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	<title>Dread Hunger &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
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		<title>Dread Hunger: la Cosa di John Carpenter nel 1845</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manlio Valenza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Mar 2022 11:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Steam]]></category>
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					<description><![CDATA[Dread Hunger rappresenta una sorta di esperimento mentale. Cosa succederebbe se alle meccaniche di Among Us unissimo gli aspetti gestionali e il crafting di un survival horror? La risposta è più deludente di quanto ci si possa aspettare. La Cosa di John Carpenter nel 1845 Non molti sanno che La Cosa, film del 1982, è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dread Hunger rappresenta una sorta di esperimento mentale. Cosa succederebbe se alle meccaniche di <a href="https://www.icrewplay.com/among-us-svelata-la-roadmap-per-il-2022/">Among Us</a> unissimo gli aspetti gestionali e il crafting di un survival horror? La risposta è più deludente di quanto ci si possa aspettare.</p>
<div class="rb-videoresp"><iframe title="Dread Hunger - Early Access Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/LJCI1j-N58M?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
<h2>La Cosa di John Carpenter nel 1845</h2>
<p>Non molti sanno che<strong> La Cosa</strong>, film del 1982, è basata su un breve racconto del 1938 intitolato <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/La_cosa_da_un_altro_mondo_(racconto)" target="_blank" rel="noopener">Who goes there</a>. Le forze in gioco sono un <strong>gruppo di esploratori</strong>, una <strong>creatura soprannaturale</strong> di origine ignota, il<strong> freddo</strong> e la <strong>paranoia</strong>.</p>
<p>La cosa interessante da notare è che i due racconti sono virtualmente identici: il periodo storico e la tecnologia influiscono minimamente sul tema centrale dell&#8217;isolamento. Quindi perché non provare a impostare la stessa storia ancora più indietro nel tempo, quando i mezzi di comunicazione erano più arretrati?</p>
<p>Dread Hunger è ambientato, non a caso, nel <strong>1845</strong>. In quell&#8217;anno <strong>una spedizione britannica</strong>, capitanata da sir John Franklin,<strong> partì per aprire il passaggio a Nord-Ovest e non fece più ritorno</strong>. Il giocatore non vestirà i panni di Franklin ma ricoprirà un ruolo simile, il suo battello potrebbe essere uno di quelli perduti nello stesso anno.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-389380 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/02/DH1.png" alt="Dread Hunger recensione" width="1920" height="1080" title="Dread Hunger: la Cosa di John Carpenter nel 1845"></p>
<h3>L&#8217;estetica di Dread Hunger</h3>
<p>La grafica di Dread Hunger tende al realismo. Ciascun personaggio ha un modello ben definito, con tratti somatici unici e abiti storicamente accurati. Un dettaglio molto apprezzato è la texture applicata sulle mani: ci sono screpolature e ferite causate dal freddo bene in vista mentre si gioca.</p>
<p>Gli interni della nave sono strutturati con criterio e ciascun membro dell&#8217;equipaggio avrà a disposizione la propria zona da gestire. Ad esempio, la caldaia è situata a poppa in prossimità del motore ed è compito dell&#8217;ingegnere mantenere il livello di carburante costante. Il capitano dispone di un alloggio personale ha un bonus passivo per il controllo del timone e così via.</p>
<p>Il comparto audio è altrettanto limato. Dai passi su superfici differenti, alla piccozza sul ghiaccio, al crepitio della caldaia, fino all&#8217;infausto effetto sonoro dei totem, ogni suono è stato curato nei minimi dettagli in base a quanto è vicina la sua fonte.</p>
<figure id="attachment_389429" aria-describedby="caption-attachment-389429" style="width: 1917px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-389429 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/02/DH2.jpg" alt="Dread Hunger recensione" width="1917" height="1080" title="Dread Hunger: la Cosa di John Carpenter nel 1845"><figcaption id="caption-attachment-389429" class="wp-caption-text">Qualcuno avvisi il soldato che sta per essere assassinato</figcaption></figure>
<p>Ciò permette al giocatore una<strong> maggiore consapevolezza dello spazio</strong>: si può <strong>distruggere un totem</strong> quando si sente, si possono<strong> avvertire i passi degli altri giocatori</strong> e si possono sentire gli <strong>altri giocatori</strong> <strong>in chat</strong> solamente se<strong> vicini a sufficienza</strong>.</p>
<p>Tutti questi elementi sono perfetti se presi in isolamento. Sfortunatamente la somma delle parti è inferiore all&#8217;intero in questo caso. Come se ogni aspetto del gioco fosse stato sviluppato indipendentemente, il tutto stona.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-389434 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/02/DH3.png" alt="Dread Hunger recensione" width="1440" height="900" title="Dread Hunger: la Cosa di John Carpenter nel 1845"></p>
<p>Tanto per cominciare gli aspetti più immersivi della grafica sono rovinati da un&#8217;interfaccia troppo invasiva. Nell&#8217;immagine qui sopra si possono notare le <strong>grinze sui guanti e le assi di legno rovinate</strong>, ma che senso hanno se <strong>per interagire con una stufa c&#8217;è bisogno di una scatola nera</strong>?</p>
<p><strong>Ogni pezzo di combustibile ha un&#8217;energia potenziale, ma si può vedere soltanto se ci si passa sopra con il cursore</strong>. Una versione migliore potrebbe avere icone differenti per diversi potenziali oppure cambiare lo sfondo dell&#8217;oggetto nel toolkit.</p>
<p>I suoni ambientali sono affogati dalla chat vocale. <strong>Quando un giocatore parla tutti gli altri suoni spariscono completamente</strong>. Certo, <strong>si può modificare il volume</strong> della chat dalle opzioni, ma<strong> non dovrebbe essere compito del giocatore</strong> aggiustare un aspetto così fondamentale del gioco.</p>
<h2>Il gameplay</h2>
<p>Come accennato in precedenza, Dread Hunger è <strong>una versione di Among Us sotto steroidi</strong>. Il numero dei membri varia da 4 a 8 giocatori, di cui 1-2 sono infiltrati. <strong>Il loro compito</strong> è<strong> portare a termine la spedizione</strong> (organizzata dal proprietario della lobby) distruggendo iceberg con la nitroglicerina e usando fonti di combustibile trovate nella mappa per alimentare la caldaia.</p>
<p>Il compito dei <strong>sabotatori</strong> invece è impedire che questo accada, distruggendo scorte di nitroglicerina, evocando tempeste di neve e zombie, oppure semplicemente uccidendo gli altri membri in luoghi isolati. Ci sono diverse strategie attuabili, come <strong>memorizzare le mappe per tendere imboscate o piazzare trappole</strong> esplosive nei punti più trafficati.</p>
<figure id="attachment_389446" aria-describedby="caption-attachment-389446" style="width: 2048px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-389446 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/02/DH4.png" alt="Dread Hunger recensione" width="2048" height="1152" title="Dread Hunger: la Cosa di John Carpenter nel 1845"><figcaption id="caption-attachment-389446" class="wp-caption-text">Uno stallo messicano tra giocatori</figcaption></figure>
<p>Il pericolo più insidioso però non sono gli intrusi. Tutti i giocatori dovranno prestare attenzione ai tre indicatori di freddo, fame e salute nell&#8217;angolo in basso a sinistra dello schermo.  Se uno dei primi due cala a 0, la salute si abbasserà gradualmente. Per quanto <strong>i sabotatori</strong> siano esperti nelle arti occulte, <strong>restano pur sempre vulnerabili a freddo e fame</strong>.</p>
<p>Da ciò derivano <strong>le decisioni più difficili del gioco</strong>. Il <strong>combustibile</strong> può essere usato <strong>sia per la caldaia che per il fornello</strong>. È meglio patire la fame per avanzare o viceversa? Meglio consumare il legno per produrre armi o utensili?Quando le provviste scarseggiano è meglio darsi alla carne umana o sperare che arrivino altre fonti di cibo?</p>
<h3>Differenze con Among Us</h3>
<p>La prima differenza tra Dread Hunger e Among Us è che <strong>i sabotatori possono effettivamente collaborare</strong> con gli altri anziché fingere, cosa che rende più semplice raggirare gli altri giocatori per ottenere la loro fiducia. La seconda differenza è che ogni giocatore ha una propria &#8220;specializzazione&#8221;: ogni personaggio selezionabile è unico per ciascuna lobby e ha bonus passivi che lo rendono più efficiente nel proprio mestiere.</p>
<p>La terza differenza, stavolta in negativo, è la <strong>totale assenza di una chat scritta</strong>, né aperta né semi-strutturata. Non ci sarebbe bisogno di menzionare questo aspetto, se non fosse che<strong> i giocatori sono costretti ad avere un microfono</strong> decente per l&#8217;esperienza intesa di gioco. Il problema più grosso da questo punto di vista è l&#8217;impossibilità di trovare una lobby non cinese.</p>
<p>Al momento della stesura di questa recensione, <strong>il 100% delle lobby funzionanti è localizzato interamente nel Sud-Est asiatico</strong>. Qualche giocatore penserà di poter parlare anche il coreano o giapponese. Ebbene <strong>persino nelle lobby in cui la lingua dichiarata è diversa</strong> ci sono esclusivamente giocatori cinesi.</p>
<p>Non fraintendere. Non è certo colpa degli sviluppatori se il loro gioco sta spopolando in Cina. Tuttavia se pensi di poterci giocare in compagnia, sarà bene convincere altri 3-7 conoscenti a comprarlo. Essendo fondamentalmente un gioco cooperativo, <strong>sarebbe stato meglio sviluppare prima una open beta per avere un&#8217;utenza di base</strong> su ciascun server.</p>
<h3>I temi</h3>
<p>I temi di Dread Hunger sono riconducibili alle opere citate sopra. Sebbene <strong>non sia spiegato esplicitamente nel gioco come funziona il soprannaturale</strong>, o come mai ci siano individui che remano contro, questo <strong>senso di ambiguità si ritrova nell&#8217;alieno</strong> di Who goes there.</p>
<p>La<strong> comunicazione</strong> tra i giocatori <strong>è sempre adombrata dalla paranoia che vige su di essi</strong>. Dopo tutto, ci sono 2 pericolosi  intrusi a piede libero. Oppure,<strong> se il gioco di ruolo non dovesse essere il tuo forte</strong> puoi sempre fare un montaggio di momenti divertenti da mettere su Youtube.</p>
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="A &quot;Dread&quot; first experience" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/aUwg56DHR2E?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
<p>Naturalmente si può trovare il brivido della scoperta. Nelle premesse di tutte e tre le storie gli esseri umani si trovano letteralmente ai confini del mondo per mapparlo o cercare di comprendere più a fondo la natura. Sfortunatamente da questo punto di vista lo scontro con il gameplay è inevitabile.</p>
<p>A meno di avere mappe generate casualmente, <strong>dopo poche sessioni di gioco si capisce ad istinto quale sia il percorso migliore</strong>, fatta eccezione per il posizionamento di totem e risorse ridistribuite in ogni sessione. <strong>Non è necessariamente un difetto ma le mappe sono 3, e il replay value ne risente</strong>.</p>
<p>C&#8217;è infine un <strong>morboso fascino per gli ambienti freddi</strong> e inospitali dei circoli polari. Una sensazione atavica che va al di là del puro interesse scientifico. Forse dipende dalla conquista, forse dal desiderio di scoperta. Quale che sia la ragione, <strong>dominare gli elementi ci fornisce sempre un senso di sicurezza</strong>, il più delle volte immeritata. Il freddo non discrimina. Il freddo non ha un verso morale. Il freddo non perdona.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-389493 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/02/DH5.jpg" alt="Dread Hunger recensione" width="1917" height="1080" title="Dread Hunger: la Cosa di John Carpenter nel 1845"></p>
<p>In conclusione, sulla punta dell&#8217;iceberg c&#8217;è veramente un buon gioco che può tenere impegnati gli appassionati del genere per diverse ore. Sotto la superficie dell&#8217;acqua però c&#8217;è un corpo sommerso di problemi, perlopiù tecnici, difficili da ignorare.</p>
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