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	<title>Dragon Ruins &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Dragon Ruins, recensione (Nintendo Switch)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato e pubblicato da Graverobber Foundation in sinergia con Kemco, Dragon Ruins è un piccolo gioco di ruolo esclusivamente single player e lineare, identificabile come dungeon crawler stile Etrian Odyssey (seppur con le dovute e generose differenze) e un sistema di combattimento automatico. Noi siamo andati a sfidare il drago su Nintendo Switch e questa [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato e pubblicato da<strong> Graverobber Foundation</strong> in sinergia con <a href="https://www.icrewplay.com/spirit-valor-recensione-per-nintendo-switch/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kemco</a>, Dragon Ruins è un piccolo gioco di ruolo esclusivamente single player e lineare, identificabile come dungeon crawler stile Etrian Odyssey (seppur con le dovute e generose differenze) e un sistema di combattimento automatico. Noi siamo andati a sfidare il drago su <a href="https://www.nintendo.com/it-it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nintendo Switch</a> e questa è la nostra recensione. Pronto a salvare le terre di Isigwere?</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe title="Dragon Ruins Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/Nb9XC26LGQk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Dragon Ruins e l’ennesima spedizione tra le rovine</h2>



<p>Prima di affrontare la <strong>narrazione </strong>di Dragon Ruins è bene segnalare che il titolo è datato<strong> aprile 2024</strong> su Steam e si tratta quindi di una trasposizione su console, curata da Kemco, di un’opera già precedentemente pubblicata e di cui esiste già un sequel denominato Dragon Ruins 2 con relative espansioni. A differenza però della gran parte di opere a marchio Kemco, questa qui spicca maggiormente per stile e tipologia ludica, elementi che andremo ad approfondire nei rispettivi paragrafi.</p>



<p>Siamo a <strong>Faselei</strong>, capitale di Isigwere, terra palesemente di stampo fantasy, dove è stata rinvenuta un’antica rovina. Ebbene, nei meandri di tale luogo si narra che è rintanata una bestia pericolosa: un drago. La <strong>regina Elisaria</strong> convoca un gruppo di coraggiosi avventurieri incaricandoli di sfidare e sconfiggere la bestia. Compito che, neanche a dirlo, fino ad ora nessuno è riuscito a soddisfare.</p>



<p>Noi gestiamo l’ennesima spedizione, con la possibilità di <strong>selezionare una serie di eroi abbastanza standard </strong>da una rosa di dodici disponibili per dar forma a un vero e proprio party di quattro persone. Essenzialmente, tutto l’impianto narrativo di Dragon Ruins è qui, non c’è altro da sapere o scoprire. Persino i personaggi, seppur resi graficamente in modo interessante e discretamente originale, non offrono elementi narrativi extra di alcun genere e, come vedremo, neanche ludicamente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/08/Dragon-Ruins-recensione-4365-1024x576.jpg" alt="Dragon Ruins, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-545072" title="Dragon Ruins, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Tutto al minimo&nbsp;</h2>



<p>Dragon Ruins è un <strong>gioco di ruolo in 2D</strong> lineare e classificabile come<strong> dungeon crawler</strong>. In pratica, abbiamo un unico dungeon da scoprire, un unico boss finale da raggiungere e un team di quattro personaggi da far livellare per affrontare al meglio le varie battaglie. Tutto qui. Sì, i personaggi tra loro hanno qualche lieve differenza ma, in soldoni, non cambia poi molto.</p>



<p>La struttura ludica in sé è <strong>estremamente minimalista </strong>e in gran parte automatica. Ci muoviamo in un dungeon esteticamente anonima al massimo con una rudimentale visuale in prima persona. A orientarci abbiamo solo una mappa che si crea passo dopo passo dando forma a quello che sarà poi il frutto della nostra esplorazione. Chi vive di pane ed Etrian Odyssey lo sa bene. Ecco, Dungeon Ruins è quanto di più basico ed essenziale il genere possa offrire.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/08/Dragon-Ruins-recensione-5436234636-1024x576.jpg" alt="Dragon Ruins, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-545071" title="Dragon Ruins, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<p>Questo si traduce anche in una <strong>durata decisamente sotto la media</strong> (bastano un paio d’ore) ma che spinge sulla rigiocabilità, aumentando gradualmente la difficoltà dei nemici e del boss stesso. Il problema è che la struttura in sé rischia di stancare dopo poche run, complice un sistema di battaglia automatico che annulla la nostra strategia, limitata quindi all’esplorazione e a decidere quando avanzare e quando invece battere in ritirata per ricaricare le energie del party.</p>



<p><strong>Contenutisticamente</strong>, abbiamo tra le mani un gioco fortemente e volutamente limitato, consapevole del proprio minimalismo che diventa parte stessa della sua identità e forza ludica che va a strizzare l’occhio ai neofiti del genere, dando spazio a una semplicità rara in questo genere di titoli.&nbsp;In effetti, per sintetizzare, per sopravvivere all&#8217;avventura basterà tenere d&#8217;occhio l&#8217;energia vitale dei nostri combattenti e ritirarci investendo parte del denaro ottenuto in modo poi da riprendere successivamente. Eseguire più spedizione è quindi la chiave per trionfare e far crescere al meglio i nostri <strong>guerrieri</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/08/Dragon-Ruins-recensione-54322534254-1024x576.jpg" alt="Dragon Ruins, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-545069" title="Dragon Ruins, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<p>Per quanto riguarda questi ultimi, come anticipato, non si distinguono molto una volta sul campo. A conti fatti, ogni membro progredisce in modo quasi del tutto paritario e persino le &#8220;class&#8221; che li distinguono sembrano più limitate all&#8217;estetica che a effettive tecniche in battaglia. Battaglie che, lo ripetiamo, sono del tutto <strong>automatizzate</strong>, non dandoci quindi modo d&#8217;intervenire direttamente sul campo e semplificando, o indebolendo a seconda dei punti di vista, ulteriormente il lato strategico. </p>



<p>Quest&#8217;ultimo è vagamente presente nelle uniche occasioni di &#8220;<strong>potenziamento</strong>&#8221; a nostra disposizione. In breve, combattendo si accumula <strong>denaro</strong> che può essere investito una volta tornati &#8220;al sicuro&#8221; procedendo all&#8217;upgrade di livello d&#8217;esperienza dei personaggi, dopo che questi hanno raggiunto il massimo (basta tenere d&#8217;occhio la barra blu vicino all&#8217;avatar del guerriero, una volta che spunta un triangolino giallo, potrai investire soldi per farlo salire di livello), oppure procedendo dal fabbro e potenziandone passivamente e permanentemente l&#8217;arma. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/08/Dragon-Ruins-recensione-54322543-1024x576.jpg" alt="Dragon Ruins, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-545070" title="Dragon Ruins, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, Dragon Ruins alterna alti e bassi. Se il dungeon in 3D è estremamente spoglio e anonimo e poco accattivante, nonostante un aspetto retrò e quindi anche funzionalmente nostalgico, dall’altra abbiamo degli artwork in 2D pixellosi dei membri del party e dei nemici ben realizzati e dotati di un filtro che rende il tutto ancora più nostalgico e coeso. L’impatto generale, nel suo onnipresente minimalismo, funziona e svolge quindi il suo compito.</p>



<p>Il <strong>sonoro </strong>fa un passetto in avanti in più, riuscendo a donare l’avventura di tracce audio orecchiabili e appaganti seppur inevitabilmente cicliche. Da segnalare che il titolo si difende bene in entrambe le modalità offerte dall’ibrida Nintendo anche se è quella portatile che riesce a dare maggior compattezza al minimalismo offerto dal titolo. Infine, il gioco è <strong>orfano della lingua italiana.</strong> Un’assenza accettabile considerando che non c’è poi molto da leggere.</p>
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