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	<title>EvilUP &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
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		<title>EvilUP: recensione di un titolo troppo vecchia scuola</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/evilup-recensione-switch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Rocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Apr 2023 20:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[EvilUP è un titolo che sembra puntare, fin dalla sua estetica, agli RPG vecchia scuola, nonché a gameplay semplici e immediati, quasi al punto da sfiorare l&#8217;arcade. Parliamo quindi di un&#8217;esperienza che non si pone come un roguelike nudo e crudo ma, al contrario, come un mix di generi che dovrebbe in qualche modo diventare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>EvilUP</strong> è un titolo che sembra puntare, fin dalla sua estetica, agli <strong>RPG vecchia scuola</strong>, nonché a <strong>gameplay semplici e immediati</strong>, quasi al punto da sfiorare l&#8217;arcade. Parliamo quindi di un&#8217;esperienza che <strong>non si pone come un roguelike nudo e crudo</strong> ma, al contrario, come un mix di generi che dovrebbe in qualche modo diventare un&#8217;esperienza semplice ma interessante, ispirata vagamente ai classici del passato. Vediamo se il risultato è interessante nella nostra recensione!</p>
<h2>EvilUP: una storia classica</h2>
<p><strong>La trama di EvilUP è volutamente classica</strong>. L&#8217;incipit vede infatti l&#8217;arrivo di tempi oscuri, dove <strong>i draghi domineranno il mondo</strong> portando morte e distruzione. Davanti a questa terribile minaccia, <strong>un eroe sceglie di farsi avanti</strong>, impugnando le sue armi e affrontando i terribili mostri che si oppongono a lui. Tutta la storia del titolo può essere riassunta così, ed è legata principalmente all&#8217;incipit inizale e a brevissime box di testo.</p>
<p><strong>Non siamo quindi di fronte a un GDR vero e proprio</strong>, dove si trova un world building di tutto rispetto, ma a una semplice premessa che fa da sfondo alle avventure affrontate. Nulla di più e nulla di meno.</p>
<h2>Un roguelike da tavolo?</h2>
<p><strong>Il gameplay di EvilUP è decisamente semplice</strong>. Forse troppo. Si sceglie un <strong>eroe</strong>, per poi iniziare da <strong>HUB</strong> centrale. Da qui si sceglie un <strong>dungeon</strong> e si affrontano i vari piani <strong>generati proceduralmente</strong>. Morendo si accumulano risorse, principalmente <strong>cristalli</strong>, che poi possono essere utilizzati per potenziare varie caratteristiche del nostro avatar, rendendo più facili le partite successive.</p>
<p><strong>L&#8217;esplorazione dei dungeon parte da basi immediate</strong>. Ci si muove su un terreno di gioco diviso da una <strong>griglia invisibile</strong>, dove sono sparsi nemici, ostacoli e tesori da raccogliere. Tutto questo, però, è presentato come un vero e proprio <strong>gioco da tavolo</strong>: tutto è <strong>fermo</strong> al suo posto ed è l&#8217;eroe a muoversi verso i nemici e le trappole. A differenza della turnazione tradizionale, dove a ogni movimento corrisponde un turno dei nemici, <strong>in EvilUP il dungeon si presenta quasi come un puzzle</strong> dove sono posizionati i nemici, i forzieri e i vari elementi, quasi come fossero pedine su una scacchiera.</p>
<p>Spesso, però, per avanzare nell&#8217;esplorazione occorre <strong>affrontare le pedine nemiche che bloccano passaggi strategici</strong> e di conseguenza il combattimento diventa inevitabile. Questo inizia semplicemente <strong>avvicinandosi</strong> nelle caselle adiacenti a un nemico e <strong>prosegue con attacchi a turni</strong> influenzati almeno in parte da equipaggiamento e dalla fortuna (che ad esempio gestisce i colpi mancati).</p>
<figure id="attachment_443223" aria-describedby="caption-attachment-443223" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-443223 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2023/04/EvilUP.jpg" alt="EvilUP: recensione di un titolo troppo vecchia scuola" width="1280" height="720" title="EvilUP: recensione di un titolo troppo vecchia scuola"><figcaption id="caption-attachment-443223" class="wp-caption-text">Il mana, a destra, viene utilizzato per gli incantesimi.</figcaption></figure>
<p>A questo si aggiunge <strong>l&#8217;utilizzo di abilità aggiuntive</strong> dipendenti dalla <strong>classe</strong> del protagonista (ad esempio un Paladino ha la possibilità di curarsi e un mago di lanciare palle di fuoco), le quali però <strong>non vanno a modificare eccessivamente</strong> il semplice scambio automatico di colpi dei combattimenti. Questi, di fatto, risultano scialbi e poco interessanti, vista la banalità di fondo con cui vengono portati avanti.</p>
<p>A questo difetto <strong>si aggiunge poi la generazione procedurale degli ambienti</strong>, davvero troppo affidata al caso. Capita infatti di trovarsi di fronte a dungeon pieni di nemici che bloccano il passaggio uno dopo l&#8217;altro, rendendo praticamente impossibile arrivare dall&#8217;altro lato di un corridoio o di una stanza. Al contrario, può capitare di trovare diversi forzieri che si susseguono, oppure di poter superare un intero piano senza ingaggiare scontri.</p>
<p>Questo porta la necessità di ragionare sugli spostamenti a un livello <strong>fin troppo dipendente dalla fortuna</strong>, rendendo quindi <strong>scialbo</strong> il gameplay generale. Di fatto, <strong>EvilUP non riesce a proporre un&#8217;esplorazione profonda</strong> come quella di Desktop Dungeons, ma nemmeno dei piani-puzzle come quelli di Hoplite e, allo stesso modo, il combattimento e l&#8217;uso di oggetti non riescono a raggiungere la profondità di titoli come i <a href="https://www.icrewplay.com/shiren-the-wanderer-recensione-switch/" target="_blank" rel="noopener">Mistery Dungeon</a>.</p>
<figure id="attachment_443225" aria-describedby="caption-attachment-443225" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-443225 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2023/04/EvilUP-recensione-gioco.jpg" alt="EvilUP" width="1280" height="720" title="EvilUP: recensione di un titolo troppo vecchia scuola"><figcaption id="caption-attachment-443225" class="wp-caption-text">L&#8217;albero di abilità è molto semplice. Basta acquistare uno dei riquadri per sbloccare quelli adiacenti.</figcaption></figure>
<p>Il titolo si pone quindi come un <a href="https://www.icrewplay.com/roguelike-roguelite-differenza/" target="_blank" rel="noopener">roguelike</a> vicino a quelli tradizionali, dove però vi è una <strong>metaprogressione molto pesante</strong>, affiancata dalla possibilità di scegliere vari dungeon e di proseguire in una vera e propria campagna. Proprio la <strong>metaprogressione</strong>, però, salta subito all&#8217;occhio. Questa è affidata all&#8217;accumulo di <strong>cristalli</strong>, che di fatto costituiscono una vera e propria valuta in game.</p>
<p>Questa può essere spesa nell&#8217;HUB centrale per acquisire potenziamenti di vario tipo. <strong>Nel villaggio</strong> visitabile tra le partite è infatti possibile <strong>reclutare avventurieri</strong>, potenziare le statistiche o <strong>migliorare</strong> il proprio eroe in vari modi&#8230;tutti dipendenti dalla spesa dei cristalli. Molti di questi potenziamenti, peraltro, non vengono spiegati a dovere e la loro comprensione viene affidata semplicemente a box di testo fin troppo generiche. Il giocatore si trova quindi spaesato, circondato com&#8217;è da potenziamenti di vario tipo, tutti dipendenti dalla spesa compulsiva di cristalli.</p>
<figure id="attachment_443222" aria-describedby="caption-attachment-443222" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-443222 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2023/04/EvilUP-recensione.png" alt="EvilUP: recensione di un titolo troppo vecchia scuola" width="1920" height="1080" title="EvilUP: recensione di un titolo troppo vecchia scuola"><figcaption id="caption-attachment-443222" class="wp-caption-text">Una tipica schermata di gioco.</figcaption></figure>
<p><strong>Il grinding diventa quindi troppo marcato nelle prime ore di gioco</strong> e, dopo una spesa consistente di cristalli, diviene più semplice avanzare nei dungeon, per poi tornare in città e continuare a potenziarsi. Questo loop di gameplay, però, si poggia su una <strong>struttura ludica che in fin dei conti si dimostra banale e poco interessante, anche nel lungo periodo.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;esplorazione dei dungeon generati casualmente, infatti, non diventa mai interessante e manca di profondità</strong>. I nemici statici, la generazione procedurale da rivedere, il sistema di combattimento semplice e le interazioni tra abilità e oggetti poco impattanti delineano infatti un quadro troppo poco interessante, che non riescono a far competere EvilUP con titoli come Tangledeep o Shiren the Wanderer.</p>
<p>Nemmeno <strong>meccaniche di progressione di stampo ruolistico</strong> &#8211; come un semplicissimo albero di abilità o la possibilità di equipaggiare il loot trovato esplorando &#8211; riescono a delineare una progressione abbastanza soddisfacente da rendere il tutto meno ripetitivo. Tutto si mantiene infatti troppo semplice e all&#8217;atto pratico non vi sono veri e propri cambiamenti.</p>
<p>In altre parole, <strong><a href="https://www.nintendo.it/Giochi/Giochi-scaricabili-per-Nintendo-Switch/EvilUP-2352010.html#Galleria_immagini" target="_blank" rel="noopener">EvilUP</a> è un GDR con elementi roguelike in grado di divertire solo chi cerca qualcosa di semplice per passare il tempo</strong>. Il titolo resta però poco profondo per i veterani del genere o per chi è alla ricerca di qualcosa di più interessante e pecca di eccessiva ripetitività generale e di una evidente mancanza di profondità.</p>
<h2>Tecnicamente banale</h2>
<p><strong>Il comparto tecnico di EvilUP</strong> è a sua volta poco interessante. Il titolo porta infatti una pixel art non troppo complessa, con sprite poco dettagliati, ambienti generici e una quasi totale mancanza di animazioni.</p>
<p>Il risultato non viene risollevato nemmeno dal <strong>comparto estetico</strong>, a sua volta poco interessante e generico. L&#8217;estetica &#8220;passata&#8221; richiamata dai menù, infatti, non viene trasportata con successo anche dagli sprite, che invece risultano soltanto poco interessanti.</p>
<p>Infine, il <strong>comparto sonoro</strong> si limita a fare il suo lavoro, senza diventare mai troppo interessante.</p>
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