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	<title>Lost Records: Bloom &amp; Rage &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
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	<title>Lost Records: Bloom &amp; Rage &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Lost Records: Bloom &#038; Rage diventa moda: DON’T NOD annuncia una collezione ufficiale di abbigliamento</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/lost-records-bloom-rage-collezione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2025 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Ufficiali]]></category>
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					<description><![CDATA[L’universo narrativo di Lost Records: Bloom &#38; Rage è pronto a uscire dallo schermo e arrivare nel mondo reale. DON’T NOD, publisher e sviluppatore francese noto per le sue esperienze narrative, ha annunciato una collaborazione ufficiale con Insert Coin per la realizzazione di una collezione di abbigliamento ispirata al gioco, in arrivo all’inizio del 2026. [&#8230;]]]></description>
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<p>L’universo narrativo di<a href="https://www.icrewplay.com/gli-sviluppatori-di-life-is-strange-presentano-il-nuovo-lost-records-ai-tga-2023/" data-type="post" data-id="467071"> <strong>Lost Records: Bloom &amp; Rage</strong></a> è pronto a uscire dallo schermo e arrivare nel mondo reale. <strong>DON’T NOD</strong>, publisher e sviluppatore francese noto per le sue esperienze narrative, ha annunciato una <strong>collaborazione ufficiale con Insert Coin</strong> per la realizzazione di una <strong>collezione di abbigliamento ispirata al gioco</strong>, in arrivo <strong>all’inizio del 2026</strong>.</p>



<p>L’annuncio conferma ancora una volta quanto Lost Records: Bloom &amp; Rage sia pensato come un progetto che va oltre il videogioco, puntando su emozioni, identità e nostalgia come elementi centrali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una collaborazione pensata per i fan</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/02/l-1024x576.jpg" alt=" Lost Records: Bloom &amp; Rage" class="wp-image-537473" title="Lost Records: Bloom &amp; Rage diventa moda: DON’T NOD annuncia una collezione ufficiale di abbigliamento"></figure>



<p>Insert Coin non è un nome nuovo per chi segue il mondo gaming. Il brand è conosciuto per la produzione di <strong>abbigliamento premium, accessori e articoli lifestyle</strong> ispirati ai videogiochi, con un’attenzione particolare alla qualità dei materiali e al design.</p>



<p>La collezione dedicata a Lost Records: Bloom &amp; Rage promette <strong>capi esclusivi</strong>, progettati per riflettere <strong>il tono emotivo e malinconico</strong> che caratterizza l’opera di DON’T NOD. Non si tratta di semplici magliette brandizzate, ma di pezzi pensati per evocare atmosfere, ricordi e legami, proprio come il gioco stesso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Portare Lost Records nel mondo reale</h3>



<p>Secondo <strong>Dan Long</strong>, Head of Communications di Insert Coin, la collaborazione nasce da una passione autentica per il progetto:</p>



<p>Lavorare con DON’T NOD su una collezione che porta Lost Records: Bloom &amp; Rage fuori dallo schermo è stato naturale. Essendo fan del gioco, partecipare a questo percorso è stato speciale.</p>



<p>Anche <strong>Luc Baghadoust</strong>, Executive Producer di DON’T NOD Montréal, ha sottolineato il valore personale della partnership, ricordando il suo legame di lunga data con Insert Coin e l’entusiasmo nel trasformare l’universo di Lost Records in qualcosa di tangibile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Lost Records: Bloom &amp; Rage, tra nostalgia e identità</h3>



<p>Lost Records: Bloom &amp; Rage è un <strong>narrative adventure</strong> ambientato su <strong>due linee temporali</strong>, che racconta la storia di <strong>quattro ragazze delle superiori</strong> legate da un’estate intensa e da un’amicizia destinata a segnarle per sempre.</p>



<p>Un evento misterioso cambierà radicalmente il corso delle loro vite, lasciando cicatrici emotive che emergono nel tempo. Il gioco è sviluppato da <strong>DON’T NOD Montréal</strong> ed è firmato dalle menti creative dietro <strong>Life is Strange</strong>, un dettaglio che chiarisce subito il tipo di esperienza narrativa proposta.</p>



<p>Temi come <strong>amicizia, memoria, crescita e trauma</strong> sono al centro del racconto, ed è proprio questa carica emotiva che la collezione di abbigliamento mira a tradurre in forma visiva e stilistica.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Moda come estensione dell’esperienza narrativa</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/02/llll-1024x576.jpg" alt=" Lost Records: Bloom &amp; Rage" class="wp-image-537476" title="Lost Records: Bloom &amp; Rage diventa moda: DON’T NOD annuncia una collezione ufficiale di abbigliamento"></figure>



<p>Negli ultimi anni, DON’T NOD ha dimostrato un forte interesse nel costruire <strong>universi narrativi coerenti</strong>, capaci di vivere su più livelli. La collaborazione con Insert Coin va esattamente in questa direzione.</p>



<p>Indossare un capo ispirato a Lost Records: Bloom &amp; Rage non significa solo mostrare una passione videoludica, ma <strong>portare con sé un frammento dell’esperienza</strong>, un ricordo, un’emozione condivisa con altri giocatori.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Uscita prevista nel 2026</h3>



<p>La collezione ufficiale di abbigliamento <strong>Lost Records: Bloom &amp; Rage x Insert Coin</strong> è prevista per <strong>l’inizio del 2026</strong>. Al momento non sono stati svelati i capi specifici né i prezzi, ma DON’T NOD ha confermato che <strong>nuove informazioni verranno condivise nei prossimi mesi</strong> attraverso i canali social ufficiali del gioco e del publisher.</p>



<p>Per chi ha amato l’atmosfera di Lost Records: Bloom &amp; Rage, questa iniziativa rappresenta un modo inedito per continuare a vivere il gioco anche lontano dal controller.</p>



<p>Seguici su <strong><a href="https://www.instagram.com/icrewplaycom" target="_blank" rel="noopener">Instagram</a></strong> per restare aggiornato</p>
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		<title>Lost Records: Bloom &#038; Rage &#8211; Parte 2, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/lost-records-bloom-rage-parte-2-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2025 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie in Vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato e pubblicato da DON’T NOD, Lost Records: Bloom &#38; Rage è un’avventura narrativa in terza e in prima persona che riprende molto in termini di tematiche e di gameplay dal primo Life is Strange. Tra i tanti elementi recuperati, c’è la struttura a episodi distribuiti in tempi differenti. Nel caso specifico, Lost Records: Bloom [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato e pubblicato da <strong>DON’T NOD</strong>, Lost Records: Bloom &amp; Rage è un’avventura narrativa in terza e in prima persona che riprende molto in termini di tematiche e di gameplay dal primo Life is Strange. Tra i tanti elementi recuperati, c’è la struttura a episodi distribuiti in tempi differenti. Nel caso specifico, Lost Records: Bloom &amp; Rage è stato diviso in sole due parti e quella che andiamo a <strong>recensire</strong> oggi, sempre su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a>, è la seconda e ultima parte. Pronto a scoprire insieme il destino di Swann e delle sue amiche?</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe title="Lost Records: Bloom &amp; Rage - Launch Trailer | PS5 Games" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/gF26eZPevNw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Lost Records: Bloom &amp; Rage si cambia registro</h2>



<p>Prima di procedere con l’analisi della <strong>narrazione</strong> della seconda parte di Lost Records: Bloom &amp; Rage è bene indicare che tale parte è un sequel della <a href="https://www.icrewplay.com/lost-records-bloom-rage-recensione-ps5/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nostra prima recensione</a> che consigliamo calorosamente di recuperare prima di procedere alla lettura. Inoltre, sarà nostra cura evitare qualsivoglia spoiler ma, è scontato dirlo, consigliamo a chi non ha giocato alla parte uno, di evitare di proseguire.</p>



<p>Lost Records: Bloom &amp; Rage parte due è ovviamente un <strong>sequel diretto</strong> della parte uno e segue la stessa divisione passato-presente facendo però maggior attenzione narrativa proprio sulla parte del presente ossia dove le protagoniste delle vicende sono adulte, mature e pronte ad affrontare il passato, le promesse fatte e le inevitabili conseguenze delle loro azioni in quell’assurda estate di diversi anni fa. Una vicenda che trova il suo fulcro nel misterioso pacco destinato proprio alle Bloom &amp; Rage, quell’atipica e rumorosa band che aveva fatto il suo primo spettacolo proprio a conclusione dell’atto uno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/02/llllllllllllllll-1024x576.jpg" alt="Lost Records: Bloom &amp; Rage - Parte 2, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-537479" title="Lost Records: Bloom &amp; Rage - Parte 2, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Ebbene, la <strong>scrittura</strong> di Lost Records: Bloom &amp; Rage subisce un cambiamento di registro notevole e logico, mutando in ottica decisamente più matura, cupa e anche dolorosa. Le vicende, d’altronde, si aprono con tematiche molto più forti rispetto alla prima parte e dove ci viene chiesto di vivere dei primi capitoli con una luce decisamente più pesante e meno spensierata. I problemi sono d’altronde cambiati, il bullismo, ad esempio, comunque presente, cede il passo alla “perdita” e al dolore lancinante. Al vuoto. Ai rimorsi.</p>



<p>C’è una carrellata di <strong>sofferenza</strong> e di modi diversi di affrontarla che danno ulteriore approfondimento e spingono ogni personaggio ad evolversi in modo in parte inedito ma pur sempre coerente, facendoci svelare tratti nuovi delle loro personalità e aiutandoci a collegare i tasselli del puzzle che li porta poi a combaciare con la loro nuove versione “adulta”. E se le protagoniste sorprendono per la propria evoluzione, l’elemento “magico/misterioso” subisce una stravagante evoluzione solo in apparenza negativa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/02/lllllllllll-1024x576.jpg" alt="Lost Records: Bloom &amp; Rage - Parte 2, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-537478" title="Lost Records: Bloom &amp; Rage - Parte 2, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Chi ha vissuto Lost Records: Bloom &amp; Rage parte uno avrà sicuramente notato lo spazio preso da questa fonte misteriosa ricollocabile <strong>nell’Abisso</strong> con tanto di un intero passaggio estremamente surreale e decisamente ansiogeno. Ecco, nella parte due l’elemento surreale è ancora più di sfondo e sembra quasi essere stato dimenticato con fugaci e poco soddisfacenti richiami. Eppure, proprio tale elemento andrà a irrompere con prepotenza improvvisa in uno dei passaggi più sconvolgenti dell’intera vicenda.</p>



<p><strong>L’Abisso</strong>, quindi, si riconferma un <strong>elemento sapientemente dosato</strong>, è il più identitario dell’intera storia e allo stesso tempo il più potente, forse anche grazie alla sua non costante presenza su schermo. Per quanto riguarda le macro trame, queste trovano apparente conclusione in questa seconda parte con un finale che, a noi ha soddisfatto ma la cui natura potrà far storcere il naso a chi si aspettava una netta chiusura del cerchio. E qui ci fermiamo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/02/llllllllll-1024x576.jpg" alt="Lost Records: Bloom &amp; Rage - Parte 2, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-537477" title="Lost Records: Bloom &amp; Rage - Parte 2, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Posa la telecamera</h2>



<p>Lost Records: Bloom &amp; Rage è <strong>un’avventura narrativa in terza persona 3D</strong> dove la storia la fa da padrona e il gameplay interattivo vero e proprio è limitato a zone contenute e praticamente riprese di peso dalla parte uno. Di inedito c’è molto poco tra cui una sezione con un gameplay stealth abbastanza rudimentale ma che prova, nel suo piccolo, a dare varietà a un titolo che va a perdere parte della sua potenza “identitaria”.</p>



<p>Il motivo è la <strong>telecamera</strong> e il suo minor utilizzo (almeno nella nostra personale esperienza). Come avrai potuto leggere nella parte uno della nostra recensione, la telecamera di Swann ha molteplici funzioni e in Lost Records: Bloom &amp; Rage serve tanto per progredire in alcune sezioni filmando determinati eventi o oggetti/persone/animali, tanto per localizzare i numerosi <strong>collezionabili</strong>, suddivisi in determinate categorie. Questi ultimi, nella seconda parte, sono decisamente di meno. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/02/llll-7-1024x576.jpg" alt="Lost Records: Bloom &amp; Rage - Parte 2, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-537475" title="Lost Records: Bloom &amp; Rage - Parte 2, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Come ci è sembrata di meno la <strong>longevità</strong> complessiva di questa parte, complice anche un ritmo decisamente più serrato e scorrevole dove i protagonisti erano i dialoghi e le nostre decisioni con tanto di conseguenze non sempre facilmente prevedibili. E tali decisioni vanno poi a intaccare con ferocia i nostri legami con le altre comprimarie, tra amore e odio e amicizia, tutto nella parte due trova una sua conclusione netta tanto nel passato quanto, soprattutto, nel futuro dove un minimo errore può portare a stravolgere l’intero svolgimento finale. </p>



<p>Il <strong>livello di scrittura</strong> si conferma quindi di alto livello così come la struttura ludica legata alle scelte. D’altro canto, l’aspetto ludico, che qui prova un maggior sviluppo in situazioni vagamente “inedite” come la già citata fase stealth, permane funzionale al racconto stesso e discretamente limitata oltre che rinchiusa in luoghi già conosciuti che confermano quanto al titolo non serviva necessariamente di essere spaccato in due e, anzi, in un solo lotto poteva offrire un’unica esperienza decisamente più coinvolgente e immediata.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/02/l-1024x576.jpg" alt="Lost Records: Bloom &amp; Rage - Parte 2, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-537473" title="Lost Records: Bloom &amp; Rage - Parte 2, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, Lost Records: Bloom &amp; Rage parte due è lo stesso gioco della parte uno con nessun miglioramento di sorta e con gran parte degli elementi che vengono recuperati (location soprattutto). La cura al dettaglio rimane di altissimo livello mentre la sincronia tra volti e parlato non sempre combacia soprattutto nelle fasi dove “cantano”. Ecco, qui le animazioni e quanto viene ascoltato non risultano affatto armoniosi. In compenso, però, tale disarmonia svanisce dinanzi all’eccellente scelta sonora effettuata dal team.</p>



<p>La <strong>colonna sonora</strong> di Lost Records: Bloom &amp; Rage parte due si conferma di ottima fattura, coerente e potente, tanto nello svolgimento principale quanto nelle fasi opzionali come le immancabili sedute a osservare il panorama che ci circonda. Confermato di buon livello anche il doppiaggio in inglese mentre il titolo presenta nuovamente dei <strong>sottotitoli in lingua italiana</strong>.</p>
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		<title>Lost Records: Bloom &#038; Rage, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/lost-records-bloom-rage-recensione-ps5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Feb 2025 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie in Vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato e pubblicato da DON’T NOD, Lost Records: Bloom &#38; Rage è un’avventura narrativa in terza e in prima persona che riprende molto in termini di tematiche e di gameplay dal primo Life is Strange. Al contempo, è una delle avventure più mature e stratificate del team di sviluppo che si presenta sul mercato divisa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato e pubblicato da <strong>DON’T NOD</strong>, Lost Records: Bloom &amp; Rage è un’avventura narrativa in terza e in prima persona che riprende molto in termini di tematiche e di gameplay dal primo Life is Strange. Al contempo, è una delle avventure più mature e stratificate del team di sviluppo che si presenta sul mercato divisa in ben due step (definiti nastri). Noi abbiamo vissuto l’avventua di Swann e delle sue amiche su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong> (che riguarda solo la <strong>prima parte</strong>). Pronto a un’immersione negli anni ‘90?</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Lost Records: Bloom &amp; Rage - First Look Gameplay Trailer | PS5 Games" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/JPoPQUL_yj4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Lost Records: Bloom &amp; Rage tra Life is Strange e Stranger Things</h2>



<p>Per chi non lo sapesse, DON’T NOD non è altro che il team dietro i primi<strong> Life is Strange</strong>, a lui dobbiamo le prime avventure di <a href="https://www.icrewplay.com/life-is-strange-double-exposure-collabora-con-dr-martens/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Maxine</a> e sempre a lui dobbiamo il focus narrativo sull’adolescenza con uno sguardo mai macchiettistico o vittima di clichè ma anzi, ammantato da una <strong>poetica leggera</strong>, una carezza fatta di pausa, piccoli dettagli, dialoghi mai banali e intrecci accuratamente elaborati e mixati ad altri generi con virate fantastiche e surreali.</p>



<p>Ecco, tutto questo viene ripreso abbondantemente in Lost Records: Bloom &amp; Rage che a prima vista, già dai primi attimi di gioco, rievoca con estrema prepotenza chi sono i reali genitori di Life is Strange (DON’T NOD non&nbsp; ha più i diritti sull’IP). Prima di affrontare la narrazione, bisogna evidenziare che Lost Records: Bloom &amp; Rage recupera la vecchia metodologia delle avventure narrative, scegliendo di dividere il proprio canovaccio in <strong>due parti (Nastro 1: Bloom e Nastro 2: Rage).</strong>&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/02/l-1024x576.jpg" alt="Lost Records: Bloom &amp; Rage, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-537473" title="Lost Records: Bloom &amp; Rage, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>La<strong> prima parte</strong> è disponibile dal <strong>19 febbraio 2025</strong> mentre la <strong>seconda </strong>e ultima sarà disponibile il <strong>15 aprile</strong> 2025. La protagonista delle vicende è <strong>Swann </strong>la cui estetica e carattere, nonché hobby, richiamano direttamente Maxine di Life is Strange. Alcuni dettagli del viso, il colore dei capelli, la passione nel catturare ciò che le circonda (Maxine usava la fotografia, Swann è una videomaker), l’insicurezza verso il mondo e un carattere schivo e in parte insicuro.</p>



<p>A differenziare di più Swann, però, è il suo fisico, più massiccio. Un corpo che lei stesso ironizza e che sarà anche soggetto di <strong>bullismo</strong>. Quest’ultimo è solo una delle tante tematiche che gli sviluppatori inseriscono all’interno di una duplice storia che, nonostante un esordio discretamente lento e in parte un po’ prolisso, riesce a catturare e trascinare in tutta la sua durata (in linea con i suoi congeneri).&nbsp;</p>



<p>Parliamo di <strong>duplice trama</strong> in quanto la storia di Swann viene vissuta nel presente, ossia il <strong>2022 </strong>e nel passato, il <strong>1995</strong>. Il tutto con salti temporali e intromissioni narrative che rendono il tutto più ritmato e perfettamente concatenato, dando ulteriore peso e senso anche alle scelte dell’utente. Da segnalare la cura riposta dagli sviluppatori nel rievocare gli anni ‘90, dalle vecchie videteche (un affettuoso saluto a Blockbuster) fino ai “giochi di allora”, che sia un parcogiochi trasandato o una console d’altri tempi (con tanto di cartucce in cui soffiare).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/02/lll-1024x576.jpg" alt="Lost Records: Bloom &amp; Rage, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-537474" title="Lost Records: Bloom &amp; Rage, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Ci sono rimandi ovunque, <strong>citazioni </strong>indirette e marchi ripresi e traslati per non incorrere in pubblicità gratuite. Un mini mondo fortemente nostalgico e dai richiami alla <strong>Stranger Things</strong> (in particolare alla prima stagione) con tanto di elemento surreale che si insinua nel percorso con estrema lentezza (per alcuni anche troppa) ma con molta cura, riuscendo a non occupare immediatamente l’aspetto centrale, lasciando scorrere la storia con molta furbizia e dandoci tempo e modo di conoscere e affezionarci alle <strong>protagoniste di ieri e di oggi.</strong></p>



<p>Restando ancora negli <strong>anni 90’</strong>, Swann esordisce sul campo in tutta la sua insicurezza adolescenziale e, nonostante la sua chiusura col mondo, lo stesso mondo di cui vorrebbe filmare ogni singolo dettaglio, riesce a stringere amicizia con altre tre ragazze altrettanto particolari e ben caratterizzate.<strong> Autumn</strong>, <strong>Nora </strong>e <strong>Kat</strong>, infatti, salvo qualche cliché (tra la ragazza piccina ma dall’animo rude e quell’altra dedita allo sballo più sfrenato e fuori dai binari), presentano una scrittura matura e dall’evoluzione gradevole e coerente, oltre che credibile.</p>



<p>Lo spaccato nel 1995, è un vero e proprio<strong> “scavare” nei ricordi </strong>con tanto di commenti da parte delle rispettive versioni adulte che vanno ad animare la storia e fornendo ulteriore stratificazione e valore alle nostre scelte. Scelte che vanno morbidamente a mescolarsi nel canovaccio narrativo modificando eventi, veri e propri risvolti narrativi (con relative conseguenze non sempre prevedibili) e anche frasi, oltre che legami e relativi atteggiamenti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/02/llll-7-1024x576.jpg" alt="Lost Records: Bloom &amp; Rage, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-537475" title="Lost Records: Bloom &amp; Rage, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Ed è proprio nel rimbalzo tra passato e presente ludico che DON’T NOD mette in scena e conferma la sua bravura nella scrittura, mostrando qualità di scrittura molto rare oggi. La <strong>maturità </strong>delle protagoniste è palese ma non è alienante, c’è <strong>coerenza </strong>e ogni tassello del mistero “surreale” che impermea silenziosamente il tutto, emerge con accurata e studiata lentezza (che per alcuni può essere anche troppa) ruotando intorno a un pacco dedicato alla band Bloom &amp; Rage di cui fanno parte le protagoniste (band formata proprio in quell’estate da dimenticare). E se nel passato si respirano con genuinità gli anni 90, nel 2022 ci ritroviamo in<strong> post pandemia</strong>.</p>



<p>Tra avvisi di distanziamento, scatole di mascherine e igienizzanti, rivedere su schermo un passato doloroso e neanche troppo lontano, seppur non invadente coi suoi elementi, rievoca un distaccamento emotivo, un fastidio puro che conferma la <strong>bontà del lavoro</strong> svolto dagli sviluppatori. Un lavoro che spicca nelle piccole cose, nei dettagli, nella delicatezza di alcuni passaggi, nel caos che esplode all’improvviso e nelle emozioni palpabili che vengono messe su schermo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/02/llll-1024x576.jpg" alt="Lost Records: Bloom &amp; Rage, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-537476" title="Lost Records: Bloom &amp; Rage, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il potere delle scelte</h2>



<p>Lost Records: Bloom &amp; Rage è <strong>un’avventura narrativa in terza persona </strong>che focalizza tutto se stessa nella narrazione, eppure, non è raro ritrovarsi a esplorare piccole ambientazioni molto contenute ma altrettanto infarcite di elementi. Ogni zona che sarai chiamato a esplorare, infatti, ha un sacco di elementi da analizzare, alcuni puramente accessori, altri perfettamente contestualizzati e che offrono preziose aggiunte al background di Swann, della sua famiglia, della città in cui vive e delle sue amiche.</p>



<p>L’aspetto ludico è praticamente<strong> un Life is Strange 2.0</strong>, le movenze lente (anche se puoi &#8220;correre&#8221;), gli ambienti molto circoscritti, persino la modalità di analizzare gli oggetti è uguale. Non mancano neanche i luoghi in cui sedersi e osservare ciò che ci circonda, ammantati da una delle tante sonorità e canzoni scelte dagli sviluppatori (che confermano il loro buon orecchio). Eppure, nonostante un richiamo feroce alla struttura ludica della loro opera di punta, Lost Records: Bloom &amp; Rage prova a evolversi in diverse piccole cose.</p>



<p>Ad esempio, ci sono <strong>opzioni di dialogo</strong> che vanno cercate in giro (magari soffermandosi su una persona o un oggetto) mentre altre escono in ritardo. Da segnalare anche che le risposte sono legate a un sistema a tempo e non tutte le risposte disponibili condividono la medesima “scadenza” come un flusso di pensieri. Inutile dire che ritorna l’ansia da risposta ma abbiamo trovato il tempo concesso nell’interazione narrativa sempre abbastanza giusto oltre che realistico.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/02/llllllllll-1024x576.jpg" alt="Lost Records: Bloom &amp; Rage, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-537477" title="Lost Records: Bloom &amp; Rage, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Filmare il mondo</h3>



<p>Altra novità introdotta da Lost Records: Bloom &amp; Rage è la <strong>videocamera </strong>di Swann. Se Maxine aveva la fotocamera, l’eroina di turno è un aspirante videomaker, o meglio, punta a realizzare una sorta di documentario finendo col farsi ammaliare da molte, moltissime cose. La videocamera, infatti, oltre a essere obbligatoria in determinate fasi, è l’elemento essenziale per i collezionabili opzionali.</p>



<p>Tali <strong>collezionabili </strong>sono delle raccolte tematiche di elementi sempre facilmente consultabili all’interno del menù. Banalmente, la raccolta “Uccelli” chiede di filmare un determinato numero di specie diverse di volatili e così via. E nel farlo, passeremo in una modalità in prima persona con un filtro grafico credibile e che ci permette letteralmente di filmare quello che vogliamo (con un pratico indicatore a schermo in caso di elemento utile per una raccolta).</p>



<p>Non solo, il titolo ci dona l’occasione di poter intervenire anche su quanto filmiamo, <strong>editando e modificando </strong>alcuni elementi anche all’interno delle raccolte stesse il cui risultato finale darà voce ai pensieri di Swann e a ulteriori spaccati sulla sua vita e sul suo modo di essere.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/02/llllllllllllllll-1024x576.jpg" alt="Lost Records: Bloom &amp; Rage, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-537479" title="Lost Records: Bloom &amp; Rage, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong>, Lost Records: Bloom &amp; Rage compie pregevoli passi in avanti con una cura nei dettagli pazzesca. Peccato però che non tutto funziona alla perfezione. Ci sono texture che si ricaricano in ritardo e compenetrazioni di vario tipo (dalla mano del barista che si fonde col bancone del bar ai capelli che subentrano nei volti di alcuni personaggi). Nulla che una patch non possa risolvere. In compenso, ci sono panorami e giochi di luce di tutto rispetto.</p>



<p>Il <strong>sonoro </strong>è ancora una volta estremamente curato. Gli sviluppatori hanno fatto una selezione di brani e sonorità che non si distaccano tantissimo dal genere che ha caratterizzato i loro precedenti lavori narrativi ma che riescono comunque ad accompagnare le vicende dei protagonisti in modo più che convincente e piacevole. Buono anche il doppiaggio in lingua inglese seppur dobbiamo segnalare diverse imprecisioni di lipsync.&nbsp;Infine, è da apprezzare la mai scontata presenza dei <strong>sottotitoli in lingua italiana</strong> che aiutano non poco ad apprezzare una storia gradevole e coinvolgente in quasi tutte le sue delicate sfumature.&nbsp;</p>
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