    <?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>God Damn The Garden &#8211; iCrewPlay.com</title>
	<atom:link href="https://www.icrewplay.com/giochi/god-damn-the-garden/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.icrewplay.com</link>
	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
	<lastBuildDate>Thu, 27 Oct 2022 14:26:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/03/logo_bianco_mobile-2.svg</url>
	<title>God Damn The Garden &#8211; iCrewPlay.com</title>
	<link>https://www.icrewplay.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>God Damn The Garden: Recensione Nintendo Switch</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/god-damn-the-garden-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2022 14:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.icrewplay.com/?p=426824</guid>

					<description><![CDATA[Sviluppato da Agelvik e pubblicato da Ratalaika Games, God Damn The Garden è uno sparatutto in prima persona che richiama lo stile grafico dell’epoca del Nintendo 64 e il gameplay del primissimo DOOM. Sarà riuscita questa fusione a rendere il gioco memorabile? Noi abbiamo affrontato le pene dell’inferno (letteralmente) su Nintendo Switch e questa è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sviluppato da <strong>Agelvik </strong>e pubblicato da <strong>Ratalaika Games</strong>, God Damn The Garden è uno <strong>sparatutto in prima persona</strong> che richiama lo stile grafico dell’epoca del Nintendo 64 e il gameplay del primissimo <a href="https://www.icrewplay.com/doom-2-boss-finale-segreto-easter-egg/" target="_blank" rel="noopener">DOOM</a>. Sarà riuscita questa fusione a rendere il gioco memorabile? Noi abbiamo affrontato le pene dell’inferno (letteralmente) su Nintendo Switch e questa è la nostra recensione.</p>
<div class="rb-videoresp"><iframe title="God Damn The Garden - Official Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/RTG9-RUOXn8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
<h2>God Damn The Garden: Skeleton Bastard</h2>
<p>God Damn The Garden non vuole raccontare una storia memorabile, non è nel suo interesse nonostante un prologo comunque, a suo modo, intrigante. Ma procediamo con ordine: noi siamo un’anonima anima che viene bullizzata da un “dio scheletro”, tale<strong> Skeleton Bastard (“bastard” di nome e di fatto)</strong> che decide di metterci alla prova, spedendoci nelle profondità di un “giardino divino” e crudele.</p>
<p>Diciamo che, nonostante un ambiente inizialmente molto “vegetale”, non è difficile intuire che ci ritroviamo in un mondo infernale, pieno di insidie, orrori e altre <strong>inenarrabili mostruosità</strong>. Vuoi sapere che mostruosità? Tipo… delle creature simili a dei <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=2ahUKEwjF8PLCi_H6AhUsRvEDHVimAi0QFnoECBoQAQ&amp;url=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FGremlins&amp;usg=AOvVaw2JSzfrWPNpONHIWiq64jQy" target="_blank" rel="noopener"><strong>Gremlins</strong></a> che una volta colpite esplodono in chiazze di sangue e ossa. Sì, ok, non sono così mostruosi ma scoprirai che sanno essere <strong>terribilmente crudeli e infami</strong>.</p>
<p>Dunque, la <strong>trama</strong> di God Damn The Garden è fondamentalmente il<strong> tentativo di “ascesa” di questa povera anima scheletrica</strong> (letteralmente) che affronta una serie di dure ed enigmatiche, nonché in gran parte noiose, sfide. Il tutto è condito da creature bislacche pronte a parlare e/o offenderci e che noi potremo ascoltare e/o uccidere (in pratica o le ascolti, o le uccidi). A tal riguardo, l’umorismo del gioco non è malvagio ma alla lunga può stancare. Diciamo che <strong>rispondere con “LOL”</strong> o leggere l’opzione “<em>Ti ammazzo”</em> può divertire all’inizio ma alla lunga perde il suo effetto comico.</p>
<p>Il gioco a conti fatti è una sorta di macro <strong>parodia</strong> ma non affronta mai realmente né la parodia ludica di genere, né un eventuale rapporto con le religioni o quant’altro. Sì, c’è una lore, ci sono racconti, c’è un sottofondo narrativo ma è opaco, poco accattivante, mal raccontato e poco approfondito (a partire dal protagonista anonimo).</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-426826 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/10/God-Damn-The-Garden-recensione-1.jpg" alt="God Damn The Garden: Recensione Nintendo Switch" width="1600" height="800" title="God Damn The Garden: Recensione Nintendo Switch"></p>
<h2>Gameplay</h2>
<p>Il <strong>gameplay</strong> di God Damn The Garden è estremamente basilare, sintetico e privo di sorprese. Avremo a nostra disposizione un’unica arma tanto brutta esteticamente quanto pessima a livello di performance e praticabilità. Se con la destra imbracciamo l’<strong>orribile fucile</strong>, con la sinistra custodiremo il nostro cuore su cui sarà sempre visibile il nostro livello di danno. Se tale livello arriva a zero, moriamo e ricominciamo dal checkpoint.</p>
<p>I <strong>checkpoint</strong> sono una sorta di totem scheletrico posizionato al centro di un cerchio d’ossa che si attiverà al nostro ingresso. Questo significa che rinasceremo da qui e che il gioco ha “salvato” automaticamente. Il posizionamento di questi checkpoint non è sempre intelligente, purtroppo. Può capitare di trovarne in gran quantità uno dietro l’altro così come capitano lunghe zone, anche molto complesse, private di questo punto di “salvezza”. E se te lo stai chiedendo, no, i checkpoint non curano l’energia.</p>
<p>Per <strong>curare l’energia</strong> dovrai sparare a delle piante con fiori a forma di cuore. Anche queste non sono posizionate sempre in modo intelligente e spesso per curarti dovrai affrontare orde di nemici. La situazione non migliora per quanto riguarda i <strong>proiettili della nostra orribile arma</strong>. Trattasi di sfere gialle la cui carica è sempre visibile a schermo direttamente sull’arma (come per l’energia vitale). E come per i cuori, così per i proiettili: dovrai sparare a delle piante dai fiori gialli (che sono appunto i proiettili).</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-426825 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/10/God-Damn-The-Garden-.jpg" alt="God Damn The Garden: Recensione Nintendo Switch" width="1280" height="720" title="God Damn The Garden: Recensione Nintendo Switch"></p>
<h3>Nemici coccolosi ma infami</h3>
<p>Stabilito come siamo armati e quali sono le risorse che God Damn The Garden mette a nostra disposizione lungo la mappa di gioco, passiamo ai nemici. Non lasciarti ingannare dall’apparente <em>coccolosità</em> e stravaganza dei nemici. Dai volti di “rana” che sbucano dai muri ai Gremlins piccoli e pacioccosi che saltellano per i sentieri. Quelle bestie sono <strong>infami</strong>.</p>
<p>Appena ti vedono, ti spareranno contro (hanno quasi tutti gli stessi proiettili) e ti faranno<strong> tanto, tanto male</strong>. Troppo. Partiamo dalla consapevolezza che noi <strong>abbiamo 100 di energia</strong>. <strong>Ogni colpo avversario, nemico baso, toglie da 25 a 50</strong>. Coi nemici più ostici, ogni singolo danno può arrivare a togliere 75. Facendo due conti, in media, <strong>basta prendere due o tre colpi per morire</strong>.</p>
<p>Se inizialmente ci ritroveremo ad affrontare uno o due nemici, presto questi aumenteranno di gruppo e inoltre spareranno dall’alto e anche dalle spalle. Il livello di sfida diventa così terribilmente elevato e <strong>la frustrazione è quasi immediata</strong>. Aggiungiamo che il sistema di mira utilizzato dal gioco non è dei più pratici (e il mirino è decisamente piccolo e ballerino). C’è un sorta di agganciamento automatico che fallisce miseramente in quanto non sempre il colpo colpisce il bersaglio.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-426830 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/10/God-Damn-The-Garden-recensione-2.jpg" alt="God Damn The Garden: Recensione Nintendo Switch" width="1920" height="1080" title="God Damn The Garden: Recensione Nintendo Switch"></p>
<p>Ma non è tutto, presto scoprirai che <strong>esistono nemici che possono ucciderti con un solo colpo semplicemente raggiungendoti</strong>. Li puoi uccidere, vero, ma richiede un quantitativo di colpi esagerato e loro sono stranamente veloci. Esistono poi nemici che calano improvvisamente dall’alto, avvisandoci con un semplice rumore. Altri, invece, appaiono alle spalle, così a sorpresa.</p>
<p>E vogliamo parlare dei <strong>boss</strong>? Se questi sono esteticamente assurdi (il primo boss è un gattone azzurro, deforme, volante e triste) sono terribilmente ostici con una barra di energia generosa e un range di attacchi molto vasto. Sono così forti che alcuni ci hanno colpito anche da dietro i muri (ma questo è un problema tecnico del gioco). L’altra complicazione di God Damn The Garden è che <strong>il luogo dei combattimenti è quasi sempre stretto</strong>. Corridoi, piccole stanze, tutto è molto raccolto e questo agevola la nostra inevitabile morte.</p>
<p>God Damn The Garden è un gioco impossibile? No. Ma è un gioco in parte ingiustamente punitivo e che si rende inaccessibile per chi ha poca pazienza. Bisogna padroneggiare il sistema di mira e memorizzare bene dove sono i nemici, come sparano e dove si spostano. Questo richiede innumerevoli tentativi e fin’ora abbiamo escluso la parte “<strong>platform</strong>”.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-426832 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/10/God-Damn-The-Garden-recensione-4.jpg" alt="God Damn The Garden: Recensione Nintendo Switch" width="1920" height="1080" title="God Damn The Garden: Recensione Nintendo Switch"></p>
<p>God Damn The Garden include momenti in cui dovrai saltare e ammettiamo che non sono malvagi. Non totalmente. Ci sono <strong>trappole da schivare, piattaforme che ci fanno rimbalzare e tanto altro</strong>. Purtroppo la resa grafica non aiuta molto a orientarci (grazie anche all’assenza della mappa da gioco). Per fortuna il gioco e quindi anche l’area da gioco, sono abbastanza brevi.</p>
<p>Da segnalare che God Damn The Garden è <strong>interamente sottotitolato in inglese</strong> (assente l’italiano). I testi sono molto comprensibili e suggeriamo di prestare attenzione in quanto a seconda di alcune scelte che faremo con i personaggi (bizzarri) che incontreremo lungo il percorso, potremo sbloccare o bloccare eventuali scorciatoie o quant’altro.</p>
<h2>Grafica e sonoro</h2>
<p><strong>Graficamente</strong> parlando God Damn The Garden si ancora al <strong>low poly</strong> che ha caratterizzato la generazione Nintendo 64 ma lo fa dimenticandosi che si trova ora su Nintendo Switch. I corridoi sono quasi tutti uguali, l’ambiente è poco evocativo (seppur il primo impatto può incuriosire). I nemici sono caratterizzati decisamente male. Le <strong>animazioni sono legnose e brutte</strong>. Ci sono problemi di compenetrazione e proiettili che attraversano i muri. Ci sono anche nemici che sparano ma che non vediamo in quanto appaiono in ritardo (come alcuni faccioni di rana incastrati nei muri).</p>
<p>Per quanto riguarda il <strong>sonoro</strong>, l’intro è piacevole, gli effetti sono quelli base e abbastanza ripetitivi. Non c’è un doppiaggio ma i personaggi borbottano o mugugnano cose indecifrabili. Tutto sommato fa il suo dovere con sufficienza senza brillare o annoiare.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
