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	<title>Hentai vs Evil &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
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		<title>Hentai vs Evil, la recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Ribaudo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 May 2021 17:45:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 4]]></category>
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					<description><![CDATA[A suo modo, la versione di Hentai Vs. Evil disponibile su Nintendo Switch è storica; questo perchè segna la caduta di due tabù per il colosso di Kyoto. Il primo, facilmente intuibile, è dato dalla presenza nel titolo della parola Hentai, finora mai concessa da una Nintendo sempre attenta ad evitare qualsiasi contenuto “forte” sia dal punto di vista della violenza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">A suo modo, <strong>la versione di Hentai Vs. Evil disponibile su Nintendo Switch è storica</strong>; questo perchè segna la caduta di due <strong>tabù</strong> per il colosso di <strong>Kyoto</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il primo, facilmente intuibile, è dato dalla presenza nel titolo della parola <strong>Hentai</strong>, finora mai concessa da una <strong>Nintendo</strong> sempre attenta ad evitare qualsiasi contenuto “forte” sia dal punto di vista della violenza che da quello sessuale. Il secondo è ultimo tabù, anche se non è esattamente la prima volta (ma ne parleremo in seguito) riguarda la presenza di <strong>floridi seni in bella mostra</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Con questa dovuta premessa, la domanda che sicuramente nasce spontanea è: <strong>il titolo EastAsiaSoft, oltre a provocare, ha della sostanza? Vale la pena acquistarlo?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Senza ulteriori preamboli quindi entriamo subito nel vivo della recensione, in cui ti spiegherò perchè la risposta, prevedibilmente, tendono verso il negativo.</p>
<h2 style="font-weight: 400;"><strong>Minigonne, proiettili e zombie</strong></h2>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong>Una volta avviato <strong>Hentai vs Evil</strong>, ci rendiamo subito conto di come il gioco offra davvero ben poco.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-322146" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/05/Hentai_vs_Evil_09.jpg" alt="Hentai vs evil" width="1920" height="1080" title="Hentai vs Evil, la recensione"></p>
<p style="font-weight: 400;">Nel menu iniziale possiamo infatti <strong>scegliere la ragazza con cui giocare</strong> (inizialmente solo una, ne potremo sbloccare altre 2), deciderne i <strong>vestiti</strong>,  pescati dall’immaginario hentai tra <strong>baby doll, </strong>divise da <strong>scolaretta</strong> e orecchie <strong>kawaii, </strong>e personalizzarne l’aspetto con un editor nel complesso poco profondo e limitato al colore dei capelli, della carnagione e poco altro.</p>
<p style="font-weight: 400;">Prima di buttarci nella mischia potremmo voler approfittare, vista la natura del titolo, della <strong>modalità foto</strong> che ci consentirà di fotografare la nostra protagonista nella cornice alquanto triste del menu iniziale, al buio e con le gabbie delle altre protagoniste sullo sfondo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma <strong>l’elemento distintivo della versione Switch di Hentai vs Evil</strong>, attivabile con un semplice tasto,<strong> è la modalità non censurata</strong>. Si tratta di una possibilità curiosamente mancante nella versione <strong>PlayStation 4 </strong>del titolo e che fa si che <strong>la nostra ragazza mostri orgogliosamente il proprio seno en plen air</strong> (seno le cui dimensioni possiamo gonfiare liberamente) o a malapena celato sotto alcuni vestiti molto sexy, tipici del genere cui appartiene.</p>
<p style="font-weight: 400;">Come detto non è la prima volta che il seno femminile compare su <strong>Switch</strong>, era già successo in <a href="https://www.icrewplay.com/lust-for-darkness-la-recensione/">Lust for Darkness</a> ad esempio, ma è la prima volta che viene sdoganato e messo in primo piano, come elemento principale di un titolo. Non aspettarti di più perchè, se vogliamo inspiegabilmente ma sarebbe stato tirar troppo la corda, <strong>le mutandine delle protagoniste rimarranno saldamente incollate ai loro fondoschiena.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Del resto il <strong>fanservice</strong> è una della basi solide su cui punta questo bizzarro titolo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Completano il menu principale le immancabili <strong>impostazioni</strong> e le <strong>classifiche</strong>, ovviamente locali visto che non c’è un comparto multiplayer.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non ci resta quindi che gettarci nella mischia e iniziare il gioco vero e proprio; proprio qui subentrano la più grandi <strong>delusioni</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Hentai vs Evil non ha una trama</strong>. Poco male, potresti pensare visto il tipo di titolo, ma il secondo enorme problema è che <strong>ci sono soltanto 3 livelli da giocare</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Selezionabili da subito infatti abbiamo le 3 ambientazioni possibili denominate<strong> Piccolo Villaggio, Città</strong> e <strong>Baia dei Pirati</strong>; sono livelli abbastanza variegati dal punto di vista prettamente visivo, con il <strong>villaggio</strong> che ci offre un’ambientazione urbana ma con <strong>abbastanza spazio per familiarizzare con il gameplay</strong>, la <strong>città</strong> che dà il via a una <strong>partita in notturna con vicoli claustrofobici</strong> da attraversare e la <strong>baia</strong> in cui ci faremo largo tra <strong>relitti</strong> e <strong>isolette caraibiche.</strong></p>
<figure id="attachment_322147" aria-describedby="caption-attachment-322147" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-322147 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/05/Hentai_vs_Evil_08.jpg" alt="Hentai vs Evil" width="1920" height="1080" title="Hentai vs Evil, la recensione"><figcaption id="caption-attachment-322147" class="wp-caption-text">L&#8217;ambientazione della città, una delle tre disponibili nel gioco</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400;">Selezionando il livello <strong>potremo scegliere anche la difficoltà</strong> tra le classiche 3 e la modalità con cui affrontarlo tra <strong>Salvataggio</strong> e <strong>Sopravvissuto</strong>. Senza troppe sorprese, nel primo caso dovremo <strong>salvare una ragazza in gabbia</strong>, eliminando prima un tot dei nemici più forti, mentre <strong>con la seconda modalità tutto quello che dovremo fare sarà sopravvivere.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Più facile a dirsi che a farsi, considerato che <strong>il gameplay di Hentai vs Evil non è un granchè</strong>. Pur essendo abituati al sempre valido adagio <em><strong>less is more</strong></em>, in questo caso un gameplay quasi elementare non funziona a dovere.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>I comandi sono limitati al salto</strong> (che onestamente non trova grande applicazione) <strong>e ovviamente alla mira e al fuoco</strong>: purtroppo è proprio negli scontri a fuoco che il feedback è rivedibile. <strong>Il reticolo di mira non si muove in maniera rapida e prendere correttamente la mira non è per niente semplice</strong>, specialmente quando i nemici si avvicinano troppo o si tratta di creature volanti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il risultato è che, indipendentemente dalla difficoltà selezionata, <strong>non ci metteremo troppo tempo a morire</strong> specie nelle ambientazioni con meno spazio di manovra a disposizione, tenuto anche conto del fatto che la protagonista si muove molto a rilento e <strong>non è in grado di schivare o girarsi rapidamente</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Se i nemici avranno la meglio sulla nostra agguerrita protagonista sarà solo ed esclusivamente per una <strong>questione numerica</strong>: non si tratta di creature particolarmente intelligenti e si limiteranno a venirci incontro a frotte che, con un sistema di mira migliore, falceremmo senza pietà. <strong>Gli unici avversari particolarmente noiosi sono quelli che volano brandendo una falce, ricordano il triste mietitore.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">A nostra disposizione, per farli fuori, <strong>un mitragliatore un fucile a pompa </strong>e uno di <strong>precisione, </strong>abbastanza generici, più delle <strong>munizioni speciali</strong> da recuperare sparando a contenitori a mezz’aria che richiedono un certo numero di colpi per essere abbattuti.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Hentai vs Evil è tutto qui</strong>; poco da fare, breve e con rigiocabilità pari allo zero. Insomma, <strong>la dimostrazione che non bastano un paio di tette a rendere un titolo interessante.</strong> Ma questo lo sospettavamo già.</p>
<h2 style="font-weight: 400;"><strong>Segnali di Stile</strong></h2>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong>Dove il titolo di <strong>EastAsiaSoft</strong> cerca di distinguersi è nel comparto visivo, ma anche qui non raggiungiamo vette di eccellenza<strong>. I nemici sono praticamente tutti uguali</strong>, tranne nel livello dei pirati in cui abbiamo scheletri e zombie abbigliati da filibustieri, chee <strong>sembrano usciti da un episodio dei Muppet</strong> anzichè da un qualsiasi prodotto horror colorati e buffi come sono.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Leggermente migliori i modelli delle donzelle, ma fa parte dell’estremo fanservice che anima il titolo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Discrete le ambientazioni, non particolarmente dettagliate ma sufficienti a rendere l’idea del luogo rappresentato, del resto <strong>non c’è ne potrebbe esserci alcuna pretesa di realismo.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Sufficiente il sonoro, tra musichette di accompagnamento gradevoli ed effetti sonori ben campionati. Le creature invece non emettono in linea di massima alcun suono.</p>
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