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	<title>Ayasa: Shadows of Silence &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
	<lastBuildDate>Wed, 29 Apr 2026 17:04:15 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Ayasa: Shadows of Silence &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<item>
		<title>Games Showcase #54</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/games-showcase-54/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Paradiso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Games Showcase]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Bentornato a un nuovo appuntamento del Games Showcase, la rubrica in cui esploriamo insieme titoli indie lontani dai grandi riflettori, ma capaci di lasciare il segno. In questo episodio ci muoviamo tra generi e atmosfere molto diverse: l&#8217;oscurità evocativa e simbolica di Ayasa: Shadows of Silence, la tensione tattica e narrativa di Death Howl, e [&#8230;]]]></description>
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<p>Bentornato a un nuovo appuntamento del Games Showcase, la rubrica in cui esploriamo insieme titoli indie lontani dai grandi riflettori, ma capaci di lasciare il segno. In questo episodio ci muoviamo tra generi e atmosfere molto diverse: l&#8217;oscurità evocativa e simbolica di <strong>Ayasa: Shadows of Silence</strong>, la tensione tattica e narrativa di <strong>Death Howl</strong>, e il fascino nostalgico ma profondo di <strong>EvoCreo</strong>. Tre esperienze distinte per tono e meccaniche, unite però da una cosa: il coraggio di raccontare qualcosa di proprio.</p>



<p>Per sfogliare i numeri precedenti della rubrica, potete recuperare il nostro <a href="https://www.icrewplay.com/games-showcase-52/">Games Showcase #52</a> con Before Exit, Katanaut e Mythrealm.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ayasa: Shadows of Silence (Steam)</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/05/ayasa-shadows-of-silence-6ou7x-1024x576.png" alt="Games Showcase #54" class="wp-image-558285" title="Games Showcase #54"></figure>



<p>Ci sono giochi che si presentano come opere d&#8217;arte prima ancora di farsi sentire come videogiochi, e <strong><a href="https://www.icrewplay.com/ayasa-shadows-of-silence-platformer-uscita/">Ayasa: Shadows of Silence</a></strong> è decisamente uno di questi. Sviluppato da <strong>Aya Games</strong> e disponibile su PC via Steam, questo platformer 2.5D in terza persona ci porta nell&#8217;Inverted World, un universo surreale e malinconico in cui <strong>luce e ombra non sono solo meccaniche di gioco</strong>, ma simboli di uno scontro interiore ben più profondo. La protagonista, Ayasa, è una giovane che deve attraversare sei terre corrotte, ciascuna ispirata a un&#8217;emozione umana: Fede, Speranza, Amore, Avidità, Indifferenza e Tradimento. <strong>Nessuna parola pronunciata, nessun dialogo scritto</strong>: la narrazione passa interamente attraverso immagini, suoni e movimenti, in uno stile che ricorda Tim Burton, Hayao Miyazaki e i cortometraggi animati dell&#8217;est europeo.</p>



<p>Il gameplay si articola attorno a <strong>esplorazione, platforming e sezioni stealth</strong>, con qualche puzzle ambientale introdotto man mano che Ayasa sblocca nuovi poteri: invisibilità, manipolazione del tempo e della luce, e la capacità di interagire con gli antichi meccanismi nascosti nei livelli. Ogni terra ha una propria <strong>palette visiva</strong> e una propria <strong>logica narrativa</strong>, e attraversarle ha il ritmo di sfogliare un libro illustrato, una pagina dopo l&#8217;altra. La durata è contenuta, alcune ore al massimo, ma nel Games Showcase questa scelta ci sembra coerente con la natura dell&#8217;opera.</p>



<p>Il punto di forza assoluto di Ayasa è la <strong>direzione artistica</strong>: ambienti che bilanciano bellezza fiabesca e inquietudine sottile, farfalle intorno alle lanterne, case di legno contorte, piante iridescenti che sembrano aliene. La <strong>colonna sonora</strong>, composta da artisti armeni ispirandosi alla musica spirituale tradizionale, accompagna il tutto con una qualità che raramente si trova in produzioni indie di questa scala. Purtroppo, dove il gioco mostra la corda è proprio nel suo gameplay: i controlli soffrono di lievi imprecisioni nei tempi di risposta, alcune sezioni di platforming risultano più frustranti del necessario, e i tempi di caricamento dopo le morti diventano presto una costante seccatura. È il classico caso di un titolo che avrebbe avuto bisogno di qualche mese in più per lucidare l&#8217;esperienza che già aveva in testa. Nel contesto del Games Showcase, Ayasa si ritaglia il ruolo di <strong>gioco da vivere più che da giocare</strong>. Chi cerca sfide hardcore o meccaniche profonde rimarrà deluso, ma chi è disposto a lasciarsi trasportare da un viaggio visivo e sonoro carico di simbolismo troverà qualcosa di raro: un titolo che ha una voce autentica, persino quando non riesce del tutto a farsi ascoltare.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Games Showcase #54, le pagelle di Ayasa: Shadows of Silence</h3>



<p><strong>PRO</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Direzione artistica straordinaria e identità visiva forte</li>



<li>Colonna sonora originale di altissima qualità</li>



<li>Narrazione simbolica senza dialoghi, coraggiosa e suggestiva</li>



<li>Sei ambientazioni molto diverse tra loro</li>
</ul>



<p><strong>CONTRO</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Controlli imprecisi e tempi di risposta discontinui</li>



<li>Tempi di caricamento troppo lunghi dopo le morti</li>



<li>Gameplay essenziale, con poca profondità meccanica</li>



<li>Rigiocabilità quasi assente</li>
</ul>



<p><strong>VOTI</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Storia e Atmosfera 8</li>



<li>Gameplay 5.5</li>



<li>Grafica 8</li>



<li>Sonoro 8.5</li>



<li><strong>Complessivo 6.5</strong></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Death Howl (Steam)</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/05/death-howl-pc-steam-cover-1024x576.jpg" alt="Games Showcase #54" class="wp-image-558287" title="Games Showcase #54"></figure>



<p>Death Howl è uno di quei giochi che sembrano costruiti per far venire voglia di abbandonarli, per poi far sì che non riusciate a smettere. Sviluppato da <strong>The Outer Zone e pubblicato da 11 Bit Studios</strong>, questo deckbuilder tattico con anima soulslike ci mette nei panni di Ro, una cacciatrice in lutto che si addentra nel Mondo degli Spiriti per <strong>riportare in vita il figlio perduto</strong>. La premessa è emotiva e la struttura narrativa regge: ogni incontro, ogni spirito con cui interagiamo, ogni scelta che facciamo sul campo di battaglia ha un peso che va oltre la meccanica pura.</p>



<p>Il gameplay è un <strong>ibrido tra combattimento a griglia, costruzione del mazzo e progressione soulslike</strong>. Ogni scontro si svolge su una plancia tattica di dimensioni variabili: Ro e i nemici si alternano nei movimenti, e le carte rappresentano abilità d&#8217;attacco, difesa, movimento e situazionali che consumano risorse o attivano effetti speciali. <strong>Nessun run casuale</strong>, nessuna deck generata di scolpo: ogni carta acquisita rimane con noi per tutta la partita, costruendo un arsenale personale nel tempo. I totem shamanici fungono da modificatori strategici, cambiando il modo in cui le combinazioni di carte interagiscono tra loro. <strong>Quattro regni da esplorare, tredici regioni distinte, oltre 160 carte da scovare</strong>: c&#8217;è materia per più di venticinque ore di gioco.</p>



<p>Quello che colpisce di più è la <strong>coerenza tematica tra storia e meccaniche</strong>. Morire in Death Howl non è una sconfitta neutrale: cambia le opzioni disponibili, costringe a ricalibrare le priorità, rispecchia la disperazione di Ro in ogni retry. Il ritmo è deliberato, la curva di apprendimento inizialmente ripida, e c&#8217;è qualche momento di grinding che avrebbe potuto essere gestito meglio. Ma una volta che il sistema scatta, è difficile staccarsi. Più di qualcuno ha ammesso di aver <strong>concluso il gioco con gli occhi lucidi</strong>, e questo la dice lunga sulla qualità della scrittura per un titolo che in superficie sembra puramente tattico.</p>



<p>Nel Games Showcase, Death Howl è l&#8217;esperienza più matura e ambiziosa dei tre. Non è un gioco per tutti, e non cerca di esserlo. Ma <strong>per chi ama i deckbuilder esigenti</strong>, il pixel art curato e le storie che parlano di dolore con rispetto, è un titolo che vale davvero ogni singola sconfitta.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Games Showcase #54, le pagelle di Death Howl</h3>



<p><strong>PRO</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Fusione coerente tra deckbuilder tattico e soulslike narrativo</li>



<li>Pixel art con palette cromatica unica e grande atmosfera</li>



<li>Storia emotivamente forte e scrittura curata</li>



<li>Ampia varietà di carte, totem e combinazioni strategiche</li>
</ul>



<p><strong>CONTRO</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Curva di apprendimento inizialmente molto ripida</li>



<li>Alcune sessioni di grinding ripetitivo tra un&#8217;area e l&#8217;altra</li>



<li>Design delle quest secondarie non sempre ispirato</li>



<li>Non adatto a chi cerca un roguelike tradizionale</li>
</ul>



<p><strong>VOTI</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Storia e Atmosfera 9</li>



<li>Gameplay 8</li>



<li>Grafica 8.5</li>



<li>Sonoro 8</li>



<li><strong>Complessivo 8.5</strong></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>EvoCreo (Steam)</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="616" height="353" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/05/EvoCreo.jpg" alt="Games Showcase #54" class="wp-image-558286" title="Games Showcase #54"></figure>



<p>C&#8217;è una generazione intera di giocatori cresciuta inseguendo creature in bianco e nero su uno schermo microscopico, e EvoCreo sa esattamente a chi sta parlando. <strong>Sviluppato da Ilmfinity Studios</strong>, questo RPG monster-taming ha origini mobile (è disponibile su Android dal 2015) ed è sbarcato su Steam nei primi mesi del 2026, portando con sé un bagaglio di nostalgia e qualche inevitabile segno del suo passato da free-to-play. Eppure, una volta messa da parte la diffidenza iniziale, EvoCreo <strong>riesce a riportare quella sensazione che i Pokémon moderni sembrano aver dimenticato</strong>: la soddisfazione genuina di costruire una squadra da zero, affrontare avversari che mettono davvero alla prova, e scoprire quali Creo si nascondono dietro l&#8217;angolo successivo.</p>



<p>Il mondo di Zenith ospita <strong>oltre 170 Creo da catturare</strong>, ciascuno con percorsi evolutivi multipli, statistiche personalizzabili, abilità passive e mosse da scegliere con attenzione. Il sistema di combattimento a turni non si limita alla triangolazione elementale: gestire i cooldown delle mosse, i tratti passivi e gli effetti di stato aggiunge uno strato tattico che supera spesso quello dei titoli principali del genere. La difficoltà è genuina, non artificiale: senza l&#8217;XP condiviso, <strong>solo i Creo che scendono in campo guadagnano esperienza</strong>, rendendo la composizione della squadra una scelta costante e ragionata. Con più di <strong>venti ore di campagna principale</strong> e la promessa di battaglie PvP online in arrivo, c&#8217;è parecchio a cui guardare.</p>



<p>Il lato debole è la storia, che segue il copione del genere senza mai sorprendere: <strong>un padre scomparso, un&#8217;organizzazione oscura da sconfiggere, delle arene da superare</strong>. I personaggi secondari non lasciano il segno, e le città mancano di quella personalità che rende memorabili anche i titoli più semplici. Sul fronte tecnico, il porting su PC mostra alcune rughe: l&#8217;interfaccia tradisce le origini touch in più punti, l&#8217;assenza di un&#8217;ottimizzazione schermo intero è un&#8217;occasione mancata, e qualche piccolo glitch fa capolino qua e là. Niente di grave, ma abbastanza da ricordare che si tratta di un titolo che ha viaggiato da un&#8217;altra piattaforma.</p>



<p>Nel Games Showcase, EvoCreo rappresenta il piacere semplice ma onesto del <strong>creature-collecting</strong> fatto bene, senza fronzoli. Non reinventa il genere, ma lo rispetta. Per chi sente la nostalgia dei Pokémon di una volta, o semplicemente cerca un RPG da portare avanti offline senza pressioni, è una scelta più che valida.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Games Showcase #54, le pagelle di EvoCreo</h3>



<p><strong>PRO</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Sistema di combattimento tattico con profondità reale</li>



<li>Difficoltà autentica che premia la costruzione strategica della squadra</li>



<li>Ampia varietà di Creo con design creativi</li>



<li>Completamente giocabile offline, più di 20 ore di contenuto</li>
</ul>



<p><strong>CONTRO</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Storia derivativa e personaggi poco memorabili</li>



<li>Porting PC non ottimizzato, interfaccia con residui touch</li>



<li>Qualche glitch e imprecisioni tecniche</li>



<li>Manca di personalità visiva rispetto ai migliori del genere</li>
</ul>



<p><strong>VOTI</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Storia e Atmosfera 6</li>



<li>Gameplay 7.5</li>



<li>Grafica 6.5</li>



<li>Sonoro 6.5</li>



<li><strong>Complessivo 7</strong></li>
</ul>



<p>Anche questo Games Showcase ci ha dimostrato quanto il panorama indie sappia sorprendere nei modi più diversi. <strong>Ayasa: Shadows of Silence</strong> ci ha trascinati in un viaggio simbolico fatto di luci e ombre, bellissimo da guardare anche quando stanca da giocare. <strong>Death Howl</strong> ci ha messi di fronte a un sistema tattico esigente e a una storia che parla di perdita con una sincerità rara. <strong>EvoCreo</strong> ci ha riportati a quell&#8217;infanzia in cui catturare mostri era tutto, aggiungendo qualche grammo di sfida in più. La scelta, come sempre, è vostra: preferite perdervi in un&#8217;opera d&#8217;arte imperfetta, sfidare la morte carta dopo carta, o partire per una nuova avventura con un Creo al fianco?</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ayasa: Shadows of Silence, il nuovo platformer surreale che forse colmerà il vuoto lasciato da Little Nightmares</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/ayasa-shadows-of-silence-platformer-uscita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Paradiso]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Ufficiali]]></category>
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					<description><![CDATA[L’inverno porta con sé un nuovo outsider destinato a far parlare molto di sé. Ayasa: Shadows of Silence, il platformer narrativo 2.5D dalle forti tinte surreali, è finalmente disponibile su Steam ed Epic Games dopo un’attesa lunga mesi. Il gioco arriva in un momento perfetto, proprio all’inizio di dicembre, quando molti giocatori cercano qualcosa di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’inverno porta con sé un nuovo outsider destinato a far parlare molto di sé. <strong>Ayasa: Shadows of Silence</strong>, il platformer narrativo 2.5D dalle forti tinte surreali, è finalmente disponibile su Steam ed Epic Games dopo un’attesa lunga mesi. Il gioco arriva in un momento perfetto, proprio all’inizio di dicembre, quando molti giocatori cercano qualcosa di particolare, intenso e visivamente evocativo. Un titolo che possa colpire al cuore e alla mente.</p>



<p>Ayasa nasce come progetto indipendente, costruito da un team di sole quattro persone negli Stati Uniti e in Armenia. È un’opera che punta tutto sull’atmosfera. Qui non troverai dialoghi a guidare la storia: è il mondo a parlare, attraverso immagini, musica e movimenti che creano un’esperienza profonda e simbolica. Il risultato porta subito a pensare a produzioni come Little Nightmares o Limbo, ma con una personalità tutta sua.</p>



<p>Fin dai primi minuti il gioco ti trascina in un universo fratturato, un tempo armonioso e ora consumato da forze oscure. Nei panni di Ayasa, armato solo degli ultimi frammenti della luce di Tash, dovrai attraversare terre capovolte, boschi corrotti, strutture in rovina e zone governate da leggi morali distorte. L’obiettivo non è solo raggiungere la fine del viaggio, ma scegliere quale significato dare al destino del mondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un mondo fratturato che ti giudica a ogni passo</h2>



<p>Ayasa: Shadows of Silence mette al centro un concetto chiaro: <strong>le tue azioni definiscono la tua storia</strong>. Ogni movimento, esitazione o decisione plasma la direzione del racconto, portandoti verso un epilogo di redenzione o un inevitabile crollo morale. Sono scelte sottili, mai indicate in modo esplicito, e proprio per questo più potenti.</p>



<p>La narrativa non viene mai spiegata, ma suggerita. Ogni ambiente rappresenta una forza morale. Da un lato trovi luoghi che incarnano amore, fede e speranza; dall’altro territori guidati da indifferenza, tradimento e avidità. Lo stile estetico costruisce un dualismo continuo tra quiete e inquietudine, tra grazia e caos, amplificato da un comparto visivo che sembra un dipinto in movimento.</p>



<p>Il team cita ispirazioni che parlano da sole: <strong>Tim Burton</strong>, <strong>René Laloux</strong>, <strong>Robert Sahakyants</strong>, <strong>Hayao Miyazaki</strong>. L’influenza si sente. Ogni scenario è un quadro simbolico, ogni creatura è un frammento di un mondo che tenta di comunicare senza parole.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/11/Ayasa-1024x576.jpg" alt="Ayasa" class="wp-image-550956" title="Ayasa: Shadows of Silence, il nuovo platformer surreale che forse colmerà il vuoto lasciato da Little Nightmares"></figure>



<p>E la cosa sorprendente è che funziona: il silenzio riesce a raccontare più di mille battute.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gameplay basato su abilità uniche e puzzle ambientali</h2>



<p>Ayasa non è un semplice platformer. È un viaggio attraverso puzzle ambientali che premiano la logica, l’osservazione e il tempismo. Il protagonista può contare su un set di abilità che cambia il modo di affrontare il mondo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Controllo del tempo</strong>, per manipolare elementi e superare ostacoli complessi.</li>



<li><strong>Invisibilità</strong>, utile per evitare pericoli o creature che popolano le zone corrotte.</li>



<li><strong>Manipolazione dell’energia</strong>, che permette di interagire con strutture e meccanismi.</li>
</ul>



<p>Queste abilità rendono l’esplorazione più dinamica e aggiungono profondità ai livelli. Ogni area ha la propria logica, i propri ritmi e i propri indizi visivi. La sensazione è quella di essere immerso in un mondo che osserva le tue mosse, premia la creatività e punisce l’imprudenza.</p>



<p>Oltre ai puzzle, il gioco offre momenti di tensione pura. Creature silenziose, minacce che emergono dall’oscurità e sezioni che richiedono sangue freddo. Non vira mai verso l’horror puro, ma mantiene un costante senso di inquietudine che ricorda certe sequenze dei film stop-motion più cupi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un’opera costruita come una poesia visiva</h3>



<p>Una delle dichiarazioni più affascinanti del team arriva da <strong>Edgar Janoyan</strong>, CEO di Aya Games:<br><strong>&#8220;<em>Volevamo creare un viaggio che parlasse senza una sola parola.</em>&#8220;</strong></p>



<p>Ed è esattamente ciò che Ayasa fa. L’intero sistema narrativo si basa su pantomima, simbologie, gesti e musica. Una scelta coraggiosa, soprattutto per un debutto indie, che però permette al giocatore di costruire la propria interpretazione della storia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/11/Ayasa-3-1024x576.jpg" alt="Ayasa" class="wp-image-550954" title="Ayasa: Shadows of Silence, il nuovo platformer surreale che forse colmerà il vuoto lasciato da Little Nightmares"></figure>



<p>La colonna sonora è un altro elemento centrale. Ti accompagna come un sussurro, talvolta delicato, altre volte disturbante, modulando emozioni e intensità durante l’avventura. Ogni nota sembra collegata allo stato morale del mondo, e la combinazione tra suono e animazioni crea momenti che restano impressi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prezzo, edizioni e contenuti aggiuntivi</h2>



<p>Il gioco è disponibile su Steam ed Epic Games con un posizionamento di prezzo pensato per il pubblico indie. Puoi scegliere tra due edizioni diverse, entrambe con sconto lancio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Standard Edition</strong>: 24.99$, in sconto a 19.99$</li>



<li><strong>Deluxe Edition</strong>: 29.99$, in sconto a 23.99$</li>
</ul>



<p>La Deluxe include anche contenuti digitali aggiuntivi che valorizzano l’art direction:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Soundtrack DLC</strong>: 4.99$</li>



<li><strong>Digital Artbook</strong>: 2.99$</li>
</ul>



<p>Per quanto riguarda le versioni console, il team ha confermato che arriveranno in futuro, ma senza una finestra temporale precisa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un debutto indie che punta alla sensibilità dei giocatori</h3>



<p>Ayasa: Shadows of Silence è una sorpresa rara. Un gioco che unisce estetica, simbolismo e scelte morali con un linguaggio che va oltre il testo. È pensato per chi ama le esperienze narrative forti, per chi cerca mondi da interpretare, non solo da completare.</p>



<p>Arriva in un periodo perfetto, quando molti giocatori vogliono qualcosa che li scuota, che li emozioni e che rimanga nella mente una volta spento il PC. E grazie alla struttura 2.5D, ai poteri del protagonista e alla cura visiva, potrebbe diventare uno dei platformer più discussi di questa fine 2025 e dei primi mesi del 2026.</p>



<p>Se ti è mancata quella sensazione di inquietudine poetica che solo titoli come Little Nightmares riuscivano a dare, <strong>Ayasa potrebbe essere esattamente ciò che stavi aspettando</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ayasa: Shadows of Silence è davvero il nuovo platformer narrativo da tenere d’occhio?</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/ayasa-shadows-of-silence-lancio-steam-epic-games/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Dec 2025 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Ufficiali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.icrewplay.com/?p=551031</guid>

					<description><![CDATA[Ayasa: Shadows of Silence è disponibile da oggi alle 18:00 GMT su Steam ed Epic Games, e si presenta come un platformer narrativo 2.5D che punta su atmosfera, scelte morali e un impatto visivo fuori dagli schemi. Aya Games ha costruito un progetto che rifiuta il dialogo tradizionale, affidandosi a immagini, suoni e animazioni per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><a href="https://www.icrewplay.com/games-showcase-42/" data-type="post" data-id="539519">Ayasa: Shadows of Silence</a></strong> è disponibile da oggi alle 18:00 GMT su Steam ed Epic Games, e si presenta come un <strong>platformer narrativo 2.5D</strong> che punta su atmosfera, scelte morali e un impatto visivo fuori dagli schemi. Aya Games ha costruito un progetto che rifiuta il dialogo tradizionale, affidandosi a immagini, suoni e animazioni per guidare il giocatore. È un approccio raro nella scena indie, ed è ciò che sta attirando l’attenzione di molti.</p>



<p>Il mondo è travolto da un’oscurità che sta erodendo ciò che resta di un ordine ormai fragile. La protagonista, <strong>Ayasa</strong>, raccoglie gli ultimi frammenti della luce di Tash per provare a ristabilire un equilibrio che sembra già compromesso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un universo che comunica attraverso simboli</h2>



<p><a href="https://store.steampowered.com/app/3146120/Ayasa_Shadows_of_Silence/" data-type="link" data-id="https://store.steampowered.com/app/3146120/Ayasa_Shadows_of_Silence/" target="_blank" rel="noopener">L’Inverted World è il cuore dell’esperienza.</a> Le sue regioni sono costruite su valori morali contrapposti: da un lato amore, speranza e fede; dall’altro i riflessi corrosivi di indifferenza, tradimento e avidità. Ogni ambientazione ha un ruolo preciso nel rappresentare queste forze e nel mettere il giocatore davanti a contrasti continui.</p>



<p>La direzione artistica è ispirata a Tim Burton, René Laloux, Robert Sahakyants e Hayao Miyazaki. L’influenza si vede nella scelta dei colori, nel movimento delle ombre e nella composizione delle scene. Ogni luogo sembra una pittura animata. Aya Games insiste sul concetto che <strong>ogni frame è un messaggio</strong>, non un semplice sfondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il viaggio di Ayasa e il ruolo del giocatore</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/11/Ayasa-1-1024x576.jpg" alt="Ayasa" class="wp-image-551034" title="Ayasa: Shadows of Silence è davvero il nuovo platformer narrativo da tenere d’occhio?"></figure>



<p>Ci sono due possibili percorsi narrativi e tutto dipende dalle scelte del giocatore. <strong>Redenzione</strong> e <strong>rovina</strong> sono i due esiti finali, e il gioco non forza nessuno dei due. Le azioni, anche quelle che sembrano marginali, spostano l’ago della bilancia senza che la protagonista pronunci una sola parola.</p>



<p>Il giocatore affronta terreni instabili, zone contaminate, creature aggressive e ambienti in trasformazione continua. Le piattaforme sono costruite per far sentire il peso dell’oscurità: corridoi stretti, silhouette distorte, sezioni che si sbriciolano sotto i piedi, cunicoli che si chiudono mentre ci si muove.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I poteri che definiscono il gameplay</h2>



<p>Ayasa dispone di abilità che modellano il ritmo del gioco. La <strong>manipolazione del tempo</strong> permette di rallentare situazioni critiche, analizzare un meccanismo o evitare trappole. L’<strong>invisibilità</strong> serve per passare inosservati davanti a entità ostili. Il <strong>controllo dell’energia</strong> apre la porta a enigmi ambientali basati su flussi, collegamenti e impulsi.</p>



<p>Ogni potere è integrato nel level design. Non esistono sezioni inserite per riempire lo spazio. Tutto sembra costruito per sfruttare un’abilità specifica in modo naturale. Alcuni puzzle richiedono di combinare due poteri per ottenere l’effetto desiderato. Altre sfide nascono dall’osservazione dell’ambiente, perché gli indizi sono sempre visivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un racconto senza parole</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/11/Ayasa-3-1-1024x576.jpg" alt="Ayasa" class="wp-image-551033" title="Ayasa: Shadows of Silence è davvero il nuovo platformer narrativo da tenere d’occhio?"></figure>



<p>Il team ha voluto dimostrare che un videogame può emozionare anche senza dialoghi. Lo ha confermato Edgar Janoyan, CEO di Aya Games, spiegando che l’obiettivo era dare vita a un viaggio capace di parlare con <strong>immagini, musica e movimento</strong>. È un approccio che può dividere chi preferisce una narrazione esplicita, ma è anche ciò che distingue questo titolo nel panorama attuale.</p>



<p>La colonna sonora, disponibile come DLC digitale, accompagna il giocatore con temi malinconici e minimalisti. Il tono resta costante dall’inizio alla fine: non ci sono rotture improvvise, né stacchi che spezzano l’immersione. Questo rafforza l’identità dell’opera e il suo modo di raccontare la frattura tra luce e oscurità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le edizioni disponibili</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/11/Ayasa-2-1-1024x576.jpg" alt="Ayasa" class="wp-image-551032" title="Ayasa: Shadows of Silence è davvero il nuovo platformer narrativo da tenere d’occhio?"></figure>



<p>Ayasa: Shadows of Silence è ora disponibile su PC con una versione standard e una <strong>Deluxe Edition</strong>. Il prezzo base è <strong>24.99 dollari</strong>, la Deluxe a <strong>29.99 dollari</strong>, entrambe lanciate con uno <strong>sconto del 20 percento</strong> che le porta rispettivamente a <strong>19.99</strong> e <strong>23.99 dollari</strong>. Lo studio ha pubblicato anche due contenuti extra: il <strong>DLC Digital Soundtrack</strong> a 4.99 dollari e il <strong>Digital Artbook</strong> a 2.99 dollari.</p>



<p>Le versioni console arriveranno in un secondo momento. Lo studio non ha comunicato una finestra temporale precisa, ma si tratta di un passaggio quasi obbligato per un titolo che punta molto sull’impatto visivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché sta attirando l’attenzione</h2>



<p>La combinazione di <strong>scelte morali</strong>, ambientazioni simboliche e gameplay costruito attorno alle abilità della protagonista lo rende interessante per chi cerca qualcosa di diverso dai soliti platform. Si percepisce la volontà di distanziarsi dalle regole classiche del genere, proponendo un’esperienza più introspettiva.</p>



<p>È un progetto che potrebbe creare discussioni nella community proprio per l’assenza di dialoghi e la forte componente interpretativa. Ci sono già paragoni con altri titoli che hanno puntato su narrazione ambientale e messaggi impliciti, anche se qui lo stile visivo gli garantisce una personalità distinta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un indie che può crescere nel tempo</h2>



<p>Il debutto sembra costruito per lasciare spazio a espansioni future o a contenuti post-lancio. Aya Games non ha ancora fornito dettagli, ma la struttura del mondo e la natura delle scelte indicano che ci sia margine per sviluppi successivi.</p>



<p>Il titolo arriva nel periodo perfetto per farsi notare: un lancio autunnale, una forte identità e un messaggio visivo chiaro. L’indie che vuole farsi spazio deve colpire al primo sguardo, e da questo punto di vista Ayasa: Shadows of Silence ha tutte le carte in regola.</p>



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