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	<title>Everdark: Undead &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<title>Everdark: Undead &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Perché Everdark: Undead Apocalypse è il ritorno dell’horror anni ’80 in chiave FPS moderna</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/everdark-undead-apocalypse-horror-fps-anni-80/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie in Vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Ufficiali]]></category>
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					<description><![CDATA[Il sangue scorre di nuovo. Everdark: Undead Apocalypse è arrivato su Steam, PlayStation 5 e Xbox Series X&#124;S, riportando in vita l’horror anni ’80 con la frenesia di uno sparatutto in prima persona moderno. Sviluppato dallo studio indipendente Dojo System, il gioco mescola l’estetica di Doom e Resident Evil con la tensione dei classici film [&#8230;]]]></description>
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<p>Il sangue scorre di nuovo. <strong><a href="https://www.icrewplay.com/everdark-horror-fps-anni80/" data-type="post" data-id="548112">Everdark</a>: Undead Apocalypse</strong> è arrivato su <strong>Steam, PlayStation 5 e Xbox Series X|S</strong>, riportando in vita l’horror anni ’80 con la frenesia di uno <strong>sparatutto in prima persona moderno</strong>. Sviluppato dallo studio indipendente <strong>Dojo System</strong>, il gioco mescola l’estetica di <em>Doom</em> e <em>Resident Evil</em> con la tensione dei classici film di vampiri.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un incubo che comincia in una città maledetta</strong></h2>



<p>La storia inizia con un semplice viaggio in auto che degenera in tragedia. Dopo un incidente, il protagonista si ritrova intrappolato nella <strong>cittadina maledetta di Everdark</strong>, infestata da vampiri assetati di sangue. Isolato dal resto del mondo, il giocatore deve farsi strada tra vicoli oscuri e catacombe infestate per scoprire <strong>la verità dietro la maledizione</strong> che ha corrotto l’intera città.<br>L’atmosfera è quella di un horror d’altri tempi: nebbia, luci al neon, musica sintetica e una costante sensazione di pericolo. Ogni livello è costruito per ricordare le notti insonni davanti a VHS di culto come <em>The Lost Boys</em> o <em>Near Dark</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un arsenale benedetto contro le tenebre</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/10/Everdark-—-Release-Date-Trailer-International-0-48-screenshot-1024x576.png" alt="Everdark" class="wp-image-549084" title="Perché Everdark: Undead Apocalypse è il ritorno dell’horror anni ’80 in chiave FPS moderna"></figure>



<p>Il gameplay unisce l’intensità degli FPS classici con la gestione tattica delle risorse. Le munizioni sono limitate e ogni colpo conta. Le armi spaziano da pistole e fucili a strumenti sacri come <strong>acqua benedetta, aglio e crocifissi</strong>, fino alla più iconica delle armi: <strong>il paletto di legno</strong>.<br>Per eliminare definitivamente i vampiri, bisogna <strong>indebolirli con armi da fuoco e finirli con un colpo al cuore</strong>, una meccanica che restituisce ritmo e brutalità tipici degli horror anni ’80.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>15 livelli di puro terrore e azione</strong></h2>



<p>Everdark propone <strong>15 livelli realizzati a mano</strong>, ciascuno con una propria identità visiva e un mix di combattimento, esplorazione ed enigmi. Ogni mappa nasconde <strong>segreti, passaggi alternativi e collezionabili</strong>, spingendo i giocatori a esplorare senza mai sentirsi al sicuro.<br>Gli ambienti spaziano da cimiteri gotici e hotel decadenti a laboratori segreti, mantenendo costante la varietà e l’intensità del ritmo. È un’esperienza costruita per chi ama l’azione ma vuole anche tensione e scoperta.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un omaggio diretto agli horror di un’altra epoca</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/10/Everdark-—-Release-Date-Trailer-International-0-13-screenshot-1024x576.png" alt="Everdark: Undead Apocalypse riporta l’horror anni ’80 su PC e console. Un FPS brutale tra vampiri, sangue e 15 livelli di pura tensione firmato Dojo System." class="wp-image-549085" title="Perché Everdark: Undead Apocalypse è il ritorno dell’horror anni ’80 in chiave FPS moderna"></figure>



<p>L’estetica di <strong>Everdark: Undead Apocalypse</strong> è una lettera d’amore agli anni ’80. I colori saturi, le luci rosse e blu, i mostri prostetici e la colonna sonora elettronica evocano l’immaginario di film cult come <em>Fright Night</em> o <em>Blade</em>.<br>Dojo System ha dichiarato di essersi ispirato a <em>Unreal</em> e <em>Doom</em> per la costruzione dei livelli e a <em>Resident Evil</em> per il ritmo e l’atmosfera. Il risultato è un mix che cattura la nostalgia dei fan più veterani e la curiosità delle nuove generazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Survival horror vecchia scuola</strong></h2>



<p>Nonostante l’impostazione FPS, <strong>Everdark</strong> resta fedele alle regole del <strong>survival horror classico</strong>: poche munizioni, risorse scarse e puzzle ambientali che obbligano a pensare prima di sparare.<br>L’obiettivo non è solo sopravvivere, ma <strong>gestire ogni proiettile e trovare le vie alternative</strong>. La difficoltà punitiva e la tensione costante ricordano i tempi in cui ogni porta aperta poteva nascondere la fine.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’inizio di un nuovo universo horror</strong></h2>



<p>Dojo System ha confermato che <em>Everdark: Undead Apocalypse</em> è <strong>solo il primo capitolo</strong> di una saga più ampia ambientata nello stesso universo narrativo.<br>L’idea è costruire un mondo condiviso dove ogni titolo esplorerà un lato diverso del sovrannaturale: vampiri, demoni, maledizioni e culti occulti. Una scelta ambiziosa per uno studio indipendente, ma perfettamente coerente con la visione di un horror seriale moderno.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" width="580" height="326" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/10/Everdark-Undead-2.avif" alt="Everdark" class="wp-image-549086" style="width:770px;height:auto" title="Perché Everdark: Undead Apocalypse è il ritorno dell’horror anni ’80 in chiave FPS moderna"></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il ritorno dell’adrenalina old school</strong></h2>



<p>In un mercato dominato da giochi realistici e bilanciati, <strong>Everdark</strong> sceglie l’eccesso: sangue, ritmo e atmosfera. Non punta sulla paura psicologica ma sull’<strong>orrore fisico</strong>, fatto di urla, esplosioni e frenesia visiva.<br>È un’esperienza pensata per chi ama gli sparatutto veloci ma sente la mancanza del fascino grezzo dei titoli anni ’90. Un ponte tra passato e presente, con lo stile di un B-movie e il gameplay di un moderno FPS.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Disponibile ora su tutte le piattaforme</strong></h2>



<p>Everdark: Undead Apocalypse è disponibile da oggi su <strong>Steam, PlayStation 5 e Xbox Series X|S</strong>, con supporto completo a controller e tastiera.<br>Puoi immergerti nel caos, affrontare la città maledetta e unirti ai cacciatori di vampiri in un mondo che promette nuovi capitoli.</p>



<p>Per restare aggiornato sulle prossime uscite horror, segui <strong><a href="http://Everdark Undead">iCrewPlay su Instagram</a></strong>.</p>
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		<title>Everdark: Undead Apocalypse, la nostra recensione</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/everdark-undead-apocalypse-la-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Ribaudo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 15:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono giochi che nascono con l’ambizione di far rivivere un’epoca, di risvegliare quella nostalgia videoludica che ci fa ricordare notti passate davanti a uno schermo a tubo catodico, immersi in atmosfere pixelate ma cariche di fascino. E poi ci sono giochi come&#160;Everdark: Undead Apocalypse, che finiscono per fare di quell’ambizione il proprio tallone d’Achille. [&#8230;]]]></description>
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<p>Ci sono giochi che nascono con l’ambizione di far rivivere un’epoca, di risvegliare quella nostalgia videoludica che ci fa ricordare notti passate davanti a uno schermo a tubo catodico, immersi in atmosfere pixelate ma cariche di fascino. E poi ci sono giochi come&nbsp;<strong>Everdark: Undead Apocalypse</strong>, che finiscono per fare di quell’ambizione il proprio tallone d’Achille. Siamo infatti davanti un titolo che promette un viaggio oscuro e disperato, ma finisce per perdersi nei propri vicoli nebbiosi&nbsp;<strong>confondendo l’omaggio con l’imitazione</strong>, l’atmosfera con l’effetto scenico. Il risultato? Un’esperienza che tenta di evocare il mito di Resident Evil e Silent Hill, ma senza mai trovare una vera identità.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I non morti non sono quelli che pensiamo</strong></h2>



<p>La premessa narrativa di&nbsp;<strong>Everdark</strong>&nbsp;è, sulla carta, accattivante: una città condannata all’eterna notte, un morbo di origine sconosciuta che trasforma gli esseri umani in&nbsp;<strong>vampiri</strong>&nbsp;e un protagonista solitario<strong>, Vincent Crane</strong>, classico ex poliziotto dal passato tormentato, deciso a scoprire cosa si nasconde dietro la diffusione dell’infezione. Il tutto si traduce nella più classica formula del survival horror:&nbsp;<strong>isolamento, paranoia e lotta</strong>&nbsp;per la sopravvivenza.</p>



<p>Ma se sulla carta l’idea potrebbe funzionare, è la sua realizzazione a vanificarla: la narrazione non riesce mai a decollare, complice una scrittura piatta e priva di ritmo. Le cutscene, seppur presenti, sono montate in modo goffo, e i dialoghi sembrano scritti più per riempire silenzi che per costruire tensione. Il mondo di gioco promette un mistero da scoprire, ma non riesce mai a far sentire il giocatore parte di esso.</p>



<p>Più in generale, va bene che il gioco vuole essere un omaggio a certi videogiochi del passato e una certa scuola horror ma la narrativa di&nbsp;<strong>Everdark</strong>&nbsp;soffre di una scrittura scolastica in cui l’intreccio è prevedibile e i personaggi mancano di spessore.&nbsp;<strong>Vincent Crane</strong>, il nostro protagonista, è l’ennesimo eroe tormentato con un passato oscuro e un rimorso irrisolto. Attorno a lui ruotano figure stereotipate: la scienziata pentita, il mentore misterioso, il villain carismatico ma prevedibile. Persino i documenti e gli appunti sparsi per il mondo di gioco, a questo punto grande classico del genere per arricchire la lore, non aggiungono nulla di memorabile. Il risultato è una storia che si gioca più per inerzia che per curiosità senza approdare a nulla di concreto o spiegare davvero tutto quanto ruota intorno alla cittadina che attraverseremo nel gioco.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gameplay</strong></h2>



<p>Sul fronte del gameplay,&nbsp;<strong>Everdark</strong>&nbsp;tenta di proporsi come un ritorno alle origini del survival horror: munizioni (teoricamente) limitate, gestione oculata delle risorse, enigmi ambientali e un costante senso di vulnerabilità. Tuttavia, la sensazione dominante durante le prime ore non è la paura, ma la&nbsp;<strong>frustrazione</strong>. I comandi risultano o troppo sensibili o troppo legnosi e si fatica a trovare il giusto equilibrio, i movimenti del protagonista sono poco reattivi e spesso ci si ritrova ad affrontare nemici che compaiono fuori dal nostro campo visivo campo, o peggio, bloccati da un’angolazione scomoda che rende impossibile mirare con precisione.</p>



<p>Il combattimento è uno degli aspetti meno riusciti dell’interno gioco:&nbsp;<strong>le armi da fuoco non trasmettono alcuna sensazione di potenza</strong>: la pistola standard sembra più un giocattolo, il fucile a pompa ha un rinculo inesistente nonostante sia abbastanza potente e la mira assistita funziona in modo incoerente. Gli scontri finiscono per ridursi a una questione di fortuna e posizionamento, più che di abilità. In un titolo che fa della tensione il proprio motore, l’assenza di un sistema di combattimento credibile è una ferita difficile da ignorare.</p>



<p>Il tutto si riduce a cercare di colpire i nemici fino al momento in cui potremo trafiggerli con il&nbsp;<strong>paletto</strong>; a seconda del mostro che avremo difronte serviranno dai 3 colpi a salire, con il problema non indifferente che alcuni nemici diventano delle vere e proprie spugne di proiettili tenuto conto un sistema di danni molto rivedibile.</p>



<p>Gli enigmi, altro elemento classico del genere, sono presenti ma privi di inventiva: leve da attivare, simboli da abbinare, porte che si aprono solo dopo aver trovato l’ennesima chiave. Tutto è prevedibile, e mai veramente gratificante. Persino la gestione dell’inventario, che vorrebbe rievocare il fascino dei menù anni ’90, risulta macchinosa e poco intuitiva.</p>



<p>La campagna principale di Everdark, infine,&nbsp;<strong>dura tra le sei e le otto ore</strong>&nbsp;a seconda del livello di difficoltà. Un tempo accettabile per un survival horror, ma la mancanza di varietà e di profondità narrativa rende difficile trovare la motivazione per rigiocarlo. Gli sviluppatori hanno inserito un sistema di&nbsp;<strong>finali multipli</strong>, ma le differenze sono minime e non giustificano una seconda run. Anche la modalità&nbsp;<strong>sopravvivenza</strong>, sbloccabile una volta completato il gioco, non riesce a offrire quella scarica di adrenalina che dovrebbe caratterizzare un titolo di questo genere.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Segnali di Stile</strong></h2>



<p>È evidente che gli sviluppatori di Everdark abbiano investito molto nell’estetica. Le prime ore offrono una direzione artistica che colpisce: strade deserte illuminate da luci al neon, pioggia incessante, e una colonna sonora synthwave che crea un contrasto affascinante tra malinconia e adrenalina. Tuttavia, questa magia dura poco. Le ambientazioni si ripetono all’infinito, riciclando texture e scenari in modo evidente e con qualità complessivamente mediocre; anche la varietà visiva è minima, e il fascino iniziale svanisce sotto il peso della monotonia. Per quanto riguarda i modelli dei personaggi siamo davanti ad un prodotto grezzo, poco rifinito con le sue animazioni rigide e volti poco espressivi. Una qualità poco accettabile nel 2025:&nbsp;<strong>Everdark</strong>&nbsp;mostra tutti i limiti di una produzione a basso budge in cui il motore grafico fatica a gestire luci e ambiente circostanze, con cali di frame rate anche in ambienti chiusi. Le texture appaiono spesso sgranate, e i caricamenti sono lenti e ancora più grave se vogliamo è la quantità di bug: nemici che rimangono incastrati negli oggetti, porte che non si aprono, checkpoint che non si attivano. Piccoli problemi che, sommati, erodono progressivamente la pazienza del giocatore.</p>



<p>Ci sono momenti, però, in cui il gioco riesce quasi a catturare un’atmosfera autentica: un vicolo immerso nella nebbia, una radio che trasmette messaggi incomprensibili, un riflesso fugace negli specchi. Sono attimi isolati, frammenti di quello che Everdarkavrebbe potuto essere se solo avesse avuto una regia più decisa e una visione più chiara sulla direzione da intraprendere.</p>



<p>L’audio, pur avendo una buona base musicale, soffre di effetti sonori poco incisivi e di un doppiaggio poco ispirato. Le urla dei nemici mancano di profondità, e la voce del protagonista, da par suo&nbsp;<strong>monotona e priva di intensità</strong>, non riesce mai a trasmettere paura. In un horror, il suono è metà dell’esperienza: qui sembra più un’aggiunta dell’ultimo minuto.</p>
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