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	<title>Dark Veer &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Dark Veer &#8211; la nostra recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Sales]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2019 16:30:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
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					<description><![CDATA[Dark Veer è un titolo molto semplice sia per struttura che per concetto: tutto ciò che dovremo fare sarà “sopravvivere” alla notte. In quella che è una semplice cameretta si annidano dei veri e propri incubi che prenderanno forma nel corso della notte. Avremo a disposizione un totale di sette capitoli di difficoltà crescente per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dark Veer è un titolo molto semplice sia per struttura che per concetto: <strong>tutto ciò che dovremo fare sarà “sopravvivere” alla notte</strong>. In quella che è una semplice cameretta si annidano dei veri e propri incubi che prenderanno forma nel corso della notte. Avremo a disposizione un totale di sette capitoli di difficoltà crescente per la modalità storia ed una modalità “one shot”. Il titolo può essere paragonato a Five Nights At Freddies per ciò che propone come meccaniche di gioco. Il nostro obiettivo sarà infatti quello di far passare la notte bloccando i tentativi di attacco del mostro di turno, evitando quindi il jump scare tipico di questo genere di gioco e il conseguente game over.</p>
<p>Possiamo quindi definire questo Dark Veer <strong>una sorta di &#8220;clone&#8221; di Five Night At Freddies</strong>, e la cosa non è affatto nuova nell&#8217;ambiente videoludico. Capita spesso difatti che da un titolo con una idea vincente e che riscuote un gran successo vengano fuori svariati titoli &#8220;clone&#8221; che <strong>prendano l&#8217;idea iniziale e la ripropongano allo stesso modo cambiando poche cose rispetto al prodotto originale</strong>. Le uniche differenze fra gioco originale e gioco clone sono, il più delle volte, la trama leggermente modificata o livelli e personaggi ridisegnati per sembrare diversi, ma inevitabilmente <strong>si avrà una sensazione di deja-vù</strong>. Dopo questa parentesi sul gioco&#8221;clone&#8221; passiamo ad analizzare gli aspetti principali di Dark Veer.</p>
<h2>Gameplay</h2>
<p>Il gameplay di Dark Veer è strutturato in maniera molto basilare, con pochi comandi a nostra disposizione. <strong>L’obiettivo sarà sopravvivere alla notte fuggendo alle paure del nostro piccolo protagonista che si manifesteranno casualmente</strong>. Avremo a nostra disposizione diverse azioni per impedire di venire spaventati da questi “mostri”. Dovremo <strong>accendere la lampada quando la porta si apre</strong> poiché loro odiano la luce; <strong>quando la finestra si apre dovremo correre a chiuderla;</strong> dovremo <strong>spegnere la sveglia quando inizierà a suonare</strong> visto che il suono di quest’ultima li farà muovere più rapidamente; infine<strong> dovremo addormentarci</strong>, ma per poter dormire dovremo spegnere la luce.</p>
<p>Tutte le azioni descritte saranno assegnate al tasto x, ci basterà avvicinarci al punto interessato e premere il tasto per poter interagire. <strong>La modalità storia è composta da sette livelli di difficoltà crescente</strong>, da very easy a very hard, e più sarà alta la difficoltà più sarà difficile sopravvivere a questa sorta di mostri che ci attaccheranno. Inoltre <strong>ogni livello avrà un’azione aggiuntiva</strong> da fare per impedire l’arrivo dei mostri. In più in ogni livello ci sarà un pupazzetto a forma di scimmia nascosto in ogni livello da trovare come sfida opzionale. Oltre alla modalità storia il gioco ha <strong>una modalità chiamata “one shot”</strong> che ci consentirà di giocare una partita senza fine con il solo scopo di sopravvivere il più a lungo possibile e di ottenere il punteggio più alto; potremmo definirla una modalità sfida.</p>
<h2>Grafica e sonoro</h2>
<p><strong>Dal punto di vista grafico il gioco pecca non poco</strong>, nonostante riesca a creare un&#8217;ottima atmosfera con una stanza piuttosto piccola da esplorare e con la sola luce della lampada ad illuminare l’ambiente, l’impatto visivo è piuttosto fastidioso. Il titolo presenta una telecamera in prima persona adatta al tipo di gioco, ma <strong>l’aspetto pixeloso rende il tutto abbastanza strano da vedere</strong>, sembra quasi un effetto sgranato che alla lunga potrebbe risultare fastidioso alla vista. <strong>Ottimo invece il comparto sonoro</strong>, con suoni cupi, rumori improvvisi da parte del mostro di turno, i suoni della porta o della finestra che si aprono improvvisamente o della sveglia che suona e ultimo, ma non meno importante, il respiro spaventato del protagonista che contribuirà al fattore ansia che dovrebbe suscitare il gioco.</p>
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