    <?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Haunted Halloween ’86 &#8211; iCrewPlay.com</title>
	<atom:link href="https://www.icrewplay.com/giochi/haunted-halloween-86/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.icrewplay.com</link>
	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
	<lastBuildDate>Sat, 14 Dec 2019 13:07:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/03/logo_bianco_mobile-2.svg</url>
	<title>Haunted Halloween ’86 &#8211; iCrewPlay.com</title>
	<link>https://www.icrewplay.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Haunted Halloween ’86 – Recensione</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/haunted-halloween-86-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Bozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Dec 2019 20:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Indie]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.icrewplay.com/?p=194087</guid>

					<description><![CDATA[Probabilmente, guardando il calendario, sarai confuso come i simpsoniani alieni Kang e Kodos all’inizio de La Paura Fa Novanta XIV: siamo sotto Natale, e abbiamo a che fare con un titolo a tema Halloween? Non è tardi? Il gioco è intitolato Haunted Halloween ’86, quindi siamo in ritardo di un mese, quasi due settimane e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Probabilmente, guardando il calendario, sarai confuso come i simpsoniani alieni Kang e Kodos all’inizio de <em>La Paura Fa Novanta XIV</em>: siamo sotto Natale, e abbiamo a che fare con un titolo a tema Halloween? Non è tardi? Il gioco è intitolato <strong>Haunted Halloween ’86</strong>, quindi siamo in ritardo di un mese, quasi due settimane e trentatré anni.</p>
<p>Abbiamo già parlato di <em>Sydney Hunter and the Curse Of The Mayan</em>, ottimo platformer dall’indubbio sapore retrò che <a href="https://www.icrewplay.com/sydney-hunter-and-the-curse-of-the-mayan-recensione/">abbiamo premiato con un bell’otto</a>. D’altronde, <strong>raramente con il genere dei platformer si può sbagliare</strong>: la gioia di saltellare da una parte all’altra è praticamente un sinonimo del concetto stesso di videogioco, ed è così dall’alba dei tempi. <em>Specialmente</em> all’alba dei tempi.</p>
<figure id="attachment_194094" aria-describedby="caption-attachment-194094" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-large wp-image-194094" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/12/2019121022225000-018B0C94732200826CBF4AC8A285852E-1024x576.jpg" alt="Beh, di solito" width="1024" height="576" title="Haunted Halloween ’86 – Recensione"><figcaption id="caption-attachment-194094" class="wp-caption-text">Beh, <em>di solito</em></figcaption></figure>
<p>Il fatto è che il genere dei platformer è stato bistrattato, ad eccezione (o proprio “a causa”, a seconda delle opinioni) forse di <em>Sonic</em> che l’ha tenuto vivo su tutte le piattaforme, e nessuno si è preso la briga di “sporcarsi le mani” con qualcosa di meno lucrativo di uno sparatutto per buona parte degli anni duemila. Per sbrogliare la matassa c’è voluto <em>Shovel Knight</em>, che dissotterrando (non ho resistito) il suo stesso genere <strong>ha trovato l’oro</strong>.</p>
<p>Dopo il successo di <em>Shovel Knight</em>, sembra essersi aperta una diga: una vagonata di indie ha pensato bene di costruire un intero genere intorno alla formula messa in piedi da Yacht Club Games, quello del <strong>“gioco per NES fuori tempo massimo”</strong>: un po’ di difficoltà di qui, un po’ di pixel di là, condiamo tutto con un po’ di chiptune e il nuovo esponente del filone è subito pronto per essere giocato. <em>Haunted Halloween ’86</em> decide di evitare in toto di essere sottile, <strong>sfoggiando come icona direttamente un cartuccione del NES</strong>. Con un po’ di paura, e non necessariamente per il titolo del gioco, decidiamo di avviarlo.</p>
<figure id="attachment_194095" aria-describedby="caption-attachment-194095" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-large wp-image-194095" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/12/ELiIosbUUAAXkXZ-1024x576.jpg" alt="Almeno è una delle cartucce colorate: ha funzionato con Pokémon Rosso e Blu, perché con Haunted Halloween &#039;86 dovrebbe essere diverso?" width="1024" height="576" title="Haunted Halloween ’86 – Recensione"><figcaption id="caption-attachment-194095" class="wp-caption-text">Almeno è una delle cartucce colorate: ha funzionato con <em>Pokémon Rosso e Blu</em>, perché con <em>Haunted Halloween &#8217;86</em> dovrebbe essere diverso?</figcaption></figure>
<h2>“Danger” Things</h2>
<p>Non si può proprio negare che <em>Haunted Halloween ’86</em> voglia riportarci indietro nel tempo come il buon vecchio Doc di <em>Ritorno al Futuro</em>, partendo subito da un glorioso formato in quattro terzi (e dall’<strong>inglese come unica lingua</strong>). La trama ci viene presentata solo dopo il tutorial, quindi per un momento tralasciamo il gameplay.</p>
<p>Siamo in un’atmosfera anni ‘80 volutamente ispirata a <em>I Goonies</em> e a <em>Stranger Things</em>, dove i nostri due protagonisti <strong>Donny e Tami</strong> si apprestano ad andare a fare dolcetto o scherzetto. Scherniti dai loro amici e spinti da un altro ragazzino, soprannominato LP, i due si avventurano nella <strong>casa abbandonata</strong> del paese dove finiscono giù per una buca, ritrovandosi in un <strong>dungeon degli orrori</strong> dal quale dovranno scappare facendosi strada a forza di legnate.</p>
<figure id="attachment_194096" aria-describedby="caption-attachment-194096" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-large wp-image-194096" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/12/2019121022170700-018B0C94732200826CBF4AC8A285852E-1024x576.jpg" alt="&quot;A me hanno dato un sasso.&quot;" width="1024" height="576" title="Haunted Halloween ’86 – Recensione"><figcaption id="caption-attachment-194096" class="wp-caption-text">&#8220;A me hanno dato un sasso.&#8221;</figcaption></figure>
<h2>River City ЯƎⱭЯUM</h2>
<p>Sul <strong>gameplay</strong> di cose da dire ce ne sarebbero diverse, nel bene e nel male. Il gioco è un <strong>ibrido tra platformer e picchiaduro</strong>: l’ottimismo ci porterebbe a pensare a un’avventura sulla falsariga di <em>Kirby Super Star</em>, ma in realtà siamo più sui toni di <em>River City Ransom</em>.</p>
<p>Il <strong>tutorial</strong>, che ci viene proposto di saltare per motivi che diventeranno dolorosamente palesi in seguito, mostra <strong>un sistema di combattimento a conti fatti molto complesso</strong>: seppur usando solo i tasti <strong>A e B</strong>, è possibile effettuare montanti, pugni, scivolate, colpi in picchiata, eccetera.</p>
<figure id="attachment_194097" aria-describedby="caption-attachment-194097" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-194097" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/12/2019120923285900-018B0C94732200826CBF4AC8A285852E-1024x576.jpg" alt="Avranno anche una barra della salute a testa, i due protagonisti, ma ben presto l&#039;uno diventa l&#039;estensione dei punti vita dell&#039;altro" width="1024" height="576" title="Haunted Halloween ’86 – Recensione"><figcaption id="caption-attachment-194097" class="wp-caption-text">Il tutorial in questione: avranno anche una barra della salute a testa, i due protagonisti, ma ben presto l&#8217;uno diventa l&#8217;estensione dei punti vita dell&#8217;altro</figcaption></figure>
<p>Inoltre, in un elemento di gameplay decisamente estraneo all’epoca in cui è ambientato il gioco, è possibile <strong>alternare a piacimento i due protagonisti del gioco</strong>. Dati i loro moveset praticamente identici, questo equivale ad avere <strong>il doppio dei punti vita</strong> se si alternano Donny e Tami al momento giusto, ma apprezziamo comunque l’inventiva.</p>
<p>Dopo il tutorial, un primo livello introduttivo ci fa entrare nel vivo del gioco alternando i dialoghi accennati nella precedente sezione a fasi di platforming in cui non dobbiamo far altro che attraversare la strada. Purtroppo, al di là dell’<strong>impossibilità di tornare sui nostri passi</strong> tipica del primo <em>Super Mario Bros.</em>, è qui che emerge il primo dei problemi del gioco: <em>tutto</em> il moveset che abbiamo avuto modo di gustare durante il tutorial <strong>viene ridotto alla mera possibilità di saltare e calciare</strong>.</p>
<figure id="attachment_194098" aria-describedby="caption-attachment-194098" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-194098" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/12/2019121022201600-018B0C94732200826CBF4AC8A285852E-1024x576.jpg" alt="Sempre meglio capire... al volo come arrangiarsi, una volta che il proprio moveset viene inevitabilmente ridotto" width="1024" height="576" title="Haunted Halloween ’86 – Recensione"><figcaption id="caption-attachment-194098" class="wp-caption-text">Sempre meglio capire&#8230; <em>al volo</em> come arrangiarsi, una volta che il proprio moveset viene inevitabilmente ridotto</figcaption></figure>
<p>Ad ogni modo, una volta raggiunta la casa abbandonata di Possum Hollow (una palese citazione alla Raccoon City di <em>Resident Evil</em>, nel caso non fosse chiaro), con l’introduzione di nemici veri e propri <strong>la curva di difficoltà impenna rapidamente</strong>. Il secondo elemento di gameplay “moderno” è il pezzo della mappa che riceviamo prima di sprofondare nel sottosuolo.</p>
<p>Gli stralci di mappa che vanno raccolti nel corso del gioco, infatti, ci consentono di <strong>sbloccare una alla volta le varie mosse che abbiamo avuto modo di apprezzare nel corso del tutorial</strong>. In pratica, è una sorta di incrocio tra un <strong>albero delle abilità</strong> visto in tanti giochi contemporanei e i power-up ottenuti dai boss nella serie <em>Mega Man</em>, e come nel caso di quest’ultimo <strong>dovremo sapere subito a quali mosse dare la priorità</strong>.</p>
<figure id="attachment_194099" aria-describedby="caption-attachment-194099" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-194099" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/12/2019120923310400-018B0C94732200826CBF4AC8A285852E-1024x576.jpg" alt="Scegli la mossa da sbloccare con attenzione, altrimenti i nemici per te avranno una bella punizione" width="1024" height="576" title="Haunted Halloween ’86 – Recensione"><figcaption id="caption-attachment-194099" class="wp-caption-text">Scegli la mossa da sbloccare con attenzione, altrimenti i nemici per te avranno una bella punizione</figcaption></figure>
<p>Una volta subito il primo, inevitabile colpo di grazia, la schermata di morte ci ricorda che abbiamo ancora quattro “Serum Soda”. Il gioco non lo dice espressamente, ma <strong>si tratta di vite</strong>. Prima di accorgerci che avevamo a che fare con un contatore di vite, c’è voluto un Game Over, con il quale il problema più grande del gioco va a chiudere il cerchio.</p>
<p>Una volta persa ogni vita, <strong>veniamo rispediti al volo allo schermo del titolo</strong>; l’opzione “continue” ci chiede di <strong>inserire una password</strong>. Mettiamola così: dopo il NES, il concetto di password è diventato obsoleto già nella seconda metà del ciclo vitale del Game Boy, per poi diventare ufficialmente inutilizzato al secondo anno di vita del Game Boy Advance. L’<strong>eccesso di zelo</strong> nel ricreare un’esperienza NES “autentica” <strong>va a ledere ogni possibilità che ha il gioco di venire apprezzato anche da un pubblico più giovane della nicchia di “quelli che c’erano”</strong> nel gaming pre-anni ’90.</p>
<figure id="attachment_194100" aria-describedby="caption-attachment-194100" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-194100" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/12/2019120923400300-018B0C94732200826CBF4AC8A285852E-1024x576.jpg" alt="Il momento in cui, scoprendo le meraviglie dell&#039;opzione &quot;Continue&quot;, con diplomazia reagiamo lasciandoci sfuggire un &quot;COSA?!?&quot;" width="1024" height="576" title="Haunted Halloween ’86 – Recensione"><figcaption id="caption-attachment-194100" class="wp-caption-text">Il momento in cui, scoprendo le meraviglie dell&#8217;opzione &#8220;Continue&#8221;, con diplomazia reagiamo lasciandoci sfuggire un &#8220;COSA?!?&#8221;</figcaption></figure>
<p>Spezzando una lancia in favore del gioco, va anche detto che <em>Haunted Halloween ’86</em> non è penalizzato dal bisogno di essere online dei giochi NES inclusi nel servizio Nintendo Switch Online; purtroppo, d’altro canto, <strong>nemmeno l’utilissima funzione di “rewind”</strong> (vista anche in titoli estranei al servizio, vedi <em>Mega Man Legacy Collection</em>) <strong>è presente qui, dove sarebbe quanto mai gradita</strong>.</p>
<p>Se non altro, il gioco ha deciso di includere <strong>una scelta dei livelli di difficoltà</strong> alla voce “Options”, e <strong>il livello Easy almeno ci evita di sorbirci la demolizione del moveset</strong>, rendendo il gioco quantomeno gestibile anche da parte dei palati meno avvezzi al “nuota o affonda” dei tempi andati.</p>
<figure id="attachment_194106" aria-describedby="caption-attachment-194106" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-194106" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/12/ELiNkWYU8AACi4K-1024x576.jpg" alt="Sconfiggere il primo boss del gioco, riducendoci all&#039;ultima vita e all&#039;ultimo punto vita con entrambi i personaggi, ci ha fatto dono della password R7TJ5; unico aiuto (per quel che vale)!" width="1024" height="576" title="Haunted Halloween ’86 – Recensione"><figcaption id="caption-attachment-194106" class="wp-caption-text">Sconfiggere il primo boss del gioco a difficoltà <em>minima</em>, riducendoci all&#8217;ultima vita e all&#8217;ultimo punto vita con entrambi i personaggi, ci ha fatto dono della password R7TJ5: unico aiuto che posso darti (per quel che vale)!</figcaption></figure>
<p>Infine, come simpatica variazione sul tema abbiamo una <strong>modalità di sopravvivenza</strong> (&#8220;Onslaughr&#8221;) ambientata nella stessa sala giochi del tutorial, dove i nemici continuano ad arrivare e bisogna tenere duro fino alla fine, stendendo quanti più mostri possibile.</p>
<h2>“He’s gonna take you back to the past&#8230;”</h2>
<p>Riconosciamo di essere stati eccessivamente cattivi nel citare la sigla dell’<em>Angry Video Game Nerd</em> prima di tirare le nostre <strong>conclusioni</strong> sul gioco, ma i toni dell’avventura ci ricordano fin troppo bene lo stile di James Rolfe. Partiamo dalle basi.</p>
<p>La <strong>grafica</strong> del gioco è fedele al NES in tutto e per tutto: non abbiamo a disposizione i colori vibranti e vivi di <em>Shovel Knight</em>, né quelli più smorzati – ma comunque gradevoli – di <em>Sydney Hunter and the Curse Of The Mayan</em>. <strong>Le limitazioni del NES, qui, sono presenti senza alcun compromesso</strong>, e mentre le strade di Possum Hollow sembrano piacevolmente dettagliate con animazioni che pervadono anche lo sfondo, il resto del gioco appare <strong>vuoto e tetro anche al di fuori del suo contesto di Halloween</strong>.</p>
<figure id="attachment_194107" aria-describedby="caption-attachment-194107" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-194107" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/12/ELiNsl-UYAElGt1-1024x576.jpg" alt="Ma quando il gioco vuole strafare, ci riesce alla grande - &quot;gioco per NES mancato&quot; o meno - specie quando le prime luci dell&#039;alba sullo sfondo sono il frutto di un durissimo scontro con un boss" width="1024" height="576" title="Haunted Halloween ’86 – Recensione"><figcaption id="caption-attachment-194107" class="wp-caption-text">Ma quando il gioco vuole strafare, ci riesce alla grande &#8211; &#8220;gioco per NES mancato&#8221; o meno &#8211; specie quando le prime luci dell&#8217;alba sullo sfondo sono il frutto di un durissimo scontro con un boss</figcaption></figure>
<p>La <strong>musica</strong>, dal canto suo, presenta invece una situazione migliore. Non tutte le musiche del gioco sono esattamente memorabili, ma la descrizione eShop del titolo non mente: <strong>ogni melodia è stata composta in Famitracker</strong>, ed è chiaro che – almeno negli intenti – il traguardo era quello di sfruttare lo strumento di composizione ad otto bit al suo meglio.</p>
<figure id="attachment_194108" aria-describedby="caption-attachment-194108" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-194108" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/12/apps.29983.66843754005522526.bf476546-8edc-4e52-9995-db8efab274c9-1024x576.jpg" alt="Chiaramente, per poter godere di più varietà su entrambi i fronti, bisogna riuscire a superare i vari livelli, rigorosamente proposti in sequenza" width="1024" height="576" title="Haunted Halloween ’86 – Recensione"><figcaption id="caption-attachment-194108" class="wp-caption-text">Chiaramente, per poter godere di più varietà su entrambi i fronti, bisogna riuscire a superare i vari livelli, rigorosamente proposti in sequenza</figcaption></figure>
<p>La <strong>longevità</strong> cade nella stessa trappola di molti, troppi giochi retrò: <strong>puntare sulla difficoltà per ricavarne un senso di longevità effimero, illusorio, praticamente farlocco</strong>. Sette scenari, per quanto “lunghi” per chiunque non sia un vero veterano del gaming, sono troppo pochi, anche per un costo <em>relativamente</em> minuto di <strong>nove euro</strong>. Con uno sconto, però, lo si può ampiamente consigliare, se non altro come esempio della “fortuna” che abbiamo noi giocatori odierni, tra un DLC di qua e una microtransazione di là.</p>
<figure id="attachment_194109" aria-describedby="caption-attachment-194109" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-194109" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/12/ELiN0hoU4AAEJT5-1024x576.jpg" alt="Specie se, oltre alla già citata &quot;longevità&quot;, ci immedesimiamo nel sospiro di sollievo che Tami propone di tirare" width="1024" height="576" title="Haunted Halloween ’86 – Recensione"><figcaption id="caption-attachment-194109" class="wp-caption-text">Specie se, oltre alla già citata &#8220;longevità&#8221;, ci immedesimiamo in Donny unendoci al sospiro di sollievo che Tami propone di tirare</figcaption></figure>
<p>Nel suo farsi vanto di essere “#8BitLegit” nella propria descrizione eShop, <em>Haunted Halloween ’86</em> <strong>dichiara con orgoglio di essere stato programmato espressamente entro i limiti dell’hardware originale</strong>, e la causa della sua incompatibilità con il backup su cloud dei dati di salvataggio è dichiarata essere l’assenza degli stessi. Ma nel suo appartenere ai generi “Azione/<u>Arcade</u>/Piattaforme”, il gioco vive nell’illusione secondo la quale il modo corretto per creare un gioco a 8 bit è quello di <strong>punire il giocatore</strong>. Purtroppo, per quanto riguarda i giochi a 8 bit costruiti ad hoc in un contesto contemporaneo, il modo corretto per farlo risponde ancora al nome di <em>Shovel Knight</em>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
