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	<title>Dragon Spira &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Dragon Spira, recensione (Nintendo Switch)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Exe Create Inc. e pubblicato da Kemco, Dragon Spira rientra pienamente nell’ormai immenso catalogo di giochi di ruolo old school in 2D firmati Kemco stessa. Questa volta, a spiccare come elemento “originale” dell’opera è una sorta di tabellone con caselle e punti alla Mario Party dove far avanzare il nostro personaggio accumulando esperienza [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato da <strong>Exe Create Inc.</strong> e pubblicato da <strong>Kemco</strong>, Dragon Spira rientra pienamente nell’ormai immenso catalogo di giochi di ruolo old school in 2D firmati <a href="https://www.icrewplay.com/kemco-rpg-selection-vol-8-xbox/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kemco </a>stessa. Questa volta, a spiccare come elemento “originale” dell’opera è una sorta di tabellone con caselle e punti alla Mario Party dove far avanzare il nostro personaggio accumulando esperienza e bonus di vario genere. Noi abbiamo affrontato questa nuova epopea in salsa fantasy su <a href="https://www.nintendo.com/it-it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nintendo Switch</a> e questa è la nostra recensione! Pronto a salvare il mondo per l’ennesima volta?</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe title="RPG Dragon Spira - Official Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/1pOKBT91K00?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Dragon Spira e una nuova avventura fantasy</h2>



<p>Dragon Spira prova a raccontare una <strong>storia </strong>che possa coinvolgere e trascinare fino alla fine ma inciampa in diverse problematiche. La prima e più impattante, è l’eccessiva verbosità di alcuni momenti. Orfano di qualsiasi sprite in 2D o vago sentore da visual novel come altri titoli firmati sempre Kemco, Dragon Spira sceglie di far parlare direttamente i personaggi in pixel art con animazioni sì nostalgiche ma anche molto primitive e ridondanti. Questo, accompagnato a lunghi minuti di battute ben poco emozionanti, appesantiscono non poco lo scorrere delle vicende.</p>



<p>Il problema è che i <strong>personaggi </strong>stessi, partendo proprio dal protagonista, abusano di cliché e faticano a distinguersi dal vasto oceano di titoli simili, molti dei quali, ancora una volta, proprio proposti da Kemco stessa. Ma volendo procedere con ordine, andiamo a osservare la macro trama di Dragon Spira. Circa mille anni fa, un essere divino creò il mondo e sei particolari uova. Da queste, nacquero le <strong>Bestie Spirituali</strong> incaricate dal divino stesso di vegliare sul creato preservandone la pace e la prosperità.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/01/Dragon-Spira-recensione-1024x576.jpg" alt="Dragon Spira, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-553431" title="Dragon Spira, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<p>Ma le <strong>Bestie </strong>si ritrovarono a ribellarsi venendo così punite dal loro creatore e sigillate nuovamente all’interno delle rispettive uova. Non solo, deluso, il divino abbandonò del tutto il mondo, lasciando al suo posto <strong>l’umanità</strong>, una Spada Divina e il Seme della Speranza. Questi tre elementi, neanche a dirlo, andranno a collegarsi fra loro vedendo come artefice principale proprio noi: l’eletto di turno, nonché nuovo futuro eroe del creato. Come avrai potuto notare, il canovaccio narrativo di Dragon Spira non spicca affatto per originalità e l’assenza di personaggi realmente unici e carismatici, non fa che aggravare il tutto.</p>



<p>Nasce così una storia abbastanza telefonata e prevedibile, quasi del tutto priva di mordente e dal ritmo in alcuni casi esageratamente <strong>compassata</strong>. In poche parole, la narrazione sembra quasi secondaria se non fosse che occupa decisamente più spazio del previsto smarrendosi in giri di parole poco necessari e che non riescono a stendere una lore realmente accattivante. Detto ciò, è bene scoprire com’è il gameplay del nuovo titolo Kemco!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/01/Dragon-Spira-recensione-68-1024x576.jpg" alt="Dragon Spira, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-553430" title="Dragon Spira, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un classico con un tabellone da gioco </h2>



<p>Dragon Spira è un<strong> gioco di ruolo di stampo estremamente classico</strong>, in pixel art 2D e con combattimenti rigorosamente a turni a cui si sommano incontri casuali con nemici invisibili a schermo. Un sistema quindi molto classico e ben poco originale ma che ha il vanto di poter risultare facilmente nostalgico oltre che accessibile e facile da padroneggiare. D’altronde l’interfaccia stessa è ormai tipica dei titoli Kemco, celando al suo interno anche attività giornaliere oltre allo shop che collega a DLC opzionali con cui agevolare l’esperienza di gioco, soprattutto le tediose fasi di grinding. </p>



<p>Tra attacchi semplici, abilità, personaggi con relative statistiche ed equipaggiamenti di vario genere, a spiccare in Dragon Spira è il<strong> tabellone dell’esperienza</strong>. Trattasi di un tabellone multicolore con caselle in perfetto stile Mario Party che sembra cozzare con quasi tutto il resto del titolo. La funzione è quella di investire determinati punti ottenuti trionfando in battaglia per far progredire il nostro team incassando di volta in volta determinati bonus in termini di statistiche o anche di oggetti. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/01/Dragon-Spira-recensione-457-1024x576.jpg" alt="Dragon Spira, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-553429" title="Dragon Spira, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<p>Un sistema sicuramente interessante ma fine a se stesso e che diventa presto parte di un loop ormai noto al genere, ossia quello di investire i punti esperienza raccolti. Così come è abbastanza prevedibile il sistema di esplorazione proposto dal titolo. Dalla macro mappa di gioco alle città, passando per i decisamente poco ispirati dungeon, Dragon Spira riprende gli <strong>elementi classici</strong> di un fantasy e li ripropone con una certa pigrizia non riuscendo a spiccare in identità neanche col bestiario, decisamente troppo standard e “<strong>già visto</strong>”. </p>



<p>Non migliorano i <strong>dungeon</strong>, spesso monocromatici o con un eccessivo riciclo di asset grafici, appesantiti da percorsi scarsamente ramificati. Da segnalare, invece, la possibilità di allevare e far crescere una Bestia Spirituale, con tanto di evoluzioni legate però alla storia stessa. Il tutto quasi in stile <strong>Pokémon </strong>seppur con le dovute differenze. Nota finale in merito alla natura stessa del titolo che, come gran parte delle opere Kemco, è pensato principalmente per il mondo mobile venendo poi successivamente trasportata su console. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/01/Dragon-Spira-recensione-5764846-1024x576.jpg" alt="Dragon Spira, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-553427" title="Dragon Spira, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, Dragon Spira usa una pixel art molto semplice, nostalgica ma anche poco originale e abbastanza anonima. Il risultato finale è quindi funzionale all’esperienza ma fatica a restare nella memoria. Stesso discorso per le animazioni, fin troppo semplici e per il bestiario, boss inclusi, quasi tutti “già visti” in altre forme. Discorso analogo anche per il <strong>sonoro </strong>che svolge il suo dovere senza grossi balzi di originalità.</p>



<p>In compenso, le musiche raramente risultano ridondanti o fastidiose. Risulta invece abbastanza fastidiosa, la totale <strong>mancanza della lingua italiana</strong>. Il motivo è, ancora una volta, legato alla verbosità del titolo che, seppur usi frasi facilmente comprensibili, richiede un impegno maggiore per essere compreso al meglio.</p>



<p></p>
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