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	<title>Inked &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Inked &#8211; Cappa e spada? No! Carta e penna!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Regano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2021 14:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando ancora andavo a scuola (e a dirla tutta mi capitava raramente anche durante alcune interminabili lezioni universitarie), mi capitava, di tanto in tanto, di prendere carta e penna che avevo sottomano e iniziare a fare piccoli scarabocchi che diventavano man mano sempre più articolati. Non sono mai stato un grande artista, ma la chiamata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ancora andavo a scuola (e a dirla tutta mi capitava raramente anche durante alcune interminabili lezioni universitarie), mi capitava, di tanto in tanto, di prendere <strong>carta e penna</strong> che avevo sottomano e iniziare a fare <strong>piccoli scarabocchi</strong> che diventavano man mano sempre più articolati. Non sono mai stato un grande artista, ma la chiamata alle arti era indispensabile per non cedere al sonno e crollare sul banco.</p>
<p>Penso che almeno una volta sia capitato anche a te e probabilmente anche tu ricorderai con affetto alcuni dei tuoi “Attacchi d’arte” più riusciti, che sono stati in grado di farti capire in maniera <strong>sorprendente</strong> quanto possa scaturire da un <strong>semplice schizzo di inchiostro</strong> su un foglio bianco, senza doverti necessariamente armare di tela e pennelli.</p>
<p>Dal punto di vista della direzione artistica, <strong>Inked</strong> parte proprio da questa intuizione, dal fatto che sia appunto sorprendente ciò che si riesce a creare grazie a dei semplici tratti d’inchiostro. Il risultato è <strong>una vera e propria opera d’arte in costante movimento</strong> che viene accompagnata da un gameplay che, per quanto classico nel suo essere un puzzle game con enigmi di difficoltà sempre crescente, riesce a divertire e a regalare una piccola perla videoludica.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-291408 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/03/File_001.png" alt="Inked" width="2436" height="1076" title="Inked - Cappa e spada? No! Carta e penna!"></p>
<h2>Wake up, Samurai!</h2>
<p>Come anticipato, il titolo punta quasi esclusivamente sulla <strong>componente visiva</strong>, mettendo da parte tutto il resto e regalando ai giocatori una <strong>trama</strong> giusto abbozzata, un semplice pretesto per proseguire nel mondo di gioco <strong>enigma dopo enigma</strong>. Questo non è assolutamente un difetto, anzi! <strong>Inked</strong> punta a costruire una narrazione silenziosa all’altezza di opere del calibro di <strong>Journey</strong> o <strong>Abzu</strong>, con giusto qualche linea di dialogo in più rispetto ai due titoli, essendo in effetti presenti due personaggi (e non un viaggiatore solitario) che interagiscono tra loro.</p>
<p>Ci ritroveremo dunque nei panni di un <strong>Eroe senza nome</strong> che ha ormai riportato la pace nella sua terra d’origine, non gli resta quindi che posare la spada e imbracciare… il <strong>pennello</strong>! Ben presto però, gli eventi del mondo di gioco prenderanno una strana piega e capiremo che c’è ancora qualcosa di oscuro che si annida in questa pacifica terra. A movimentare ulteriormente le cose, ci saranno anche alcune <strong>rotture della quarta parete</strong> determinate dall’intervento delle mani dell’artista che ha creato il mondo di gioco, che potranno modificare alcuni elementi di tanto in tanto, andando a modificare la natura dell’ambientazione.</p>
<p>Il titolo si porta a termine in <strong>poco meno di tre ore</strong> se non ci si impunta su alcuni degli enigmi più complessi, sarebbe quindi un peccato rivelarti dettagli di trama che potresti vivere in davvero pochissimo tempo; ti basti però sapere che <strong>gameplay</strong> e <strong>trama</strong> (per quanto quest’ultima, ripeto, non sia nulla di eclatante) vanno di pari passo, giustificando la <strong>difficoltà crescente degli enigmi</strong> con una minaccia sempre più palpabile e pressante. Penso sia davvero degno di nota quando un titolo così “inquadrato” in un genere riesce a giustificarti le meccaniche di gioco attraverso la trama.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-291410 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/03/File_002.png" alt="Inked" width="2436" height="1042" title="Inked - Cappa e spada? No! Carta e penna!"></p>
<h2>Passami la tavolozza!</h2>
<p>A proposito di <strong>gameplay</strong>, con <strong>Inked</strong> ci troviamo di fronte al più classico dei<strong> puzzle game</strong> in cui, come anticipato in precedenza, potremo proseguire nel mondo di gioco risolvendo puzzle ambientali. Il nostro Eroe senza nome si è da poco dedicato alla pittura e questo si riflette nello sviluppo delle sue capacità durante il corso dell’intera avventura.</p>
<p>Inizialmente infatti potremo interagire soltanto con determinati blocchi e piattaforme che ci consentiranno di attivare le <strong>classiche leve e meccanismi</strong> tipici del genere di riferimento. Man mano però, il nostro protagonista entrerà sempre più in contatto col suo animo artistico sopito da mille battaglie, e inizierà ad apprendere tecniche sempre nuove, proprio come farebbe un samurai coi vari kata della spada (<a href="https://anime.icrewplay.com/nome_anime_o_manga/demon-slayer/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Demon Slayer</a> docet).</p>
<p>Un particolare del <strong>gameplay</strong> che ho trovato estremamente interessante è che, man mano, il mondo di gioco ci fornirà sempre meno elementi con cui interagire; l’Eroe senza nome infatti imparerà da sé a <strong>dipingere e rendere tridimensionali</strong> gli elementi di cui ha bisogno e con cui ha preso confidenza nelle prime fasi di gioco. Andando avanti nell’avventura quindi passeremo dal dover capire COME utilizzare gli elementi per risolvere i puzzle a QUALI dover mettere in gioco.</p>
<p>Per quanto un titolo davvero minuscolo nel panorama videoludico, <strong>Inked</strong> riesce nell’impresa di <strong>portare nel gameplay una vera e propria evoluzione</strong> costante e tangibile, sfida nel quale produzioni AAA ben più acclamate talvolta non riescono, rimanendo dal filmato introduttivo fino ai titoli di coda sempre uguali a sé stesse.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-291412 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/03/File_007.png" alt="Inked" width="2436" height="1042" title="Inked - Cappa e spada? No! Carta e penna!"></p>
<h2>Ceci n’est pas une jeux</h2>
<p>Ciò che la fa davvero da padrone e riesce a tenere incollato il giocatore allo schermo è il <strong>comparto artistico</strong>, in particolare l’ambientazione, a dir poco ispiratissima! Il mondo di gioco è ispirato al Giappone medievale, pertanto i <strong>tratti di penna su sfondo rigorosamente bianco</strong> che andranno a definire i contorni di questo mondo saranno inizialmente dolci e smussati, capaci di trasmettere alla perfezione la calma e la serenità di un giardino zen, grazie anche a qualche graditissimo dettaglio, come, per esempio, degli specchi d’acqua che sembrano realizzati ad acquarello.</p>
<p>Proseguendo, la trama andrà man mano ad<strong> aggiungere complessità e pericoli</strong>, questo cambiamento si rifletterà anche nello stesso mondo di gioco, che passerà <strong>da lineamenti dolci a tratti sempre più squadrati</strong>, arrivando a ricordare le opere di De Chirico e costituendo ancora una vera e propria gioia per gli occhi grazie alla complessità delle architetture che, oltre a essere estremamente ben studiata, porta il giocatore a mettere in moto la mente per comprenderne fino in fondo lo schema.</p>
<p>La <strong>colonna sonora</strong> invece pecca un po’. Intendiamoci, funziona alla perfezione e riesce a dosare con cura tracce più tranquilla che si legano perfettamente all’ambientazione ad altre più ritmate che accentuano i momenti di “pericolo”, ma non si traduce mai in nulla di memorabile, tanto da farsi dimenticare non appena si arriverà ai titoli di coda.</p>
<p>In conclusione, <strong>Inked</strong> offre al giocatore un comparto grafico a dir poco meraviglioso, che risulterà appagante alla vista come poche altre cose. Per il resto però, è meglio approcciarsi al titolo senza troppe aspettative, si tratta pur sempre di<strong> un piccolo indie senza pretese</strong> dal punto di vista del gameplay e della narrazione, ma che riesce a integrare il tutto in maniera sorprendentemente efficace e ben studiata. Insomma, una perla imperdibile per gli amanti dei puzzle game e degli indie, ma che potrebbe lasciare indifferenti i giocatori in cerca dei classici blockbusteroni AAA.</p>
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