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	<title>Blades of Time &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Blades of Time &#8211; La Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Ribaudo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2019 14:30:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Prima di entrare nel dettaglio della recensione di Blade of Time, ritengo doverosa una premessa: personalmente sono dalla parte di quei publisher e sviluppatori che ripropongono titoli di nicchia del passato sulle console attuali. Giochi che magari non hanno riscosso il giusto successo la prima volta, possono essere riscoperti, mentre titoli che si sono rivelati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di entrare nel dettaglio della recensione di <b>Blade of Time</b>, ritengo doverosa una premessa: personalmente sono dalla parte di quei publisher e sviluppatori che <b>ripropongono </b>titoli di nicchia del passato sulle console attuali.</p>
<p>Giochi che magari <b>non hanno riscosso il giusto successo</b> la prima volta, possono essere <b>riscoperti</b>, mentre titoli che si sono rivelati <b>influenti</b> e importanti nella <b>storia </b>del medium possono essere rivalutati come meritano.</p>
<p>Da <b>Onimusha</b> a <b>Okami, </b>ci sono tantissimi giochi del passato che mi piacerebbe rivedere su <b>Switch;</b> ma nella lista di titoli delle scorse generazioni che ancora <b>potrebbero arrivare sulla console Nintendo</b> non riesco a immaginare qualcuno realmente interessato a rivedere <b>Blades of Time.</b></p>
<p><b>Non è mai stato un capolavoro e il tempo ha giocato a suo sfavore.</b></p>
<h2>Un po’ Lara Croft, un po’ Principessa di Persia</h2>
<p>Uscito originariamente nel 2012, <b>Blades of Time</b> arriva alcuni anni dopo i primi <b>Devil May Cry </b>e <b>God of War</b>, un periodo in cui i titoli action/adventure spopolavano, condividendone in parte la struttura.</p>
<p>Il che non è necessariamente una cosa negativa: dovremo <b>passare da una stanza</b> all’altra, <b>risolvere</b> puzzle elementari e naturalmente <b>combattere orde di nemici.</b></p>
<p>La <b>trama</b>, molto stereotipata, è poco più di un <b>pretesto</b> per entrare in azione: una procace <b>cacciatrice di tesori</b> in abiti succinti riesce prima di altri suoi pari a catapultarsi a <b>Dragonland</b>, alla ricerca degli <b>inestimabili tesori</b> contenuti nella dimensione.</p>
<p>E’ un gioco abbastanza <b>lineare</b>, con delle sfide occasionali da affrontare per avanzare; siano esse <b>porte chiuse</b> di cui dovremo trovare gli interruttori o aree dove utilizzare un particolare salto per procedere, chiunque abbia mai giocato uno dei classici menzionati in precedenza <b>si troverà a proprio agio </b>con il gameplay alla base di <b>Blades of Time.</b></p>

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<p>Come in molti titoli di questo genere, <b>Ayumi raccoglie le anime </b>dei nemici eliminati e le <b>scambia</b> per abilità speciali; come <b>Bayonetta </b>dovrà consegnare questo bottino a un tipo che sbuca all’improvviso; in questo caso <b>non saranno scene divertenti</b> ma semplicemente una <b>statua</b> che dice alla protagonista <b>“dammi delle anime e ti aiuterò”. </b>Fine. Nessuna particolare caratterizzazione ulteriore in questo particolare rapporto.</p>
<p>Il concetto più interessante del gioco sta nell’<b>abilità di manipolare il tempo</b>. <b>Ayumi</b>, questo il nome della protagonista, acquisisce durante la sua avventura un <b>bel po’ di abilità</b> che la aiuteranno nell’affrontare <b>trappole </b>e<b> combattimenti</b>, ma la più interessante è quella che le consente di <b>riavvolgere il tempo.</b></p>
<p>Ricorrendo a questa abilità, verrà creato una sorta di <b>duplicato temporale</b> di Ayumi che inizierà a <b>percorrere a ritroso il percorso fatto e a ripeterne le azioni.</b></p>
<p>Per meglio comprendere il concetto è utile menzionare il primo puzzle in cui utilizzeremo questa capacità: per potere procedere dovremo aprire una porta mediante la <b>pressione contemporanea</b> di due piastrelle. Essendo una persona sola, la soluzione è <b>premere</b> la prima piattaforma, <b>correre</b> verso l’altra e quindi attivare l’abilità che farà si che il nostro duplicato tornando al punto di partenza <b>prema</b> anche la seconda piastra. Così facendo “saremo” su due piattaforme allo stesso momento e <b>la porta si sbloccherà.</b></p>
<p>Questa particolare abilità, <b>utile sia nei puzzle che in combattimento</b>, è una bella idea che porta il giocatore ad approcciarsi alle sfide in un modo diverso rispetto agli altri cloni di <b>Devil May Cry.</b></p>
<p>Sfortunatamente, il gioco nel complesso è <b>mal sviluppato e pieno di bug</b>; sprecheremo parecchio tempo alle prese con <b>controlli imprecisi</b>, <b>camera traballante</b> e boss fight poco interessanti; troppi difetti per goderci appieno il titolo.</p>
<p>Anche nell’aspetto, la versione per <b>Switch </b>è di basso livello. Il <b>frame rate</b> in certe parti del gioco fa rabbrividire, mi è capitato anche un <b>bug parecchio strano </b>per cui una parte del livello sembrava andare più veloce rispetto al resto; questo bug, avvenuto nel corso della prima <b>boss fight</b>, mi ha reso impossibile colpire il boss dato che si era già spostato. Superata, con molta fatica, questa sezione sono stato ricompensato da un <b>filmato fuori sincrono</b> e dal totale crash del gioco con annessi dati corrotti e <b>restart completo inevitabile. </b>I dolori di un redattore!!</p>
<h2>Segnali di Stile</h2>
<p>Nonostante a livello qualitativo <b>Blades of Time </b>appaia innegabilmente datato, da un punto di vista puramente <b>visivo </b>se la cava sorprendentemente bene. Gli ambienti sono vibranti, quasi al punto da distrarre; il gioco è stato pensato avendo in mente i grandi schermi televisivi, quindi in modalità <b>handheld</b> qualche dettaglio potrebbe sfuggire. I nemici sono <b>vari</b> e ben <b>dettagliati.</b></p>
<p>Un piccolo discorso a parte va fatto per <b>Ayumi</b>: la sua caratterizzazione è quella di una <b>Lara Croft</b> che decide di <b>spogliarsi </b>e raccogliere i capelli in due code. Ok ad un <b>pubblico maschile</b> potrebbe piacere il suo costume fatto di <b>hot pants, bikini </b>e <b>codini</b>, ma il costume nel suo complesso non ha diversa motivazione dall’essere <b>sexy.</b></p>
<figure id="attachment_157375" aria-describedby="caption-attachment-157375" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/05/Blades-of-Time2.jpg"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-157375" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/05/Blades-of-Time2-1024x576.jpg" alt="Blades of Time" width="1024" height="576" title="Blades of Time - La Recensione"></a><figcaption id="caption-attachment-157375" class="wp-caption-text">Ayumi affronta i nemici con abiti molto&#8230; succinti.</figcaption></figure>
<p>Tutti gli sforzi compiuti nel design sono vani, dato che <b>Blades of Time</b> <b>non fa nulla per aiutare il giocatore ad immergers</b>i nel mondo di gioco. Teoricamente, Ayumi è un’intrepida cacciatrice di tesori in procinto di scovare un <b>tesoro leggendario </b>in un mondo perduto ma nulla nella trama ci spinge nel viaggio alla ricerca di <b>El Dorado.</b></p>
<figure id="attachment_157380" aria-describedby="caption-attachment-157380" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/05/Blades-of-Time1.jpg"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-157380" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/05/Blades-of-Time1-1024x576.jpg" alt="Blades of Time" width="1024" height="576" title="Blades of Time - La Recensione"></a><figcaption id="caption-attachment-157380" class="wp-caption-text">Anche sotto la neve&#8230; lo stile sexy non può essere abbandonato!</figcaption></figure>
<p>Il doppiaggio, anche in italiano, è discreto e i dialoghi sono funzionali.</p>
<p>Per strada troveremo alcuni appunti di precedenti esploratori e <b>Ayumi </b>ha la fastidiosa abitudine di <b>commentare qualunque cosa</b> veda avanzando; il che, da un lato ci fa pensare che gli sviluppatori hanno pensato di dare un contesto all’azione, ma d’altro canto è un’idea eseguita abbastanza male per essere piacevole.</p>
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