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	<title>Kapital: Sparks of Revolution &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Kapital Sparks of Revolution: La Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Chiavaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 May 2022 11:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Steam]]></category>
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					<description><![CDATA[Si sa che i city builder, e i simulatori in generale, non sono titoli usuali e hanno un mercato di nicchia. Nel tempo sono stati diversi i giochi del genere che hanno saputo catturare l&#8217;attenzione degli appassionati; prendiamo ad esempio SimCity, Anno e Tropico. Si tratta di giochi che hanno definito un certo tipo di standard [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si sa che i <strong>city builder</strong>, e i simulatori in generale, non sono titoli usuali e hanno un mercato di <strong>nicchia</strong>. Nel tempo sono stati diversi i giochi del genere che hanno saputo catturare <strong>l&#8217;attenzione</strong> degli appassionati; prendiamo ad esempio <strong>SimCity</strong>, <strong><a href="https://store.steampowered.com/app/1281630/Anno_1404__History_Edition/" target="_blank" rel="noopener">Anno</a> </strong>e <strong><a href="https://store.steampowered.com/app/492720/Tropico_6/" target="_blank" rel="noopener">Tropico</a>. </strong>Si tratta di giochi che hanno definito un certo tipo di <strong>standard</strong> e ormai hanno abituato i più ad un certo stile. Ma non solo loro, anche titoli che propongono idee diverse, come <a href="https://store.steampowered.com/app/464920/Surviving_Mars/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Surviving Mars</strong></a> o <a href="https://store.steampowered.com/app/323190/Frostpunk/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Frostpunk</strong></a> (<a href="https://www.icrewplay.com/frostpunk-2-sviluppatori-contestano-data-duscita/" target="_blank" rel="noopener"><strong>qui</strong> </a>una notizia sul suo prossimo capitolo); proprio per questo motivo dopo aver provato<strong> Kapital Sparks of Revolution</strong>, pur avendo <strong>apprezzato</strong> l&#8217;ottima idea alla base, con una rappresentazione delle <strong>lotte sociali e di classe</strong>, ci siamo resi conto che purtroppo l&#8217;idea da sola <strong>non basta</strong> e forse <a href="http://capitalgame.tilda.ws/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Lapovich Team</strong></a> avrebbe potuto prendere maggiore ispirazione da altri titoli più rodati; si tratta di scelte ovviamente, però è sembrato un <strong>vero peccato</strong> non aver utilizzato al meglio il <strong>potenziale</strong> di un titolo che lascia <strong>poco</strong> o nulla al giocatore.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-404592" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/05/Kapital-Sparks-of-Revolution-1.jpg" alt="Kapital Sparks of Revolution" width="1920" height="1080" title="Kapital Sparks of Revolution: La Recensione"></p>
<h2>La trama</h2>
<p>Sei il <strong>sindaco</strong> di una <strong>capitale</strong> e devi amministrare la città. Si tratta di gestire le situazioni di <strong>perenne</strong> <strong>crisi</strong> e <strong>conflitto</strong> tra le classi, assicurati di <strong>procurare</strong> tutte le <strong>risorse</strong> necessarie e <strong>costruire</strong> gli edifici strategici per la <strong>crescita</strong> e il <strong>mantenimento</strong> della tua popolazione. Dovrai praticamente <strong>attendere</strong> quando sarà la prossima <strong>crisi</strong>, questa è <strong>inevitabile</strong> e tu devi prendere delle importanti decisioni per riuscire ad andare avanti. In base a come ti comporterai i cittadini (divisi in <strong>nobili</strong>, <strong>borghesi</strong> e <strong>lavoratori</strong>) ti saranno fedeli e vorranno la tua testa e prenderanno d&#8217;assalto la sede di governo.</p>
<p>Devi <strong>gestire</strong> i bisogni e le necessità di una <strong>società</strong> da ricostruire, in un continente devastato dalla crisi più nera. Per fare questo serve la forza lavoro, e dovrai cercare di migliorare in fretta la situazione perché la rabbia monta facilmente. <strong>Kapital Sparks of Revolution</strong> ti chiede fino a quanto sei disposto a <strong>sacrificare</strong> per mantenere la pace nella tua comunità? A chi ti affiderai per portare avanti la <strong>gestione</strong>? Cercherai di essere come un principe (in senso machiavellico) oppure ti farai guidare dalle tue simpatie? Seguirai i bisogni dei lavoratori o asseconderai la visione dei nobili, intanto però vedi di non far dare il tuo palazzo alle <strong>fiamme</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-404593" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/05/Kapital-Sparks-of-Revolution-2.jpg" alt="Kapital Sparks of Revolution" width="1920" height="1080" title="Kapital Sparks of Revolution: La Recensione"></p>
<h1>Gameplay e meccaniche</h1>
<p>Per un titolo <strong>classico</strong> come <strong>Kapital Sparks of Revolution</strong>, la formula di gioco non poteva non essere che <strong>tradizionale</strong>, con qualche piccolo tocco per dare <strong>parvenza</strong> di <strong>personalità</strong> al titolo. La giornata in città si divide tra il lavoro, il piacere e il riposo. Questi vengono divisi in scaglioni di 8 ore, durante il quale devi <strong>assicurarti</strong> di gestire al meglio la comunità. <strong>Gestire</strong> le tasse e adottare determinate <strong>politiche</strong>, innovarti attraverso la ricerca, gestire le migrazioni e <strong>fronteggiare</strong> <strong>eventi</strong> <strong>improvvisi</strong> che richiedono il sacrificio di parte delle risorse accumulate. Anche i cittadini hanno<strong> bisogno di svago</strong> e non solo di lavoro; sarà necessario fornire loro dei posti per <strong>l&#8217;intrattenimento</strong> come bistrot, pub, teatro, alloggi e tanto altro.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-404596" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/05/Kapital-Sparks-of-Revolution-3.jpg" alt="Kapital Sparks of Revolution" width="1920" height="1080" title="Kapital Sparks of Revolution: La Recensione"></p>
<h3>Accontentare tutti o solo alcuni</h3>
<p>Come specificato, <strong>Kapital Sparks of Revolution</strong> divide i cittadini in <strong>tre classi socioeconomiche</strong>: <strong>nobili, borghesi e operai</strong>. Ogni classe sociale ha un ruolo specifico e man mano emergeranno anche altre figure che proporranno una loro visione per affrontare il presente e costruire un futuro e ognuno di loro è pronto a combattere per questo. Si tratta quindi di <strong>sapere</strong> <strong>gestire</strong> i bisogni e le necessità di ognuna delle classi e in base alle tue decisioni, il loro livello di <strong>fedeltà</strong> potrebbe salire o diminuire, così come la loro <strong>felicità</strong> se non ti prendi cura di fornire loro ciò di cui hanno bisogno.</p>
<p>Iniziando la campagna ci troviamo con <strong>risorse</strong> davvero <strong>limitate.</strong> Per recuperarne un po&#8217; dovrai <strong>demolire</strong> i relitti di guerra, ottenere materiali e <strong>produrre</strong> legname. Dall&#8217;inizio ci troveremo già <strong>sommersi</strong> dalle prime <strong>richieste</strong> come quella di costruire una segheria, un deposito per il legname, alloggi e riparare la stazione del treno. Quest&#8217;ultima sarà necessaria per importare il grano e richiederà <strong>manutenzione</strong> per poter essere sempre efficiente. <strong>Tanti</strong> sono gli <strong>edifici</strong> disponibili, abbiamo dalle case per gli alloggi, ospedali, cimiteri, fabbrica di mattoni, fabbrica di alcolici, ecc.</p>
<h3>Diversi limiti</h3>
<p>Il problema però è proprio questo, sembra che il gioco dia <strong>l&#8217;impressione</strong> che il tuo obiettivo è mantenere una <strong>comunità</strong> serena cercando di accontentare le classi. In <strong>realtà</strong> però alla fine ti <strong>costringe</strong> a dedicarti agli interessi di una piuttosto che di un&#8217;altra classe, e ogni <strong>decisione</strong> comporta se decidere per il bene della città o secondo una tua morale ma alla fine ti troverai comunque una classe, o anche tutte e tre, <strong>contro</strong> di te. <strong>Non</strong> si tratta più quindi di <strong>amministrare</strong> una città ma di seguire i <strong>capricci</strong> e i <strong>bisogni</strong> di ogni gruppo e non importa quanti edifici hai costruito o cos&#8217;hai fatto, la <strong>rivolta</strong> sarà comunque dietro l&#8217;angolo perché qualcuno rimane scontento. Onestamente questa cosa ha <strong>mozzato</strong> un po&#8217; lo <strong>scopo</strong> del gioco che dovrebbe essere quello di far prosperare la tua comunità spingendoti a trovare una chiave per gestire i vari problemi, invece <strong>non</strong> abbiamo margine di <strong>manovra</strong>, bisogna seguire un copione.</p>
<p>Sostanzialmente il <em>gameplay</em> di <strong>Kapital Sparks of Revolution</strong> è questo, cliccare col mouse e seguire i vari litigi tra classi, ogni tanto approvare una legge o acquisire nuove conoscenze; il gioco però rimane fin <strong>troppo</strong> <strong>statico</strong> e non offre molto se non compiti <strong>ripetitivi</strong> e <strong>tempi morti frustranti</strong>. Un avanzamento di gioco <strong>piatto</strong> che non ti consente di muoverti più liberamente, anzi ti viene <strong>imposto</strong> di eseguire le cose con un certo schema e soprattutto con le attese dei tempi di costruzione o manutenzione che si fanno più <strong>lunghi</strong> man mano che si progredisce. Avrei preferito modalità di gestione differente con <strong>tempi</strong> più <strong>snelli</strong>, invece qui ho avuto a volte la sensazione di giocare con un <strong>giochino</strong> sul cellulare, una di quelle <em>app</em> in cui entri un attimo, vedi se hai collezionato le risorse giuste per una struttura e una volta avviata la nuova costruzione ci rientrerai fra qualche ora.</p>
<p>La <strong>mappa</strong> poi si presenta davvero di <strong>dimensione ridotte</strong> per un gioco del genere. Per tale motivo cercare di creare una città con spazi ben organizzati diventa <strong>fastidioso</strong>, visto che la quantità di <strong>terreno</strong> per costruire è davvero <strong>limitato</strong>. Il gioco inoltre non presenta la possibilità di <strong>ruotare</strong> la telecamera, cosa che si è rivelata un grosso punto a <strong>sfavore</strong> e una grave mancanza in un titolo del genere. Le <strong>persone</strong> inoltre <strong>non</strong> apportano alcun <strong>contributo</strong> al gioco se non quello di mero <strong>riempimento</strong>, tranne nei casi in cui parte una qualche rivolta e allora vedremo un gruppetto unito che vorrà incendiare il nostro palazzo. A parte questo però non c&#8217;è altro, <strong>manichini</strong> che vagano da un punto all&#8217;altro con qualcuno che svolge <strong>azioni</strong> semplici e <strong>ripetute</strong> fino alla sera quando tutti andranno a dormire.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-404597" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/05/Kapital-Sparks-of-Revolution-4.jpg" alt="Kapital Sparks of Revolution" width="1920" height="1080" title="Kapital Sparks of Revolution: La Recensione"></p>
<h2>Tecnicamente parlando</h2>
<p>Quello che ci ritroviamo è un gioco che vuole farci <strong>gestire</strong> una città che <strong>purtroppo</strong> però <strong>non</strong> riesce a mettere <strong>bene</strong> insieme tutti gli ingredienti, pertanto <strong>non offre</strong> un&#8217;esperienza significativa al giocatore. Di <strong>Kapital Sparks of Revolution</strong> abbiamo discusso sul <em>gameplay</em> troppo <strong>statico</strong> e con diversi momenti vuoti. Unendo tutto questo ad un <strong>comparto grafico</strong> che <strong>non</strong> è per nulla <strong>incisivo</strong>, dove <strong>nonostante</strong> i colori e la <strong>buona</strong> <strong>definizione</strong> non colpisce affatto, e presenta anche alcune icone forse troppo piccole. A livello di <strong>sonoro</strong> invece non propone <strong>niente</strong> di <strong>eccezionale</strong> ma riesce comunque a fare il suo lavoro e <strong>riempie</strong> bene il <strong>contesto</strong> con suoni delicati che spezzano i momenti della giornata e altri pochi suoni ambientali; diciamo che si poteva osare qualcosina di più e invece si è preferita la via di realizzare un gioco ancora allo stato grezzo, e soprattutto un titolo che appare già <strong>datato</strong> e che è ancora <strong>lontano</strong> dagli <strong>standard</strong> del genere e non riesce nell&#8217;impresa di fissarne di nuovi.</p>
<p>Alla fine, è un gioco sull&#8217;amministrazione di una città che cerca di dare un <strong>tocco</strong> di <strong>innovazione</strong> attraverso l&#8217;implementazione di alcune dinamiche di gioco, che alla fine<strong> non incidono</strong> più di tanto. Non si tratta di un gioco pessimo, ma <strong>non</strong> lo <strong>definiremmo</strong> nemmeno <strong>buono</strong>. Lo vediamo più come uno <strong>spreco</strong> di <strong>potenziale</strong> e come l&#8217;essersi <strong>accontentati</strong> di un <strong>gioco incompleto</strong> e che certamente è ancora lontano dai capisaldi del genere.</p>
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