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	<title>Gost of Time &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>GOST of Time, recensione (PlayStation 5)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Sep 2025 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato e pubblicato da IzHard, GOST of Time è un particolare puzzle game che fonde l’ironia e lo stile grafico alla Rick &#38; Morty con una visuale isometrica e traballante che ricorda palesemente opere del calibro di Hotline Miami. A dominare un gameplay semplice ma immediato è un sistema di cloni e livelli temporali dove [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato e pubblicato da <strong>IzHard</strong>, GOST of Time è un particolare puzzle game che fonde l’ironia e lo stile grafico alla Rick &amp; Morty con una visuale isometrica e traballante che ricorda palesemente opere del calibro di Hotline Miami. A dominare un gameplay semplice ma immediato è un sistema di cloni e livelli temporali dove una nostra mossa passata può sbloccarci la via per la salvezza o perfino ucciderci. Noi abbiamo messo alla prova il nostro ingegno multi-temporale su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la<strong> nostra recensione</strong>. Pronto a viaggiare nel tempo per salvare… te stesso? </p>



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<div class="rb-videoresp"><iframe title="GOST of Time | First Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/U_HN8flYzvk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">GOST of Time sfruttando le proprie morti per salvarsi</h2>



<p><strong>L’idea narrativa</strong> nonché ludica posizionata alla base di GOST of Time non è di per sé innovativa ma viene qui traslata in chiave ironica e surreale riuscendo a distinguersi, nel suo piccolo, tra i vari congeneri. A momenti filosofici, l’opera di IzHard preferisce l’umorismo diretto con dialoghi brevi ma efficaci e in grado di strappare qualche sorriso. Ma procediamo con ordine…</p>



<p>Come forse avrai facilmente intuito, il titolo è ambientato in un futuro non ben precisato dove la tecnologia si è sviluppata al punto tale da permettere all’uomo di <strong>clonarsi</strong> e, soprattutto, viaggiare nel tempo. Lo scopo del gioco è quello di salvare il nostro vecchio corpo recuperando delle particolari pillole di cui neanche ricordiamo l’utilizzo. Per farlo, però, dovremo viaggiare nel tempo… con tutti i potenziali rischi annessi. Onde evitare di fare una brutta fine, decidiamo così di clonarci e sfruttare il nostro clone per gli scopi più pericolosi.</p>



<p>Perché sì, <strong>i nostri disgraziati cloni</strong> sono destinati a fare una brutta fine. Anzi, la loro morte è parte integrante delle meccaniche di gioco che rendono il tutto ancora più buffo e divertente da giocare, oltre che deliziosamente surreale. Ad arricchire il tutto, ci sono una serie di easter egg e richiami nostalgici degli <strong>anni ‘90</strong> che non possiamo non apprezzare (come rivedere i Furby). Quindi sì, il titolo non offre un intreccio da capogiro e non brilla per originalità e complessità, eppure il risultato complessivo è appagante e divertente con un finale che, nel suo piccolo, colpisce nel segno. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/08/IMG_8104-1024x576.jpeg" alt="GOST of Time, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-544976" title="GOST of Time, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Come sfruttare al meglio il proprio clone</h2>



<p>GOST of Time è un <strong>puzzle game</strong> incentrato su un unica tipologia specifica di risoluzione degli enigmi: sfruttare il numero limitato di cloni, che varia di livello in livello, per raccogliere la pillola nascosta nel livello e raggiungere il portale d’uscita. Il gioco <strong>presenta 30 livelli principali più 10 </strong>che fungono da DLC. Il tutto, con un livello di difficoltà crescente dovuto alla tipologia di enigmi e al loro concatenarsi in modo sempre più specifico e “veloce”. </p>



<p>Il <strong>tempo</strong> è essenziale in quanto per ogni livello avremo un determinato numero di secondi a disposizione, finiti quelli, il clone si consumerà e morirà. L’obiettivo, per risolvere ogni area di gioco, è sfruttare al meglio ogni “vita” dei rispettivi cloni tenendo a mente che il clone successivo si ritroverà a vivere insieme al clone precedente il quale replicherà perfettamente le nostre azioni passate, diventando anche un potenziale pericolo “<strong>futuro</strong>”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="575" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/08/IMG_8103-1024x575.jpeg" alt="GOST of Time, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-544977" title="GOST of Time, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Banalmente: clone uno si va a posizionare su una trappola puntute, morendo su essa e formando, col suo cadavere, un ponte per il futuro. Il clone due, vedrà clone uno eseguire esattamente le azioni precedenti e potrà sfruttare il “ponte cadavere” per superare l’ostacolo e procedere oltre. Tutto GOST of Time sfrutta questo concetto da inizio alla fine, il che può renderlo <strong>leggermente ripetitivo</strong> ma garantiamo che più si avanza, più le sfide diventano soddisfacenti, inserendo anche elementi legati al tempismo e persino dei <strong>combattimenti</strong>.</p>



<p>Perché in GOST of Time ci sono anche delle armi. O meglio, una singola arma. Il sistema di combattimento è come <a href="https://www.icrewplay.com/gli-11-indie-games-con-maggior-successo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Hotline Miami</a>, ancorato agli analogici e, nella sua semplicità, svolge il suo dovere con efficacia. La presenza delle armi è dovuta al fatto che ci sono dei nemici, oltre a dei boss finali. Peccato che il bestiario è estremamente limitato, considerando il potenziale creativo dell’opera, si poteva fare molto di più in ambito creativo. In compenso, il gameplay scivola via in modo fluido ed efficace riuscendo a sfiorare le <strong>4-5 ore di durata</strong>, incluso il DLC. Non molto ma per un puzzle game ancorato a un’unica tipologia di puzzle, è abbastanza.</p>



<p>Abbiamo più volte citato che un <strong>nostro clone</strong> può diventare un <strong>pericolo</strong> per il nostro &#8220;futuro&#8221;, ebbene questo è dovuto al fatto che aprire e chiudere una porta troppo velocemente o sparare a vuoto, giusto per fare due esempi, possono tramutarsi in trappole letali per i successivi percorsi temporali.Come detto, ogni nostra azione si somma alle precedenti con un concatenarsi che è la chiave stessa per risolvere ogni puzzle di GOST of Time. Siamo quindi chiamati a muoverci e agire con criterio oltre a ricordarci bene cosa abbiamo fatto in precedenza per non diventare ostacoli di noi stessi. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/08/IMG_8106-1024x575.jpeg" alt="GOST of Time, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-544974" title="GOST of Time, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, GOST of Time ha potenziale ma è limitato da un riciclo di asset che si nota nonostante la breve durata dell’opera. I nemici non variano e così anche le trappole e persino le location si assomigliano tra loro. Un peccato considerando che basta tornare a “casa”, ossia all’hub in cui vedere i collezionabili (che si chiamano proprio “easter egg”&#8230; e sono letteralmente delle uova con dentro cimeli del passato), per notare una cura della pixel art abbastanza notevole e palesemente ispirata al mai troppo citato Hotline Miami. A ciò si somma un filtro che curva gli spigoli dello schermo molto efficace.</p>



<p>Il <strong>sonoro</strong> è abbastanza ciclico ma coerente ed efficace nell’accompagnare l’esperienza su schermo. Buoni gli effetti sonori. Nulla di eccezionale insomma ma funziona e svolge il suo compito senza diventare eccessivamente ridondante o fastidioso. Da segnalare, infine, la gradita <strong>presenza della lingua italiana</strong> che agevola molto la comprensione dei pochi dialoghi con relative battute.</p>
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