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	<title>Deathtrap Dungeon: The Interactive Video Adventure &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<title>Deathtrap Dungeon: The Interactive Video Adventure &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Deathtrap Dungeon: The Interactive Video Adventure &#8211; recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulio Tenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jan 2020 18:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Steam]]></category>
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					<description><![CDATA[Un videogioco ispirato ad un librogame, per me, è un viaggio diretto per il sentiero della memoria. Se sei un ragazzo giovane probabilmente non sai neanche di cosa sto parlando, ma c&#8217;era un tempo in cui i librigame dominavano il mercato delle librerie. Si trattava infatti di opere narrative che invece di essere lette linearmente, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un videogioco ispirato ad un<strong> librogame,</strong> per me, è un viaggio diretto per <strong>il sentiero della memoria</strong>. Se sei un ragazzo giovane probabilmente non sai neanche di cosa sto parlando, ma <strong>c&#8217;era un tempo in cui i librigame dominavano il mercato delle librerie</strong>. Si trattava infatti di <strong>opere narrative</strong> che invece di essere lette linearmente, <strong>presentavano uno sviluppo diramato su varie possibili alternative</strong> legate a dei paragrafi numerati o alle pagine. Insomma, un incrocio tra <strong>un videogioco narrativo a finali multipli, un libro ed un gioco da tavolo.</strong></p>
<p>La serie di <strong>librigame</strong> più nota in Italia è sicuramente quella di <strong>Lupo Solitario</strong>, ma in realtà ne esistevano davvero tantissimi. Dalle serie legate ai mondi di <strong>Dungeons &amp; Dragons</strong> a quelle che sfruttavano <strong>ambientazioni fantascientifiche, spionistiche</strong> o altri marchi di successo (<strong>Marvel</strong>, per esempio, aveva molti <strong>librigame</strong> nel proprio catalogo). Purtroppo, della vastissima produzione degli anni 80-90, <strong>solo una piccolissima parte è stata tradotta e ha raggiunto l&#8217;Italia</strong>.</p>
<figure id="attachment_201851" aria-describedby="caption-attachment-201851" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-201851" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/01/Deathtrap-Dungeon-01-copertina-originale-177x300.jpg" alt="Deathtrap Dungeon book cover" width="300" height="509" title="Deathtrap Dungeon: The Interactive Video Adventure - recensione"><figcaption id="caption-attachment-201851" class="wp-caption-text">La copertina originale della prima edizione del librogame</figcaption></figure>
<h2>Dall&#8217;originale al primo adattamento</h2>
<p>Tra i clamorosi esclusi, non si può non segnalare proprio <strong>Deathtrap Dungeon</strong>. Scritto da <strong>Ian Livingstone</strong> (co-fondatore di <strong>Games Workshop</strong>) e illustrato da <strong>Iain McCaig</strong> (autore di molti concept di <strong>Star Wars</strong> tra cui quello di <strong>Darth Maul</strong>), questo librogame venne pubblicato la prima volta nel <strong>1984</strong> da <strong>Puffin Books</strong>, come sesta uscita della serie <strong>Fighting Fantasy</strong>. Successivamente è stato poi ristampato da <strong>Wizard Books</strong> nel <strong>2002</strong></p>
<p><strong>Deathtrap Dungeon</strong> è molto famoso all&#8217;estero ed è considerato <strong>uno dei migliori titoli del genere</strong> mai scritti, oltre che <strong>una delle pietre miliari nello sviluppo della popolarità dei librigame</strong>. La storia, molto elementare e semplice, ricorda infatti una tipica avventura di <strong>Dungeons &amp; Dragons</strong>. Il protagonista dovrà avventurarsi nel <strong>labirinto sotterraneo di Fang</strong> per superare la <strong>&#8220;Prova dei Campioni&#8221;</strong> indetta dal <strong>Barone Sukumvit</strong>. Per farlo dovrà uccidere mostri, affrontare trappole e tranelli, collezionare tesori e sperare di raggiungere la fine (vivo) prima di altri cinque avventurieri.</p>
<figure id="attachment_201852" aria-describedby="caption-attachment-201852" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-201852" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/01/Deathtrap-Dungeon-02-gioco-ps1-300x300.jpg" alt="Deathtrap Dungeon ps1 cover" width="300" height="300" title="Deathtrap Dungeon: The Interactive Video Adventure - recensione"><figcaption id="caption-attachment-201852" class="wp-caption-text">La copertina del gioco per PlayStation</figcaption></figure>
<p>Il successo del titolo gli ha permesso di ottenere due seguiti (<strong>Trial of Champions 1986</strong> e <strong>Armies of Death 1988</strong>) e lo ha portato ad espandersi anche fuori dai <strong>librigame, </strong>contaminando anche altri media. Per esempio, ne esiste una versione da gioco di ruolo cartaceo adattata per <strong>d20 system</strong> ed è dal <strong>2011</strong> che si accenna ad un possibile <strong>adattamento cinematografico</strong> per quanto, a conti fatti, non se ne sia mai fatto niente.</p>
<p>Nel <strong>1998</strong> uscì un primo videogioco realizzato, per <strong>PlayStation</strong> e <strong>Microsoft Windows</strong>, da <strong>Asylum Studios</strong> e distribuito da <strong>Eidos Interactive</strong>. Non ne hai mai sentito parlare? Non me ne meraviglio visto che il titolo era a dir poco terribile, un&#8217;<strong>action-adventure in terza persona</strong> che sembrava il fratellino brutto di <strong>Tomb Raider</strong> (che per altro era sempre distribuito da<strong> Eidos Interactive</strong>).</p>
<figure id="attachment_201853" aria-describedby="caption-attachment-201853" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-201853 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/01/Deathtrap-Dungeon-04-team-1024x683.jpg" alt="Deathtrap Dungeon team" width="800" height="534" title="Deathtrap Dungeon: The Interactive Video Adventure - recensione"><figcaption id="caption-attachment-201853" class="wp-caption-text">Il team dietro allo sviluppo del gioco. Da sinistra: Mark Ripley, Ian Livingstone, Eddie Marsan e Matt Spall</figcaption></figure>
<h2>Un nuovo adattamento</h2>
<p>Dopo il tonfo del gioco del <strong>1998</strong>, <strong>Deathtrap Dungeon</strong> ha abbandonato il mondo dei videogiochi&#8230; almeno fino a questa settimana quando, sul catalogo di <strong>steam</strong>, è comparso il titolo di cui parliamo oggi (lo trovi <a href="https://store.steampowered.com/app/1191940/Deathtrap_Dungeon_The_Interactive_Video_Adventure/" target="_blank" rel="noopener"><strong>qui</strong></a>). Questo è il primo lavoro di <strong>Branching Narrative ltd</strong>, casa di produzione che, stando al nome, probabilmente si dedicherà solo ad <strong>avventure grafiche dall&#8217;alto contenuto narrativo</strong>.</p>
<p><strong>Deathtrap Dungeon: The Interactive Video Adventure</strong> tiene effettivamente fede al suo sottotitolo e più che al mondo dei videogiochi, strizza l&#8217;occhio ai <strong>film interattivi</strong> che di recente sono tornati di moda, grazie anche al successo di <strong>Black Mirror: Bandersnatch</strong>. Il desiderio di realizzare un lavoro di alta qualità è inoltre reso evidente dal coinvolgimento di <strong>un attore di primo piano</strong> <strong>come voce narrante e volto del gioco</strong>. Il sorriso beffardo e il pregevole accento inglese di <strong>Eddie Marsan</strong> (Sherlock Holmes, The World&#8217;s End, Deadpool 2, Mission:Impossibile III e molti altri film) ci terranno compagnia per il 99% del titolo.</p>
<p>Qui arriva la <strong>prima brutta notizia</strong> per i giocatori italiani: il titolo non solo è <strong>narrato completamente in inglese</strong>, <strong>ma non presenta alcuna opzione per eventuali sottotitoli</strong>. Fortunatamente <strong>Marsan</strong> è un ottimo oratore e, <strong>se conosci un po&#8217; la lingua, non avrai problemi a seguirlo</strong>, ma è già un primo paletto che potrebbe ostacolare questo titolo nel nostro paese.</p>
<figure id="attachment_201856" aria-describedby="caption-attachment-201856" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-201856 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/01/Deathtrap-Dungeon-06-artwork-in-game-1024x576.png" alt="Deathtrap Dungeon artwork in game" width="800" height="450" title="Deathtrap Dungeon: The Interactive Video Adventure - recensione"><figcaption id="caption-attachment-201856" class="wp-caption-text">Uno degli artwork che vengono mostrati mentre si gioca al titolo.</figcaption></figure>
<h2>La parte ludica</h2>
<p>A livello di gameplay, <strong>Deathtrap Dungeon: The Interactive Video Adventure</strong> adatta in maniera praticamente speculare <strong>il sistema di gioco dell&#8217;opera originale</strong>. Tutto si baserà intorno a tre caratteristiche: <strong>Skill (abilità), Stamina e Luck (fortuna)</strong>. La prima e la terza saranno usate per effettuare delle <strong>semplici prove numeriche</strong> mentre la seconda indicherà <strong>la vita del proprio personaggio</strong>. Tutti e tre i valori potranno variare nel corso del gioco.</p>
<p>Il giocatore, superata l&#8217;introduzione, potrà scegliere tra <strong>tirare casualmente le tre caratteristiche del proprio personaggio</strong> o <strong>scegliere tra tre avventurieri pre-impostati</strong>. Successivamente si otterrà un po&#8217; di <strong>cibo di partenza</strong> (che serve a recuperare stamina) ed <strong>una pozione a scelta</strong> che ci permetterà di aumentare una delle tre caratteristiche bevendola nel corso del gioco. Tutto sarà visualizzato in <strong>una basilare, ma comoda interfaccia a schermo</strong> che ci permetterà di <strong>tenere conto anche del nostro equipaggiamento</strong> (armi, armature, denaro, pietre preziose e altri oggetti raccolti nel dungeon).</p>
<figure id="attachment_201859" aria-describedby="caption-attachment-201859" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-201859 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/01/Deathtrap-Dungeon-07-mappa-1024x576.png" alt="Deathtrap Dungeon mappa" width="800" height="450" title="Deathtrap Dungeon: The Interactive Video Adventure - recensione"><figcaption id="caption-attachment-201859" class="wp-caption-text">Un esempio della mappa in gioco.</figcaption></figure>
<p>L&#8217;interfaccia permetterà inoltre di accedere ad un&#8217;altra utilissima caratteristica: <strong>la mappa del dungeon</strong>. Questa <strong>si aggiornerà in tempo reale</strong> via via che facciamo le nostre scelte e ci muoviamo all&#8217;interno del luogo e <strong>potrà essere aperta in qualsiasi momento</strong> (azione che metterà in pausa il gioco). Oltre a permetterci di capire dove siamo,<strong> la mappa fungerà anche da sistema di salvataggio automatico</strong> e ci renderà possibile ricaricare quasi ogni scelta effettuata in precedenza per tornare indietro e provare qualcosa di diverso, <strong>senza per altro cancellare altri eventuali punti di salvataggio creati prima</strong>. Questa aggiunta da una parte <strong>rende il titolo più facile</strong>, ma dall&#8217;altra <strong>renderà il game over meno punitivo</strong> e potremo sperimentare più soluzioni senza per forza, ogni volta, ricominciare dall&#8217;inizio.</p>
<p>Parlando di <strong>Game Over</strong> questo può avvenire in due modi: o <strong>quando la stamina del giocatore scende a 0</strong> o <strong>perché abbiamo fatto una scelta sbagliata</strong>. Pur essendo pochi esistono infatti dei bivi dove, sbagliando, si andrà incontro alla morte automatica dell&#8217;avventuriero. Viceversa, più spesso, sbagliando <strong>si perderanno dei punti caratteristica, degli oggetti o si sarà costretti ad effettuare delle prove</strong> per evitare che questo avvenga. Queste si svolgeranno con <strong>un tiro casuale di due dadi</strong>, se la somma del risultato sarà <strong>inferiore alla caratteristica coinvolta</strong>, allora si sarà superata la prova.</p>
<figure id="attachment_201870" aria-describedby="caption-attachment-201870" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-201870 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/01/Deathtrap-Dungeon-08-combattimento-1024x576.png" alt="Deathtrap Dungeon combattimento" width="800" height="450" title="Deathtrap Dungeon: The Interactive Video Adventure - recensione"><figcaption id="caption-attachment-201870" class="wp-caption-text">Uno screenshot di un combattimento in Deathtrap Dungeon</figcaption></figure>
<p>Un altro modo in cui si perderà <strong>stamina</strong> è <strong>attraverso i combattimenti</strong>. Questi si svolgeranno con lo stesso sistema che veniva utilizzato nel libro originale. <strong>Sia il giocatore che il mostro tireranno due dadi contemporaneamente ed il risultato sarà sommato al proprio valore di abilità</strong>. Chi otterrà il totale più alto, <strong>infliggerà 2 danni</strong> alla stamina dell&#8217;altro. Prima di attaccare, <strong>si potrà consumare del cibo</strong> o <strong>effettuare una prova di fortuna</strong> per raddoppiare gli eventuali danni inflitti (se questa sarà fallita, tuttavia, saranno i danni subiti a raddoppiare). In caso ci si scontri con più creature, <strong>si potrà danneggiare solo la prima</strong> mentre i tiri contro la seconda saranno usati solo per determinare se si para o meno l&#8217;attacco nemico.</p>
<p>Le <strong>opzioni non sono quindi molte</strong> e gli scontri saranno sempre<strong> decisamente lineari</strong>. I tiri casuali saranno infine  gestiti tramite <strong>un lancio di dadi 3D</strong> che ricorda molto quello usato da<strong> roll20</strong> (per chi non lo conoscesse, questo è un sito che permette di creare sul web un tavolo digitale condiviso per giochi di ruolo cartacei). Anzi, a voler essere del tutto onesti, <strong>quello del noto sito di gdr è più dettagliato e ha molti effetti in più</strong> rispetto a quello che si vede qui.</p>
<h2>La realizzazione tecnica</h2>
<p>Scendendo nei dettagli <strong>grafici/narrativi</strong> del gioco, questo si presenta come <strong>un adattamento ultra-fedele del librogame originale</strong>. <strong>Eddie Marsan</strong> leggerà e reciterà direttamente dall&#8217;opera scritta i vari paragrafi, limitandosi a dare <strong>un minimo di interpretazione e gestualità</strong> nei (pochi) dialoghi presenti e nelle scene d&#8217;azione. Per gran parte del tempo <strong>ti ritroverai tuttavia a fissare solo il suo bel faccione in primo piano</strong>.</p>
<p><strong>Il gioco aggiunge ben poco alla narrazione originale</strong>. Giusto <strong>qualche effetto audio</strong> che, tuttavia, <strong>a volte sovrasterà la voce di Marsan</strong> rendendo difficile comprendere le sue parole, e <strong>qualche disegno in sovra-impressione</strong>. Questi non saranno altro che <strong>le tavole originali di Iain McCaig</strong> riproposte di volta in volta come nel<strong> librogame</strong> (quasi tutte in bianco e nero).</p>
<figure id="attachment_201871" aria-describedby="caption-attachment-201871" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-201871 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/01/Deathtrap-Dungeon-09-in-game-1024x576.png" alt="Deathtrap Dungeon gameplay" width="800" height="450" title="Deathtrap Dungeon: The Interactive Video Adventure - recensione"><figcaption id="caption-attachment-201871" class="wp-caption-text">Eddie Marsan aspetta che tu faccia la tua scelta</figcaption></figure>
<h2>Un buon lavoro&#8230; anche troppo</h2>
<p>Concludendo la nostra recensione, <strong>Deathtrap Dungeon The Interactive Video Adventure</strong> è una buona avventura grafica, <strong>molto fedele al materiale originale</strong>. Proprio questo è però, a mio parere, <strong>il suo peggior problema</strong>. Quale è, infatti, <strong>il pubblico di riferimento</strong> di questo titolo? Dubito che un giovane ragazzo possa davvero appassionarsi ad una storia così tradizionale quindi si rivolge a chi, come me, giocava in passato ai<strong> librigame</strong>. Rispetto al libro però, <strong>il gioco non aggiunge praticamente nulla</strong>. Se l&#8217;opera originale fosse introvabile, capirei questa scelta, ma <strong>si può tranquillamente acquistare da Amazon a 5.50 euro</strong>, quasi la metà di quanto costa il gioco su <strong>Steam</strong> (8.99 euro)!</p>
<p>La grande fedeltà, inoltre, genera un ulteriore difetto: <strong>l&#8217;estrema verbosità dell&#8217;opera</strong>. Quanto suona bene su carta, <strong>non sempre suona altrettanto bene se detto a voce</strong> e se siamo disposti ad accettare lunghissimi paragrafi pieni di aggettivi e descrizioni in un audiolibro, <strong>siamo molto meno disposti ad accettarlo in un&#8217;avventura grafica</strong>. Ci troveremo frequentemente a fissare il soffitto annoiati all&#8217;ennesima descrizione eccessiva, non aiutati dal fatto che<strong> l&#8217;unica cosa che vedremo sarà il volto di Marsan</strong>. Inoltre, nei combattimenti,<strong> spesso la voce narrante andrà a ripetersi</strong> e, per quanto l&#8217;accento inglese sia piacevole, alla sedicesima volta che si sentiranno le stesse parole, sarà difficile non provare un po&#8217; di fastidio.</p>
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