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	<title>Ever 17 &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Ever 17, recensione (Nintendo Switch)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
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<p>Sviluppato da <strong>MAGES. </strong>e pubblicato da Spike Chunsoft, Ever 17 è una classica visual novel che proviene direttamente da un’altra epoca. Parliamo di un’opera datata agosto 2002 e per molti versi completamente inedita in Europa. Nonostante la sua “rarità”, è da molto considerata come una delle visual novel più influenti al punto da aver contribuito ad alcuni elementi della serie <strong>Zero Escape: Nine Hours, Nine Persons, Nine Doors</strong>, in breve <strong>999</strong> (l’autore è lo stesso). Noi abbiamo fatto questo tuffo nostalgico nel passato su <a href="https://www.nintendo.com/it-it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nintendo Switch</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe title="リマスター版『Ever 17 - The Out of Infinity』オープニングムービー【2025年3月6日発売】" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/171ouGUqPfI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Ever 17 e il ritorno al passato</h2>



<p>Prima di affrontare la narrativa di Ever 17 è bene parlare della storia del prodotto stesso e della natura di questa particolare edizione che è in vendita sia in formato singolo sia in combo con <strong>Never 7</strong> (altra visual novel altrettanto antica). Come anticipato, Ever 17 è stato pubblicato la prima volta nell’agosto del <strong>2002</strong>, sviluppato inizialmente da KID, ottenendo un buon riscontro sul suolo Giapponese ma riscontrando non poca fatica nell’irrompere in altri mercati mondiali.</p>



<p>Come ben saprai, il mondo delle visual novel non è accessibilissimo, si tratta di titoli dall’impianto ludico molto limitato e che avvicina tali opere più a un <strong>libro</strong> che a un videogioco. Nonostante ciò, Ever 17 è considerato da una solida <strong>nicchia</strong>, una delle visual novel più influenti nonostante gli innegabili problemi che andremo ad analizzare. In primis, come prevedibile, a spiccare su tutto è la narrazione. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/02/never-7-recensione-1024x576.jpg" alt="Ever 17, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-537636" title="Ever 17, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<p>Per essere precisi ed esaustivi, Ever 17: The Out of Infinity è il secondo capitolo di una serie di visual novel denominata Infinity, tutte a firma KID. Il primo capitolo è <strong>Never 7: The End of Infinity</strong> mentre gli altri sono: <strong>Remember 11: The Age of Infinity </strong>e <strong>12Riven: The Psi-Climinal of Integral</strong>. In realtà, ci sarebbe anche <strong>Code_18</strong>, opera che funge da reboot della saga Infinity al seguito della chiusura di KID e dell’acquisizione di Cyberfront. </p>



<p>Ever 17 è stato anche protagonista di una versione remake datata 2011 e che coinvolgeva come console la Xbox 360. Questa particolare edizione vedeva un cambio grafico decisamente invasivo con la sostituzione di ogni artwork per le fasi “parlate” con <strong>personaggi in 3D</strong>, oltre ad alcune modifiche alla narrazione e a contenuti completamente inediti. Ecco, la versione che abbiamo tra le mani è un ibrido tra le due versioni dello stesso titolo.</p>



<p>Per quanto riguarda i contenuti e la narrazione, il titolo recupera quanto fatto e proposto nel <strong>remake</strong> del <strong>2011</strong> mentre per il reparto estetico si è deciso di recuperare il progetto iniziale del 2002 tirato però a lucido. Il risultato finale è quindi nostalgico e sufficientemente coerente con il primissimo titolo. Ancora una volta, a dominare incontrastata è la narrazione che porta la firma di Kotaro Uchikoshi e di cui eviteremo di entrare troppo nei dettagli onde incappare in spoiler (da evitare assolutamente).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/02/never-7-recensione-54869547-1024x576.jpg" alt="Ever 17, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-537635" title="Ever 17, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<p>In Ever 17 vestiamo i panni di <strong>Takeshi Kuranari</strong>, uno studente universitario abbastanza stereotipato che si ritrova in visita a un particolare parco tematico sottomarino denominato LeMU. Parliamo di una struttura situata a circa 51 metri di profondità e che sembra essere impreziosito da una tecnologia di tutto rispetto. Purtroppo, nel bel mezzo della visita, avviene un incidente e Takeshi si ritrova coinvolto e intrappolato nella struttura insieme ad altre sei persone. </p>



<p>La <strong>storia</strong> si sviluppa abbastanza <strong>lentamente</strong> e ogni personaggio messo in scena merita le dovute attenzioni. La storia stessa, seppur infarcita da momenti “morti” e/o relativamente poco influenti, va seguita attentamente e, se possibile, senza troppe pause in quanto è un lento crescente che culmina recuperando quanto minuziosamente disseminato e offrendo una delle conclusioni più appaganti del genere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/02/ever-17-recensione-86544975-1024x576.jpg" alt="Ever 17, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-537018" title="Ever 17, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il potere delle scelte</h2>



<p>Ever 17 è una <strong>visual novel estremamente classica</strong> (qui puoi scoprire il <a href="https://www.icrewplay.com/visual-novel-ebook/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nostro approfondimento</a> sul generE) e completamente priva di qualsivoglia enigma o puzzle. L’unico intervento pratico richiesto al giocatore è quello di effettuare delle scelte con  cui si darà il via a una serie di ramificazioni che porteranno a una delle specifiche run. C’è da dire che, per godere appieno del canovaccio narrativo, bisogna completare ogni run disponibile e, preferibilmente, in un determinato ordine.</p>



<p>La necessità di dover <strong>rigiocare intere parti di gioco</strong>, porta inevitabilmente ad alcune ripetizioni così come, all’interno di una singola run, capiterà quasi sempre più di un momento estremamente prolisso e povero. Parliamo di situazioni così “normali” che non apportano nulla allo svolgimento in sé ma anzi, ne allungano il brodo spezzando però il ritmo in sé.</p>



<p>In compenso, una volta scoperto il quadro completo di Ever 17, è praticamente impossibile non restarne <strong>ammaliati</strong>. I colpi di scena sono spalmati in modo sapiente e lo svelamento complessivo e finale appaga e fa dimenticare ogni lungaggine richiesta per arrivarci. Non sorprende quindi che questa storia abbia gettato le basi per quel capolavoro che è la trilogia di 999.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/02/ever-17-recensione-457-1024x576.jpg" alt="Ever 17, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-537016" title="Ever 17, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p>Abbiamo sinceramente apprezzato la scelta di tornare agli <strong>artwork</strong> <strong>originali</strong> in 2D al posto di recuperare i modelli in 3D (questi ultimi decisamente più anonimi). La grafica si presenta comunque statica, immobile e in linea col passato che irrompe in tutta la sua nostalgia ma anche apaticità. Buoni gli sfondi e buono il livello di dettaglio sia dei luoghi che dei personaggi anche se è la scrittura a impreziosire il tutto.</p>



<p>La <strong>colonna</strong> <strong>sonora</strong> è di buon livello, riuscendo ad accompagnare gli eventi a schermo con coerenza e una buona alternanza di sonorità. Purtroppo, l’ostacolo più grande del titolo è <strong>l’assenza della lingua italiana</strong> (non ci sono neanche i sottotitoli). Parliamo di oltre venti ore di lettura per un titolo che richiede attenzione al dettaglio ma che è anche in grado di catturarti e trascinarti fino alla fine in una spirale di sorprese continue.</p>
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