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	<title>Creepy Brawlers &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Creepy Brawlers, l’orrore venuto dal passato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Ribaudo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Dec 2019 20:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Viviamo un’epoca in cui la nostalgia è un sentimento diffuso ed imperante, cui nemmeno i videogiochi si sottraggono. È quindi normale vedere tanti titoli indie che, per varie ragioni, rievocano le generazioni passate; con un occhio di riguardo per le generazioni a 8 e 16 bit, amatissime e per certi versi rivoluzionarie. Il passo da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Viviamo un’epoca in cui <strong>la nostalgia è un sentimento diffuso ed imperante</strong>, cui nemmeno i videogiochi si sottraggono. È quindi normale vedere tanti titoli indie che, per varie ragioni, rievocano le generazioni passate; con un occhio di riguardo per le generazioni a <strong>8 e</strong> <strong>16 bit</strong>, amatissime e per certi versi rivoluzionarie.</p>
<p>Il passo da omaggio a copia è molto breve: talvolta, come nel caso di <strong>Creepy Brawlers </strong>assistiamo ad operazioni che i giocatori più longevi ricordano essere tipiche delle <strong>cartucce</strong> <strong>bootleg. </strong></p>
<p>Pratica diffusa negli anni ’90, specie nei paesi oltre la cortina di ferro, <strong>consisteva nel prendere un titolo di successo e modificare gli sprite</strong> dei personaggi e talvolta anche le ambientazioni, <strong>ottenendo così un titolo del tutto nuovo.</strong></p>
<p>È esattamente quanto fatto da <strong>Mega Cat Studios</strong>, in cui i programmatori hanno preso il classico <strong>Punch Out </strong>sostituendo agli avversari <strong>mostri da film horror</strong> che combattono in inquietanti set cinematografici piuttosto che in più confortanti ring. Per aumentare la sensazione di <strong>omaggio al passato</strong>, gli sviluppatori si sono spinti al punto di creare una autentica e funzionante <strong>cartuccia per NES </strong>(e Famicom) con tanto di box cartonato e manuale, in vendita direttamente sul sito ufficiale.</p>
<p>Tornando a <strong>Creepy Brawlers</strong>, dicevamo che è un titolo che mescola <strong>la boxe classica con l’horror cinematografico</strong>; un qualcosa di mai visto, anche abbastanza bizzarro, ma che potrebbe anche funzionare. Non in <strong>Creepy Brawlers, </strong>beninteso.</p>
<h2>Pugilato e film horror</h2>
<p>Combatteremo nei panni di un pugile sconosciuto, che per comodità chiameremo <strong>Little Mac</strong>, il quale si sveglia nel bel mezzo di un <strong>torneo di boxe con partecipanti mostruosi </strong>e senza ricordarsi come ci sia finito. La storia inizia a svelarsi combattimento dopo combattimento, man mano che avanziamo.</p>
<p>Il torneo è anche abbastanza insidioso: se <strong>veniamo sconfitti, </strong>il pugile <strong>muore</strong> ed è <strong>game over. </strong>Quindi <strong>Creepy Brawlers è anche un survival horror.</strong></p>
<p>Gli avversari che andremo affrontando sono stati naturalmente pescati dalla mitologia horror e comprendono grandi classici, tra <strong>zombie, spose cadaveri, lupi mannari alieni ecc&#8230;</strong> Incontrandoli noteremo quasi subito che <strong>ognuno di essi combatte seguendo un proprio schema; </strong>basterà <strong>osservarli</strong> per capire quando <strong>schivare</strong> e <strong>quando mettere a segno</strong> una gragnuola di colpi.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-192564" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/12/creepybrawlers2.gif" alt="creepy brawlers" width="640" height="480" title="Creepy Brawlers, l’orrore venuto dal passato"></p>
<p>Inoltre, schivare con tempismo perfetto ci consentirà di ottenere un attacco potente, che verrà segnalato da un <strong>improvviso lampeggiare dei nostri guantoni</strong>.</p>
<p>Gli incontri si svolgono in maniera abbastanza normale: <strong>entrambi i contendenti hanno a disposizione un barra di resistenza</strong>, azzerata la quale fa partire il conteggio. L’arbitro che effettua il conteggio è chiaramente ispirato a <strong>Mano </strong>della <strong>Famiglia Addams </strong>ed interviene solo le prime due volte, dal momento che <strong>il pugile messo al tappeto per la terza volta va incontro al KO immediato.</strong></p>
<p>In avvio di gioco, <strong>un breve tutorial</strong> ci mostrerà i comandi base: sono molto simili a quelli del già citato <strong>Punch Out </strong>(condivisi dalla maggior parte dei titoli di boxe dell’epoca), con piccolissime differenti. Il tutorial può comunque essere saltato.</p>
<p><strong>Nonostante la semplicità dei comandi, non sempre funzionano come dovrebbero</strong>. Spesso durante la partita si assiste ad un ritardo negli input, non solo ingiustificato ma anche dannoso dal momento che il tempismo, sia in attacco che in difesa, è fondamentale.</p>
<p>Ad ogni nuovo incontro, e quindi avversario, dovremo inevitabilmente concedere qualcosa: <strong>non esiste modo di anticipare gli attacchi avversari</strong> a meno di conoscere la loro routine, cosa impossibile in avvio di match.</p>
<p>Tutto quello che funziona in <strong>Punch Out</strong>, qui rimane teoria sullo sfondo: detto del lag nei comandi, anche <strong>la parata è totalmente inefficace</strong>, costringendoci ad utilizzare solo le <strong>schivate laterali </strong>come se fossimo in uno dei portatili <strong>Tiger</strong> degli anni’80.</p>
<p><strong>Mad Cat Studios</strong> è riuscita a restituire in tutto e per tutto il feeling delle <strong>cartucce</strong> <strong>bootleg</strong>: all’epoca infatti avremmo pensato che il gioco fosse “rotto”, non conoscevamo il termine <strong>buggato</strong>, un’evenienza tutt’altro che rara.</p>
<p>A giudicare da quello che vediamo nella <strong>modalità allenamento</strong>, il gioco contiene un’infinità di combattimenti  per sbloccare i quali serve più tempo di quello che ognuno di noi sarebbe disposto a passare su <strong>Creepy Brawlers</strong>; il gioco riesce ad essere talmente poco interessante e frustrante che se avessi acquistato la famosa cartuccia, l’avrei utilizzata come tiro al bersaglio come un <strong>Angry Videogame Nerd</strong> qualunque.</p>
<p><strong>La modalità allenamento manca inoltre di qualunque  tipo di salvataggio</strong>: sia i tempi registrati durante i combattimenti che gli obiettivi raggiunti non vengono tenuti in memoria <strong>una volta spento il gioco</strong>. Gli sviluppatori avranno pensato di fare una cosa simpatica, in stile <strong>NES</strong> ma è completamente insensato.</p>
<p>Sia per quanto riguarda il comparto <strong>grafico</strong> che per quanto riguarda quello <strong>sonoro</strong> c’è ben poco da dire: la grafica ricalca in tutto e per tutto il già citato <strong>Punch Out, </strong>con i nemici in media <strong>grandi il doppio</strong> del nostro pugile, cui sono state applicate per l’occasione le texture da mostri hollywoodiani.</p>
<p>Il sonoro non brilla, risultando finanche fastidioso con effetti e musiche di scarsa qualità.</p>
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