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	<title>Hell of Men: Blood Brothers &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
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		<title>Indie, 5 titoli del 2021 da evitare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiano Barci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jan 2022 15:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Steam]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8216;Indie&#8216; è un termine che per i gamer e le gamer di ogni età e provenienza possiede diverse sfaccettature e sinonimie. Per qualcuno questi titoli opera di lupi solitari dello sviluppo o di semplici appassionati con infarinature di programmazione significano &#8216;inclusività&#8216;, per altri &#8216;sperimentalità&#8216;, altri ancora li evitano a prescindere in quanto, a loro parere, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8216;<strong>Indie</strong>&#8216; è un termine che per i gamer e le gamer di ogni età e provenienza possiede <strong>diverse sfaccettature e sinonimie</strong>. Per qualcuno questi titoli opera di<strong> lupi solitari dello sviluppo</strong> o di<strong> semplici appassionati con infarinature di programmazione</strong> significano &#8216;<strong>inclusività</strong>&#8216;, per altri &#8216;<strong>sperimentalità</strong>&#8216;, altri ancora li evitano a prescindere in quanto, a loro parere, <strong>latori di un&#8217;eccessiva popolarizzazione del medium videoludico</strong>.</p>
<p>Quale che sia la concezione che ciascuno e ciascuna di noi ha del videogioco indipendente, resta il fatto che, al pari delle eccellenze, <strong>esistono titoli totalmente immeritevoli del tempo e del denaro di chi gioca</strong>, e oggi, qui su <strong>iCrewPlay</strong>, andremo a scoprirne alcuni. <strong>Ciascuna delle produzioni sottoelencate ha visto la luce nell&#8217;appena terminato 2021</strong>, e sono state tutte oggetto di recensione da parte di chi scrive (a parte una <strong>honourable mention</strong> che va condivisa in quanto, se il titolo merita attenzioni in negativo, la recensione di esso è essa stessa un capolavoro da leggere e rileggere).</p>
<p><strong>Cominciamo!</strong></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-376614 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/01/ar14lo-1024x576.jpg" alt="Indie Jack Axe" width="1024" height="576" title="Indie, 5 titoli del 2021 da evitare"></p>
<h2>Cinque produzioni videoludiche indie del 2021 da evitare #5: Jack Axe</h2>
<p>Il titolo che apre questa cernita è un <strong>platformer</strong> <strong>classicheggiante in pixel art </strong>che propone una sedicente commistione tra la <strong>mitologia norrena e quella filippina</strong>. &#8216;Sedicente&#8217; perché a parte qualche elemento estetico sparso all&#8217;interno degli ambienti di gioco, come le statue parlanti (che sebbene piuttosto &#8216;norrene&#8217; nell&#8217;estetica possiedono un che di austronesiano), di <strong>filippino </strong>il titolo ha ben poco.</p>
<p>Il peccato più grave di <strong>Jack Axe</strong>, tuttavia, non è tale millanteria, bensì <strong>la scarsa originalità</strong>, che lo rende un titolo non sono <strong>totalmente fine a sé stesso</strong>, ma anche <strong>privo di qualsivoglia elemento capace di attirare l&#8217;attenzione di chicchessia</strong>. L&#8217;unico elemento che avrebbe potuto destare una certa quale curiosità è proprio quella crasi tra le due sopracitate culture lontane tra loro, che tuttavia, come abbiamo visto, <strong>è presente solo sulla carta</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-376615 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/01/maxresdefault-5-1024x576.jpg" alt="Indie NEO 2045" width="1024" height="576" title="Indie, 5 titoli del 2021 da evitare"></p>
<h2>Cinque produzioni videoludiche indie del 2021 da evitare #4: NEO 2045</h2>
<p>No, non è <strong>NEO: The World Ends with You </strong>e neanche un suo lontano parente, siamo bensì di fronte ad un esempio di <strong>MMORPG </strong><strong>creato apposta per i gamer e le gamer under 10 </strong>(sebbene, considerando i contenuti, è possibile che la fascia di età target sia molto più bassa).</p>
<p>Il risultato è quello che lo chef stellato <strong>Bruno Barbieri </strong>chiamerebbe<strong> un</strong> &#8216;<strong>mappazzone</strong>&#8216; <strong>videoludico</strong> <strong>d&#8217;ambientazione fantascientifica che eredita le proprie meccaniche dalla totalità degli MMO esistenti e passati</strong>.</p>
<p>Si capisce immediatamente come l&#8217;obiettivo di chi ha dato vita a quest&#8217;opera sia stato avvicinare i gamer e le gamer più giovani ai titoli multigiocatore massivi, tuttavia farlo con un titolo così privo di finalità che non fossero il comprendere le meccaniche rende di fatto <strong>NEO 2045</strong>, seppur free-to-play, <strong>un investimento di tempo completamente inutile</strong>, <strong>indipendentemente dall&#8217;età di chi gioca</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-376617 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/01/kungfu_jesus2021_feature-1024x576.jpg" alt="Indie Kung Fu Jesus " width="1024" height="576" title="Indie, 5 titoli del 2021 da evitare"></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Cinque produzioni videoludiche indie del 2021 da evitare #3: Kung Fu Jesus</h2>
<p>Non appena mi fu concesso di recensire questo titolo, essendo un tipo amante dell&#8217;umorismo nero e sostenitore dell&#8217;idea aristotelica del poter ridere di ogni cosa, esclamai tra me e me: &#8216;Cavolo, <strong>sarà davvero quel Jesus calato nei panni di un praticante di Kung Fu?</strong>&#8216; Così lo installai con il massimo fervore, ansioso di dare fondo alle mie aspettative.</p>
<p>Non passarono che pochi minuti di gioco prima di rendermi conto di essermi<strong> terribilmente sbagliato</strong>: <strong>avevo davanti un groviglio di luci psichedeliche rette da una colonna sonora salvata da pochissimi elementi</strong>. Giocare questo titolo senza terminare la sessione con un forte mal di testa è un&#8217;impresa non da poco, considerati questi elementi.</p>
<p>La delusione raddoppia se si considerano <strong>gli intenti psicologici dietro all&#8217;opera</strong>. <strong>Kung Fu Jesus </strong><strong>voleva infatti essere un&#8217;allegoria della dipendenza dai narcotici</strong>. Un tema tanto complesso quanto delicato che <strong>richiede molto coraggio</strong> per essere trattato in un&#8217;opera audiovisiva o comunque narrativa. Tali ottime intenzioni tuttavia non possono sopperire alle eccessive mancanze del titolo.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-376618 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/01/maxresdefault-6-1024x576.jpg" alt="Indie Hell of Men: Blood Brothers" width="1024" height="576" title="Indie, 5 titoli del 2021 da evitare"></p>
<h2>Cinque produzioni videoludiche indie del 2021 da evitare #2: <strong>Hell of Men: Blood Brothers</strong></h2>
<p>Questo titolo <strong>RTS</strong> potrebbe essere eletto a pieno titolo &#8216;<strong>re del riciclaggio 2021</strong>&#8216;: non solo ricicla spudoratamente meccaniche dei giochi di strategia in tempo reale venuti prima di lui, ma addirittura, con una leggerezza ai limiti del<strong> freebooting</strong>, ha la colonna sonora &#8220;<em><strong>riciclata in parte da titoli mobile cinesi</strong>, in particolare un<strong> beat ‘em up</strong> <strong>free-to-play </strong>con il quale chi scrive ammazzava il tempo mentre viveva in Cina, il quale sembra essere miracolosamente sparito da ogni store online</em>&#8221; (citazione dalla <a href="https://www.icrewplay.com/recensione-di-hell-of-men-blood-brothers/" target="_blank" rel="noopener">recensione del titolo</a>).</p>
<p>Aggiunto <strong>un design delle mappe poco ispirato e rudimentale </strong>e lo <strong>scorrere a singhiozzo delle stesse</strong>, oltre ad un <strong>dosaggio approssimativo dei costi di produzione</strong> e a qualche<strong> stereotipo di troppo sui militari dell&#8217;Est Europa</strong>, possiamo tranquillamente affermare che <strong>Hell of Men: Blood Brothers </strong>sia una produzione da obliare.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-376619 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/01/ss_d1b7ce08130f3dcc6b4705e55cb87718876e3836.1920x1080-1024x576.jpg" alt="Kazakh &#039;Jack Indie" width="1024" height="576" title="Indie, 5 titoli del 2021 da evitare"></p>
<h2>Honourable Mention: Kazakh &#8216;Jack</h2>
<p>Come promesso, prima di terminare questa breve ma intensa tranche, è il momento della <strong>honourable mention</strong>, e come non parlare di <strong>Kazakh &#8216;Jack</strong>, una <strong>produzione platform</strong> <strong>canadese</strong> entrata a pieno titolo nella storia di <strong>iCrewPlay </strong>in quanto la sua recensione andò incontro ad <strong>una gestazione lunga e difficile prima di essere pubblicata</strong>, il che suscitò in noi un&#8217;ansia che col tempo superò qualunque hype avessimo per i titoli in uscita (da recensire e non).</p>
<p>Se vuoi scoprire anche tu il risultato delle nostre attese (e sopratutto dello sforzo di chi scrisse) puoi dare un&#8217;occhiata in prima persona alla recensione al seguente<a href="https://www.icrewplay.com/kazakh-jack-tagliare-legna-non-e-mai-stato-cosi-spiacevole/" target="_blank" rel="noopener"><strong> link</strong></a>.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-376620 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/01/Smy5R4zw-1024x576-1.png" alt="Zack 2: Celestine&#039;s Map Indie" width="1024" height="576" title="Indie, 5 titoli del 2021 da evitare"></p>
<h2>Cinque produzioni videoludiche indie del 2021 da evitare #1: <strong>Zack 2: Celestine&#8217;s Map<br />
</strong></h2>
<p>Se <strong>Hell of Men: Blood Brothers</strong> è da dimenticare, <strong>Zack 2: Celestine&#8217;s Map </strong><strong>merita la damnatio memoriae di romana memoria</strong>.</p>
<p>Sviluppato da un team nigeriano noto come <strong>Smart Olive Games</strong>, del quale si sa solo che è attivo dal 2016 (ma di un <strong>Zack 1</strong> ancora non c&#8217;è traccia), questo titolo, sulla carta un <strong>action-RPG</strong> <strong>ambientato in un meraviglioso mondo</strong> <strong>fantasy</strong>, non è nulla di tutto ciò.</p>
<p><strong>Grafica da quinta generazione videoludica</strong> realizzata tramite un uso improprio di <strong>Unity</strong> (che sempre desta perplessità),<strong> glitch tanto nella navigazione quanto nei movimenti</strong> (è l&#8217;unico gioco dove scattare significa procedere più lentamente rispetto a camminare) e, dulcis in fundo,<strong> continui crash che impediscono di avanzare oltre i primi quindici minuti di gioco </strong>rendono <a href="https://store.steampowered.com/app/1218320/Zack_2_Celestines_Map/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Zack 2: Celestine&#8217;s Map</strong></a> una mancanza di rispetto verso il medium videoludico e chi lo rende una realtà, facendogli guadagnare il vertice di questo personale <strong>podio dell&#8217;infamia</strong>.</p>
<p><strong>Infamia</strong> <strong>inasprita anche dal prezzo: dodici euro e quarantanove centesimi</strong> (mezzo euro in più rispetto ai tempi della recensione).</p>
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		<title>Recensione di Hell of Men: Blood Brothers</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiano Barci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jun 2021 06:30:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Steam]]></category>
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		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[La fantapolitica è un genere narrativo che ben si sposa con gli strategici in tempo reale, ma per creare un buon RTS occorre essere in grado di non cadere in trame scontate e/o in meccaniche già viste o comunque troppo comuni. Inoltre anche l&#8217;occhio vorrebbe la sua parte, con opportune rifiniture dal punto di vista tecnico ed [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>fantapolitica</strong> è un genere narrativo che ben si sposa con gli <strong>strategici in tempo reale</strong>, ma per creare un buon <strong>RTS </strong>occorre essere in grado di non cadere in trame scontate e/o in meccaniche già viste o comunque troppo comuni. Inoltre anche l&#8217;occhio vorrebbe la sua parte, con opportune rifiniture dal punto di vista tecnico ed estetico, complice il fatto che gli <strong>RTS </strong>sono titoli ricchi di dettagli non tralasciabili al fine di trionfare o quantomeno di godersi al meglio l&#8217;esperienza di gioco.</p>
<p>Ebbene, si dà il caso che <strong>Hell of Men: Blood Brothers</strong>, titolo inquadrabile a tutto tondo nel genere, non rispetti nessuno di questi obblighi, risultando così in titolo che non vale assolutamente il tempo dedicatogli dal più intenditore tra i gamer. Una colpa grave se si pensa che il titolo è stato in<strong> early access </strong>fin dal <strong>23 settembre 2019</strong>.</p>
<p>Andiamo a vedere come mai!</p>
<figure id="attachment_329890" aria-describedby="caption-attachment-329890" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-329890 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/06/Desktop-Screenshot-2021.06.14-14.54.51.64-1024x576.png" alt="Screenshot da Hell of Men: Blood Brothers" width="1024" height="576" title="Recensione di Hell of Men: Blood Brothers"><figcaption id="caption-attachment-329890" class="wp-caption-text">Una panoramica di quello che è la base tipo in <strong>Hell of Men: Blood Brothers</strong></figcaption></figure>
<h2>Hell of Men: Blood Brothers, &#8216;fratelli di sangue&#8217; e &#8216;nel sangue&#8217;</h2>
<p>Il sottotitolo del gioco deve il suo nome alla <strong>prima campagna single player</strong> da esso proposta, la quale racconta la storia di due fratelli, <strong>Iwan e Stefan Kolowski</strong>, rispettivamente un fante e un artigliere che si ritrovano a combattere fianco a fianco in <strong>Bielorussia </strong>per fermare un&#8217;incalzante avanzata russa verso la loro natia <strong>Polonia</strong>.</p>
<p>Il tutto prende vita in un contesto fantapolitico che si ispira in parte a quanto avvenuto in <strong>Crimea </strong>nel 2014 ma più su larga scala e con dichiarate intenzioni belligeranti. Una malafede che non si riesce a decifrare considerando che <strong>Whacky Squad Studio</strong>, sviluppatore del gioco, è francese, mentre il publisher, <strong>Zerouno Games </strong>(che tra l&#8217;altro ha messo le mani sul progetto a fine aprile scorso, quindi ben dopo l&#8217;inizio dell&#8217;<strong>early access</strong>) è spagnolo.</p>
<p>Questa campagna principale prevede cinque missioni da giocare in successione, mentre la <strong>Campagna della NATO</strong> e la <strong>Campagna della Russia </strong>permettono di prendere parte al conflitto in maniera più generale, giocando nove missioni per ciascuna parte. La possibilità di giocare per entrambe le parti riporta alla mente una perla strategica e ucronica targata <strong>Massive Entertainment</strong> venuta alla luce nel 2007, vale a dire <strong>World in Conflict</strong>, che con la sua espansione, <strong>World in Conflict: Soviet Assault</strong>, dava la possibilità al giocatore di schierarsi periodicamente dal punto di vista dei sovietici.</p>
<p>Ogni missione è introdotta da una <strong>cutscene grafica</strong> che ne illustra il background narrativo in maniera simile a come avveniva nelle campagne dei primi due <strong>Age of Empires</strong>, sebbene in questo caso la<strong> qualità artistica</strong> di esse<strong> lasci molto a desiderare</strong> (come nel caso di <a href="https://www.icrewplay.com/recensione-di-hot-brass/"><strong>Hot Brass</strong></a>, un titolo multiplayer che recensimmo circa quattro mesi fa, nel quale i disegni che costituivano le <strong>cutscene</strong> sembravano realizzati con <strong>Paint</strong>).</p>
<h2>Meccaniche già viste, mappe deludenti</h2>
<p>Per quanto riguarda il gameplay, esso fa eco a classici del genere anche non esageratamente famosi riprendendone diverse caratteristiche. Un&#8217;esempio sono le <strong>limitazioni al terreno edificabile</strong>. Infatti la porzione di terreno sul quale erigere la nostra base è limitata all&#8217;area coperta dalle centrali di energia elettrica, che dovremo preoccuparci di costruire man mano che lo spazio diventerà insufficiente. Tale meccanica ricorda molto quella del <strong>terreno profanato </strong>presente ne <strong>Il Signore degli Anelli: La Guerra dell&#8217;Anello </strong>(2004), <strong>RTS</strong> di <strong>Sierra Entertainment</strong>.</p>
<p>Il<strong> combat</strong>, in special modo la possibilità di trasportare le truppe facendogli prendere il controllo di un mezzo meccanico quale potrebbe essere un <strong>veicolo cingolato</strong>, ricorda molto quello di<strong> Codename:</strong> <strong>Panzers</strong> (2004), un altro classico della strategia videoludica, dove poteva verificarsi la stessa cosa ma all&#8217;inverso, ossia che, se un mezzo diveniva inutilizzabile a causa di un guasto di sorta, l&#8217;equipaggio poteva uscire e continuare la battaglia a piedi. Ben orchestrata la possibilità di<strong> sbloccare veicoli sempre più potenti inoltrandosi in territorio nemico e conquistando vari punti di controllo</strong>, probabilmente uno dei pochi punti di forza del titolo.</p>
<figure id="attachment_329894" aria-describedby="caption-attachment-329894" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-329894 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/06/Desktop-Screenshot-2021.06.15-09.36.53.78-1024x576.png" alt="Screenshot da Hell of Men: Blood Brothers" width="1024" height="576" title="Recensione di Hell of Men: Blood Brothers"><figcaption id="caption-attachment-329894" class="wp-caption-text">L&#8217;area delimitata dal cerchio verde acqua è uno dei <strong>punti di controllo</strong> da conquistare onde <strong>spawnare veicoli</strong> poc&#8217;anzi menzionati. La <strong>jeep </strong>che vedi in questo screenshot ne è un esempio</figcaption></figure>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;<strong>avanzamento tecnologico</strong>, riemerge ancora una volta l&#8217;ispirazione agli <strong>Age of Empires</strong>, dove le <strong>età</strong> sono sostituite dai <strong>gradi</strong>.</p>
<p>Le <strong>risorse</strong>, immancabili, sono essenzialmente <strong>tre</strong>: <strong>cibo, munizioni e materiali</strong>, che vanno <strong>raccolte manualmente dai tecnici</strong> (a parte il cibo, che si trova su dei <strong>camion</strong> accanto ai quali va costruita una <strong>mensa</strong>) e sono distribuite <strong>casualmente sulla mappa</strong>. Tra <strong>edifici ed unità</strong>, la varietà è<strong> veramente scarsa</strong> e la voglia di impegnarsi nella paziente raccolta di risorse onde sbloccare tutto ciò che c&#8217;è di sbloccabile in una partita passa molto presto. A queste tre risorse si aggiunge la già menzionata <strong>elettricità</strong>, che diminuisce all&#8217;aumentare degli edifici costruiti.</p>
<p>La raccolta delle risorse è enormemente sbilanciata verso <strong>materiali</strong> e <strong>munizioni</strong>, mentre il <strong>cibo</strong> è piuttosto raro. Ciò rende il reclutamento delle unità lento e noioso da gestire,</p>
<h2>Unity&#8230; Unity ovunque</h2>
<p>Il titolo di questo paragrafo non è tanto una critica a <strong>Unity </strong>(che rimane comunque un validissimo engine se usato correttamente) quanto alla mancanza di qualunque tentativo da parte degli sviluppatori di camuffare <strong>Unity</strong>. Qualunque gamer che si diletti con gli indie riconoscerebbe numerosi elementi grafici distintivi (e.g. <strong>la vegetazione scheletrica</strong>) di questo popolare motore grafico senza neanche dover leggere il famigerato &#8216;<strong>made with Unity</strong>&#8216; che sempre campeggia all&#8217;avvio di questi titoli.</p>
<p>La grafica è infatti estremamente minimalista, e i movimenti delle unità caotici e difficili da gestire anche a causa dei <strong>cali di frame rate</strong> che si riscontrano semplicemente <strong>spostandosi con la visuale sulla mappa</strong>, un&#8217;eventualità che non dovrebbe mai verificarsi in un titolo <strong>RTS</strong>. Abbiamo inoltre già parlato delle cutscene fatte con un simil-<strong>Paint</strong>, alle quali si aggiungono le interfacce datate ed esteticamente poco gradevoli.</p>
<figure id="attachment_329897" aria-describedby="caption-attachment-329897" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-329897 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/06/Daugava_New_1-1024x575.png" alt="Screenshot da Hell of Men: Blood Brothers" width="1024" height="575" title="Recensione di Hell of Men: Blood Brothers"><figcaption id="caption-attachment-329897" class="wp-caption-text">Tutto tranquillo&#8230; finché la visuale sta ferma</figcaption></figure>
<p>Ma la cosa più spiacevole di <strong>Hell of Men: Blood Brothers </strong>è la colonna sonora, la quale è stata <strong>riciclata in parte da titoli mobile cinesi</strong>, in particolare un<strong> beat &#8216;em up</strong> <strong>free-to-play </strong>con il quale chi scrive ammazzava il tempo mentre viveva in Cina, il quale sembra essere miracolosamente sparito da ogni store online, compreso quello interno a <strong>WeChat </strong>(il social network e app di messaggistica istantanea cinese per eccellenza).</p>
<p>Aggiungiamo a tutto ciò un <strong>sonoro caotico tanto quanto i movimenti dei personaggi</strong> e un <strong>doppiaggio stereotipato &#8216;slaveggiante&#8217;</strong> al quale mancano solo le imprecazioni dei giocatori russi di <strong>Counter Strike: Global Offensive</strong> e otteniamo il deludente comparto audio <strong>Hell of Men: Blood Brothers</strong>.</p>
<h2>La promessa di Zerouno Games</h2>
<p>Quando, a fine aprile 2021, <strong>Zerouno Games </strong>ha preso sotto la propria ala questo progetto, ha contemporaneamente manifestato l&#8217;<strong>intenzione di migliorarlo</strong>. Un&#8217;operazione fattibilissima considerando anche il<strong> vasto curriculum</strong> del publisher madrileno.</p>
<p>Da allora sono passati quasi due mesi esatti, e ancora non c&#8217;è traccia di questo aggiornamento epocale, che almeno secondo quanto sostiene il publisher spagnolo, dovrebbe <strong>stravolgere il titolo</strong> facendogli fare un gargantuesco salto di qualità. È anche vero che la <strong>full-release</strong> di <strong>Hell of Men: Blood Brothers </strong>è prevista per il <strong>29 giugno</strong>. Ergo sicuramente ci sarà da rimettere mano al titolo nei prossimi per scoprire se questo favoleggiato miglioramento stia davvero bollendo in pentola oppure no. Resta il fatto che, per il momento, <strong>Hell of Men: Blood Brothers </strong>è un titolo di cui le nostre librerie <strong>Steam </strong>possono fare tranquillamente a meno.</p>
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