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	<title>Agony &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
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	<title>Agony &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<item>
		<title>Agony &#8211; La recensione</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/agony-la-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Ribaudo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2019 14:30:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[A qualche mese di distanza dall’uscita per Xbox One, Pc e PlayStation 4, il controverso titolo di Madmind approda sulla console ibrida di Nintendo. Anche in questo caso con pessimi risultati. Per essere un titolo rivolto ad un pubblico maturo, è ironico come Agony sembri programmato da un dodicenne, che dà la propria interpretazione di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A qualche mese di distanza dall’uscita per <strong>Xbox One, Pc </strong>e <strong>PlayStation 4</strong>, il controverso titolo di <strong>Madmind </strong>approda sulla console ibrida di <strong>Nintendo. </strong>Anche in questo caso con <strong>pessimi risultati.</strong></p>
<p>Per essere un titolo <strong>rivolto ad un pubblico maturo</strong>, è ironico come <strong>Agony </strong>sembri programmato da un dodicenne, che dà la propria interpretazione di un horror.</p>
<p>Partito con un certo <strong>entusiasmo</strong> e una buona dose di <strong>ambizione, </strong>l’ultimo lavoro di <strong>Madmind Studio</strong> è un completo fallimento, incapace come è di creare qualcosa di valido dietro una noiosa e troppo semplicistica <strong>celebrazione di sesso, violenza e più in generale autoindulgenza.</strong></p>
<p>Tutto ciò che vediamo nel gioco è <strong>assemblato senza metodo</strong> o cognizione di causa,  con l’unico scopo di <strong>shockare il giocatore</strong>, senza alcun tipo di contenuto di fondo.</p>
<p>Nel suo tentativo di incanalare elementi horror presi da varie epoche, <strong>Agony</strong> semplicemente dimentica gli elementi che rendono il genere un successo; tutto ciò che vedremo in una run di una <strong>decina d’ore</strong> all’incirca saranno <strong>animazioni sgraziate e intricate, peni rinsecchiti </strong>e <strong>demoni sadomasochisti.</strong></p>
<p>Il risultato ricorda vagamente <a href="https://www.icrewplay.com/lust-for-darkness-la-recensione/"><strong>Lust for Darkness</strong></a>, ma probabilmente <strong>Agony</strong> è anche peggio…</p>
<h2>Dannazione Eterna</h2>
<p>Agony è un <strong>survival horror in prima persona</strong>, sulla falsa riga di <strong>Outlast </strong>e <strong>Amnesia</strong>, in cui ci troviamo nei panni di un <strong>tizio qualunque</strong>; morto da poco e scaraventato negli abissi infernali.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-187545" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/11/2019091011070100-F230A3D6435F29C7E6825AA776D017BB.jpg" alt="Agony" width="1280" height="720" title="Agony - La recensione"></p>
<p>I suoi <strong>ricordi</strong>, così come buona parte della sua <strong>pelle</strong>, <strong>bruciati</strong> nella drammatica discesa. Tuttavia esiste una via di fuga, rappresentata dalla <strong>Dea Rossa </strong>che a quanto pare conosce l’identità del protagonista.</p>
<p>Questo è, più o meno, il grosso della storia: a parte alcuni <strong>deliri</strong> sotto forma di <strong>pergamene</strong> da collezionare e un <strong>doppiaggio terribile, Agony </strong>fa ben poco per esplorare le premesse iniziali, lasciando gran parte della storia sullo sfondo.</p>
<p>Le nostre <strong>motivazioni</strong> e le <strong>direzioni</strong> da intraprendere sono <strong>vaghe</strong>, con ogni livello che sembra un giro su un traghetto che ci porta da un ambiente grottesco a quello successivo.</p>
<p>Alcuni ambienti potrebbero anche essere interessanti, ma all’ennesimo “evento shockante”<strong> si smette di prestare attenzione al circondario</strong>, <strong>desensibilizzati</strong> come si è da questi continui tentativi di farci saltare in aria sulla sedia.</p>
<p><strong>Senza armi</strong> di alcun tipo o abilità di <strong>combattimento</strong> a nostra disposizione, qualunque <strong>confronto ci porterà inevitabimente alla morte. </strong>Dovremo ingegnarci a <strong>sgattaiolare</strong>, <strong>nasconderci</strong> e <strong>fuggire</strong> dalle varie creature infernali, mentre cerchiamo il cammino da intraprendere. Nelle prime ore di gioco, in cui veniamo introdotti alle meccaniche, <strong>questo aspetto funziona</strong>, con momenti di vera e propria <strong>tensione</strong> mentre ci <strong>nasconderemo</strong> <strong>in una pila di cadaveri</strong>, nel tentativo di sfuggire ad abomini in grado di fiutare la nostra presenza e udire il nostro respiro.</p>
<p>Purtroppo, eccezion fatta che per il potere di <strong>possessione</strong>, questo <strong>è l’unico tipo di interazione </strong>che avremo con i nemici e in breve diventa ripetitivo.  <strong>Corri, nasconditi, aspetta e ricomincia.</strong></p>
<p>Una volta scoperti e uccisi, non c’è il game over: <strong>in effetti siamo già morti.</strong></p>
<h2>Anche la rinascita, in Agony, è un&#8217;agonia</h2>
<p>In una delle trovate più riuscite di <strong>Agony, la nostra anima verrà strappata dal corpo</strong> e avremo un periodo di tempo limitato per guardarci intorno e <strong>trovare un nuovo corpo </strong>ospite. Fallendo anche in questo compito, <strong>torneremo direttamente all’ultimo checkpoint</strong>, che spesso è molto lontano dal punto in cui siamo stati sconfitti.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-187544 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/11/2019091013273100-F230A3D6435F29C7E6825AA776D017BB.jpg" alt="Agony" width="1280" height="720" title="Agony - La recensione"></p>
<p>I corpi in grado di ospitarci sono quelli degli altri sfortunati finiti tra i tormenti infernali, in modalità facile il processo è attivabile tramite un solo pulsante, rendendo <strong>l’operazione facile e intuitiva.</strong></p>
<p>Alle difficoltà più elevate, il processo diventa <strong>un mini gioco frustrante,</strong> mai illustrato del tutto. Ma a ben vedere, <strong>nulla è spiegato a dovere in Agony </strong>a parte alcune laconiche indicazioni sui comandi; talvolta anche <strong>questi vanno per i fatti loro</strong>, facendoci perdere pezzi importanti e complicandoci la vita durante la partita.</p>
<p>Il nostro tempo all’interno di <strong>Agony</strong> è diviso essenzialmente in due parti, egualmente banali: <strong>trovare i sigilli</strong> che  aprono una porta oppure <strong>trovare gli oggetti </strong>adatti ad aprire una porta. I livelli più estesi offrono un certo numero di nemici e di barriere ambientali tra noi e l’oggetto della nostra ricerca; si tratta di <strong>un loop nel gamplay altamente insoddisfacente e ripetitivo</strong>.</p>
<p>Per giunta, come già detto, non tutto viene spiegato e quindi magari ci ritroveremo a scoprire davanti una porta che per aprirla avremmo dovuto interagire con delle rune, poste svariate stanze dietro di noi.</p>

<a href='https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/11/2019090914250900-F230A3D6435F29C7E6825AA776D017BB.jpg'><img decoding="async" width="1280" height="720" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/11/2019090914250900-F230A3D6435F29C7E6825AA776D017BB.jpg" class="attachment-full size-full" alt="Agony - La recensione" title="Agony - La recensione"></a>
<a href='https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/11/2019090914360700-F230A3D6435F29C7E6825AA776D017BB.jpg'><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1280" height="720" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/11/2019090914360700-F230A3D6435F29C7E6825AA776D017BB.jpg" class="attachment-full size-full" alt="Agony - La recensione" title="Agony - La recensione"></a>

<p>Il tutto, probabilmente, con l’obiettivo di farci focalizzare <strong>sull’ambiente circostante, che è l’unico elemento davvero riuscito di Agony.</strong></p>
<p>Con un gameplay così scarno, <strong>Agony </strong>se la sarebbe cavata meglio presentandosi come un <strong>simulatore di camminata</strong>, in grado di farci gustare il mondo a nostra disposizione con una storia un po’ più decente di quella presentata.</p>
<p>Il design di <strong>Agony</strong> è innegabilmente evocativo, con i suoi <strong>muri pulsanti</strong>, <strong>architetture</strong> distorte e <strong>mostruosità</strong> assortite; qualsiasi terrore è generato dalla suggestione, piuttosto che dalla presentazione vera e propria.</p>
<p><strong>E’ quello che avviene fuori dallo schermo, che possiamo vedere con la coda dell’occhio a costituire il vero orrore</strong>; intuire che qualcuno viene trascinato nell’ombra, mentre stiamo arrivando sulla scena lascia una sensazione inquietante.</p>
<p>Purtroppo, <strong>Agony</strong> mostra fin troppo. Tornando al concetto iniziale del dodicenne che definisce l’horror, il gioco sembra volerci convincere del suo essere spaventoso con <strong>tonnellate di sangue </strong> tutto intorno o succubi con forme sexy e seni sodi ma con la faccia scavata tipica di un non morto.</p>
<p>Di tanto in tanto potremo conversare con altre anime dannate o anche con la <strong>Dea Rossa</strong>; nella maggior parte dei casi ripetono cose senza senso, con frasi scritte male che ci renderanno gratificante <strong>strappargli il cuore o possederli.</strong></p>
<p>Talvolta ci sarà qualche <strong>interazione più complessa</strong>, con alcune scelte di dialogo: senza illusioni, qualunque opzione scelta condurrà alla medesima risposta, di dubbia utilità.</p>
<h2>Fallimento totale?</h2>
<p>Il problema non è solo il doppiaggio: l’intero pacchetto di <strong>Agony è ridicolo</strong>.</p>
<p>Le cose iniziano male dopo un monologo introduttivo che risulta essere una parodia del genere. La <strong>Red Goddess</strong> (la localizzazione è solo nei sottotitoli) e i succubi sembrano usciti da un porno di bassa lega, mentre tutto il resto ricorda un <strong>horror di serie Z.</strong></p>
<p><strong>Agony si prende troppo sul serio, diventando del tutto ridicolo.</strong></p>
<p><strong>Nemmeno dal punto di vista grafico c’è qualcosa da salvare</strong>, tra frasi che si interrompono senza motivo e rallentamenti ripetuti, nulla è intentato pur di portare il giocatore alla frustrazione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Agony fa il suo sorprendente arrivo su Nintendo Switch</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/agony-fa-il-suo-sorprendente-arrivo-su-nintendo-switch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Bozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2019 10:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Indie]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
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					<description><![CDATA[“Questo è un pene.” Questa la reazione di uno dei volti più noti di YouTube Italia, Karim “Yotobi” Musa, alla vista di quello che è probabilmente uno dei soggetti più innocui che si può inquadrare nella visuale in prima persona di Agony, il survival horror uscito su Steam l’anno scorso. Ad ulteriore testimonianza dello sdoganamento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Questo è un pene.” Questa la reazione di uno dei volti più noti di YouTube Italia, Karim “Yotobi” Musa, alla vista di quello che è probabilmente <strong>uno dei soggetti più innocui</strong> che si può inquadrare nella visuale in prima persona di <strong>Agony</strong>, il survival horror uscito su Steam l’anno scorso. Ad ulteriore testimonianza dello <strong>sdoganamento dell’immagine “vietata ai maggiori” di Nintendo</strong>, Forever Entertainment ha annunciato l’arrivo di <em>Agony</em> su Nintendo Switch <strong>a fine mese</strong>.</p>
<p>Il gioco è <strong>ambientato all’inferno</strong>, e ti vedrà in un viaggio nei panni di un’<strong>anima perduta in preda all’amnesia</strong>. Con la capacità di controllare le persone durante il tuo viaggio, potrai <strong>impossessarti anche dei demoni</strong> per arrivare indenne alla fine.</p>
<p><strong>Il comunicato di Forever Entertainment</strong> va più nel dettaglio:</p>
<blockquote><p>“Agony vi scaraventerà nel bel mezzo dell’inferno, dove sarà dura restare in vita e risolvere l’enigma della misteriosa Dea Rossa; l’architetto di questo luogo di dolore e sofferenza, ed unica entità a sapere come fuggire&#8230; ma c’è molto di più in questa storia di quel che sembra.</p>
<p>Tormentati da creature da incubo, avrete dalla vostra la possibilità di impossessarvi di demoni ed altre anime per scappare dall’inferno. Esplorando l’ambiente ostile e interagendo con le anime dei dannati, l’eroe capirà che c’è un solo modo per scappare dall’inferno: incontrare la Dea Rossa. Questo titolo sfiderà i giocatori con il suo ambiente brutale e malevolo.”</p></blockquote>
<p>Il gioco uscirà <strong>il 31 di ottobre</strong>, giusto in tempo per la notte di Halloween, e sarà <strong>disponibile per il preordine dal 24</strong>. L’uscita su Steam del gioco, l’estate scorsa, è stata accolta da <strong>recensioni contrastanti</strong>, ma di certo è rinfrescante vedere che <strong>i pregiudizi sul target di età di Nintendo</strong> siano una cosa del passato. Probabilmente con l’uscita di PlayStation 5 e Xbox “Scarlett” <strong>il divario di potenza hardware si riaprirà in sfavore di Nintendo</strong>, <a href="https://www.icrewplay.com/linarrestabile-nintendo-switch-la-console-per-cui-ogni-gioco-e-perfetto/">ma per ora non sembrano esserci problemi</a>.</p>
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