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	<title>Back Again &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Back Again &#8211; La Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulio Tenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 11:00:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Back Again è un semplice platform in cui dovremo saltare di piattaforma in piattaforma per andare dal punto A al punto B. Indubbiamente è una presentazione semplice, che non tiene conto dell&#8217;atmosfera artistica che permea questo titolo, ma allo stesso tempo esiste anche un ulteriore fattore che distingue Back Again dalla massa dei platform: dovremo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Back Again è un semplice platform in cui dovremo saltare di piattaforma in piattaforma</strong> per andare dal punto A al punto B. Indubbiamente è una presentazione semplice, che <strong>non tiene conto dell&#8217;atmosfera artistica che permea questo titolo</strong>, ma allo stesso tempo esiste anche un ulteriore fattore che distingue Back Again dalla massa dei platform: <strong>dovremo fare tutto in prima persona e senza riferimenti visivi.</strong></p>
<p>Facciamo un passo indietro e vediamo <strong>perché ho deciso di recensire Back Again</strong>. Un perché che in realtà è abbastanza semplice da intuire se hai letto qualche mio lavoro qui su iCrewPlay: <strong>io adoro i giochi in prima persona dall&#8217;atmosfera onirica, misteriosa e filosofeggiante</strong>. Una passione che mi ha portato a giocare molti titoli di scarsa qualità, ma anche a scoprire alcune perle come <a href="https://www.icrewplay.com/ever-forward-recensione/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Ever Forward</strong></a> o quell&#8217;assurdo capolavoro di <a href="https://www.icrewplay.com/recursive-ruin-la-recensione/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Recursive Ruin</strong></a>.</p>
<p>D&#8217;altronde <strong>Back Again ricorda molto nelle premesse proprio i due giochi da me appena citati</strong>, a partire da chi c&#8217;é dietro la realizzazione. Non ho trovato molte informazioni su Manning Games, ma <strong>tutto quel poco che ho letto porta a pensare che sia un solo ragazzo</strong> ad essersi occupato di tutto. Un&#8217;idea che si sposa bene con la semplicità del prodotto finale. <strong>Uscito originariamente per Steam nel 2021</strong>, Back Again viene adesso distribuito anche su console da <a href="https://www.eastasiasoft.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Eastasiasoft</strong></a>.</p>
<p>Insomma, <strong>questo gioco mi colpisce su un nervo scoperto</strong>, ma quante volte ci siamo fatti attrarre da una confezione luccicante, solo per aprirla e trovarci dentro qualcosa di puzzolente? <strong>E&#8217; un richiamo tanto irresistibile quanto rischioso</strong>. A volte trovi i gioielli, altre volte i sassi. Funziona così, vero, ma<strong> Back Again che cosa è?</strong> Un sasso, un gioiello o semplicemente una confezione vuota?</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-422817 size-full aligncenter" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/09/Back-Again-gif-01.gif" alt="Back Again gif 01" width="600" height="338" title="Back Again - La Recensione"></p>
<h2>Chi siamo?</h2>
<p><strong>Back Again non ha una vera e propria storia</strong>. All&#8217;avvio è come se aprissimo gli occhi per la prima volta mentre una voce nella nostra testa ci informa che ha stima di noi e che ci attendono una serie di prove<strong>. Per quale obiettivo finale, non è assolutamente chiaro</strong>, sappiamo solo di dover raggiungere quella colonna di luce sullo sfondo e che <strong>molti altri hanno già fallito</strong>.</p>
<p>D&#8217;altronde <strong>la maggior parte di coloro che hanno desistito li possiamo vedere chiaramente</strong>, manichini spesso senza vita che ci accompagneranno per tutto il nostro percorso. <strong>La maggior parte di loro, ci informa la voce, hanno rinunciato di fronte alla difficoltà della sfida</strong>. Dopo l&#8217;ennesimo fallimento, si sono semplicemente fermati, allegoria massima del videogiocato, ma <strong>noi siamo diversi&#8230; o almeno questo ci ripetiamo noi stessi e ci ripete la voce</strong>.</p>
<p>Proprio <strong>la voce, nei suoi deliri filosofici, sarà l&#8217;unico compagno che avremo nel nostro viaggio</strong>. La sentiremo ad ogni checkpoint che ragiona su temi astratti, oltre che ogni volta che cadremo nel vuoto o verremo colti da un ostacolo. <strong>Il suo &#8220;back again&#8221; accompagnerà ogni nostro respawn, ogni nostro tentativo, senza mai stancarsi</strong>. L&#8217;intera vicenda ha ovviamente una svolta finale, ma, a essere onesti, <strong>il comparto narrativo di questo gioco è un semplice orpello</strong> che passa presto sullo sfondo.</p>
<p>Ciò che invece <strong>si percepisce in modo massiccio, dall&#8217;inizio alla fine della nostra run dentro Back Again, è l&#8217;atmosfera</strong>. Un mondo di nero, bianco e rosso in cui le piattaforme galleggiano immobili e l&#8217;unica cosa che si muove sono gli ostacoli e i manichini. <strong>L&#8217;intero ambiente rimanda un senso onirico di ignoto, occulto, misterioso</strong> ed allo stesso tempo crea ansia e pressione nel videogiocatore. <strong>Cosa stiamo facendo e perché?</strong></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-422818 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/09/Back-Again-gif-02.gif" alt="Back Again gif 02" width="600" height="338" title="Back Again - La Recensione"></p>
<h2>Perché avanzi?</h2>
<p><strong>Il gameplay di Back Again è di una banalità disarmante</strong>. La base stessa del genere platform. Oltre alle varie direzioni per muoverci e per muovere la telecamera, <strong>avremo un solo tasto da usare: quello per saltare</strong>. In tal senso Back Again è un videogioco minimale. <strong>Dovremo semplicemente saltare da un checkpoint all&#8217;altro</strong> (20 in tutto) cercando di non cadere nel vuoto o di colpire gli ostacoli rossi luminosi. S<strong>e avverrà, torneremo all&#8217;ultimo checkpoint e dovremo ripetere tutto</strong>.</p>
<p><strong>La vera difficoltà di Back Again non è insita però nel suo essere platform</strong>, anche se alcune sezioni di platforming sarebbero complesse persino in condizioni normali, <strong>quanto nella sua visuale in prima persona</strong>. Non esiste infatti alcuna ombra o altro riferimento che ci aiuti a capire dove cadremo. <strong>Dovremo letteralmente saltare nel vuoto</strong>, basandoci sul movimento che crediamo di aver fatto e sulla posizione degli altri oggetti intorno alla piattaforma che vogliamo raggiungere. <strong>Una serie infinita di salti della fede</strong>.</p>
<p><strong>L&#8217;intero impianto di sfida è quindi questo e Back Again lo sa bene</strong>, gioca con il suo level design in modo da rendere sempre più sfuggenti e difficili da notare i riferimenti visivi.<strong> La vista resta la nostra principale risorsa ed il gioco si diverte ad alterarla</strong> tramite illusioni ottiche, punti di vista scomodi e molto, molto altro. Se in alcuni titoli la telecamera scomoda è un errore,<strong> qua è un elemento di gioco ricercato per aumentare il livello di sfida</strong>. Anche le sezioni dove avremo il superscatto ed il supersalto fanno leva proprio su questo.</p>
<p><strong>Il risultato è, ovviamente, che Back Again è un platform molto frustrante</strong>. Basta un minimo errore per scivolare nel vuoto e dover ripartire dall&#8217;inizio, magari proprio quando si era ad un salto di distanza dal checkpoint successivo. <strong>Il gioco memorizza solo le sezioni in cui dobbiamo premere delle piattaforme</strong>, ma, in ogni altro caso, tutto sarà annullato ad ogni morte. <strong>Non aiuta che basta sfiorare un ostacolo per essere distrutti o che a volte tenderemo a &#8220;scivolare&#8221;</strong> anche se avremo raggiunto la piattaforma che volevamo.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-422819 size-full aligncenter" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/09/Back-Again-gif-03.gif" alt="Back Again gif 03" width="600" height="338" title="Back Again - La Recensione"></p>
<h2>Dove siamo?</h2>
<p>In Back Again <strong>quello che sicuramente lascia a bocca aperta e affascina il videogiocatore è il comparto artistico</strong>. Graficamente lo scenario di gioco è volontariamente spoglio, ma <strong>sfrutta questa vuotezza per generare una grafica lucente ed onirica</strong> che si sposa alla perfezione con l&#8217;atmosfera del titolo. Di per sé non sarebbe una grafica così stupefacente, se non fosse che,<strong> associata con il resto, riesce a raggiungere un risultato complessivo spettacolare</strong>.</p>
<p>Quello che ho davvero amato è <strong>il level design ed il modo in cui bianco, nero, grigio e rosso lucente si mischin</strong>o in questo per dare ad ogni sezione del gioco (quelle che vanno da checkpoint a checkpoint) una propria identità. <strong>La forma delle piattaforme ed il modo in cui sono disposte è geniale</strong> e rivelano che c&#8217;é stato un profondo studio delle prospettive e delle meccaniche della fisica di gioco. <strong>L&#8217;architettura di Back Again è di per sé una piccola opera d&#8217;arte</strong>.</p>
<p><strong>A completare il risultato finale ci sono poi due elementi</strong>. Il primo di questi sono i manichini, <strong>l&#8217;unica effettiva decorazione dell&#8217;ambiente di gioco</strong> se escludiamo piattaforme ed ostacoli. Questi sono sempre disposti in modo diverso, alcuni si muovono, alcuni sono immobili, ma <strong>tutti contribuiscono a generare uno scenario alieno ed inquietante</strong>. Il fatto che poi alcuni di questi siano posti in pose che canzonano il videogiocatore, è un tocco di classe.</p>
<p><strong>Merita elogio infine anche il secondo elemento: la musica</strong>. Questa ci accompagnerà lungo tutto il nostro viaggio e sarà parte integrante di esso. <strong>Sarà questa colonna sonora incessante a dettare il ritmo del gameplay</strong>, alternandosi tra sinfonie calme e rilassate vicino ai checkpoint per passare a pezzi più incalzanti nelle fasi di platforming. <strong>Più la musica diventa incalzante, più dovremo aspettarci una sfida difficile davanti a noi</strong>. Di per sé il lavoro artistico di Back Again rasenta la perfezione.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-422822 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/09/Back-Again-00-logo-1024x576.jpg" alt="Back Again logo" width="1024" height="576" title="Back Again - La Recensione"></p>
<h2>Di nuovo qui?</h2>
<p><strong>Concludendo la nostra recensione di Back Again</strong> e tirando le fila di tutto quello che abbiamo scritto, possiamo disegnare i tratti di <strong>un gioco difficile, frustrante ed in parte spoglio e semplice nella sua forma</strong>, ma che nonostante questo riesce a donare al videogiocatore <strong>un&#8217;esperienza appagante, soprattutto se si amano le atmosfere oniriche ed i platform difficili</strong>. L&#8217;idea di affidare tutto alla visuale in prima persona è un&#8217;ottima trovata.</p>
<p>Non abbiamo però ancora parlato <strong>del principale problema di Back Again</strong>, un problema che è suggerito dalla sua semplicità, ma non è insito in realtà dentro il gioco stesso. No, <strong>non mi sto riferendo al fatto che sia solo in inglese quanto che bastino due/tre ore per completare tutto</strong>. Inoltre, non ha dei veri e propri motivi di rigiocabilità. Esiste solo una modalità extra che invita ad affrontare il gioco senza mai morire, ma <strong>questa è più motivo di frustrazione aggiuntiva che di curiosità</strong>.</p>
<p>Sia chiaro che <strong>Back Again non ha neanche un costo elevato</strong>, anzi&#8230; per quello che offre lo ritengo un prezzo più che giusto. <a href="https://store.steampowered.com/app/1767930/Back_again/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Su Steam</strong></a>, dove ricordo è uscito nel 2021, viene meno di 1 euro, <strong>0,79 centesimi per la precisione</strong>. Costa un poco di più nella sua versione più recente per <a href="https://www.nintendo.co.uk/Games/Nintendo-Switch-download-software/Back-Again-2244366.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Nintendo Switch</strong></a> e <a href="https://store.playstation.com/it-it/product/EP2005-PPSA07598_00-BACKAGAIN0000000" target="_blank" rel="noopener"><strong>PlayStation 4 e 5</strong></a>. Ritengo comunque che <strong>una spesa di poco inferiore ai 3 euro sia più che accettabile</strong> per un gioco così curato, ma che conclude il suo dovere in una serata.</p>
<p>A conti fatti, quindi,<strong> sotto la carta luccicante di Back Again c&#8217;é si un gioiello, ma uno molto più piccolo</strong> di quanto sarebbe lecito aspettarsi. Ti aspettavi un diamante grosso come un pugno ed invece ti ritrovi un cristallino swarovski grande meno di un&#8217;unghia. <strong>E&#8217; bello, è luccicante, è appagante, ma è poco. Questo è Back Again: poco</strong>. Un ottimo esperimento che fa rimpiangere non ci sia di più dietro. Così come è, <strong>non è altro che una specie di demo artistica</strong>, come quelle che tanto erano comuni sulle prime due PlayStation.</p>
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