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	<title>Electro Ride &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Electro Ride, la recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Ribaudo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Dec 2020 08:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sempre partendo dal titolo, la suggestione è quella di un emulo di Tron e delle sue famose corse su futuristiche motociclette; invece siamo in presenza di un titolo che a fronte di una veste grafica interessante e un concept intrigante fallisce in tutto il resto.  L’idea alla base di Electro Ride è quella di mostrarci un’ucronia in cui l’Unione Sovietica non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre partendo dal titolo, la suggestione è quella di un <strong>emulo di Tron</strong> e delle sue famose corse su futuristiche motociclette; invece <strong>siamo in presenza di un titolo che a fronte di una veste grafica interessante e un concept intrigante fallisce in tutto il resto.</strong></p>
<p><strong> </strong>L’idea alla base di <strong>Electro Ride</strong> è quella di mostrarci un’ucronia in cui l’<strong>Unione Sovietica</strong> non è mai caduta e il mondo si divide tra i paesi al di là della <strong>Cortina di Ferro</strong> e il resto del mondo. Ne consegue che anzichè sfrecciare con delle supercar in giro per il mondo, ci troveremo a gareggiare  bordo di <strong>Trabant</strong> (vere icone dell’automobilismo sovietico), <strong>Skoda</strong> e trabiccoli assimilabili, poco potenti e poco adatte alla corsa.</p>
<p>Questi presupposti vengono del tutto umiliati da una realizzazione poco ispirata e tecnicamente rivedibile.<br />
Infatti, il gioco finisce per essere uno dei tanti racing arcade, <strong>senza distinguersi per caratteristiche nella formula di gioco</strong>; il gameplay prevede soltanto la possibilità di cambiare colore del neon che compone la nostra vettura, che ha l’unico scopo di darci un <strong>boost di velocità </strong>passando sopra la porzione di pista con lo stesso colore.<br />
<img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-272918" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/12/sc6loh.jpg" alt="electro ride" width="940" height="529" title="Electro Ride, la recensione"><br />
Tutto qua, non c’è altro se non una sequenza di circuiti nell’est europa (ma che potrebbero essere dovunque) da completare, con scarso ritmo e senza particolari motivi che possano spingerci a rigiocarci dopo le prime sessioni.</p>
<h2>Le modalità di gioco non sono particolarmente varie, passando dalle gare standard ai trial a tempo</h2>
<p>Inizialmente, testando anche la fisica completamente folle di <strong>Electro Ride</strong>, potremmo fare l’errore di pensare di trovarci davanti a un emulo di <strong>GRIP</strong> o prima ancora dell’indimenticato <strong>Rollcage</strong>; bastano pochi giri per renderci conto che siamo semplicemente davanti ad <strong>un gioco ai limiti dell’ingiocabile</strong>, senza tutti gli elementi divertenti di altri titoli arcade.<br />
Parlando di controlli, proprio in questo segmento il gioco è veramente piatto e denota il pochissimo budget messo in campo. Giocando ci renderemo conto che <strong>non è semplice neppure controllare la nostra auto in rettilineo</strong>, intenti come saremo ad evitare le scodate di un trabiccolo che assomiglia più ad una soap box che ad una vera automobile.<br />
<img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-272917" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/12/sc6loj.jpg" alt="electro ride" width="940" height="529" title="Electro Ride, la recensione"><br />
Se già in rettilineo è complicato mantenere una giusta traiettoria, figurarsi cosa succede quando affrontiamo le curve e ci troviamo in gara contro altri piloti: <strong>le uscite fuori pista sono all’ordine del giorno</strong>, e anche l’unico elemento distintivo del gameplay (i famosi colori) diventa del tutto inutile.<br />
Questo perchè non ha alcun senso avere degli acceleratori, che servono a darci velocità, se poi subito dopo dovremo affrontare curve in cui <strong>sarà necessario frenare bruscamente per evitare di prendere letteralmente il volo.</strong><br />
Inoltre, se proprio vogliamo dirla tutta, questi boost non offrono nemmeno lontanamente una sensazione di accelerazione, dal momento che la velocità raggiunta sarà un normalissimo 120-150 km/h, che <strong>qualunque automobile può raggiungere.</strong><br />
Inoltre il gioco ci suggerisce di utilizzare il freno a mano per affrontare al meglio le curve, ma è un sistema più dannoso che utile dal momento che, inevitabilmente, sbanderemo e colpiremo le  barriere volando fuori strada; in realtà <strong>ogni volta che usciremo dal tracciato finiremo fuori strada</strong>, toccando le barriere o meno. Anche i contatti con le altre vetture produrranno lo stesso esito infausto.<br />
Parlando degli avversari, la <strong>IA che li guida non è molto sviluppata</strong> e non riesce ad avere la minima pretesa di realismo; sembrerà che ci aspettino quando saremo all’ultimo posto, mentre<br />
Insomma, <strong>una manciata di gare basta per decidere di averne abbastanza e passare a giocare un altro gioco, qualsiasi altro gioco.</strong><br />
<strong>Electro Ride</strong> è un titolo sviluppato da una sola persona, è vero, ma non è un titolo del tutto indipendente avendo all sue spalle publisher abbastanza noti come <strong>PlayWay</strong>, circostanza che rende inammissibile il risultato finale.</p>
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