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	<title>Another Code: Recollection &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Another Code: Recollection: la recensione (Nintendo Switch)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/another-code-recollection-recensione-switch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicodemo Bresciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 09:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono storie che meritano di essere raccontate, ma che non riescono a raggiungere il pubblico che effettivamente meriterebbero. È questo il caso di Another Code: Two Memories, pubblicato nel 2005 su Nintendo DS, e del sequel Another Code: R – Viaggio al Confine della Memoria, uscito invece nel 2009 su Nintendo Wii. I due [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono <strong>storie</strong> che meritano di essere raccontate, ma che non riescono a raggiungere il <strong>pubblico</strong> che effettivamente meriterebbero. È questo il caso di <strong>Another Code: Two Memories</strong>, pubblicato nel <strong>2005</strong> su <strong>Nintendo DS</strong>, e del sequel <strong>Another Code: R – Viaggio al Confine della Memoria</strong>, uscito invece nel <strong>2009</strong> su <strong>Nintendo Wii</strong>.</p>
<p>I due giochi sviluppati originariamente dallo studio giapponese <strong>Cing</strong>, autore di altri titoli apprezzati come <strong>Hotel</strong> <strong>Dusk</strong> e <strong>Little King’s Story</strong>, non hanno infatti raggiunto il successo commerciale auspicato, tant&#8217;è che lo studio è poi <strong>fallito nel 2010</strong>. Nonostante ciò, <strong>Another Code</strong>, è riuscito a guadagnarsi una base di <strong>fan appassionati</strong> grazie alla trama intrigante dei due titoli e alle loro meccaniche di gioco uniche.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-471326 size-full" title="Another Code Recollection" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/01/2x1_NSwitch_AnotherCodeRecollection.jpg" alt="Another Code Recollection" width="2000" height="1000" /></p>
<p>A quasi <strong>vent’anni di distanza</strong> dalla pubblicazione del primo capitolo, Nintendo ha deciso di riportare in vita questa saga appartenente al genere delle <strong>avventure grafiche</strong> basate sulla risoluzione di enigmi, realizzando il <strong>remake</strong> dei due giochi che vedono protagonista <strong>Ashley Mizuki Robbins</strong>. Entrambi i titoli, infatti, sono inclusi all&#8217;interno di <strong><a href="https://www.nintendo.it/Giochi/Giochi-per-Nintendo-Switch/Another-Code-Recollection-2439372.html" target="_blank" rel="noopener">Another Code: Recollection</a></strong>. Il progetto è stato affidato a <strong>Arc System Works</strong>. Dopo averlo <a href="https://www.icrewplay.com/la-mia-prova-su-another-code-recollection/" target="_blank" rel="noopener">provato lo scorso dicembre</a>, analizziamo nel dettaglio <strong>pregi e difetti</strong> di questa operazione.</p>
<h2>Another Code: un viaggio tra i ricordi</h2>
<p>In <strong>Another Code</strong>, il giocatore vestirà i panni di <strong>Ashley Mizuki Robbins</strong>, una ragazza cresciuta sotto la cura della zia e convinta del fatto che i <strong>genitori siano deceduti</strong> quando lei aveva pochi anni. Nel primo capitolo della saga, <strong>Two Memories</strong>, la ragazza riceve una <strong>misteriosa lettera dal padre</strong> che la invita a raggiungerlo <strong>sull&#8217;isola di Blood Edward.</strong></p>
<p>Decisa a riunirsi con lui, <strong>Ashley e la zia Jessica</strong> si dirigono verso l&#8217;isola, ma una volta arrivate, si rendono conto che non c&#8217;è nessuno ad attenderle. Jessica decide di cercare il padre, lasciando Ashley sola e delusa, poiché sperava finalmente di conoscere il genitore. Preoccupata per la zia che non fa ritorno, la ragazza decide di <strong>esplorare l&#8217;isola</strong> da sola.</p>
<p>Una volta giunta nei pressi della <strong>misteriosa villa</strong> nella quale dovrebbe vivere il padre, Ashley incontra il <strong>fantasma</strong> di un bambino senza memoria di nome <strong>D</strong>, che la accompagnerà nella sua avventura alla ricerca di risposte sulla propria famiglia.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-471320 size-full" title="Another Code Recollection" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/01/1003988-another-code-recollection-la-demo-desormais-disponible-sur-nintendo-switch.jpg" alt="Another Code Recollection" width="1800" height="1012" /></p>
<p>Una volta terminato il primo titolo, si avvia immediatamente il secondo capitolo della serie, <strong>Another Code: R &#8211; Viaggio al Confine della Memoria</strong>. Pubblicato originariamente su Nintendo Wii nel 2009, questo secondo capitolo è ambientato <strong>due anni dopo</strong> gli eventi vissuti in Two Memories.</p>
<p>Il <strong>salto temporale</strong> fa sì che la stessa Ashley, protagonista in entrambi i giochi, abbia <strong>tratti caratteriali differenti</strong>. Se in Two Memories la ragazza mostra aspetti un po’ <strong>infantili</strong> dovuti alla giovanissima età, nel sequel mostra una <strong>maturità emotiva</strong> molto più spiccata, che le permette di affrontare situazioni più complesse.</p>
<p>Nel secondo capitolo non è solo la protagonista a cambiare, ma <strong>anche l&#8217;ambientazione si amplia</strong> in una cornice più vasta e articolata, quella del <strong>Lago Juliet</strong>. In contrasto con il primo episodio, dove viene dato molto spazio all&#8217;esplorazione della villa, Viaggio al Confine della Memoria si concentra invece su uno <strong>sviluppo molto più intenso della trama</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-471321 size-full" title="Another Code Recollection" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/01/another-code-recollection-blogroll-1705715241163.jpg" alt="Another Code Recollection" width="1920" height="1080" /></p>
<p>Il titolo, infatti, si addentra in varie sottotrame, introducendo <strong>nuovi personaggi</strong> e presentando, di conseguenza, una <strong>narrazione più stratificata</strong>. Questi elementi comportano anche una <strong>progressione decisamente più lenta</strong> rispetto al primo capitolo, con una storia che necessita di diverse ore prima di decollare. Proprio per questo, anche la <strong>durata</strong> dei due titoli è differente. Se per raggiungere la conclusione di <strong>Two Memories</strong> sono necessarie circa <strong>5 ore</strong>, il <strong>secondo capitolo</strong> ha una longevità che si attesta attorno alle <strong>15 ore</strong>.</p>
<p>Una volta avviato Another Code: Recollection, il giocatore sarà dunque obbligato a cominciare da Two Memories. I giochi, infatti, vengono riproposti <strong>senza soluzione di continuità</strong>, fondendo i due capitoli in un’unica grande storia. Una scelta che abbiamo trovato decisamente azzeccata.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-471325 size-full" title="Another Code Recollection Nintendo Switch" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/01/WCCFanothercode2.jpg" alt="Another Code Recollection Nintendo Switch" width="1280" height="720" /></p>
<h2>Da Nintendo DS a Nintendo Switch: come cambia il gameplay?</h2>
<p>Come anticipato in precedenza, Another Code appartiene al genere delle <strong>avventure grafiche basate sulla narrazione e sulla risoluzione di enigmi</strong>. Mentre il primo capitolo presenta elementi anche elementi di esplorazione, <strong>Viaggio al Confine della Memoria</strong> è invece più incentrato sulla progressione della storia e sull’interazione con i personaggi, tant’è che su Nintendo Wii era stato progettato come <strong>un’avventura punta e clicca</strong>.</p>
<p>Nel <strong>primo titolo</strong> è proprio la <strong>villa</strong> nei pressi della quale Ashley incontra D a rappresentare lo scenario principale del gioco. Tra i suoi corridoi e le sue stanze, la protagonista e il suo nuovo amico fantasma cercano indizi per capire dove si trovino il padre di Ashley e la zia Jessica. Il giocatore dovrà quindi esplorare l’ambiente circostante, interagendo con gli <strong>oggetti</strong> e gli <strong>indizi</strong> presenti nella villa. La trama progredisce proprio attraverso la <strong>risoluzione di enigmi e puzzle</strong> disseminati nell&#8217;edificio, dipanando sempre più anche il mistero aleggia intorno.</p>
<p>La<strong> fase di esplorazione</strong> risulta molto appagante. All’interno della villa è possibile analizzare praticamente qualsiasi cosa. Cassetti in cui rovistare, stanze da esplorare, strumenti sulle mensole: ogni oggetto potrebbe nascondere un <strong>segreto</strong>. Inoltre, l’abitazione emana <strong>un’aura perenne di mistero</strong>, custodendo al suo interno ricordi intimi ed elementi legati alla famiglia di Ashley.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-471319 size-full" title="Another Code Recollection" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/01/02b.jpg" alt="Another Code Recollection" width="1280" height="720" /></p>
<p>In questo modo la <strong>villa</strong> sull’isola di Blood Edward diventa una <strong>vera e propria protagonista del gioco</strong>, un po’ come accade con l’iconica <strong>Villa Spencer del primo Resident Evil</strong>. Entrambe le abitazioni non solo fungono da cornice centrale per la trama dei rispettivi giochi, ma la loro esplorazione dettagliata, l’interazione con l’ambiente e le storie che racchiudono le rendono elementi centrali all&#8217;interno della trama.</p>
<p>Chiaramente, l’atmosfera è del tutto differente, e rispetto a quella horror di Resident Evil, Another Code: Two Memories trasmette <strong>sensazioni di mistero, a tratti thriller, ma anche molto emotive e intime</strong>, essendo Ashley alla ricerca di risposte riguardo alla sua famiglia.</p>
<p>Per <strong>adattare</strong> il gioco all’ultima console Nintendo, Arc System Works ha completamente rivisto il <strong>sistema di esplorazione</strong>. Mentre il primo capitolo prevedeva una telecamera dall’alto e il secondo una meccanica di spostamento a scorrimento laterale verso destra o sinistra, il remake ha adottato un <strong>sistema di movimento libero</strong>, con la telecamera posta alle spalle della protagonista.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-471324 size-full" title="Another Code Recollection" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/01/NSwitch_AnotherCodeRecollection_06.jpg" alt="Another Code Recollection" width="1920" height="1080" /></p>
<p>Questa scelta riesce perfettamente a svecchiare l&#8217;esplorazione dei due titoli e restituisce al giocatore <strong>sensazioni positive</strong> nel movimento del personaggio, anche se in alcuni frangenti la telecamera risulta fin troppo vicina alle spalle di Ashley, non permettendo di inquadrare l’ambiente circostante in maniera adeguata.</p>
<p>I <strong>comandi</strong> sono semplici. Gli stick analogici servono per muovere il personaggio e la telecamera. Il pulsante A serve per confermare o selezionare un oggetto, con B si annulla un’azione, mentre con X si utilizza il <strong>DAS</strong>. Utilizzando il tasto, invece, Y si apre l’inventario per vedere gli oggetti raccolti fino a quel momento, mentre cliccando la leva analogica sinistra si attiva la <strong>modalità aiuto</strong>.</p>
<p>Per risolvere i <strong>puzzle</strong>, il giocatore dovrà spesso fare affidamento al <strong>DAS</strong>, un misterioso oggetto che il padre di Ashley le ha lasciato assieme alla lettera con cui la invitava a recarsi sull’isola. Questo dispositivo, che nel titolo originale aveva le fattezze di un Nintendo DS e che nel remake ricalca l’estetica del Nintendo Switch, offre una <strong>serie di funzioni</strong> che permettono alla protagonista di risolvere gli enigmi, ad esempio la <strong>fotocamera</strong>.</p>
<p>Anche per quanto riguarda i puzzle proposti gli sviluppatori hanno dovuto sostanzialmente <strong>riconcepire gli enigmi da zero</strong>. Ciò è dovuto al fatto che il titolo originale facesse ampio utilizzo delle<strong> caratteristiche specifiche del Nintendo DS:</strong> ecco, dunque, che per risolvere alcuni enigmi era necessario utilizzare il doppio schermo e il touch screen, il microfono, e in alcuni casi era addirittura necessario chiudere la console.</p>
<p>Tutto ciò <strong>su Nintendo Switch non poteva essere riproposto</strong>, nemmeno il touch screen, in quanto sarebbe stato utilizzabile solamente in modalità portatile. Le nuove sfide proposte, però, risultano <strong>tutt’altro che appaganti</strong>. Si tratta, infatti, di<strong> enigmi fin troppo semplici</strong> sia nell’esecuzione che nelle meccaniche, rendendo così il remake di Another Code un puzzle game <strong>alquanto banale</strong> sotto questo punto di vista.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-471322 size-full" title="Another Code Recollection" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/01/Another-Code-Recollection-release-date.jpg" alt="Another Code Recollection" width="1920" height="1080" /></p>
<p>Lo stesso discorso vale per il <strong>secondo capitolo</strong> della saga. Già all’epoca della sua uscita, Viaggio al Confine della Memoria era maggiormente incentrato sulla <strong>progressione narrativa</strong> rispetto alla parte ludica, anche grazie a un numero maggiore di personaggi con cui interagire. Una<strong> narrazione più estesa e complessa è andata</strong> però <strong>a discapito dell’interattività</strong> e della caratterizzazione dell’ambiente di gioco.</p>
<p>Il <strong>Lago Juliet</strong>, lo scenario in cui si svolge questo secondo capitolo, risulta infatti <strong>più ampio ma</strong>, allo stesso tempo, decisamente <strong>più anonimo</strong> da esplorare rispetto alla villa. Seguendo questa impostazione, quindi, il <strong>Wiimote</strong> veniva utilizzato sostanzialmente solo come puntatore, in un gioco che risultava essere praticamente sotto ogni punto di vista <strong>un punta e clicca</strong>. In questo caso, l’operazione di semplificazione per i comandi risulta senz’altro meno invasiva.</p>
<p>Il fatto che, però, si sia persa<strong> l’originalità degli enigmi</strong> legata alle caratteristiche uniche delle precedenti console Nintendo fa si che <strong>venga a mancare quell’effetto sorpresa</strong> che aveva stupito i giocatori all’epoca in cui i giochi sono stati pubblicati per la prima volta.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-471323 size-full" title="Another Code Recollection" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/01/articolo-169741.jpg" alt="Another Code Recollection" width="1920" height="1080" /></p>
<p>Un&#8217;ulteriore novità presente nel remake è quella che riguarda la possibilità di attivare un<strong> sistema di aiuti</strong> cliccando la levetta analogica sinistra. In questo modo, un indicatore che circonda Ashley mostra al giocatore la <strong>direzione</strong> in cui dirigersi per proseguire nella storia o per trovare la soluzione relativa all’enigma che sta affrontando. Si tratta di un’aggiunta che consente anche a chi non ha familiarità con i puzzle game di terminare il gioco senza troppe difficoltà.</p>
<h2>Tra passato e presente</h2>
<p>Anche dal <strong>punto di vista tecnico</strong> troviamo sia aspetti positivi che negativi. Partiamo dal cuore dell’argomento: la <strong>realizzazione grafica</strong>. Da questo punto di vista, Another Code: Two Memories è stato <strong>rifatto ex novo</strong>, rimanendo comunque fedele ai titoli originali. Ad aver subito modifiche marcate sono stati, sostanzialmente, soltanto <strong>l’aspetto estetico e l’abbigliamento dei personaggi</strong>, con un risultato assolutamente <strong>apprezzabile</strong>.</p>
<p>I <strong>modelli poligonali</strong> dei personaggi risultano<strong> convincenti e ben realizzati</strong>. In particolare, il modello di <strong>Ashley</strong> presenta un’ottima fattezza, e anche le sue <strong>espressioni facciali</strong> restituiscono a pieno il ventaglio di emozioni provate dalla ragazza durante l’avventura: dal travaglio interiore che sta vivendo per la sua vicenda personale, ai momenti di svago o di sollievo vissuti in alcuni dialoghi.</p>
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<p>A risultare <strong>meno convincenti</strong>, invece, sono le <strong>animazioni</strong> che riguardano i personaggi, le quali risultano un po’ ingessati nella corsa e, in generale, nei movimenti, soprattutto per quanto riguarda l’amico fantasma di Ashley. Gestiti con <strong>minore cura</strong> sono anche le <strong>texture degli oggetti secondari</strong>, che non hanno ricevuto lo stesso trattamento privilegiato dei modelli principali.</p>
<p>L’operazione di remake ha visto una <strong>ricostruzione totale anche degli ambienti di gioco</strong>. La <strong>villa</strong> del primo capitolo appare più enigmatica, affascinante e viva che mai anche grazie a una palette di colori e a effetti di illuminazione che restituiscono a pieno l’atmosfera degli scenari. Il <strong>Lago Juliet</strong>, invece, è colorato e vivace. Entrambi gli scenari, però, hanno un <strong>difetto</strong> in comune: risultano, infatti, <strong>spogli e poveri di dettagli</strong>. Inoltre, a risultare tedianti sono i <strong>numerosi caricamenti</strong> presenti ogni volta che si passa da una stanza all’altra.</p>
<p>Dal<strong> punto di vista estetico</strong>, risulta molto efficace l&#8217;idea degli sviluppatori di inserire una <strong>sottile cornice bianca</strong> durante i filmati e le scene di dialogo. Questo effetto ricorda, infatti, le <strong>vignette</strong> di un fumetto, e si tratta di una scelta stilistica che sottolinea ulteriormente l&#8217;importanza dei <strong>dialoghi</strong> nel contesto della narrazione del gioco.</p>
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<p>La<strong> colonna sonora</strong> è ben realizzata e accompagna nel migliore dei modi le avventure di Ashley, con temi musicali capaci di far immergere il giocatore in quell&#8217;atmosfera misteriosa che pervade le fasi di esplorazione e di risoluzione degli enigmi. Anche il <strong>doppiaggio</strong>, in lingua inglese, è realizzato in maniera ottima, soprattutto per quanto riguarda la protagonista. I <strong>testi</strong>, allo stesso modo, sono egregiamente tradotti in italiano.</p>
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Another Code: Recollection – Disponibile dal 19 gennaio 2024 (Nintendo Switch)" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/3d3NeXk8FxE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
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