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	<title>Detective &#8211; The Test &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Detective &#8211; The Test, la recensione (PlayStation 5)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Ribaudo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Apr 2025 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Se sin da piccoli abbiamo tutti giocato almeno una volta a guardia e ladri o a improvvisarci investigatori, anche con i videogiochi possiamo spesso dare sfogo alle nostre fantasie. Sono tantissimi, infatti, i titoli che ci permettono di scoprirci novelli Marlowe e di risolvere casi più o meno complessi, più o meno cruenti. Al genere [&#8230;]]]></description>
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<p>Se sin da piccoli abbiamo tutti giocato almeno una volta a <strong>guardia e ladri</strong> o a improvvisarci <strong>investigatori</strong>, anche con i videogiochi possiamo spesso dare sfogo alle nostre fantasie. Sono tantissimi, infatti, i titoli che ci permettono di scoprirci novelli <strong>Marlowe</strong> e di risolvere casi più o meno complessi, più o meno cruenti.</p>



<p>Al genere dei <strong>gialli “interattivi”</strong> appartiene la serie <a href="https://www.icrewplay.com/detective-the-motel-recensione-playstation-5/" data-type="post" data-id="534640"><em>Detective</em> </a>di <strong>K148 Game Studio</strong>, di cui oggi giocheremo il capitolo <strong>The Test</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Elementare (per davvero) Watson</strong></h2>



<p>Va detto che <strong>probabilmente impiegherai più tempo a leggere questa recensione che a giocare direttamente il titolo</strong>; del resto, io stesso avrei potuto giocare tutta la serie <em>Detective</em> durante lo stesso arco di tempo.<br>Questo perché parliamo di un titolo <strong>veramente semplice</strong>, al limite del banale; infatti, veniamo <strong>immediatamente catapultati in azione</strong> senza troppi preamboli.<br>Teoricamente dovremmo essere un detective incaricato di risolvere i casi a cui nessuno dei suoi colleghi vuole lavorare, ma <strong>nella realtà dei fatti manca qualsiasi pretesa di immedesimazione</strong>.<br>Già dalla schermata principale del gioco, scopriamo di avere <strong>solo tre casi a disposizione</strong> (come negli altri capitoli) e basterà selezionarne uno per arrivare sulla scena del crimine.<br>Di fatto, con una <strong>totale mancanza di verosimiglianza</strong>, il nostro protagonista <strong>non ha né un nome né un background</strong> e al tempo stesso <strong>arriveremo sul luogo del delitto senza alcuna introduzione o idea di cosa sia successo</strong>.</p>



<p>Anzi, addirittura, nonostante nel menu principale si vedano dei lampeggianti che fanno pensare alla presenza delle forze dell’ordine, <strong>saremo totalmente soli sulla scena del crimine</strong>, come se nessuno fosse mai intervenuto (niente corner, testimoni, scientifica).</p>



<p>Il tutto si spiega in funzione del <strong>semplicissimo gameplay</strong> finalizzato a inserire nel tablet che portiamo sempre con noi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>i nomi dei protagonisti della vicenda</li>



<li>eventuale data/ora del delitto</li>



<li>vittima e colpevole</li>
</ul>



<p>Ci troviamo quindi più di fronte a un <strong>walking simulator</strong> che a un vero e proprio gioco investigativo, dal momento che <strong>dovremmo trovare le prove girando per gli ambienti che compongono il livello</strong>.<br>Tutti gli elementi andranno ricercati <strong>nell’ambiente a nostra disposizione</strong>, con risultati alterni:<br>per esempio, in uno dei tre casi, <strong>la soluzione è fornita su un piatto d’argento</strong> e impiegheremo <strong>non più di un paio di minuti</strong> per risolvere il tutto.</p>



<p>Va detto anche che <strong>non sempre sarà necessario esplorare per intero il circondario</strong>, in quanto <strong>esaminando alcuni indizi possiamo arrivare tranquillamente alla soluzione</strong>.<br>In uno dei casi, per esempio, un indizio fondamentale sembrerebbe essere <strong>uno smartphone bloccato</strong>, che presenta un enigma <strong>difficilmente risolvibile</strong> per arrivare al PIN di sblocco, e che tuttavia <strong>può essere tranquillamente tralasciato ai fini della soluzione</strong>.<br>L’obiettivo finale per il nostro <strong>detective sconosciuto</strong> è quindi <strong>risolvere il caso ottenendo una valutazione più alta possibile (A+)</strong>.<br>Nel caso di eventuali dubbi, si potranno <strong>inviare le soluzioni parziali tramite tablet</strong>, senza che questo <strong>infici il voto finale</strong>.</p>



<p>I tre casi, tutti omicidi, sono ambientati in:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>una casa (apparentemente <strong>più grande dall’esterno che non all’interno</strong>)</li>



<li>una sorta di campeggio con dei bungalow</li>



<li>un ristorante abbastanza generico</li>
</ul>



<p>Per completare i tre casi, <strong>raccogliendo tutte le prove e risolvendo gli eventuali enigmi (elementari anche questi)</strong>, sono necessari <strong>non più di 10 minuti</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Segnali di stile</strong>: comparto grafico e audio</h2>



<p>Trattandosi di un <strong>titolo realmente banale</strong>, non riescono ad emergere in maniera positiva neppure i comparti <strong>sonoro e visivo</strong>.</p>



<p>Per quanto riguarda il <strong>comparto visivo</strong>, abbiamo la costante sensazione di <strong>girare per delle scatole vuote</strong>, senz’anima e costruite come <strong>quinte sceniche di una serie TV scadente</strong>.<br>Nonostante gli sviluppatori abbiano cercato di proporre degli ambienti variegati, <strong>il riutilizzo di numerosi elementi e texture è evidente</strong>, rendendo il tutto estremamente piatto.</p>



<p>Il <strong>comparto sonoro</strong> è <strong>quasi inesistente</strong>, se non per alcuni <strong>effetti sonori</strong> che potremo udire nel corso delle indagini.</p>



<p></p>
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