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	<title>Kazakh ‘Jack &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
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	<title>Kazakh ‘Jack &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Indie, 5 titoli del 2021 da evitare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiano Barci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jan 2022 15:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8216;Indie&#8216; è un termine che per i gamer e le gamer di ogni età e provenienza possiede diverse sfaccettature e sinonimie. Per qualcuno questi titoli opera di lupi solitari dello sviluppo o di semplici appassionati con infarinature di programmazione significano &#8216;inclusività&#8216;, per altri &#8216;sperimentalità&#8216;, altri ancora li evitano a prescindere in quanto, a loro parere, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8216;<strong>Indie</strong>&#8216; è un termine che per i gamer e le gamer di ogni età e provenienza possiede <strong>diverse sfaccettature e sinonimie</strong>. Per qualcuno questi titoli opera di<strong> lupi solitari dello sviluppo</strong> o di<strong> semplici appassionati con infarinature di programmazione</strong> significano &#8216;<strong>inclusività</strong>&#8216;, per altri &#8216;<strong>sperimentalità</strong>&#8216;, altri ancora li evitano a prescindere in quanto, a loro parere, <strong>latori di un&#8217;eccessiva popolarizzazione del medium videoludico</strong>.</p>
<p>Quale che sia la concezione che ciascuno e ciascuna di noi ha del videogioco indipendente, resta il fatto che, al pari delle eccellenze, <strong>esistono titoli totalmente immeritevoli del tempo e del denaro di chi gioca</strong>, e oggi, qui su <strong>iCrewPlay</strong>, andremo a scoprirne alcuni. <strong>Ciascuna delle produzioni sottoelencate ha visto la luce nell&#8217;appena terminato 2021</strong>, e sono state tutte oggetto di recensione da parte di chi scrive (a parte una <strong>honourable mention</strong> che va condivisa in quanto, se il titolo merita attenzioni in negativo, la recensione di esso è essa stessa un capolavoro da leggere e rileggere).</p>
<p><strong>Cominciamo!</strong></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-376614 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/01/ar14lo-1024x576.jpg" alt="Indie Jack Axe" width="1024" height="576" title="Indie, 5 titoli del 2021 da evitare"></p>
<h2>Cinque produzioni videoludiche indie del 2021 da evitare #5: Jack Axe</h2>
<p>Il titolo che apre questa cernita è un <strong>platformer</strong> <strong>classicheggiante in pixel art </strong>che propone una sedicente commistione tra la <strong>mitologia norrena e quella filippina</strong>. &#8216;Sedicente&#8217; perché a parte qualche elemento estetico sparso all&#8217;interno degli ambienti di gioco, come le statue parlanti (che sebbene piuttosto &#8216;norrene&#8217; nell&#8217;estetica possiedono un che di austronesiano), di <strong>filippino </strong>il titolo ha ben poco.</p>
<p>Il peccato più grave di <strong>Jack Axe</strong>, tuttavia, non è tale millanteria, bensì <strong>la scarsa originalità</strong>, che lo rende un titolo non sono <strong>totalmente fine a sé stesso</strong>, ma anche <strong>privo di qualsivoglia elemento capace di attirare l&#8217;attenzione di chicchessia</strong>. L&#8217;unico elemento che avrebbe potuto destare una certa quale curiosità è proprio quella crasi tra le due sopracitate culture lontane tra loro, che tuttavia, come abbiamo visto, <strong>è presente solo sulla carta</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-376615 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/01/maxresdefault-5-1024x576.jpg" alt="Indie NEO 2045" width="1024" height="576" title="Indie, 5 titoli del 2021 da evitare"></p>
<h2>Cinque produzioni videoludiche indie del 2021 da evitare #4: NEO 2045</h2>
<p>No, non è <strong>NEO: The World Ends with You </strong>e neanche un suo lontano parente, siamo bensì di fronte ad un esempio di <strong>MMORPG </strong><strong>creato apposta per i gamer e le gamer under 10 </strong>(sebbene, considerando i contenuti, è possibile che la fascia di età target sia molto più bassa).</p>
<p>Il risultato è quello che lo chef stellato <strong>Bruno Barbieri </strong>chiamerebbe<strong> un</strong> &#8216;<strong>mappazzone</strong>&#8216; <strong>videoludico</strong> <strong>d&#8217;ambientazione fantascientifica che eredita le proprie meccaniche dalla totalità degli MMO esistenti e passati</strong>.</p>
<p>Si capisce immediatamente come l&#8217;obiettivo di chi ha dato vita a quest&#8217;opera sia stato avvicinare i gamer e le gamer più giovani ai titoli multigiocatore massivi, tuttavia farlo con un titolo così privo di finalità che non fossero il comprendere le meccaniche rende di fatto <strong>NEO 2045</strong>, seppur free-to-play, <strong>un investimento di tempo completamente inutile</strong>, <strong>indipendentemente dall&#8217;età di chi gioca</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-376617 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/01/kungfu_jesus2021_feature-1024x576.jpg" alt="Indie Kung Fu Jesus " width="1024" height="576" title="Indie, 5 titoli del 2021 da evitare"></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Cinque produzioni videoludiche indie del 2021 da evitare #3: Kung Fu Jesus</h2>
<p>Non appena mi fu concesso di recensire questo titolo, essendo un tipo amante dell&#8217;umorismo nero e sostenitore dell&#8217;idea aristotelica del poter ridere di ogni cosa, esclamai tra me e me: &#8216;Cavolo, <strong>sarà davvero quel Jesus calato nei panni di un praticante di Kung Fu?</strong>&#8216; Così lo installai con il massimo fervore, ansioso di dare fondo alle mie aspettative.</p>
<p>Non passarono che pochi minuti di gioco prima di rendermi conto di essermi<strong> terribilmente sbagliato</strong>: <strong>avevo davanti un groviglio di luci psichedeliche rette da una colonna sonora salvata da pochissimi elementi</strong>. Giocare questo titolo senza terminare la sessione con un forte mal di testa è un&#8217;impresa non da poco, considerati questi elementi.</p>
<p>La delusione raddoppia se si considerano <strong>gli intenti psicologici dietro all&#8217;opera</strong>. <strong>Kung Fu Jesus </strong><strong>voleva infatti essere un&#8217;allegoria della dipendenza dai narcotici</strong>. Un tema tanto complesso quanto delicato che <strong>richiede molto coraggio</strong> per essere trattato in un&#8217;opera audiovisiva o comunque narrativa. Tali ottime intenzioni tuttavia non possono sopperire alle eccessive mancanze del titolo.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-376618 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/01/maxresdefault-6-1024x576.jpg" alt="Indie Hell of Men: Blood Brothers" width="1024" height="576" title="Indie, 5 titoli del 2021 da evitare"></p>
<h2>Cinque produzioni videoludiche indie del 2021 da evitare #2: <strong>Hell of Men: Blood Brothers</strong></h2>
<p>Questo titolo <strong>RTS</strong> potrebbe essere eletto a pieno titolo &#8216;<strong>re del riciclaggio 2021</strong>&#8216;: non solo ricicla spudoratamente meccaniche dei giochi di strategia in tempo reale venuti prima di lui, ma addirittura, con una leggerezza ai limiti del<strong> freebooting</strong>, ha la colonna sonora &#8220;<em><strong>riciclata in parte da titoli mobile cinesi</strong>, in particolare un<strong> beat ‘em up</strong> <strong>free-to-play </strong>con il quale chi scrive ammazzava il tempo mentre viveva in Cina, il quale sembra essere miracolosamente sparito da ogni store online</em>&#8221; (citazione dalla <a href="https://www.icrewplay.com/recensione-di-hell-of-men-blood-brothers/" target="_blank" rel="noopener">recensione del titolo</a>).</p>
<p>Aggiunto <strong>un design delle mappe poco ispirato e rudimentale </strong>e lo <strong>scorrere a singhiozzo delle stesse</strong>, oltre ad un <strong>dosaggio approssimativo dei costi di produzione</strong> e a qualche<strong> stereotipo di troppo sui militari dell&#8217;Est Europa</strong>, possiamo tranquillamente affermare che <strong>Hell of Men: Blood Brothers </strong>sia una produzione da obliare.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-376619 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/01/ss_d1b7ce08130f3dcc6b4705e55cb87718876e3836.1920x1080-1024x576.jpg" alt="Kazakh &#039;Jack Indie" width="1024" height="576" title="Indie, 5 titoli del 2021 da evitare"></p>
<h2>Honourable Mention: Kazakh &#8216;Jack</h2>
<p>Come promesso, prima di terminare questa breve ma intensa tranche, è il momento della <strong>honourable mention</strong>, e come non parlare di <strong>Kazakh &#8216;Jack</strong>, una <strong>produzione platform</strong> <strong>canadese</strong> entrata a pieno titolo nella storia di <strong>iCrewPlay </strong>in quanto la sua recensione andò incontro ad <strong>una gestazione lunga e difficile prima di essere pubblicata</strong>, il che suscitò in noi un&#8217;ansia che col tempo superò qualunque hype avessimo per i titoli in uscita (da recensire e non).</p>
<p>Se vuoi scoprire anche tu il risultato delle nostre attese (e sopratutto dello sforzo di chi scrisse) puoi dare un&#8217;occhiata in prima persona alla recensione al seguente<a href="https://www.icrewplay.com/kazakh-jack-tagliare-legna-non-e-mai-stato-cosi-spiacevole/" target="_blank" rel="noopener"><strong> link</strong></a>.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-376620 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/01/Smy5R4zw-1024x576-1.png" alt="Zack 2: Celestine&#039;s Map Indie" width="1024" height="576" title="Indie, 5 titoli del 2021 da evitare"></p>
<h2>Cinque produzioni videoludiche indie del 2021 da evitare #1: <strong>Zack 2: Celestine&#8217;s Map<br />
</strong></h2>
<p>Se <strong>Hell of Men: Blood Brothers</strong> è da dimenticare, <strong>Zack 2: Celestine&#8217;s Map </strong><strong>merita la damnatio memoriae di romana memoria</strong>.</p>
<p>Sviluppato da un team nigeriano noto come <strong>Smart Olive Games</strong>, del quale si sa solo che è attivo dal 2016 (ma di un <strong>Zack 1</strong> ancora non c&#8217;è traccia), questo titolo, sulla carta un <strong>action-RPG</strong> <strong>ambientato in un meraviglioso mondo</strong> <strong>fantasy</strong>, non è nulla di tutto ciò.</p>
<p><strong>Grafica da quinta generazione videoludica</strong> realizzata tramite un uso improprio di <strong>Unity</strong> (che sempre desta perplessità),<strong> glitch tanto nella navigazione quanto nei movimenti</strong> (è l&#8217;unico gioco dove scattare significa procedere più lentamente rispetto a camminare) e, dulcis in fundo,<strong> continui crash che impediscono di avanzare oltre i primi quindici minuti di gioco </strong>rendono <a href="https://store.steampowered.com/app/1218320/Zack_2_Celestines_Map/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Zack 2: Celestine&#8217;s Map</strong></a> una mancanza di rispetto verso il medium videoludico e chi lo rende una realtà, facendogli guadagnare il vertice di questo personale <strong>podio dell&#8217;infamia</strong>.</p>
<p><strong>Infamia</strong> <strong>inasprita anche dal prezzo: dodici euro e quarantanove centesimi</strong> (mezzo euro in più rispetto ai tempi della recensione).</p>
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		<title>Kazakh ‘Jack, tagliare legna non è mai stato così spiacevole</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/kazakh-jack-tagliare-legna-non-e-mai-stato-cosi-spiacevole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jenny D'Ambroso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 May 2021 10:45:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[La sensazione che si ha avvicinandosi a Kazakh ‘Jack è un po’ strana… si tratta di un progetto Kickstarter iniziato a gennaio e finito in sole 13 ore, probabilmente grazie ad amici e parenti del promotore della campagna. Credo che l’idea sia nata così: mi sono immaginata questo cittadino dell’Ontario, all’anagrafe Nathan Glass aka Mister [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La sensazione che si ha avvicinandosi a <a href="https://store.steampowered.com/app/1514290/Kazakh_Jack/" target="_blank" rel="noopener"><b>Kazakh ‘Jack</b></a> è un po’ strana… si tratta di un <strong>progetto Kickstarter iniziato a gennaio e finito in sole 13 ore</strong>, probabilmente grazie ad amici e parenti del promotore della campagna.</p>
<p>Credo che l’idea sia nata così: <strong>mi sono immaginata questo cittadino dell’Ontario, all’anagrafe Nathan Glass aka Mister Iwa, andare in sugar rush da sciroppo d’acero</strong> e chiedersi “<i>perché non fare un videogioco che parla di un taglialegna canadese che si trasferisce in quel che rimane del Kazakistan post bombardamento nucleare per tagliare legna?</i>”.</p>
<p>E beh, onestamente una volta posta la domanda la risposta era inevitabile. E quindi ci troviamo con <b>Kazakh ‘Jack</b><strong>, un gioco di cui potevamo probabilmente fare a meno</strong>. Se non ne hai mai sentito parlare non temere, sono qui appositamente per dare una decisiva svolta alla tua giornata!</p>
<p><strong>Il trailer è oggettivamente sensazionale</strong> e sicuramente la mia passione per i video trash non ha niente a che fare con questo giudizio. Voglio dire,<strong> c’è tutto quello che serve</strong>: <strong>scritte in inglese con caratteri semi-cirillici</strong>, <strong>musica da inno comunista</strong> coi fiocchi e <strong>un video modificato per essere un meraviglioso insieme di pixel</strong>. Siamo onesti, poi, <strong>chi non ha mai sognato di giocare a baseball con un’accetta e dei ciocchi di legno?</strong> Tutti noi, prima o poi.</p>
<p>Ma perché perdere tempo in chiacchiere? Eccolo qui:</p>
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Kazakh &#039;Jack (Lumberjack Video Game) Kickstarter Campaign Video" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/i74x4MbxCRA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
<p>Ma, dopo queste spettacolari premesse, scopriamo insieme il gioco. <strong>Da giocare rigorosamente con Lascia entrare Ascanio in sottofondo</strong>. Sì, anche se l&#8217;8 gennaio è passato da un bel po&#8217;.</p>
<h2>La storia</h2>
<p><b>Kazakh ‘Jack</b><strong> ha una storia, una trama e anche dei personaggi che sguazzano nel mare degli stereotipi</strong> che tanto (non) ci piacciono. Per citare il creatore del gioco stesso:</p>
<blockquote><p>“Kazakh ‘Jack è un gioco d’azione satirico, ricco di trama e con un’ambientazione ispirata da alcune delle mie esperienze personali con aziende gestite in modo terribile e dai concetti di shock e ignoranza culturali.”</p></blockquote>
<p><strong>Il protagonista aveva il destino segnato fin da piccolo, chiamandosi </strong><b>Forrest Woods</b>: un taglialegna professionista che, dicevamo, <strong>si ritrova catapultato in una situazione inverosimile dopo aver firmato, un po’ troppo di fretta, un nuovo contratto di lavoro all’estero</strong>. L’obiettivo del tutto è conquistare le terre selvagge e radioattive di questo <b>Kazakistan</b> futuristico.</p>
<p>Ebbene sì, <strong>nel mondo di Kazakh ‘Jack siamo nel 2025 e solo nel 2022 la Russia è stata ufficialmente assorbita dal Kazakistan, a seguito della </strong><b>Grande Guerra Nucleare</b>. Le sanzioni per i paesi esteri sono altissime, praticamente non si possono lasciare i confini e la valuta nazionale è inutile all’estero.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-312650 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/05/Screenshot-281-1024x491.png" alt="Kazakh ‘Jack" width="1024" height="491" title="Kazakh ‘Jack, tagliare legna non è mai stato così spiacevole"></p>
<p>Il nostro Forrest Woods si trova a <strong>lavorare per la Kazakh Lumber Kompany, fondata dal Commissario</strong> <b>Kylyshbek Gorbachev</b>. <strong>A causa della radioattività dell’ambiente i lavoratori devono correre e muoversi rapidamente</strong> e, nel nostro caso, è necessario “<i>tagliare gli alberi più velocemente e in modo più accurato possibile, sfidando gli elementi, combattendo l&#8217;orrenda vita vegetale locale e osservando con attenzione prima di fare ogni passo</i>”.</p>
<p>Non sembra anche a te che più ne parlo, più il gioco diventa interessante?</p>
<h2>È meglio col controller, dicevano</h2>
<p><strong>Prima di iniziare a giocare a Kazakh ‘Jack mi viene suggerito di utilizzare un controller</strong> ma, mi dico, è un gioco per PC, perché dovrei? Fondamentalmente perché <strong>non dovendo utilizzare il mouse ma solamente la tastiera in effetti mi sento un po’ limitata… </strong></p>
<p><strong>Provo allora il controller e scopro che anche in questo caso il setting è stato pensato per essere limitante: per saltare devo premere LT, ma già per spostarmi devo utilizzare la mano sinistra e, dato che la destra serve solo per attaccare, mentre salto diventa tutto ancora più complicato.</strong> Non è nemmeno possibile cambiare il setting&#8230; Non è affatto meglio col controller. <strong>Torno alla tastiera. </strong></p>
<p><strong>I comandi sono terribilmente basici</strong>, sia che usi il controller sia con la tastiera, <strong>ma puntano molto sul click ossessivo, soprattutto quando si tratta di abbattere alberi altissimi e davvero, davvero aggressivi</strong>, come quelli che puoi vedere nell’immagine qui sotto.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-312651 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/05/Screenshot-294-1024x542.png" alt="Kazakh ‘Jack" width="1024" height="542" title="Kazakh ‘Jack, tagliare legna non è mai stato così spiacevole"></p>
<p><strong>Salta, lancia l’ascia, colpisci con l’ascia davanti, dietro, sotto e sopra… D’altronde non serve sapere altro.</strong> Dopo essere sopravvissuta al primo livello pensavo che il peggio fosse passato, se non che <strong>dopo due sezioni di oltre trenta minuti di purgatorio nel peggior platform mai donato al mondo mi trovo finalmente faccia a faccia con tre temibili cespugli saltellanti.</strong></p>
<p><strong>Saltellanti e immortali.</strong></p>
<p>Sì, <strong>dopo oltre un’ora di frustranti saltelli e morti continue finalmente arrivo alla fine del livello, per scoprire che il gioco non funziona.</strong> Non auguro a nessuno una sofferenza simile, perché <strong>sebbene non abbia più i riflessi scattanti di quanto avevo 15 anni, questo gioco è impossibile.</strong></p>
<p>Ogni volta che inizi o rientri da un livello devi passare davanti a 18 ritratti di alcune delle anime perdute (addirittura 41!) che hanno deciso di donare alla Kausa, ossia gli Outstanding Employees della Kazakh Lumber Kompany. Grazie&#8230;?</p>
<p><strong>Se il primo livello poteva venir sconfitto sfruttando misteriose riserve di calma interiore e amplificando il più possibile la visione periferica, il secondo diventa una sfida che, dopo 12 mesi di pandemia, nessuno dovrebbe trovarsi ad affrontare. Nessuno.</strong></p>
<h2>Brutto, talmente brutto che… rimane brutto</h2>
<p>Diciamocelo, <strong>con i fondi raccolti da parenti e amici non era facile fare di meglio &#8211; credo</strong>. <strong>La grafica è quella dei giochi degli anni ‘80-’90</strong>, <strong>le animazioni sono davvero super basiche</strong> anzi, possiamo dire che praticamente non ci sono, se non quando saltando verso morte certa il nostro bel taglialegna apre leggermente le gambe per provare a soffrire meno, presumo.</p>
<p><strong>La musica è una specie di pot-pourri con musiche tradizionali russe e kazake che danno al tutto quel tocco di comunismo di cui si sentiva la mancanza</strong>. È ripetitiva ma… stranamente affascinante… Il problema è quando senti il povero Forrest Woods lamentarsi e lamentarsi e lamentarsi per le morti a raffica a causa di lame rotanti messe ovunque. <strong>Confesso, dopo 10 minuti di estenuanti tentativi ho tolto l’audio e tanta pace alla Madre Russia</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-312648 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/05/Screenshot-311-1024x564.png" alt="Kazakh ‘Jack" width="1024" height="564" title="Kazakh ‘Jack, tagliare legna non è mai stato così spiacevole"></p>
<p>Stando alla informazioni raccolte sembra <strong>pure che in realtà lo sviluppatore di Kazakh ‘Jack abbia implementato </strong>anche diverse caratteristiche sfiziose come l<strong>a raccolta di informazioni per migliorare l’ascia</strong>,<strong> ricette da usare nella baita</strong> dove vivere il bel canadese e tutta una serie di <strong>ambientazioni diverse… ma fino al prossimo aggiornamento non lo sapremo mai.</strong></p>
<p>Il problema reale del gioco è che<strong> le vite sono inutili: ogni colpo le toglie tutte, o quasi, rendendo impossibile sopravvivere ad una seconda trappola</strong> presa di striscio dopo averne appena sfiorata una seconda. <strong>Frustrante</strong>.</p>
<h2>Ricordo il meraviglioso istante</h2>
<p>Pur sapendo che si trattava di un gioco che difficilmente avrebbe avuto qualcosa da offrire, <strong>mi sono voluta approcciare a Kazakh ‘Jack con il giusto grado di ottimismo</strong>. A dire il vero<strong> fino a quando non ho iniziato a giocare non mi è nemmeno dispiaciuto</strong>: già il fatto di iniziare con una scena di <strong>dialogo tra un taglialegna canadese, uno scozzese in kilt e un controllore della sicurezza</strong> creava quell’atmosfera da pessima barzelletta che lasciava ben sperare.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-312649 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/05/Screenshot-276-1024x543.png" alt="Kazakh ‘Jack" width="1024" height="543" title="Kazakh ‘Jack, tagliare legna non è mai stato così spiacevole"></p>
<p><strong>Prima del tutorial c’è una lunga, lunghissima parte di dialoghi tutti ben doppiati (con accenti stereotipati come poche volte)</strong> e, pur essendo completamente in inglese, di facile comprensione. <strong>Nella fase di introduzione alle meccaniche del gioco Forrest Woods è seguito da un maestro giapponese &#8211; ovviamente &#8211; e tutto ha il giusto e gradevole quantitativo di humor</strong>.</p>
<p><strong>Ecco. Il gioco doveva fermarsi lì, doveva rimanere un’idea, un trailer simpatico e qualche battuta di dubbio gusto, satira e taglialegna villosi (avete visto che braccia?). Purtroppo però si è voluto andare oltre.</strong></p>
<p>Forse non è <a href="https://www.icrewplay.com/elva-the-eco-dragon-recensione-2/" target="_blank" rel="noopener">il più brutto dei giochi usciti di recente</a>, ma di certo se ne faceva volentieri a meno.<strong> Citando il famoso poeta russo Puškin</strong> mi sento di concludere questa recensione con alcuni versi di poesia:</p>
<blockquote><p>“Ricordo il meraviglioso istante:</p>
<p>davanti a me apparisti tu,</p>
<p>come una visione fugace,</p>
<p>come il gesto della pura bellezza.”</p></blockquote>
<p><strong>Di cosa parlo? Del desktop, quando ho chiuso il gioco.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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