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	<title>GORSD &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>GORSD: un videogioco atipico &#8211; La Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Busalla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2020 10:30:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Trofei e Obiettivi]]></category>
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					<description><![CDATA[Recensire GORSD non è per nulla una passeggiata, si hanno le prime difficoltà già nell’individuare correttamente il suo genere. Un arcade? Uno strategico? Un party game? Penso che il genere che più si avvicini al suo gameplay sia strategico con elementi arcade. Un viaggio filosofico&#8230; o forse no? La trama di GORSD è complicata da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Recensire <strong>GORSD</strong> non è per nulla una passeggiata, si hanno le prime difficoltà già nell’individuare correttamente il suo <strong>genere</strong>. Un arcade? Uno strategico? Un party game? Penso che il genere che più si avvicini al suo gameplay sia <strong>strategico con elementi arcade</strong>.</p>
<h2>Un viaggio filosofico&#8230; o forse no?<br />
<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-252017 size-full" style="font-size: 16px;" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/09/47E6F3FD-EB58-482F-A291-8B1BCD0FBD26.jpeg" alt="GORSD: un videogioco atipico - La Recensione" width="1920" height="1080" title="GORSD: un videogioco atipico - La Recensione"></h2>
<p>La trama di GORSD è <strong>complicata</strong> da spiegare in quanto, anche dopo aver finito il gioco, <strong>non l’ho capita per nulla neppure io</strong>. Ci proverò ugualmente: il protagonista del gioco è un <strong>uomo-polpo</strong> che è nato da un <strong>occhio gigante</strong> e si ritrova improvvisamente in una foresta pluviale che porta a delle <strong>rovine sotterranee</strong>.</p>
<p>Raggiungendo le rovine, <strong>4 divinità</strong> dalle fattezze umane e animalesche (che suppongo siano dei GORSD), lo “<em>incoraggiano</em>” additandolo come “<em>essere inferiore</em>” e lo ammoniscono dicendogli che non sarebbe mai diventato un GORSD. Tutto chiaro e soprattutto logico, giusto?</p>
<p>Lo scopo del nostro simpatico protagonista sarà <strong>sconfiggere</strong> questi esseri superiori all’interno delle rovine sotterranee. Il finale è piuttosto enigmatico e, <strong>senza fare spoiler</strong>, mi ha lasciato un po’ di stucco tanto da pensare che GORSD sia in realtà un’avventura con un <strong>messaggio filosofico</strong> (un po’ come <strong>Journey</strong>) piuttosto che un videogioco con una storia fine a se stessa; tuttavia, mancano gli elementi per capire quale sia effettivamente questo messaggio, lasciandomi con un grosso senso di <strong>incompletezza</strong>.</p>
<h2>Il tuo unico obiettivo è colorare</h2>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-252015 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/09/D637650F-8BBC-48E1-A2BE-65E26531780A.jpeg" alt="GORSD: un videogioco atipico - La Recensione" width="1920" height="1080" title="GORSD: un videogioco atipico - La Recensione"></p>
<p>E qui arriviamo al <strong>terzo elemento</strong> difficile da spiegare e descrivere. Il <strong>gameplay</strong> che muove il mondo di GORSD: l’obbiettivo cambia a seconda della <strong>tipologia di livello</strong>, ma tendenzialmente anche le meccaniche di gioco. Nella <strong>Adventure Mode</strong> vi sono vari tipi di livelli: quello che ho trovato più di frequente è <strong>Standard</strong>, in cui il tuo obbiettivo è <strong>colorare</strong> tutte le caselle dello stage passandoci sopra. Tuttavia non sei da solo, ci saranno altri giocatori controllati <strong>dall’intelligenza artificiale</strong> (IA d’altronde ottima, mi ha messo in seria difficoltà più di qualche volta) che hanno, come il giocatore,  lo scopo di colorare tutti i blocchi che compongono lo <strong>stage</strong>, portandoti al <strong>Game Over</strong>.</p>
<p>Per sconfiggere i nemici, la tua arma sarà un <strong>singolo proiettile</strong>. Sparandolo, potrai temporaneamente fare fuori gli avversari, che ad ogni nuovo <strong>respawn</strong> necessiteranno di più tempo per lo spawn successivo, facendoti guadagnare secondi preziosi per occupare le caselle avversarie e vincere lo stage; oltretutto, eliminando un nemico più volte, genererai attorno ad esso <strong>un’onda d’urto</strong> sempre più grande, che andrà a colorare del tuo colore (rosso) i blocchi adiacenti.</p>
<p>Bisogna stare attenti a come si spara il proiettile: rischi di <strong>auto-eliminarti</strong> oppure di non poter sparare fino alla sua scomparsa  (o finché non lo riassorbi correttamente usando il tasto L1). Queste meccaniche sono state la mia arma per vincere molti stage, visto anche che la maggior parte delle volte mi sono trovato di fronte<strong> 3 avversari</strong> dello stesso team.</p>
<p>Occhio però: anche gli avversari potranno usufruire delle <strong>stesse strategie e meccaniche</strong>, che infatti mi hanno portato a un centinaio di Game Over  prima della fine di GORSD. Le boss fight saranno un vero grattacapo: si compongono di <strong>3 stage</strong> diversi che devono essere <strong>completati consecutivamente</strong>, pena l’ennesima sconfitta.</p>
<p>Altri elementi che ho trovato all’interno degli stage sono i portali, i vortici e le torrette. I <strong>portali</strong> saranno delle barriere superabili sparandogli addosso il tuo proiettile; esso rimarrà aperto per una manciata di secondi, dopodiché si chiuderà improvvisamente, <strong>eliminando</strong> lo sfortunato che ci è finito addosso. I <strong>vortici</strong> saranno attraversabili dai player ma <strong>assorbiranno automaticamente</strong> tutti i proiettili che finiranno nel loro raggio d’azione. Le <strong>torrette</strong> sono veramente tra gli elementi più fastidiosi degli stage: i loro attacchi sono molto più veloci di quelli dei giocatori, dovrai essere molto veloce e calcolare correttamente tutti i rimbalzi del tuo proiettile per poterle eliminare in fretta (hanno, come i giocatori, il respawn a tempo).</p>
<h2>Un’infinità di livelli</h2>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-252019 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/09/4FECA429-E2C8-46E0-8FE2-32AABF4090BD.jpeg" alt="GORSD: un videogioco atipico - La Recensione" width="1920" height="1080" title="GORSD: un videogioco atipico - La Recensione"></p>
<p>La Adventure Mode (che dura all’incirca <strong>3/4 ore</strong>) è solo la più piccola parte di GORSD. Il vero fulcro è la <strong>Battle Mode</strong>, sbloccabile finendo la storia.</p>
<p>L’ avventura conta all’incirca <strong>50 livelli</strong>, mentre la modalità battaglia conta <strong>78 stage</strong> diversi rigiocabili in <strong>5 diverse modalità</strong> e in <strong>4 difficoltà differenti</strong>, per un totale quindi di <strong>1560 battaglie.</strong> Forse un po’ troppe, ma il gameplay avvincente di GORSD mi ha convinto a tentare di finire qualche livello in difficoltà <strong>Brutal, </strong>impresa veramente ardua a causa dell’IA pazzesca che muove i giocatori avversari.</p>
<p>Oltre ai livelli Standard, sarà possibile giocare altri diversi tipi di livelli. In <strong>Domination</strong> dovrai colorare le caselle passandoci sopra: più ne possiedi e più velocemente scenderà un contatore (che parte da <strong>100</strong>). La prima squadra che arriva a <strong>0</strong>, vince la partita; la chiave per rallentare i nemici è, chiaramente, <strong>eliminarli</strong>. Nei livelli <strong>Kill Count</strong>, ogni squadra deve arrivare a <strong>10 kill</strong> per vincere la partita, ma bisogna stare molto attenti anche ai propri proiettili: auto-eliminarsi farà scendere di <strong>1 kill</strong> il proprio contatore.</p>
<p>I <strong>Death Match</strong> sono sicuramente i più veloci da fare: una vita, un proiettile, tu contro tutti. Niente respawn, l’ultima squadra che rimane <strong>vince la partita</strong>. L’ultima tipologia di livello che ho affrontato è stata la <strong>Bullet Paint</strong>: uguale ai livelli Standard, con la variante che non colori le caselle solo con le onde d’urto e passandoci sopra, ma anche con il <strong>tuo proiettile</strong>.</p>
<p>Il <strong>multiplayer</strong> è solo <strong>locale</strong> e fino a <strong>4 giocatori assieme</strong>; la partita può essere personalizzata in ogni suo piccolo dettaglio, da come impostare le squadre allo stage in cui darsi battaglia <strong>all’ultimo sangue</strong>. Personalmente questo aspetto di GORSD l’ho apprezzato tantissimo, ma l’unico difetto è che, essendo un gioco in cui il gameplay è <strong>atipico e poco intuitivo</strong>, un giocatore che ha masterato il titolo <strong>vincerà sempre</strong>, anche in 1 vs 3.</p>
<h2>Welcome to the ‘90</h2>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-252021 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/09/47C4671C-8CBC-4FBF-AA16-F9F53A2F8EAF.jpeg" alt="GORSD: un videogioco atipico - La Recensione" width="1920" height="1080" title="GORSD: un videogioco atipico - La Recensione"></p>
<p>La grafica <strong>pixelosa</strong> renderà molto felici i nostalgici giocatori <strong>anni ‘90</strong>, ma allo stesso tempo <strong>sorprenderà</strong> i giocatori più giovincelli. Le rovine sotterranee in cui è ambientato il videogioco si divide in <strong>4 warp room</strong> da cui è possibile accedere a tutti i livelli, con <strong>relative boss fight</strong>.</p>
<p>Anche le ambientazioni degli stage sono <strong>varie e curate</strong>, elemento che ti fa percepire <strong>l’amore</strong> messo all’interno del videogioco da parte degli sviluppatori. Non è scontato vedere in progetti indie del genere dettagli come <strong>l’ombra</strong> che ti sovrasta mentre passi sotto il ramo di un albero, o gli <strong>occhi del boss</strong> che seguono i tuoi movimenti mentre cerchi di completare il suo livello.</p>
<p>Le <strong>musiche</strong> ti fanno fare un tuffo nel passato, mi hanno ricordato varie melodie che sentivo appena entravo nelle <strong>sale giochi</strong> da ragazzino. Non molto varie, ma molto azzeccate; anche gli effetti sonori sono <strong>curati e ben coerenti</strong> ad ambientazioni e grafica pixel.</p>
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