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	<title>Dear Esther &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<title>Dear Esther &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Dear Esther: il gioco che non è un gioco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Leo Skywalker]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2019 19:30:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Salve! Ti do il benvenuto in questa nuova recensione, qui è Leo Skywalker e oggi ti mostrerò un gioco tanto raffinato e particolare che racchiude in sé una storia malinconica. Il titolo in questione si chiama Dear Esther e a dire il vero si fa fatica a considerarlo un videogioco. L&#8217;ideale sarebbe definirla avventura grafica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Salve! Ti do il benvenuto in questa nuova recensione, qui è <em>Leo Skywalker</em> e oggi ti mostrerò un gioco tanto raffinato e particolare che racchiude in sé una storia <strong>malinconica</strong>. Il titolo in questione si chiama <strong>Dear Esther</strong> e a dire il vero si fa fatica a considerarlo un videogioco. L&#8217;ideale sarebbe definirla <strong>avventura grafica a tematica artistica</strong> e presto ne scopriremo la ragione. Quest&#8217;opera dunque non è per niente adatta a tutti i tipi di giocatori, bensì è dedicata esclusivamente a una determinata cerchia capace di vivere una <strong>storia emozionante</strong> e lasciarsi commuovere dalla dolcezza delle melodie che avvolgono e <strong>valorizzano</strong> il <strong>messaggio</strong> che gli sviluppatori intendono lanciare. Per cui, se cerchi un titolo dal <strong><em>gameplay</em> corposo</strong> come qualsiasi classico videogioco in circolazione, ti dico subito che questo ti <strong>annoierà a morte</strong>, ma se sei alla ricerca di bei momenti da trascorrere all&#8217;insegna del coinvolgimento emotivo, allora questo è il genere di opera che fa per te. Senza indugiare oltre, ti presento <strong>Dear Esther</strong>.</p>
<h2>C&#8217;era una volta&#8230;</h2>
<p>La storia ci catapulta nei panni di una <strong>figura maschile</strong> a noi sconosciuta, che approda su di un&#8217;isola deserta situata nelle <em>Ebridi,</em> all&#8217;interno dell&#8217;<strong>Arcipelago scozzese</strong>. La sua intenzione è quella di rievocare i bellissimi momenti appartenenti al passato, trascorsi in pace e armonia con <em>Esther:</em> sua <strong>moglie</strong>. Il tuo obiettivo è quello di accompagnare l&#8217;uomo in un <strong>pellegrinaggio silente</strong>, ascoltando nient&#8217;altro che i suoi pensieri e i dolci suoni della natura. Durante il suo cammino affronterà dei <strong>monologhi</strong> e rileggerà alcune vecchie lettere scritte dalla consorte. Queste sono le poche volte in cui il nostro protagonista apre bocca, se non per commentare saltuariamente l&#8217;ambiente circostante. Durante quest&#8217;avventura fatta di <strong>nostalgia</strong>, <strong>solitudine</strong> e <strong>amore</strong>, scopriamo finalmente la storia del nostro misterioso signore e del <strong>dramma</strong> a cui è legato. Per quale motivo il protagonista sceglie di leggere le lettere di <em>Esther</em> su di un&#8217;isola sperduta? E soprattutto, perché lei non è con lui?</p>
<div class="rb-videoresp"><iframe title="Dear Esther Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/8NlWiXzanNI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
<h2>Il gioco&#8230;</h2>
<p><strong>Dear Esther</strong> è un titolo indie sviluppato da <em>The Chinese Room, </em>che inizialmente venne destinato ai <em>PC Microsoft, Mac</em> e sistemi <em>Linux</em>. Successivamente entra anche a far parte della famiglia delle console grazie all&#8217;uscita delle versioni per <em>PlayStation 4</em> e <em>Xbox One</em>. Soltanto a <strong>fine 2019</strong>, a ben sette anni di distanza dalla sua prima apparizione, ecco che ne arriva un&#8217;altra sui dispositivi mobili <em><strong>IOS</strong></em>. Si tratta di un&#8217;<strong>avventura grafica</strong> molto <strong>suggestiva</strong> per un singolo giocatore, è rivolta a un pubblico che abbia già compiuto o superato i <strong>12 anni </strong>e con una buona propensione per i titoli di questo genere. <strong>Dear Esther</strong> può essere scaricato direttamente dall&#8217;<strong><em>App Store</em></strong> al costo di <strong>5,49€</strong>. Come unico requisito minimo è richiesta la versione <em><strong>9.0</strong></em> di <strong><em>IOS</em></strong>. Se possiedi un <em>iPhone 6S</em> o uno più recente, potrai giocarci senza subire <strong>rallentamenti</strong> o problemi simili. Mentre se hai a disposizione dispositivi più <strong>datati</strong>, potresti riscontrarli. Rispetto alle versioni uscite in passato, questa supporta <strong>meno lingue</strong>, tra cui abbiamo: inglese, francese, tedesco, russo e spagnolo. Clamorosamente viene a mancare l&#8217;italiano e questa scelta purtroppo <strong>svalorizza</strong> in modo significativo l&#8217;intera esperienza di gioco. <strong>Dear Esther</strong> infine offre ben <strong>5 livelli di gioco</strong> che il giocatore dovrà esplorare al fine di scoprire il vero senso dell&#8217;opera.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-184420 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/10/dims-1.jpg" alt="Dear Esther: recensione" width="1600" height="900" title="Dear Esther: il gioco che non è un gioco"></p>
<h2>Il Gameplay</h2>
<p>Come abbiamo già appurato poco fa, il <em>gameplay</em> all&#8217;interno del titolo è <strong>del tutto inesistente</strong>. Esso infatti viene totalmente sacrificato a favore della <strong>narrazione</strong> e dello svolgimento della storia, che si rivelerà man mano che entreremo in contatto con luoghi del paesaggio ormai dimenticati. L&#8217;unica azione che il giocatore deve compiere è <strong>muoversi</strong> all&#8217;interno di questi spazi. Per farlo hai a disposizione le due estremità dello schermo del tuo telefono, che si trasformerà in un controller. La parte <strong>sinistra</strong> difatti è dedicata al <strong>movimento del personaggio</strong>, la <strong>destra</strong> invece serve per <strong>ruotare la visuale di gioco</strong>, permettendoti di osservare tutto ciò che ti circonda. Purtroppo la tipologia di gioco a cui appartiene è molto di <strong>nicchia</strong>, quindi la scelta di eliminare la sessione interattiva di gioco può essere condivisa soltanto dagli amanti del genere. Le restanti categorie di gamer invece troveranno il gioco <strong>molto lento</strong> e <strong>pesante</strong> da digerire, tanto da far passar loro la voglia di giocarci. Il coinvolgimento su cui puntano gli sviluppatori resta dunque legato al comparto<strong> artistico</strong> invece che al <em>gameplay.</em> Se la musica, la grafica o la storia non riescono a farti scaturire nessuna sensazione al di fuori della noia, sappi che non è il gioco a essere brutto, bensì non si adatta al tuo modo di giocare.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-184417 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/10/6a0120a8f8e2b8970b0163021c0ea7970d.jpg" alt="Dear Esther: recensione" width="615" height="347" title="Dear Esther: il gioco che non è un gioco"></p>
<h2>Come sarebbe stato se&#8230;</h2>
<p>Questa profonda discrepanza tra gusti e generi videoludici ha stimolato la mia mente, portandola a sviluppare un pensiero: <em>&#8220;Come sarebbe stato <strong>Dear Esther</strong> se gli sviluppatori avessero provato a proporre lo stesso format ma senza rinunciare alla sua giocabilità?&#8221;</em> Effettivamente non sarebbe stata la prima avventura narrativa ad avere un <strong><em>gameplay</em> valido</strong>. Ne troviamo moltissime provenienti dalle software house giapponesi, ma la differenza sta nel fatto che almeno propongono anche parti divertenti, con la quale il giocatore può <strong>variare il ritmo di gioco</strong>. A mio parere un titolo come <strong>Dear Esther</strong> doveva offrire attività alternative alla sola esplorazione, proprio perché in questo modo diventerebbe <strong>meno lento</strong> e adatto a molti più giocatori. Questa piccola aggiunta non lo avrebbe di certo rovinato e non avrebbe neppure modificato la sua <strong><em>lore</em></strong>.</p>
<h2>Realizzazione tecnica: comparto artistico</h2>
<p>A fare da padrone nell&#8217;opera dello studio britannico è senza ombra di dubbio la sfera inerente i <strong>comparti audio e grafici</strong>. Questa coppia arricchisce <strong>Dear Esther</strong> in maniera sublime e dona al titolo ulteriore <strong>fascino</strong> e un tocco di <strong>qualità</strong> in più. La componente grafica è spinta al massimo della sua capacità, considerando che si tratta di un<em>&#8216;app</em> per cellulari. Gli scenari danno la sensazione di essere <strong>reali</strong>, grazie a un <strong>gioco di luci e ombre</strong> che rendono il paesaggio molto <strong>nitido</strong>. Nonostante ci sia quest&#8217;impatto molto appagante, ci vuole ben poco a notare alcuni <strong>piccoli errori</strong>. Facendo attenzione ai particolari, ci si accorge che alcuni elementi naturali come gli <strong>scogli in riva al mare</strong> e gli <strong>arbusti selvatici</strong> sono stati realizzati con <strong>poca cura</strong>. Questo, così come altri elementi simili, smozzeranno l&#8217;aria di perfezione appena assaporata. Ciononostante ci sono anche dettagli degni di nota: l&#8217;ambientazione notturna, le caverne e le zone illuminate naturalmente, incantano grazie alla <strong>naturalezza</strong> con la quale i disegnatori sono stati capaci di esprimerli</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-184418 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/10/DearEsther_LandmarkEdition-_screenshot06.0.0.1487127795.0.jpg" alt="Dear Esther: recensione" width="1200" height="800" title="Dear Esther: il gioco che non è un gioco"></p>
<p>La colonna sonora e la componente audio è il <strong>fiore all&#8217;occhiello</strong> in <strong>Dear Esther</strong>, in quanto contiene delle melodie capaci di <strong>trascinarti</strong> letteralmente all&#8217;interno del dramma dei personaggi, facendoti sentire parte delle emozioni vissute in quei specifici momenti. La musica invero riesce a catturare ogni momento importante del gioco e a renderlo <strong>speciale</strong>. Queste emozioni però non sempre saranno positive: gli effetti sonori come il vento, il suono del mare, dell&#8217;erba e delle goccioline d&#8217;acqua battenti all&#8217;interno delle grotte, danno quel senso di <strong>forte solitudine</strong>, rendendo più cupa la situazione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dear Esther raggiunge anche i dispositivi iOS</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/dear-esther-raggiunge-anche-i-dispositivi-ios/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Leandro Moises]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Aug 2019 07:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[The Chinese Room ci sorprende ancora una volta con il suo spettacolare operato. Non solo ci permette di giocare a Dear Esther sui nostri iphone in questo 2019, ma annuncia anche l&#8217;uscita di Little Orpheus nel 2020, sempre per iOS. Ti ricorderai sicuramente l&#8217;uscita di Dear Esther nel 2012 su PC e 4 anni dopo su [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>The Chinese Room</em> ci sorprende ancora una volta con il suo spettacolare operato. Non solo ci permette di giocare a <strong>Dear Esther</strong> sui nostri iphone in questo 2019, ma annuncia anche l&#8217;uscita di <strong>Little Orpheus </strong>nel 2020, sempre per iOS.</p>
<p>Ti ricorderai sicuramente l&#8217;uscita di <strong>Dear Esther </strong>nel 2012 su PC e 4 anni dopo su console, con vendite che superano più di un milione di copie, per merito della sua narrativa interattiva <strong><em>rivoluzionaria</em></strong>. In questo 2019 potrai rigiocarlo su iOS intraprendendo di nuovo queste avventure. Potrai riascoltare la musica di fondo di <em>Jessica Curry</em> (che per il suo operato ha ricevuto riconoscimenti e nomination da <a href="https://awards.bafta.org/award/2016/games/music" target="_blank" rel="noopener"><strong>BAFTA</strong></a> e <strong>TIGA </strong>) e rivisitare i magnifici paesaggi nella loro grandiosità, grazie alla quale il titolo ha ricevuto tanti elogi come quelli dal <strong>The Daily Telegraph</strong> (quotidiano del Regno Unito, fondato nel 1855): &#8220;La grafica di Dear Esther è magnifica&#8221;.</p>
<p><em>Dan Pinchbeck</em>, cofondatore e direttore creativo di <em>The Chinese Room</em>, dichiara: <em>&#8220;Senza Dear Esther, forse The Chinese Room non esisterebbe neppure, perciò sapere che i giocatori continueranno a esplorare l&#8217;isola alla ricerca di risposte è incredibilmente appagante. I dispositivi iOS offriranno un&#8217;esperienza forse ancora più intima e personale rispetto a quella offerta da PC o console, quindi non vedo l&#8217;ora di capire come potrà influenzare una nuova generazione di videogiocatori.&#8221;</em></p>
<p><em>Gary Dunn</em>, direttore generale di <em>Sumo Digital, </em>ribadisce l&#8217;evento: <em>&#8220;È fantastico che The Chinese Room porterà Dear Esther sui dispositivi iOS per la prima volta. Occupa un posto speciale nei cuori di molti giocatori, quindi è giusto che sia il primo gioco dello studio per iOS. Dear Esther è un&#8217;esperienza narrativa di esplorazione davvero straordinaria e sono felice che prepari la strada per Little Orpheus, che, anche se molto diverso in termini di gameplay, continuerà l&#8217;ottima reputazione di The Chinese Room nella narrazione, quando sarà lanciato su Apple Arcade il prossimo anno.&#8221;</em></p>
<p>In questo e il prossimo anno quindi, la pluripremiata casa produttrice <em>The Chinese Room </em>farà finalmente sbarco su iOS con un gioco che ti ha conquistato nel profondo e un nuovo titolo &#8220;<strong>Little Orpheus&#8221;.</strong> Già dalle prime informazioni conosciamo il suo genere, un&#8217;avventura episodica in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/2.5D" target="_blank" rel="noopener">2.5D</a> di cui aspettiamo l&#8217;uscita con trepidazione per vedere quali fantastiche avventure avrà in servo per tutti noi.</p>
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