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	<title>Aztech Forgotten Gods &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Aztech Forgotten Gods &#8211; Recensione di un mito crollato!</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/aztech-forgotten-gods-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Regano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Mar 2022 15:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono del parere che non ci si debba mai fermare alle prime impressioni, soprattutto nel momento in cui, magari nel settore dell’intrattenimento cinematografico e videoludico, il primo sguardo sull’opera da giudicare arriva tramite un trailer, un prodotto artefatto che punta a vendere e che mette in mostra solo ciò che gli sviluppatori vogliono mostrare. Eppure, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono del parere che non ci si debba mai fermare alle prime impressioni, soprattutto nel momento in cui, magari nel settore dell’intrattenimento cinematografico e videoludico, il primo sguardo sull’opera da giudicare arriva tramite un <strong>trailer</strong>, un prodotto artefatto che punta a vendere e che mette in mostra solo ciò che gli sviluppatori vogliono mostrare. Eppure, ci sono casi in cui anche i trailer sembrano mostrare un progetto decisamente <strong>difficile da difendere</strong>.</p>
<p>Purtroppo, proprio in questo sfortunato caso rientra <strong>Aztech Forgotten Gods</strong>, l’oggetto di questa recensione. Il titolo si è ritagliato un discreto spazio perfino in uno dei <strong>Nintendo Direct</strong> del 2021 riuscendo quindi a guadagnarsi una discreta fiducia da parte di una nutrita fetta di fan. Tra l’altro, a livello tematico il titolo a cura della software house <strong>Lienzo</strong> sta cavalcando l’onda che pare si stia ripercuotendo su diversi settori, tra cui quello dell’animazione giapponese.</p>
<p>Come successo qualche anno fa infatti, Ghost of Tsushima, Sekiro: Shadows Die Twice e Nioh 2 hanno monopolizzato il mercato videoludico con lo <strong>stile nipponico</strong>, è toccato poi alle <strong>saghe vichinghe e norrene </strong>in generale con videogiochi come Assassin’s Creed Valhalla, anime come l’ottimo Vinland Saga e fun rinnovato interesse generale verso Vikings. Sembra che ora la tematica destinata a diventare “di moda” sia quella delle <strong>antiche civiltà sudamericane</strong>, e lo dimostrano anime come La strada verso Onyx Equinox e, per l’appunto, Aztech Forgotten Gods.</p>
<p>Purtroppo, nonostante le premesse tematiche e comunicative sembrino puntare verso un prodotto pronto a sorprendere, va detto subito, <strong>Aztech Forgotten Gods</strong> si è rivelato un clamoroso buco nell’acqua: banale, confusionario, sgraziato e <strong>deludente</strong> sotto praticamente ogni punto di vista. Andiamo però a vedere nel dettaglio cosa ha decretato la caduta dell’impero azteco in un videogioco che ha puntato decisamente troppo in alto!</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-387219 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/02/Aztech-Forgotten-Gods_20220203211146-scaled.jpg" alt="Aztech Forgotten Gods" width="2048" height="1152" title="Aztech Forgotten Gods - Recensione di un mito crollato!"></p>
<h2>Il risveglio degli Dei!</h2>
<p>Aztech Forgotten Gods si apre con un <strong>flashback</strong> che ci farà controllare una ragazza (evito di approfondire per evitare spoiler) <strong>armata di un potente braccio</strong> che sembra essere un’arma a metà strada tra un antico marchingegno e un potente manufatto divino. Non ci sarà ancora chiara la natura di questo gigantesco strumento di morte (e mezzo di trasporto all’occorrenza), né tantomeno le intenzioni della ragazza, ciò che è certo è che il nostro primo obiettivo sarà quello di sigillare il tempio in cui ci ritroviamo a muovere i primi passi per evitare la più classica delle oscure minacce che potrebbero portare alla fine del mondo (alla faccia dei Maya!).</p>
<p>La narrazione si sposta poi nel presente del mondo di gioco, un presente particolarmente peculiare e, a tratti unico, in effetti il <strong>setting</strong> di Aztech Forgotten Gods è effettivamente parecchio interessante e penso sia una delle caratteristiche più interessanti del gioco, in quanto va a mostrare una <strong>società azteca</strong> legata nell’estetica e nei rapporti umani a un passato ormai dimenticato, ma che presenta <strong>tecnologie futuristiche</strong> parecchio avanzate, creando una perfetta sintesi tra due momenti storici letteralmente opposti.</p>
<p>In questa particolare ambientazione vestiremo i panni di <strong>Achtli</strong>, una giovane ragazza azteca che nelle fattezze ricorderà in tutto e per tutto la protagonista del flashback iniziale. Anche Achtli sarà dotata di un imponente <strong>braccio meccanico</strong>, ma in questo caso la sua origine sarà meccanica, essendo sviluppato da sua madre scienziata. Dopo una banale introduzione del mondo di gioco, il nostro scopo sarà chiaro: l’oscura minaccia sventata nel flashback si è malauguratamente risvegliata, e toccherà a noi il compito di rimetterla a letto!</p>
<p>L’intera trama procede poi in maniera a tratti confusionaria, ma con eventi del tutto prevedibili che sguazzano nella più totale banalità e genericità. E sia chiaro, non voglio accanirmi sul titolo, dal momento che <strong>l’idea di base è molto interessante</strong> e a tratti mi ha ricordato quanto visto in Horizon Zero Dawn e il suo seguito Forbidden West, mostrando un mondo di gioco che presenta la perfetta commistione tra <strong>antichità e tecnologia</strong>. Purtroppo, però, si tratta di una grande occasione sprecata in cui la trama avanza tramite discorsi banali e cliché di ogni sorta verso un finale che vorrebbe essere emozionante, ma si rivela a dir poco insipido.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-387220 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/02/Aztech-Forgotten-Gods_20220207223529-scaled.jpg" alt="Aztech Forgotten Gods" width="2048" height="1152" title="Aztech Forgotten Gods - Recensione di un mito crollato!"></p>
<h2>Qualcuno fermi questo gameplay!</h2>
<p>Purtroppo, come accennato in precedenza, le criticità di Aztech Forgotten Gods sono davvero molte, e anche il <strong>gameplay</strong> rientra tra i nei che rendono questa produzione sicuramente degna di nota, ma purtroppo in negativo…</p>
<p>Il titolo infatti si presenta come un classico <strong>hack’n’slash</strong> in cui dovremo farci strada a suon di pugni attraverso schiere di nemici; questo genere videoludico però, che basa buona parte della sua essenza sulla frenesia degli scontri, sulla gestione di <strong>gruppi interi di nemici</strong>, e perché no, anche su un certo utilizzo dei tecnicismi dati dal variare delle combo, impone che ci sia una solidità non indifferente nei comandi e nella precisione della loro responsività, in Aztech Forgotten Gods però tutto questo non accade.</p>
<p>Fin dalle primissime battute, letteralmente dal primo colpo inferto al primo nemico, ci si ritroverà spiazzati da quanto i comandi possano rivelarsi imprecisi e “scivolosi”, facendo compiere alla nostra protagonista <strong>azioni fuori tempo massimo o indesiderate</strong>, come se i nostri movimenti fossero in balìa del caso. A complicare la situazione c’è poi la <strong>gestione della</strong> <strong>telecamera</strong>, a dir poco disastrosa.</p>
<p>La nostra protagonista infatti potrà compiere <strong>salti acrobatici</strong> e azioni letteralmente da capogiro, e non uso il termine a caso, dal momento che la telecamera risulta del tutto priva di punti di ancoraggio, e quindi l’inquadratura viene sbalzata da una parte all’altra dello schermo, <strong>rendendo l’azione spesso e volentieri incomprensibile</strong>.</p>
<p>Come se non bastasse poi, il <strong>braccio meccanico di Achtli</strong> fungerà anche da “mezzo di trasporto” permettendole di librarsi in cielo in stile Iron Man, come se fosse un vero e proprio propulsore. Anche qui però la tridimensionalità del movimento non andrà certo a nozze con la telecamera che renderà <strong>illeggibili alcune sezioni della mappa</strong>, rendendo snervanti molte fasi di platforming in cui ci ritroveremo inesorabilmente a cadere nel vuoto più e più volte solo per l’impossibilità di controllare a dovere i nostri movimenti.</p>
<p>Per finire poi, anche la sfida che il gioco propone è decisamente altalenante, si passa da momenti in cui i nemici non costituiranno una minaccia nemmeno per sbaglio e periranno impotenti sotto i nostri colpi, ad altri in cui la <strong>densità degli avversari</strong> e un level design totalmente insensato renderanno estremamente <strong>difficile la progressione</strong>; ammetto che ci sono state volte in cui ho superato alcuni scontri per pura fortuna, finendo col chiedermi come avessi fatto… senza avere alcuna risposta.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-387221 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/02/Aztech-Forgotten-Gods_20220207220955-scaled.jpg" alt="Aztech Forgotten Gods" width="2048" height="1152" title="Aztech Forgotten Gods - Recensione di un mito crollato!"></p>
<h2>Comparto tecnico… antico…</h2>
<p>Per quanto il mio mantra (e quello di molti altri videogiocatori) sia che la <strong>grafica</strong> non è la parte più importante di un gioco, non possiamo negare che anche l’occhio vuole la sua parte, e in Aztech Forgotten Gods si rimane decisamente delusi da questo punto di vista. Mi ha lasciato davvero interdetto il vedere un titolo con un’idea di <strong>world building</strong> così interessante essere resa in maniera a di poco… antiquata, per voler essere clementi.</p>
<p>Per quanto riguarda il <strong>comparto grafico</strong> infatti, il gioco sembra fermo a uno dei più anonimi action appartenenti alla sesta generazione videoludica, con <strong>animazioni legnose</strong>, colori completamente privi di qualsiasi sfumatura e <strong>texture</strong> che sembrano quasi spalmante su sfondi e facce dei personaggi, totalmente plasticose e inespressive.</p>
<p>Anche per quanto riguarda il <strong>comparto sonoro</strong>, Aztech Forgotten Gods non riesce a risultare significativo. La colonna sonora infatti presenta tracce banali e poco memorabili, che difficilmente (anzi, quasi mai) riescono ad accompagnare l’azione o le fasi più riflessive in maniera adeguata, come se non bastasse poi, gli <strong>effetti sonori</strong> sono totalmente fuori luogo e anzi finiscono per rendere l’azione ancora più confusionaria non andando a tempo con le azioni di Achtli o degli elementi a schermo.</p>
<p>In definitiva, <strong>Aztech Forgotten Gods</strong> parte da un concept potenzialmente interessante, a penalizzare la formula però ci pensano una <strong>storia</strong> piatta e banale, con dialoghi imbarazzanti, un <strong>comparto tecnico</strong> decisamente arretrato e superficiale e un <strong>gameplay</strong> a malapena giocabile per buona parte dell’avventura, decisamente troppo per poter chiudere un occhio e lasciarsi trasportare da questo viaggio mistico.</p>
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		<title>Aztech Forgotten Gods si mostra in un nuovo trailer</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/aztech-forgotten-gods-nuovo-trailer/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Regano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Sep 2021 17:15:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sony]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mostrato durante l&#8217;ultimo <strong>Nintendo Direct</strong>, si sa ancora molto poco sulll&#8217;action <strong>Aztech Forgotten Gods</strong>, il titolo a cura della software house <strong>Lienzo</strong> prende ispirazione dalla mitologia sudamericana (che potrebbe diventare la nuova tendenza narrativa degli ultimi anni dal momento che diversi brand sembrano interessati a prenderne spunto) e in particolare da quella <strong>azteca</strong>. A una prima occhiata il gioco sembra puntare molto sull&#8217;azione e sui combattimenti, ma non è ancora chiaro se spingerà sull&#8217;azione come le classiche produzioni <strong>Platinum Games</strong>, una su tutte Bayonetta, o proporrà un piglio più action.</p>
<p>Per quanto la direzione che <strong>Aztech Forgotten Gods</strong> intraprenderà non sia ancora del tutto chiara, un nuovo trailer rilasciato a sorpresa fa intravedere finalmente alcune sezioni di gameplay che potrebbero aiutarci a farci un&#8217;idea sul gioco, il cui lancio è previsto per il <strong>2022</strong> su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X e S, PC e Nintendo Switch:</p>
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Aztech Forgotten Gods - Extended Gameplay Trailer - Nintendo Switch" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/14_GSbJgRiU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
<h2>Aztech Forgotten Gods: a caccia di dei!</h2>
<p>Ambientato in un passato in cui <strong>antichità</strong> e una rudimentale <strong>teconlogia</strong> si uniscono alla <strong>magia</strong>, uan misteriosa ragazza dovrà partire per un viaggio che la porterà a scontrarsi con gli dei aztechi per evitare la <strong>fine del mondo</strong>. Al centro della trama sembra esserci una misteriosa sfera in grado di mostrare presagi su un futuro sventurato, ma i veri protagonisti del trailer sono indubbiamente gli dei, <strong>colossali boss</strong> (ripresi direttamente dalla cultura azteca) contro i quali la protagonista dovrà combattere per scongiurare l&#8217;imminente catastrofe.</p>
<p>Le numerose battaglie contro i boss mostrate sembrano essere tutte differenti tra loro e mettono in risalto anche l&#8217;<strong>arma principale</strong> del gioco, un enorme <strong>guantone</strong> in pietra grazie al quale la protagonista potrà anche affrontare le gigantesche creature in spettacolari comabattimenti aerei.</p>
<p>Continua a seguirci per rimanere sempre aggiornato su <strong>Aztech Forgotten Gods</strong> e su tutte le ultime novità dal mondo videoludico!</p>
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