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	<title>Killing Floor 3 &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Killing Floor 3, recensione (PlayStation 5)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in Vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato e pubblicato da Tripwire Interactive, Killing Floor 3 è uno sparatutto in prima persona 3D che punta molto all’azione cooperativa frenetica, il tutto con una sfumatura horror e tanto, tanto sangue. Parliamo, inoltre, del terzo capitolo ufficiale della saga che prova a sviluppare ulteriormente la propria filosofia oscura e caotica. Noi ci siamo dati [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato e pubblicato da <strong>Tripwire Interactive</strong>, Killing Floor 3 è uno sparatutto in prima persona 3D che punta molto all’azione cooperativa frenetica, il tutto con una sfumatura horror e tanto, tanto sangue. Parliamo, inoltre, del terzo capitolo ufficiale della saga che prova a sviluppare ulteriormente la propria filosofia oscura e caotica. Noi ci siamo dati letteralmente al massacro su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>. Pronto ad affrontare orde di mostri in buona compagnia?</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe title="Killing Floor 3 - Operation: Breakout Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/jNvqZw0tVB8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Killing Floor 3 e la gioia del caos</h2>



<p>Siamo nel futuro, per la precisione, nel <strong>2091</strong> e ci siamo uniti all’ultima linea di difesa, i Nightfall, contro il sempre più vasto e disgustoso, nonché crudele, esercito di zed della megacorporazione Horzine. Essenzialmente, non c’è molto altro di cui sapere e, a essere onesti, Killing Floor 3 e la saga in generale non hanno mai puntato più di tanto sulla narrazione. Sì, ci sono delle voci, dei documenti e/o degli audiolog che fungono da fugaci tracce narrative ma è davvero molto molto poco e assolutamente secondario rispetto al vero scopo del gioco: <strong>massacrare orde di nemici abominevoli.</strong></p>



<p>Nonostante quindi una guida che ci accompagnerà nel breve e sufficientemente esaustivo tutorial, gran parte di quello che avverrà su schermo sarà <strong>narrativamente</strong> confuso, frammentato, privo di linea guida. D’altronde il gioco stesso, dopo il già citato tutorial, ci apre subito alla mappa “globale” con aree da selezionare. Ogni area ha la sua missione “narrativa” ma lo scopo essenziale e ultimo è sempre quello di resistere alle orde di nemici a cui segue l’inevitabile boss finale di turno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/01/Killing-Floor-3-recensione-563-1024x576.jpg" alt="Killing Floor 3, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-552851" title="Killing Floor 3, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>In compenso, chi proviene dalla saga e quindi dai precedenti capitoli di Killing Floor, non solo ritroverà gli iconici nemici ma anche alcuni degli “eroi” di cui potremo vestire i panni. Inoltre, se siamo ora a parlare di Killing Floor 3, titolo pubblicato a<strong> luglio 2025</strong>, è perché c’è stato un corposo aggiornamento gratuito denominato <strong>Operation: Breakout</strong>. Questi prova a intervenire laddove il titolo ha prestato il fianco a innumerevoli critiche introducendo una nuova area, un nuovo personaggio comandabile, il già noto DJ Scully, e riportando sulla scena il crudele e atletico nemico Zed Stalker.</p>



<p>A queste aggiunte, si sommano una serie di ritocchi al gameplay ma soprattutto un intervento abbastanza massicci, seppur non esaustivo e perfetto, per intervenire su bug e <strong>problemi tecnici </strong>e rendere così il titolo più accessibile. Inoltre, data la struttura a missioni “aperte” con tanto di hub centrale in cui personalizzare e customizzare equipaggiamento, skill e l’estetica di armi e personaggio, il paragone con <a href="https://www.icrewplay.com/the-outlast-trials-recensione-playstation-5/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Outlast Trials</a> è quasi inevitabile. Peccato che Killing Floor 3 pecca sia in mole di contenuti che in lore narrativa oltre che in atmosfera. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/01/Killing-Floor-3-recensione-53637-1024x576.jpg" alt="Killing Floor 3, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-552850" title="Killing Floor 3, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Uno sparatutto frenetico che dona il meglio di sé in compagnia</h2>



<p>Killing Floor 3 è uno <strong>sparatutto in prima persona 3D</strong> che offre il meglio in buona compagnia. Il titolo, infatti, è pensato prevalentemente per partite con un massimo di cinque compagni. Il tutto, offrendoci diversi personaggi e diverse classi tra cui selezionare. Ogni classe ha le sue abilità e un proprio ramo di skill da sbloccare, potenziare ed equipaggiare, eseguendo anche determinate scelte e offrendo una discreta e appagabile personalizzazione. Non solo,  alle due armi principali e alla pistola, si aggiunge anche la granata e l’elemento di supporto che può essere una cassa di munizioni, di medikit o anche l’utilissimo “<strong>multitool</strong>”.</p>



<p>Quest’ultimo offre discreti vantaggi strategici come attivare <strong>torrette automatiche</strong>, trappole ambientali (come gigantesche ventole), porte segrete e tanto altro. E a tal proposito, gli ambienti di gioco, seppur poco iconici, escludendo la recente prigione che offre un mix di foresta ed edifici chiusi e demoliti, non si distinguono moltissimo ma rievocano con nostalgia sia i capitoli precedenti che titoli iconici come <strong>DOOM</strong>. D’altronde, Killing Floor deve molto a DOOM, soprattutto per le tipologie di nemici. Anche qui, infatti, abbiamo semplici pedine, nonché carne da macello ma anche colossali giganti in carne che vomitano acido.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/01/Killing-Floor-3-recensione-3576375-1024x576.jpg" alt="Killing Floor 3, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-552849" title="Killing Floor 3, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Seppur le tipologie di <strong>nemici</strong> non spiccano per varietà, ammettiamo che falcidiare orde su orde è sempre galvanizzante, soprattutto ai livelli di difficoltà più ampi. E, come accennato, il meglio viene alla fine. Se il team sopravvive alle orde, infatti, ci ritroveremo dinanzi a uno dei quattro boss e questi sanno essere molto agguerriti. Peccato, appunto, che ne siano solo quattro… Inoltre, il gioco in solitaria, seppur possibile, si dimostra più ostico del previsto oltre che meno divertente. Il motivo è che ritrovarsi soli contro orde di nemici non è sempre facile e divertente e presto può venire a noia.</p>



<p>In compenso, in <strong>compagnia</strong>, ogni partita è potenzialmente diversa e, soprattutto, si può puntare alle sfide più ardue. A ogni partita, a prescindere dal risultato, otterremo le classiche valutazioni con le statistiche stagionali e sfide temporali tipiche dei giochi pensati per sopravvivere nel lungo periodo e, soprattutto, <strong>online</strong>. Perché, ancora una volta, chi si avvicina a Killing Floor 3 deve tenere in considerazione a cosa punta il titolo. Nota finale per le armi, davvero molto varie e divertenti da padroneggiare, tutte potenziabili e personalizzabili e che includono anche lanciafiamme e raggi curativi. Inoltre, possono essere acquistate e potenziate durante la stessa partita tra un&#8217;orda e un&#8217;altra, mutando così il proprio equipaggiamento nel corso stesso della partita.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/07/Killing-Floor-3-1024x576.jpg" alt="Killing Floor 3" class="wp-image-543876" title="Killing Floor 3, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, Killing Floor 3 alterna un impatto generale teatro, malato e disturbante abbastanza riuscito seppur leggermente anonimo, a un’inevitabile ripetizione di scenari e nemici dovuta a una mole di contenuti non ancora elevatissima ma il cui potenziale è ancora in divenire. E a tal proposito, l’ultimo aggiornamento ne è una conferma. In generale, nonostante qualche rallentamento, la presenza di diversi bug e un matchmaking non proprio perfetto, l’esperienza di gioco è sicuramente migliorata rispetto a luglio.</p>



<p>Non solo, il titolo inizia a plasmare una sorta di identità anche se c’è ancora di strada da fare, soprattutto in merito alla tipologia di contenuti che, oltre le orde, potrebbero tentare qualche attività extra anche per variare l’esperienza generale del titolo. Il <strong>sonoro</strong> è positivo, buoni gli effetti audio e anche il doppiaggio in inglese anche se nulla di realmente identitario o memorabile. Infine, da segnalare la totale <strong>assenza della lingua italiana</strong>, di cui mancano anche i sottotitoli. </p>
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