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	<title>Cook Serve Forever &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Cook Serve Forever, recensione (Nintendo Switch)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Aug 2025 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato e pubblicato da Vertigo Gaming Inc., Cook Serve Forever è una sorta di spin off della serie Cook, Serve, Delicious! sviluppato dallo stesso team ma che punta a semplificare più di un elemento. Essenzialmente, si tratta di un gioco di memoria e rapidità a tema, ovviamente, culinario. Noi abbiamo servito centinaia e centinaia di [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato e pubblicato da <strong>Vertigo Gaming Inc.</strong>, Cook Serve Forever è una sorta di <a href="https://www.icrewplay.com/cook-serve-forever-esce-in-early-access/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">spin off </a>della serie Cook, Serve, Delicious! sviluppato dallo stesso team ma che punta a semplificare più di un elemento. Essenzialmente, si tratta di un gioco di memoria e rapidità a tema, ovviamente, culinario. Noi abbiamo servito centinaia e centinaia di pietanze su<a href="https://www.nintendo.com/it-it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Nintendo Switch </a>e questa è la <strong>nostra recensione</strong>! Pronto a diventare un cuoco provetto?</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe title="Cook Serve Forever - Official Launch Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/VNRC-SjoeYs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Cook Serve Forever la storia di un astro nascente della cucina</h2>



<p>Cook Serve Forever a differenza della <strong>serie principale Cook, Serve, Delicious!</strong> punta decisamente di più sulla narrazione, decidendo di offrire una trama lineare infarcita da diverse cutscene e con un roster di personaggi discretamente ampio e soprattutto, interamente doppiato in inglese. Tutto ciò, dal doppiaggio alla cura della scrittura, mira a dar vita a un mondo credibile fatto di legami quanto più “realistici” possibili. </p>



<p>Peccato che il titolo sia ambientato in una città surreale e futuristica, molto steampunk seppur dai colori raggianti e con androidi vestiti peggio degli umani. Non solo, la trama, per quanto comunque godibile e ben delineata, è classificabile come la prevedibile ascesa di un neofita qualunque. Nel dettaglio, noi vestiamo i panni <strong>Nori Kaga</strong> che, già dall’incipit, mette in scena un’assoluta devozione per la cucina e in special modo per una tale <strong>Rhubarb</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/08/Cook-Serve-Forever-recensione-1024x576.jpg" alt="Cook Serve Forever, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-544528" title="Cook Serve Forever, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<p>Costei è una <strong>sorta di idol dei fornelli</strong>, una vera e propria “Regina della cucina” oltre che chef pluri premiato e ricercato. La giovane Nori, invece, vive in una stanzetta trasandata con una mamma che è palesemente in difficoltà economica ma che, nel suo piccolo, contribuisce a crescere il sogno della sua piccola, introducendoci in un breve ed esaustivo tutorial con cui le insegna la prima ricetta del titolo: la ribollita. </p>



<p>A ciò, segue un salto temporale di diversi anni che vede Nori ormai cresciuta e in compagnia della sua dolce metà, la <strong>carismatica Brie</strong> la cui relazione avanzerà di pari passo con la carriera della nostra giovane protagonista. Il filone narrativo e le relative risvolte, con fugaci colpi di scena e repentini cambi di registro, con momenti quasi da thriller, provano a dar ritmo a un’esperienza discretamente longeva (può superare le dieci ore complessive) ma non molto memorabile.</p>



<p><strong>La serie originale</strong>, d’altro canto, puntava essenzialmente sul gameplay più che nel raccontare una storia. Questo cambiamento è solo uno degli elementi che conferma la natura da spin off di Cook Serve Forever che, da un lato avvicina i neofiti con una maggiore accessibilità dovuta a una semplificazione che andremo a scoprire a breve, dall’altro rischio di scontentare gli appassionati che potrebbero faticare ad adattarsi a un sistema ben più semplice e lento. E sì, la lentezza in questo caso è dettata dalle pause narrative, comunque discretamente godibili e ben concatenate.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/08/Cook-Serve-Forever-recensione-345-1024x576.jpg" alt="Cook Serve Forever, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-544526" title="Cook Serve Forever, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Velocità e memoria </h2>



<p>Cook Serve Forever è una <strong>sorta di rhythm game fuso a un puzzle game</strong> legato a memoria e velocità di esecuzione e dove, al posto della musica, tocca seguire con precisione e rapidità, una serie di indicazioni a schermo. L’obiettivo del titolo, è quello di preparare una serie di pietanze e servirle nel minor tempo possibile, ottenendo così maggior soddisfazione dal cliente di turno. Non c’è una parte manageriale vera e propria e anzi, le partite sono decisamente rapide e frenetiche, richiedendo sin dalle prime battute, un’ottima coordinazione mano-occhio.</p>



<p>Entrando nel dettaglio, ogni piatto necessita di determinati processi preparativi. Ognuno di questi processi è ancorato a una specifica combo di tasti. Tali combo possono includere una semplice pressione o una pressione continua di uno o più tasti, inclusi i tasti dorsali. Tali sequenze non sono singole e la difficoltà del gioco risiede proprio nel fatto che bisogna utilizzare e seguire, contemporaneamente, due sequenze di quelli che sono facilmente identificabili come<strong> veri e propri QTE in sequenza continua.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/08/Cook-Serve-Forever-recensione-234554-1024x576.jpg" alt="Cook Serve Forever, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-544524" title="Cook Serve Forever, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<p>Tale gameplay, da subito discretamente ripetitivo, pone subito una barriera: o lo si ama e si accetta la sua sfida crescente e adrenalinica, o lo si odia come non mai. Non c’è una varietà ludica se non una maggiore complicazione dei processi i quali, manco a dirlo, sono “ciclici”. Ossia a un determinato tipo di processo, come il tagliare una carota, combacia sempre il medesimo QTE. Ecco quindi che entra in campo la memoria: nelle fasi avanzate, <strong>molte sequenze le farai senza neanche guardare i tasti a schermo.</strong></p>



<p>Ci troviamo quindi davanti a una tipologia di sfida univoca che riesce, nel suo piccolo, a regalare non poche soddisfazioni e a cui si somma un sistema dei punteggi, pensato prevalentemente per gli amanti del 100% e che prova timidamente a prolungare la longevità. Da segnalare che il gameplay stesso, richiedendo una forte coordinazione mano occhio, può inizialmente risultare più ostico e frustrante del dovuto. Nulla che del sano <strong>allenamento </strong>non possa risolvere, riuscendo tutto sommato a risultare godibile in entrambe le modalità offerte dalla Nintendo Switch.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/08/Cook-Serve-Forever-recensione-3223-1024x576.jpg" alt="Cook Serve Forever, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-544525" title="Cook Serve Forever, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, Cook Serve Forever offre un impatto generale gradevole ed efficace, grazie a una serie di scelte cromatiche che funzionano. L’atmosfera da cyberpunk edulcorato incentrato sul cibo è abbastanza originale e lo stile grafico realistico donato al cibo è da leccarsi i baffi. Buone anche le animazioni, seppur abbastanza semplici. Il design dei personaggi, escludendo quello dei robot abbastanza accattivante, può risultare inizialmente anonimo ma grazie al doppiaggio la situazione migliora.</p>



<p>Il <strong>sonoro</strong>, infatti, è tra gli elementi più curati del gioco, oltre al doppiaggio in inglese, si somma una colonna musicale efficace, stravagante, varia e che riesce ad accompagnare con efficacia le nostre innumerevoli sessioni di cucina. Da segnalare, purtroppo, la totale <strong>assenza della lingua italiana</strong>, che potrebbe essere un ostacolo per godersi appieno la storia, non tanto per la complessità del testo in sé quanto per la velocità con cui questi scorre in automatico. </p>
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