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	<title>Deck of Ashes &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
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	<title>Deck of Ashes &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<item>
		<title>Recensione Deck of Ashes: Complete Edition &#8211; Complesso, forse troppo&#8230;</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/recensione-deck-of-ashes-complete-edition/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Regano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sony]]></category>
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					<description><![CDATA[Il medium videoludico, nei suoi decenni di esistenza, ci ha insegnato come la trasposizione di opere nate in contesti del tutto diversi (romanzi, film, giochi da tavolo…) sia certamente possibile, ma non si riveli sempre un successo. Basti pensare ai tie in di pellicole di ogni sorta che pad alla mano sfociano spesso e volentieri [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il medium videoludico, nei suoi decenni di esistenza, ci ha insegnato come la trasposizione di opere nate in contesti del tutto diversi (romanzi, film, giochi da tavolo…) sia certamente possibile, ma non si riveli sempre un successo. Basti pensare ai <strong>tie in</strong> di pellicole di ogni sorta che pad alla mano sfociano spesso e volentieri in capolavori del trash, oppure alle <strong>trasposizioni in formato videoludico</strong> di giochi da tavolo, che rischiano di reinventare in maniera fin troppo farraginosa e complessa le meccaniche che nella vita reale vengono affidate a carta e penna.</p>
<p>Uno dei casi sicuramente più emblematici è quello delle trasposizioni videoludiche dei <strong>giochi di carte collezionabili</strong>. A farla da padrone in questo campo c’è ormai da decenni <strong>Magic The Gathering</strong>, che sta macinando successi anche nei suoi formati digitali: <strong>MTG Online</strong> e soprattutto <strong>MTG Arena</strong>; non mancano però anche incarnazioni digitali di <strong>Yu-Gi-Oh!</strong>, la cui versione <strong>Master Duel</strong> ha conquistato migliaia di giocatori in tutto il mondo, o <strong>Hearthstone</strong>, nato appositamente in versione digitale con delle feature impossibili da replicare durante una partita reale.</p>
<p>Se l’appena citato Hearthstone è l’esempio più calzante di come si possa concepire da zero un videogioco che vada a <strong>replicare le meccaniche</strong> dei giochi di carte collezionabili, c’è da dire che non tutti gli esperimenti analoghi riescono ad andare a buon fine e a colpire il segno; purtroppo, in quest’ultimo caso rientra <strong>Deck of Ashes</strong>, la cui <strong>Complete Edition</strong> è l’oggetto di questa recensione.</p>
<p>Va però chiarito un punto importantissimo prima di addentrarci nel dettaglio nella recensione: la mia prova si è svolta sulla <strong>versione Nintendo Switch</strong> che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non si è rivelata affatto la console adatta al gioco. <a href="https://www.icrewplay.com/deck-of-ashes-la-recensione-di-un-buon-roguelike/" target="_blank" rel="noopener">Qui</a> puoi trovare la nostra recensione della versione base del gioco, che <strong>provato su Steam</strong> si rivela appagante e divertente, ma evidentemente nel <strong>porting su console</strong>, date le oggettive difficoltà di trasposizione dei comandi dovute all’assenza di mouse e tastiera, qualcosa è andato storto, e anche a causa di una <strong>pessima ottimizzazione</strong> sull’ibrida di casa Nintendo ci si ritrova a vivere un’esperienza frustrante che abbatte la qualità del gioco stesso.</p>
<h2><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-402291 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/04/2022042023441200-BD0C2E598190D4EE98498FCFEE3D15D4.jpg" alt="Deck of Ashes: Complete Edition" width="1280" height="720" title="Recensione Deck of Ashes: Complete Edition - Complesso, forse troppo..."></h2>
<h2>Dark Souls, sei tu?</h2>
<p>I <strong>giochi di carte collezionabili</strong> e i <strong>picchiaduro</strong> hanno una cosa in comune: molto spesso nascondono <strong>lore</strong> ricchissime e <strong>trame</strong> molto interessanti che però difficilmente si palesano nel corso di una comune partita durante il gioco. Tocca al giocatore stesso andare alla scoperta di questi mondi di fantasia e ricostruire una storia celata nelle azioni dei personaggi o nei testi di colore delle carte. Deck of Ashes invece, in maniera del tutto atipica per il genere, mette in piedi fin da subito una narrazione (comunque abbastanza lineare) che ci prospetta un oscuro mondo fantasy medievale.</p>
<p>Le tematiche portate a schermo saranno comunque abbastanza scontate e non racconteranno al giocatore niente di originale, e anzi, l’utilizzo di termini (e il contesto nel quale vengono utilizzati soprattutto) come “piaga” e “cenere” ricorda indubbiamente l’immaginario caratteristico dalle opere di casa <strong>FromSoftware</strong> come la serie dei <strong>Dark Souls</strong> e <strong>Sekiro: Shadows Die Twice</strong>.</p>
<p>Va comunque apprezzata la volontà di contestualizzare in maniera quantomeno adeguata l’impianto <strong>roguelite</strong> del gioco (questione che vedremo nel dettaglio più avanti). A risultare leggermente più interessante dal punto di vista della narrazione ci saranno i <strong>background dei personaggi</strong> selezionabili che nasconderanno storie di vendetta, di redenzione o di intricati complotti a seconda dell’avatar che decideremo di utilizzare.</p>
<p>Peccato però che delle storie così diverse tra loro siano ambientate sempre e comunque nelle stesse location e seguano sempre lo <strong>stesso canovaccio narrativo</strong>, non risultando così valorizzate a dovere. A prescindere dal personaggio selezionato per la campagna infatti, ci ritroveremo semplicemente di volta in volta a vagare per terre maledette controllate da un malvagio padrone con cui dovremo scontrarci per poter <strong>progredire nella trama</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-402292 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/04/2022042023463200-BD0C2E598190D4EE98498FCFEE3D15D4.jpg" alt="Deck of Ashes: Complete Edition" width="1280" height="720" title="Recensione Deck of Ashes: Complete Edition - Complesso, forse troppo..."></p>
<h2>Tante idee, troppe idee…</h2>
<p>Come anticipato, di base Deck of Ashes presenta un <strong>gameplay da card game</strong>, che si sviluppa però nel contesto di un <strong>roguelite</strong> nel quale raccogliere e gestire risorse di zona in zona in vista dello scontro col boss della stessa. In ogni mappa quindi ci sarà un <strong>campo base</strong> dove riprendere le forze, acquistare pozioni, migliorare le proprie abilità e mazzo; al di fuori di questo hub centrale poi ci ritroveremo su una <strong>vasta mappa</strong> caratterizzata da eventi casuali, scontri, caselle con dei forzieri da aprire e dungeon ricchi di ricompense.</p>
<p>Come anticipato, ognuno dei <strong>personaggi selezionabili</strong> avrà un suo diverso background, questa differenza si rifletterà anche sul <strong>mazzo iniziale</strong>, riflettendone esattamente lo stile. Potremo quindi scegliere un guerriero che si basa su potenti attacchi fisici quasi esclusivamente a bersaglio singolo, una piromante specializzata in incantesimi di fuoco che applicano danni indiretti agli avversari, un giullare specializzato negli effetti di stato e un mercenario capace di infliggere danni all’intero party avversario.</p>
<p>Si può notare, sia dalla descrizione dei personaggi che dalle caratteristiche roguelite del titolo, come in Deck of Ashes ci siano <strong>parecchie idee</strong>, e sono anche ben utilizzate, tanto da far sembrare il gioco di carte molto più simile a un <strong>dungeon crawler</strong>. Non è assolutamente un punto a sfavore, anzi! Il difetto sta nel fatto che tutte queste caratteristiche vadano talvolta a <strong>cozzare tra di loro</strong>, creando un impianto di gioco farraginoso e a tratti inutilmente complesso, che mette decisamente troppa carne al fuoco che, unita a una difficoltà non da poco, può finire per frustrare il giocatore più che tenerlo impegnato.</p>
<p>Questa complessità si riflette anche nel <strong>regolamento</strong> del gioco stesso; come in Hearthstone, a inizio turno avremo dei <strong>mana</strong> da sfruttare per utilizzare le carte in mano. Ogni mano sarà composta da <strong>cinque carte</strong> e all’inizio di ogni turno andremo a pescare il numero di carte necessario a completare la mano; le carte utilizzate invece andranno a finire nel cosiddetto “Deck of Ashes” una sorta di cimitero dal quale potremo ripescare casualmente le carte quando il mazzo starà per terminare. Alcune carte poi avranno degli <strong>effetti attivabili</strong> solo quando si ritroveranno nel “Deck of Ashes”, starà a noi quindi creare le giuste sinergie tra le stesse, per poter sfruttare il massimo degli effetti da ognuna.</p>
<p>A prescindere da questa complessità, che potrebbe anche fare la gioia dei giocatori più navigati, tanto nei giochi di carte quanto negli Action GDR, ciò che realmente va a compromettere la godibilità del gioco (quantomeno in questa versione per console) sta nei vari <strong>glitch e bug</strong> che rendono davvero snervante l’esperienza. Fin troppo spesso mi è capitato infatti che lo <strong>zoom di alcune carte</strong> rimanesse su schermo e fosse impossibile da rimuovere, compromettendo quindi la visualizzazione del resto della mano e andando quindi a compromettere la partita.</p>
<p>Anche nei momenti dedicati all’<strong>esplorazione della mappa</strong>, c’è un importante <strong>input delay</strong> che rende difficoltoso navigare tra i vari punti d’interesse. Devo ammettere che questa <strong>pessima ottimizzazione</strong> sia un grosso punto a sfavore, soprattutto su Nintendo Switch: l’ibrida della grande N infatti tenta di rendere l’esperienza in portatilità la migliore possibile, integrando anche il touch screen nei controlli, ma il tutto è realizzato in maniera approssimativa e imprecisa, una vera occasione sprecata!</p>

<a href='https://www.icrewplay.com/recensione-deck-of-ashes-complete-edition/2022042023545900-bd0c2e598190d4ee98498fcfee3d15d4/'><img decoding="async" width="1280" height="720" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/04/2022042023545900-BD0C2E598190D4EE98498FCFEE3D15D4.jpg" class="attachment-full size-full" alt="Deck of Ashes: Complete Edition" title="Recensione Deck of Ashes: Complete Edition - Complesso, forse troppo..."></a>
<a href='https://www.icrewplay.com/recensione-deck-of-ashes-complete-edition/2022042020292900-bd0c2e598190d4ee98498fcfee3d15d4/'><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1280" height="720" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/04/2022042020292900-BD0C2E598190D4EE98498FCFEE3D15D4.jpg" class="attachment-full size-full" alt="Deck of Ashes: Complete Edition" title="Recensione Deck of Ashes: Complete Edition - Complesso, forse troppo..."></a>

<h2>Vedere, ma non giocare!</h2>
<p>Per quanto riguarda il suo comparto tecnico, dal punto di vista del <strong>comparto</strong> <strong>grafico</strong> è estremamente interessante e anzi, farà la gioia in particolare degli amanti dell’<strong>animazione anni ’90</strong>, dal momento che carte, sfondi e personaggi sembrano usciti direttamente dalle opere di Genndy Tartakovskij. Un tripudio di dettagli contornati da linee nette e scure, con colori non troppo accesi che riescono a trasmettere alla perfezione le atmosfere decadenti che contraddistinguono il mondo di gioco.</p>
<p>Lo stesso purtroppo non vale per quanto riguarda la <strong>colonna sonora</strong>, decisamente troppo generica e poco memorabile. Una manciata di tracce abbastanza anonime che non andranno a sottolineare a dovere gli <strong>eventi di gioco</strong>, risultando di tanto in tanto anche poco adatte alle situazioni visualizzate a schermo.</p>
<p>In definitiva, Deck of Ashes: Complete Edition non è un brutto prodotto, sviluppa delle buone idee da GDR di ampio respiro schematizzandole nella cornice del <strong>gioco di carte</strong>; purtroppo però non mancano grossi difetti: la versione per console viene fiaccata da importanti <strong>problemi tecnici</strong> che vanno a compromettere la godibilità generale del gioco e le idee proposte potrebbe sembrare troppe a molti giocatori e andare a cozzare tra di loro delineando un prodotto inutilmente complesso.</p>
<p>La <strong>Complete Edition</strong> del gioco inoltre non va ad aggiungere contenuti particolarmente interessanti: qualche skin dei personaggi e una porzione di campagna con nuovi nemici, ma totalmente identica a quella principale, non vanno a giustificare una nuova run o l’acquisto del pacchetto.</p>
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		<title>Deck of Ashes &#8211; la recensione di un Roguelike che sa sorprendere</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/deck-of-ashes-la-recensione-di-un-buon-roguelike/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Cafagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2020 10:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Ultimamente soprattutto sul mercato PC c’è una categoria di titoli che sta spopolando davvero molto, ovvero i Roguelike. Dei giochi dove la morte del proprio personaggio risulta essere permanente. Deck of Ashes rientra in questa categoria, ma offre anche un sistema di deck-building, una meccanica utilizzata anche da altri esponenti del genere. Slay The Spire [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.icrewplay.com/top-10-roguelike-migliori-di-tutti-i-tempi/"><strong>Ultimamente soprattutto sul mercato PC c’è una categoria di titoli che sta spopolando davvero molto, ovvero i Roguelike</strong></a>. Dei giochi dove la morte del proprio personaggio risulta essere permanente. <strong>Deck of Ashes rientra in questa categoria, ma offre anche un sistema di deck-building, una meccanica utilizzata anche da altri esponenti del genere. Slay The Spire è probabilmente l’esempio più famoso</strong> che si possa fare e il suo successo ha portato molti sviluppatori a voler intraprendere la medesima strada.</p>
<p><strong>Deck of Ashes quindi non può essere sicuramente considerato un titolo molto innovativo dato che non cambia molto le carte in tavola dettate dal genere, ma non per questo risulta essere un prodotto meno interessante.</strong> Qualche guizzo di originalità c’è e l’esperienza di gioco risulta essere comunque piuttosto unica soprattutto da alcuni punti di vista. Ma varrà la pena dare una possibilità a questo titolo, oppure è facilmente evitabile? Se vuoi sapere la risposta a questa domanda non ti resta che continuare a leggere la nostra recensione!</p>
<h2>Solo 3 personaggi?</h2>
<p><strong>Deck of Ashes</strong> non possiede una vera e propria storia, ma essendo un Roguelike questo non presenta assolutamente un problema. Quando però sceglieremo il nostro personaggio compariranno delle immagini con un testo volto a spiegare brevemente la sua vita, in modo comunque da avere un briciolo in più di immedesimazione. <strong>Per il momento son disponibili soltanto 3 protagonisti tra cui scegliere</strong> che sono i seguenti:</p>
<ul>
<li><strong>Buck</strong>: il classico omaccione che funge da tank e che usa la forza bruta per risolvere qualsiasi problema si pone sulla propria strada.</li>
<li><strong>Lucia</strong>: una strega specializzata nell’utilizzo di potentissime magie, tutte basate sulle fiamme.</li>
<li><strong>Sly</strong>: un assassino veloce e letale, che sfrutta il veleno per uccidere i propri nemici.</li>
</ul>
<p>So che il primo pensiero che ti sta venendo in mente in questo momento è “ma ci son solo 3 personaggi?”. Beh per il momento sì, ma già da adesso <strong>ognuno di essi è davvero molto personalizzabile</strong> quindi non devi preoccupartene troppo. <strong>L’unica cosa che lascia un poco l’amaro in bocca è la scarsa originalità, difatti alla fin fine troviamo le classiche classi fantasy a cui siamo da sempre abituati</strong> (mago, tank e assassin). Creare dei personaggi un poco più originali avrebbe sicuramente giovato molto al titolo, <strong>ma questa rimane più come una occasione sprecata piuttosto che un vero e proprio difetto.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-225440 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/05/deck-4.jpg" alt="Deck of Ashes" width="1920" height="1080" title="Deck of Ashes - la recensione di un Roguelike che sa sorprendere"></p>
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<h2>Un gameplay non innovativo ma comunque ottimo</h2>
<p><strong>Deck of Ashes propone un gameplay piuttosto classico per il genere e prende quindi spunto da giochi come Slay the Spire, ma aggiungendo qualche tocco di originalità</strong>. Ognuno dei nostri personaggi possiede un mazzo diverso all’inizio del gioco, che potrà essere composto personalmente dal giocatore o semplicemente si può scegliere una versione già fatta (i neofiti dovrebbero optare per questa seconda opzione). Il combattimento si svolge a turni e potremo giocare quante carte vogliamo a patto di possedere il mana sufficiente per farlo.</p>
<p><strong>All’inizio di ogni turno infatti guadagneremo 5 mana che saranno spendibili con le varie carte e che possono avere degli effetti davvero molto vari. Fino a qui tutto sembra essere piuttosto simile a un qualsiasi Roguelike con deck-building, ma la novità arriva quando esauriremo tutte le carte. Perché al contrario di altri titoli, in Deck of Ashes il mazzo non si rigenera da solo</strong>, bisognerà quindi sacrificare dei punti vita per poter utilizzare nuovamente le carte.</p>
<p>Questo porta a un uso più ragionato delle proprie risorse, per evitare di morire in maniera prematura a causa di questa meccanica. Un piccolo neo nel gameplay sono gli attacchi dei nemici che risultano essere poco chiari, soprattutto per chi magari ha appena iniziato il titolo. Progredendo nella partita si potranno acquistare molti potenziamenti che riguardano le carte o addirittura il personaggio stesso, le opzioni sono davvero molte!</p>
<p><strong>Insomma a livello di complessità Deck of Ashes si pone un gradino sopra a molti altri titoli dello stesso genere, però risulta comunque essere sempre piuttosto chiaro</strong>, quindi difficilmente ti troverai in qualche modo spaesato. Inoltre gli upgrade verranno fatti quasi sempre in un hub centrale dove si potranno acquistare potenziamenti, cure e altri oggetti utili alla propria avventura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-225438 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/05/deck-2.jpg" alt="Deck of Ashes pareri" width="1920" height="1080" title="Deck of Ashes - la recensione di un Roguelike che sa sorprendere"></p>
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<h2>Le modalità di gioco</h2>
<p><strong>Deck of Ashes propone 2 modalità di gioco diverse e un tutorial piuttosto ben fatto</strong>. I<strong>l tutorial del gioco risulta essere davvero completo</strong> e non mancherà di spiegare ogni meccanica presente nel titolo. All’interno di esso potremo sbloccare dei potenziamenti, affrontare diverse battaglie contro vari tipi di nemici, per poi concludere il tutto con una pericolosa bossfight. Ovviamente non devi preoccuparti se la difficoltà ti sembra essere piuttosto tarata verso il basso, dopotutto si tratta di un tutorial e fidati che nel gioco vero non sarà tanto facile sopravvivere.</p>
<p><strong>La prima modalità di gioco chiamata Campagna è sicuramente la più riuscita delle due</strong>, perché permette di vivere un’esperienza davvero intensa. I<strong>n questa modalità potremo esplorare liberamente la mappa andando in cerca di nemici, tesori, grotte o eventi casuali. Però il tempo non sarà infinito, infatti a un certo punto saremo costretti a tornare all’hub principale di gioco per poi andare ad affrontare una tremenda bossfight.</strong></p>
<p><strong>La Campagna può essere affrontata in 3 diverse difficoltà</strong> (in pratica facile, normale e difficile), ma quella che ti raccomandiamo &#8211; anche se sei all’inizio &#8211; è la seconda, perché ti permette di vivere un’avventura sì difficile ma mai troppo punitiva.</p>
<p><strong>La seconda modalità di gioco è chiamata Badlands e rappresenta un approccio più classico. Ci troveremo infatti a scegliere tra 3 diverse strade, ognuna costellata da nemici e tesori. Alla fine di ognuna di esse si dovrà affrontare una bossfight</strong>, nulla quindi di troppo diverso da quello che offrono altri Roguelike. L’esperienza risulta divertente anche in questa modalità, ma parliamoci chiaro <strong>Deck of Ashes</strong> mostra davvero tutto il suo splendore nella modalità Campagna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-225443 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/05/deck-7.jpg" alt="Roguelike" width="1920" height="1080" title="Deck of Ashes - la recensione di un Roguelike che sa sorprendere"></p>
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<h2>Un lato tecnico ben fatto ma non troppo ispirato</h2>
<p><strong>Deck of Ashes possiede un lato tecnico di tutto rispetto e non ha nulla da invidiare ad altri titoli simili</strong>. Dal punto di vista grafico i vari protagonisti e nemici son realizzati in maniera davvero ottima artisticamente parlando, anche se diverse volte peccano un poco di originalità. Anche per le carte vale lo stesso identico discorso, la mancanza di novità comunque non è eccessiva e non risulta quindi essere un vero problema per il titolo.</p>
<p>Tecnicamente il gioco non dà praticamente mai problemi e durante la mia esperienza non mi è mai capitato di andare incontro a nessun tipo di bug. Il gioco sembra quindi davvero ben confezionato da questo punto di vista e gli sviluppatori stanno lavorando duro per migliorarlo di giorno in giorno.</p>
<p><strong>A breve dovrebbe inoltre arrivare un quarto personaggio chiamato Magnus all’interno di Deck of Ashes che dalle immagini sembra davvero ben realizzato ma soprattutto veramente originale</strong>. Il reparto sonoro del gioco risulta essere forse il punto più basso, dato che non propone nulla di che e molte volte non funziona neanche a dovere. Una pecca che però risulta essere piuttosto trascurabile, speriamo comunque che in futuro venga fixato dagli sviluppatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-225442 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/05/deck-6.jpg" alt="Deck of Ashes world" width="1920" height="1080" title="Deck of Ashes - la recensione di un Roguelike che sa sorprendere"></p>
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<h2>Conclusioni</h2>
<p><strong>Concludendo si può dire che Deck of Ashes è sicuramente un ottimo progetto e che merita assolutamente attenzione</strong>. Il titolo propone un gameplay più complesso rispetto alla concorrenza, ma questa “difficoltà” viene superata facilmente già dopo pochissime ore di gioco. Il titolo propone anche una personalizzazione davvero enorme che permette di creare strategie sempre diverse anche se si utilizza più volte il medesimo personaggio.</p>
<p><strong>La modalità Campagna di Deck of Ashes offre inoltre un’esperienza piuttosto diversa dai classici Roguelike, perché ci mette a disposizione una mappa aperta che potremo visitare come meglio crediamo, almeno fino a quando il boss non farà la sua comparsa e ci costringerà a lottare per portare in salvo la pelle. Un piccolo scoglio per alcuni giocatori potrebbe essere la mancanza della lingua italiana, anche se questo non dovrebbe creare particolari problemi, dato che non sono presenti testi lunghi all’interno del gioco.</strong></p>
<p><strong>Graficamente parlando Deck of Ashes presenta un’ambientazioni simile a quella proposta da Darkest Dungeon con dei personaggi e mostri davvero ben realizzati, ma che purtroppo diverse volte peccano di originalità.</strong></p>
<p><strong> Il titolo è quindi consigliato sia a chi è appassionato di Roguelike che utilizzano un sistema deck-builing, ma non solo. Deck of Ashes può essere infatti goduto anche da un completo neofita grazie al suo tutorial davvero ben realizzato. Insomma dovresti dargli una possibilità anche se non ti sei mai avvicinato a questo genere videoludico. <a href="https://store.steampowered.com/app/1016730/Deck_of_Ashes/" target="_blank" rel="noopener">Ti ricordiamo anche che su Steam viene venduto ad un prezzo davvero accessibile, quindi non hai proprio scuse per non provarlo!</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-225444 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/05/deck.jpg" alt="Deck of Ashes recensione" width="1920" height="1080" title="Deck of Ashes - la recensione di un Roguelike che sa sorprendere"></p>
<p>&nbsp;</p>
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