&#8217;invasione&#8230;ma <strong>tutto questa viene semplicemente suggerito</strong> vagamente dagli scenari.</p>
<p>Va detto che non siamo davanti a un difetto però, dato che <strong>il titolo punta praticamente tutto su un&#8217;esperienza volutamente semplice e immediata</strong>, dove le partite si susseguono velocemente e senza pause.</p>
<h2>Mighty Doom: da FPS a single stick shooter</h2>
<p>Il gameplay di Mighty Doom è quello di un <strong>sigle stick shooter simile al noto Archero</strong>. Ogni partita è quindi <strong>strutturata in stanze chiude</strong>, che di fatto si pongono come<strong> vere e proprie arene</strong> dove affrontare piccole ondate di nemici, evitando anche <strong>occasionali ostacoli ambientali</strong> non troppo invasivi. Dopo un certo numero di stanze si arriva poi a un <strong>boss</strong> da sconfiggere, per poi ripetere tutto fino alla fine del livello. <strong>Morire vuol dire ricominciare da zero</strong>, mantenendo però le <strong>risorse trovate</strong>.</p>
<p>Non siamo però davanti a un <a href="https://www.icrewplay.com/roguelike-roguelite-differenza/" target="_blank" rel="noopener">roguelite</a>, ma a un titolo che ne riprende solo alcune meccaniche. Di fatto, <strong>Mighty Doom si pone come un single stick shooter con una campagna</strong>, composta da <strong>varie missioni</strong> strutturate in questo modo. La necessità di <strong>morire e ricominciare</strong> queste missioni, però, è una parte fondamentale della struttura di gioco, che soprattutto nelle battute finali diventa molto <strong>incentrata sul grinding</strong> e sulla necessità di giocare eventi a tempo, a loro volta strutturati così.</p>
<p>Quindi, come si combatte in questa versione in miniatura dello sparatutto infernale? Semplicemente, <strong>con uno stick virtuale ci si muove per l&#8217;arena</strong>, mentre lo sparo viene affidato a una <strong>mira e un fuoco automatici</strong>. Si aggiungono poi un&#8217;arma <strong>secondaria</strong> &#8211; per esempio un lanciarazzi &#8211; con un cooldown non troppo lungo, <strong>un&#8217;arma ultimate</strong> &#8211; come il BFG &#8211; con un lungo cooldown e <strong>un&#8217;arma da spalla</strong> con fuoco automatico che però è demandata a piccoli aiuti passivi.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-442881 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2023/04/Mighty-Doom-recensione.jpg" alt="Mighty Doom recensione" width="1080" height="1920" title="Mighty Doom: recensione della versione in miniatura dello sparatutto"></p>
<p>Ogni scontro vede quindi <strong>spawnare ondate di nemici</strong>, che vanno uccisi <strong>alternando il fuoco automatico primario e l&#8217;uso dell&#8217;arma secondaria</strong>. L&#8217;utilizzo della <em>&#8220;ultimate&#8221;</em> è invece meno frequente, ma comunque <strong>in grado di salvare da situazioni critiche</strong>. Allo stesso modo, le singole arene hanno ostacoli ambientali da sfruttare come ripari, oppure trampolini o altre interazioni che aggiungono un pizzico di varietà alla formula.</p>
<p>Superando le varie stanze si accumulano poi <strong>punti esperienza</strong>, che fanno salire di livello il mini Slayer in una <strong>progressione interna alla partita</strong>. Salendo di livello è <strong>possibile scegliere uno fra tre potenziamenti passivi</strong>, in grado di garantire effetti aggiuntivi come danno AoE, più rateo di fuoco, effetti incendiari e così via. Questi potenziamenti permettono effettivamente di <strong>creare build</strong>, ma sono tristemente affetti da uno <strong>sbilanciamento troppo marcato</strong>. Alcune build sono infatti molto più efficaci di altre e di conseguenza alcuni effetti vengono brutalmente ignorati. Il risultato finale resta comunque godibile, ma non raggiunge tutto il suo potenziale.</p>
<p>Queste basi sono però collegate a doppio filo con la parte &#8220;ruolistica&#8221; del titolo. <strong>Dopo ogni missione di Mighty Doom,</strong> infatti, è possibile accedere a un menù da cui potenziare il nostro Doom Slayer, equipaggiando armi e armature. Si aggiunge la possibilità di <strong>spendere una valuta virtuale</strong> per aumentare statistiche passive o per potenziare le varie bocche da fuoco.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-442880 size-full aligncenter" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2023/04/Mighty-Doom-android.jpg" alt="Mighty Doom recensione" width="1080" height="1920" title="Mighty Doom: recensione della versione in miniatura dello sparatutto"></p>
<p>Queste ultime, peraltro, vanno <strong>reperite tramite lootbox</strong>, da ottenere come ricompensa per il completamento delle varie attività. Va da sé che tutta questa metaprogressione diventa fondamentale per proseguire nell&#8217;avventura ed è proprio qui che si nota la monetizzazione di Mighty Doom. Le armi e le armature sono infatti divise per rarità ed efficacia, quindi il loro aggiornamento continuo è fondamentale.</p>
<p>Tutto questo può infatti essere <strong>acquistato con soldi reali</strong> o, in alternativa, va ottenuto <strong>tramite grinding</strong> nella parte più avanzata della campagna. Un equipaggiamento poco sviluppato vuol dire fare pochi danni o subirne troppi e può rendere difficili le missioni. Va detto, però, che il titolo non diventa <strong>mai eccessivamente ingiusto</strong> e anche il grinding non diviene mai eccessivamente marcato. La <strong>presenza costante di eventi</strong>, poi, rende l&#8217;ottenimento di equipaggiamento e risorse sempre equilibrato.</p>
<p>In altre parole, <strong>la struttura ludica di <a href="https://bethesda.net/it-IT/game/mightydoom" target="_blank" rel="noopener">Mighty Doom</a> è davvero ottima</strong>, soprattutto per un gioco free to play. Le <strong>microtransazioni</strong> sono chiaramente presenti, ma senza divenire troppo invasive. Chiaramente, <strong>i limiti di una struttura così limitata sono però evidenti</strong>: le meccaniche di gioco sono sicuramente immediate, ma non hanno uno skill ceiling troppo alto e di conseguenza <strong>cadono spesso nella ripetitività</strong> e nella sensazione di una generale mancanza di profondità. Il risultato è un titolo valido e divertente, ma solo per chi cerca qualcosa da giocare senza troppe pretese.</p>
<p>Va però lodato il <strong>tentativo riuscito di trasporre il gameplay di Doom in versione miniaturizzata</strong>, per esempio includendo piccole meccaniche come le uccisioni epiche (i nemici storditi possono essere finiti con il corpo a corpo che dona salute), gli attacchi corpo a corpo e i boss che vengono smembrati in modo chibittoso.</p>
<h2>Tecnicamente caruccio</h2>
<p><strong>Il comparto tecnico di Mighty Doom </strong>fa bene il suo lavoro, presentando uno stile chibittoso con ambienti e nemici discretamente dettagliati. Le animazioni sono invece convincenti e gli effetti visivi sono a loro volta soddisfacenti.</p>
<p><strong>Il comparto estetico</strong> ci porta invece un&#8217;ottima trasposizione teneramente in miniatura dell&#8217;universo di Doom, che qui resta riconoscibilissimo in uno stile chibittoso.</p>
<p><strong>Il comparto sonoro</strong> si limita invece a fare il suo dovere, con musiche ed effetti adatti alle varie occasioni.</p>
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