    <?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Indika &#8211; iCrewPlay.com</title>
	<atom:link href="https://www.icrewplay.com/giochi/indika/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.icrewplay.com</link>
	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
	<lastBuildDate>Sun, 19 May 2024 08:36:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/03/logo_bianco_mobile-2.svg</url>
	<title>Indika &#8211; iCrewPlay.com</title>
	<link>https://www.icrewplay.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Indika, la recensione (Steam)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/indika-la-recensione-steam/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Iacoponi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2024 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in Vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.icrewplay.com/?p=517516</guid>

					<description><![CDATA[Indika è indubbiamente il gioco più controverso che io abbia mai giocato. Un&#8217;opera capace di toccare e affrontare temi in un modo unico e speciale, ossia attraverso il videogioco. Potrebbe sembrare una cosa ovvia ma, in realtà, non lo è. Indika è uno dei pochi titoli che riesce a creare il giusto distacco per poter [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Indika</strong> è indubbiamente <strong>il gioco più controverso che io abbia mai giocato</strong>. Un&#8217;opera capace di toccare e affrontare temi in un modo unico e speciale, <strong>ossia attraverso il videogioco</strong>. Potrebbe sembrare una cosa ovvia ma, in realtà, non lo è. Indika è uno dei pochi titoli che riesce a creare il giusto distacco per poter osservare (e sviscerare) <strong>cosa sia il videogioco nel suo senso più stretto</strong>. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe title="Indika - Official Gameplay Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/GR5yBSiUwQ4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Indika: la trama</h2>



<p><strong>Indika è il nome di una suora</strong> che vive in un convento russo a fine XIX secolo, un posto freddo, grigio, in forte contrapposizione con gli occhi verdi della protagonista, mostrati a più riprese con primissimi piani fortemente cinematografici, che non sembrano appartenere a questo mondo. <strong>Mondo che non corrisponde al nostro</strong>, una versione alternativa della realtà che conosciamo, un luogo tanto crudo quanto surreale, caratterizzato da bizzarrie che non sembrano destare alcuna perplessità agli occhi di chi lo vive.</p>



<p>Nonostante gli sforzi, Indika non riesce in alcun modo a farsi accettare dalle altre suore, che le riversano il loro odio appena ne avranno l&#8217;occasione, a causa di un suo distaccamento della realtà che mina la tranquilla monotonia che caratterizza il convento. Visioni, strani suoni e una voce in testa che le sussurra frasi inaccettabili e immorali: <strong>è il Diavolo</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/05/Indika-1-1024x576.jpg" alt="Indika, la recensione (Steam)" class="wp-image-517535" title="Indika, la recensione (Steam)"></figure>



<p>Date le premesse, l&#8217;avventura spiega le sue ali nel momento in cui Indika si trova a dover partire dal convento per ricapitare una lettera in una città vicina, ma le cose prendono una piega inaspettata: poco dopo essere partita, la giovane suora incontra un uomo disperato, in fuga dalla prigionia e con un braccio del tutto incancrenito, che come lei ha una voce in testa,<strong> la voce di Dio</strong>.</p>



<p><strong>La trama viene portata avanti da un semplice McGuffin</strong> che trascina i due protagonisti attraverso luoghi miseri e surreali, ma non è la struttura narrativa a rendere unico il titolo di <a href="https://odd-meter.com/" target="_blank" rel="noopener">Odd Meter</a>, <strong>bensì le interazioni tra i due</strong>, che si trasformano in discussioni sul libero arbitrio e su altri macro-temi filosofici che, ovviamente, non trovano risposta. Ma non è tutto qua, se da una parte il gioco presenta molti elementi meta-narrativi, dall&#8217;altra <strong>propone una ferrata critica alla Chiesa Ortodossa</strong> e ai suoi dogmi, mostrando una religione che pervade in modo totalizzante il pensiero, declinando ogni scelta morale sulla base di semplici comandamenti scritti. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/05/Indika-3-1024x576.webp" alt="Indika, la recensione (Steam)" class="wp-image-517536" title="Indika, la recensione (Steam)"></figure>



<p>Dio, se davvero Ilya, il nome del fuggitivo, può sentirlo, non parla e non dà nessun giudizio sugli avvenimenti a cui assistiamo, i dettami cristiani sono perciò filtrati e proposti dai credenti stessi che più volte danno vita a dei veri e propri paradossi. Tutti li vedono, ma nessuno dice niente, nessuno vuole rischiare la salvezza mettendo in dubbio la parola di Dio. <strong>Tutti tranne il Diavolo</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Ragione: la prostituta del Diavolo&#8221; </h2>



<p>Così <strong>Martin Lutero</strong> definiva la ragione, la razionalità (mondana) rilegata a meretrice, una donna &#8211; non a caso &#8211; che condivide il letto con il Diavolo stesso. <strong>Indika è il mezzo con il quale la ragione subentra nel racconto e nel gameplay stesso</strong>. Come accennavo nell&#8217;introduzione, infatti, l&#8217;opera di Odd Meter riesce a sviscerare il senso di videogioco e decostruisce l&#8217;atto di giocare, inteso come susseguirsi di loop, ossia ripetizioni di azioni.</p>



<p>All&#8217;inizio del gioco ci verrà dato il compito di riempire un barile dell&#8217;acqua, per farlo dovremo recarci per cinque volte al pozzo poco distante, riempire un secchio, tornate al barile e svuotare il secchio al suo interno. Come premio riceveremo dei punti, che andranno a quantificare la nostra fede e il nostro impegno nel lavoro svolto. A tutti gli effetti abbiamo davanti a noi la struttura più intima che definisce il videogioco:<strong> loop di meccaniche che si trasformano in un loop di ricompense</strong>, per quale altro motivo saremo disposti a ripetere la stessa azione se non per qualche forma di premio? </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/05/indika-4-1024x576.webp" alt="Indika, la recensione (Steam)" class="wp-image-517544" title="Indika, la recensione (Steam)"></figure>



<p>Ecco che Indika toglie il velo davanti ai nostri occhi e ci mostra la realtà dei fatti con un semplice (ed efficace) gioco di parole: <strong>&#8220;the point are pointless&#8221;</strong> (i punti sono inutili). Si, il punteggio è completamente inutile, non esiste classifica o shop in-game dove poterli spendere. Persino salire di livello lo rimarca, con potenziamenti tipo &#8220;quando guadagnerai 5 punti avrai un moltiplicatore x3 sui prossimi punti guadagnati&#8221;.</p>



<p>La domanda successiva viene da sé e siamo tentati di dirla ad alta voce, <strong>&#8220;ma tutti i giochi sono così?&#8221;</strong> Non importa che non sia vero, ossia che il gameplay loop sia fine a sé stesso, per un attimo siamo riusciti a osservare quello che di solito ci è precluso, un breve attimo di ragione e di riflessione, <strong>tentati da un Diavolo che parla tanto a Indika quanto a noi giocatori</strong>. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Un walking simulator, un horror o un puzzle game</h3>



<p>Ci sono una pluralità di generi all&#8217;interno di Indika, ma possiamo dire che il cuore del gameplay sia <strong>risolvere una serie di puzzle che ci sbarreranno la strada a più riprese</strong>. Nonostante molte volte il titolo proponga dei rompicapi interessanti, alcune soluzioni sono poco eleganti e molto macchinose, ma non risultano in alcun modo mal fatte. Sebbene siano la parte centrale del gioco, sono le vicende dei protagonisti a portarci avanti <strong>nel corso</strong> <strong>delle 4 ore che ci vogliono per finire il gioco</strong>, che discutono tra loro o con sé stessi proponendoci profonde riflessioni da affrontare durante la risoluzione dei semplici rompicapi. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/05/Indika-2-1024x576.jpg" alt="Indika, la recensione (Steam)" class="wp-image-517538" title="Indika, la recensione (Steam)"></figure>



<p>Il tutto funziona perfettamente anche <strong>grazie a un comparto grafico di tutto rispetto</strong>, figlio di una buona gestione dell&#8217;<a href="https://www.icrewplay.com/unreal-engine-sta-diventando-lo-standard/" data-type="post" data-id="515128">Unreal Engine</a>, che coopera con una regia di alto livello che mostra inquadrature complesse e ricercate, rafforzando così le tematiche proposte e le vicende vissute dai protagonisti. Anche il lavoro svolto da <strong>Mike Sabadash</strong>, il compositore, <strong>è inserito nel contesto di Indika in modo impeccabile</strong>. </p>



<p>Se pensate che la OST si rifaccia in qualche modo al folklore cristiano ortodosso vi sbagliate di grosso: ogni traccia sembra essere uscita da un gioco in 16 bit, tonalità weird composte a partire da un sound chiptune, frammentato a volte da organi o addirittura dubstep. Sembra assurdo, e in parte lo è, <strong>ma pad in mano l&#8217;esperienza che vivrete sarà unica</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
