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	<title>9 Years of Shadows &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
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	<title>9 Years of Shadows &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>9 Years of Shadows, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/9-years-of-shadows-recensione-playstation-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Aug 2025 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Halberd Studios e pubblicato da Freedom Games in sinergia con Jandu Soft, 9 Years of Shadows è un metroidvania a scorrimento orizzontale discretamente classico e dal livello di difficoltà modesto, dimostrandosi più accessibile di quanto possa sembrare. Noi abbiamo indossato i panni di Europa su PlayStation 5 e questa è la nostra recensione. [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato da <strong>Halberd Studios</strong> e pubblicato da Freedom Games in sinergia con Jandu Soft, 9 Years of Shadows è un metroidvania a scorrimento orizzontale discretamente classico e dal livello di difficoltà modesto, dimostrandosi più accessibile di quanto possa sembrare. Noi abbiamo indossato i panni di Europa su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>. Pronto a vivere un’emozionante epopea fantasy?</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe title="9 Years of Shadows - Announcement Trailer | PS5 &amp; PS4 Games" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/DblnFHjPkcE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">9 Years of Shadows e una nuova missione per salvare il mondo e i suoi colori</h2>



<p>9 Years of Shadows narra le vicende di <strong>Europa</strong>, una misteriosa eroina che ha perso tutto, letteralmente ogni cosa, votando quindi la sua stessa esistenza a un’unica cosa: salvare il mondo. Il creato, infatti, è vittima di una maledizione che, come un virus, sta divorando ogni cosa ammantandole di un ben poco vivace alone oscuro. In poche parole: i colori stanno svanendo. Non sorprende quindi che le prime, e brevissime, battute di gioco siano interamente in bianco e nero, mettendoci nei panni di Europa e la<strong> sua furia</strong>.</p>



<p>Nonostante la sua eleganza e le sue abilità fisiche, la nostra eroina si ritrova a fallire contro un poderoso demone, mandando velocemente all’aria tutti i suoi piani. <strong>Sconfitta ma non arresa</strong>, Europa si rialza, ritrovando forza e colore in un bizzarro alleato: un orsacchiotto volante ed evanescente di nome <strong>Apino</strong>. Col tempo scopriremo ulteriori dettagli su tale entità così come sugli altri personaggi che popolano il cast, abbastanza contenuto, di 9 Years of Shadows.</p>



<p>La <strong>narrazione</strong> segue fedelmente l’andamento classico del genere con poche intromissioni notevoli e lasciando il gameplay il ruolo di elemento centrale. Sì, non mancano le riflessioni della protagonista, soprattutto quando si ritrova a utilizzare un particolare “ascensore”, ma non siamo dinanzi a qualcosa di realmente memorabile o efficace, nonostante alcune rivelazioni discretamente gradevoli. Da segnalare la presenza di missioni opzionali che aiutano ad approfondire la conoscenza dei <strong>personaggi</strong> “<strong>accessori</strong>”, ossia di coloro che sono delegati a funzioni specifiche come migliorare l’equipaggiamento o le statistiche base della protagonista. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/08/9-Years-of-Shadows-recensione-432-1024x576.jpg" alt="9 Years of Shadows, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-544633" title="9 Years of Shadows, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un metroidvania poco metroidvania</h2>



<p>9 Years of Shadows si presenta come un<strong> metroidvania in pixel art 2D</strong> di stampo classico ma, a conti fatti, sarebbe meglio viverlo come un action-platform standard. Il motivo di tale specifica è legato essenzialmente a diversi fattori tra cui la longevità, moderatamente bassa (bastano 7-8 ore per completarlo al 100%) sia alla mancata sensazione di “libertà” esplorativa a cui manca anche il backtracking legato a uno sviluppo delle abilità del personaggio, se non per poche eccezioni.</p>



<p>Queste eccezioni sono ancorate a uno dei sistemi più accattivanti di 9 Years of Shadows ossia le armature elementari. Queste, palesemente ispirate ai <strong>Cavalieri dello Zodiaco </strong>ma con un processo di “trasformazione” che rievoca con prepotenza Sailor Moon, sono dotate di un effetto nostalgico notevole ma anche di un impatto ludico efficace e variegato. Banalmente, l’armatura dell’acqua ti permetterà di sfruttare determinati percorsi verticali scoprendo zone altrimenti inaccessibili.</p>



<p>Ecco, quanto appena detto sono piccole parentesi su cui 9 Years of Shadows per autodefinirsi <a href="https://www.icrewplay.com/metroidvania-analisi-di-un-genere/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">metroidvania</a> ma <strong>manca l’avventura di ampio respiro</strong> a cui si somma <strong>un&#8217;esplorazione</strong> prevalentemente lineare e<strong> livello di difficoltà </strong>particolarmente tarato verso il basso, soprattutto se si impara ad abusare dei particolari poteri di Apino. Il simpatico orsacchiotto fluttuante, infatti, è possessore di alcune meccaniche magiche interessanti che andranno ad ampliarsi nel tempo, come dei proiettili in grado di uccidere determinati nemici o eliminare ostacoli e/o attivare meccanismi, ma è anche la nostra fonte principale di guarigione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/08/9-Years-of-Shadows-recensione-1024x576.jpg" alt="9 Years of Shadows, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-544635" title="9 Years of Shadows, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Europa è dotata di una barra dello <strong>scudo</strong>, tra l’altro ulteriormente potenziabile, che protegge la nostra energia vitale (potenziabile anche questa). Lo scudo diminuisce se subiamo colpi o se utilizziamo i <strong>poteri di fuoco di Apino</strong> ma, viceversa, può essere ricaricato se decidiamo di abbracciare Apino stesso. Tale mossa possiamo eseguirla una volta che gli scudi si esauriscono e non richiede alcun tipo di costo. L’unica cosa, è attendere un’animazione leggermente lenta a cui seguirà la ricarica automatica dello scudo ma durante la quale saremo vulnerabili..</p>



<p>Viene da sé, che se si riesce a incastrare <strong>la cura di Apino</strong> a buone combo offensive, si può diventare potenzialmente immortali. Questo abbassa il livello di difficoltà di 9 Years of Shadows ma, allo stesso tempo, rende il titolo decisamente più accessibile e gradevole ai neofiti o a chi cerca una sfida più morbida ma ugualmente intrigante e accattivante. Infatti, non mancheranno boss fight dotati di attacchi devastanti e in cui sarà difficile trovare la giusta finestra per utilizzare l’abbraccio di Apino. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/08/9-Years-of-Shadows-recensione-4-1024x576.jpg" alt="9 Years of Shadows, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-544634" title="9 Years of Shadows, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, 9 Years of Shadows si difende molto bene grazie a una pixel art molto curata e ben animata. Alcuni scenari, tutti discretamente vari tra loro, offrono una cura al dettaglio notevole e affascinante. A ciò si sommano effetti grafici di combattimenti e magia ben implementati e discretamente scenici. Anche il bestiario risulta accattivante seppur abbastanza limitato in numero e varietà. Buona la resa grafica delle armature, furbamente nostalgiche a cui si somma una resa estetica della protagonista elegante ed efficace. Molto buona anche la <strong>resa grafica dell&#8217;interfaccia di gioco</strong>, intuitiva, elegante ed esteticamente vivace.</p>



<p>Il <strong>sonoro</strong> è uno dei punti più forti dell’opera, grazie a tracce molto orecchiabili e discretamente varie, mai ridondanti o fortemente anonime. C’è ritmo e c’è varietà e non sorprende, considerando che nel cast dei personaggi non giocanti di 9 Years of Shadows fanno parte gli stessi “musicisti”. Da segnalare, infine, la totale <strong>assenza della lingua italiana</strong>, un peccato che comunque non danneggia molto la comprensione dell’avventura, visto che il testo da leggere è abbastanza scarso e semplice.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>9 Years of Shadows Recensione &#8211; Dove sono finiti i colori?</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/9-years-of-shadows-recensione-steam-metroidvania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Regano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 May 2023 18:30:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[9 Years of Shadows, l’oggetto di questa recensione, potrebbe essere uno dei perfetti esempi di come ormai il mercato videoludico, e soprattutto alcune sue “nicchie” siano ormai sature e non tutte le produzioni riescono al giorno d’oggi ad avere l’attenzione che meriterebbero: ho amato alla follia questo titolo che probabilmente ha una sola, grande, colpa, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>9 Years of Shadows</strong>, l’oggetto di questa recensione, potrebbe essere uno dei perfetti esempi di come ormai il mercato videoludico, e soprattutto alcune sue “nicchie” siano ormai sature e non tutte le produzioni riescono al giorno d’oggi ad avere l’attenzione che meriterebbero: ho amato alla follia questo titolo che probabilmente ha una sola, grande, colpa, ovvero il suo essere troppo <strong>derivativo</strong>.</p>
<p>E il suo strizzare l’occhio a colleghi illustri non è nemmeno un problema in questo caso, ma probabilmente, con un pizzico di comunicazione in più da parte dell’editore <strong>Freedom Games</strong> avrebbe giovato non poco all’opera di <strong>Halberd Studios</strong>. Come vedremo in seguito, c’è davvero di tutto in 9 Years of Shadows, sia a livello videoludico che letterario e storico e, incredibilmente, a parte qualche piccola eccezione, elementi molto diversi tra loro non stonano!</p>
<p>Prima di addentrarci nella recensione, sappi che 9 Years of Shadows è <strong>attualmente disponibile su PC</strong> tramite <a href="https://store.steampowered.com/app/1402120/9_Years_of_Shadows/" target="_blank" rel="noopener">Steam</a>, come spesso accade per questo tipo di produzioni la primissima schermata di gioco ci informa che è consigliato l’<strong>utilizzo del gamepad</strong>, un particolare che ci fa intuire che potrebbe adattarsi meglio alle console.</p>
<p>In effetti dopo un’oretta di gameplay circa mi sono ritrovato a pensare a quanto lo avrei <strong>giocato volentieri su Nintendo Switch</strong>, console sul quale il lancio è previsto per il <strong>terzo trimestre del 2023</strong> e ti consiglierei di pazientare un po’ e viverti l’esperienza sull’ibrida della grande N, sperando in una versione priva di qualche stortura tecnica che vada a rovinare questo gioiellino.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-445557 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2023/05/20230503134419_1.jpg" alt="9 Years of Shadows" width="1920" height="1080" title="9 Years of Shadows Recensione - Dove sono finiti i colori?"></p>
<h2>Dove sono i colori?</h2>
<p>L’incipit del gioco, per quanto ci faccia addentrare in una <strong>trama</strong> non particolarmente rivoluzionaria, è comunque alquanto suggestivo: <strong>nove anni prima degli eventi narrati</strong> (arco temporale che dà anche il titolo alla nostra avventura) il mondo di gioco è stato avvolto dalle tenebre. Fin qui nulla di nuovo, anzi, il tutto sembra (ed è a tutti gli effetti) anche abbastanza banale, se non fosse che questo concetto di “mondo avvolto dall’oscurità” è preso alla lettera!</p>
<p>Muovendo i primi passi in questi mondo ormai in rovina infatti ci ritroveremo davanti ad ambienti <strong>completamente in bianco e nero</strong>, e perfino la protagonista e le creature che ci verranno incontro aderiranno a questa palette cromatica. Almeno fino al nostro sconto con un potentissimo demone (di cui scopriremo l’identità in seguito) e alla nostra sconfitta, che ci porterà a conoscere <strong>un fidato compagno di viaggio </strong>e a tornare a vedere i colori!</p>
<p>Probabilmente, nel mare di contaminazioni e suggestioni da cui il gioco attinge, ho trovato proprio la nostra fidata spalla una nota stonata: <strong>Apino</strong> sarà infatti un piccolo orsetto di pezza che indossa un pigiamino, e con tutte le scelte stilistiche che si potevano intraprendere, non sono davvero riuscito a <strong>dare una spiegazione alla sua caratterizzazione</strong> così sconnessa dal resto.</p>
<p>Dopo questi primissimi minuti, la lore del gioco inizierà pian piano ad aprirsi al giocatore: impersoniamo la bella <strong>Europa</strong>, una coraggiosa guerriera che si è allenata per anni per entrare nel misterioso palazzo in cui si svolgerà il gioco per espugnarlo e riportare i colori nel mondo. La nostra protagonista, dopo la sua prima sconfitta, dovrà però necessariamente venire a patti col fatto che, nonostante il suo impegno e allenamento, <strong>non è ancora pronta per questa grande sfida</strong>.</p>
<p>Partiremo quindi per il più classico dei viaggi dell’eroe nel quale Europa acquisirà <strong>sempre più abilità</strong> fino a diventare una guerriera imbattibile, ma soprattutto farà la conoscenza di interessanti personaggi, come lei intrappolati all’interno del misterioso palazzo; ed è proprio qui che entra in gioco il <strong>ricco complesso di citazioni</strong> alle più disparate culture e forme d’arte che 9 Years of Shadows porta con sé!</p>
<p>Prima di tutto, <strong>il nome di Europa</strong> non vuole essere un omaggio al nostro continente (anche perché culturalmente avrebbe ancora meno senso se consideriamo che Halberd Studios è un team messicano) quanto piuttosto una citazione ad alcune <strong>figure omonime della mitologia greca</strong>; se questo collegamento sembra campato per aria, sappi che in realtà i collegamenti con questa letteratura classica si fanno via via più consistenti, ti basti pensare che la nostra bella guerriera riceverà proprio i poteri e i favori delle divinità greche nel corso della sua avventura.</p>
<p>Quindi il gioco è ambientato nell’<strong>antica Grecia</strong>? Assolutamente no, come anticipavo in apertura, 9 Years of Shadows propone un incredibile mix di culture e influenze diversissime tra loro, che funzionano incredibilmente bene senza “pestarsi i piedi” l’un l’altra. I colori a tratti lisergici e le architetture barocche del mondo di gioco arrivano a ricordare perfino Godfall nella loro unicità e stranezza, mentre i personaggi secondari spazieranno da rivisitazioni di figure della mitologia greca fino a jazzisti afroamericani in puro stile anni ’70.</p>
<p>9 Years of Shadows infatti, in maniera quasi del tutto inaspettata, è un grande viaggio che <strong>omaggia arte, colori e musica</strong> e ne esalta <strong>l’importanza nel mondo moderno</strong> travestendosi allo stesso tempo da metroidvania che fonde nel suo gameplay tradizione e innovazione, ma parliamo proprio di questo aspetto adesso!</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-445558 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2023/05/20230503142920_1.jpg" alt="9 Years of Shadows" width="1920" height="1080" title="9 Years of Shadows Recensione - Dove sono finiti i colori?"></p>
<h2>Questo gameplay l’ho già visto…</h2>
<p>Come anticipato poco fa, il <strong>gameplay</strong> di 9 Years of Shadows è sostanzialmente quello di un <strong>metroidvania</strong>, a metà strada però tra i capostipite del genere, tra cui proprio i primi <strong>Metroid</strong>, e le incarnazioni più recenti dello stesso come <strong>Blasphemous</strong>. E proprio qui troviamo lo scoglio che non permette al gioco di spiccare: fa bene tutto, ma non eccelle in nulla.</p>
<p>In un periodo in cui titoli dello stesso genere come <a href="https://www.icrewplay.com/blasphemous-scontato-80-instant-gaming/" target="_blank" rel="noopener">Blasphemous</a>, o ancora di più Hollow Knight, vengono esaltati per l’esperienza e per il <strong>tasso di sfida </strong>che regalano al giocatore, 9 Years of Shadows, che rimane un titolo estremamente valido, ma che non richiede particolare impegno al giocatore, come può sperare di emergere? Semplice, non può, soprattutto non al prezzo di 19,99 € a cui viene proposto, fosse costato anche solo cinque euro in meno sarebbe rimasto al di sotto di una certa soglia psicologica e avrebbe sicuramente <strong>trovato molto più mercato</strong>.</p>
<p>Come in ogni metroidvania 2D che si rispetti, il gioco propone un’intricata mappa su più livelli, ovviamente man mano che sbloccheremo nuove abilità ci sarà richiesto di tornare in sezioni del mondo di gioco già visitate per <strong>sbloccare con interazioni inedite nuovi percorsi</strong>. Le zone in cui potremo avventurarci sono studiate in maniera discreta, ma soffrono della <strong>mancanza di segreti rilevanti</strong>, per quanto essi non manchino, ma sono sempre alquanto semplici da individuare.</p>
<p>Per quanto riguarda il combat system invece, esso si farà sempre più variegato man mano che proseguiremo con l’avventura: inizialmente la nostra Europa potrà contare sulle <strong>combo della sua alabarda</strong> e sui <strong>proiettili scagliati a distanza</strong> del fidato Apino, questi consumeranno una barra in comune con quella della salute di Europa, che inizialmente potrà essere rigenerata colpendo i nemici o, quando sarà completamente esaurita, abbracciando Apino per qualche secondo; in seguito però sbloccheremo anche la possibilità di ricaricarla all’istante tramite un semplice <strong>quick time event</strong>.</p>
<p>Andando avanti noteremo che i nemici avranno diverse colorazioni sul loro equipaggiamento, se inizialmente questi particolari scudi e armature li renderanno invulnerabili, in seguito, sbloccando i poteri delle varie divinità, potremo far breccia nelle difese nemiche, questo contribuirà a creare <strong>un combat system vario e sempre dinamico</strong> e divertente, sebbene molto classico e che <strong>trova il suo limite specialmente nelle boss fight</strong>, che dovrebbero essere in teoria scontri dal carattere epico, ma che rivelano in realtà alquanto scialbe e piatte.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-445559 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2023/05/20230503140941_1.jpg" alt="9 Years of Shadows" width="1920" height="1080" title="9 Years of Shadows Recensione - Dove sono finiti i colori?"></p>
<h2>9 Years of Shadows, stile unico, ma già visto…</h2>
<p>Sembra una contraddizione, e in effetti lo è, ma come già anticipato a più riprese, 9 Years of Shadows raccoglie al suo interno le ispirazioni più disparate e le unisce alla perfezione, tuttavia, pur non rimanendo particolarmente oscurato da nessuno dei titoli da cui trae ispirazione, non riesce comunque a raggiungere quell’<strong>identità forte e riconoscibile </strong>che è la prerogativa essenziale per la sopravvivenza di una produzione indie.</p>
<p>Dal punto di vista <strong>grafico</strong>, il gioco propone uno stile retrò ricco di colori e con animazioni dinamiche e fluidissime, le forme longilinee della protagonista e i suoi attacchi veloci inoltre ricordano non poco il Penitente del già citato Blasphemous. Per il resto invece, ci troviamo davanti ad <strong>ambientazioni</strong> che sanno a tratti di già visto, ma che allo stesso tempo riescono a catturare e affascinare il giocatore grazie ai loro colori accesissimi.</p>
<p>Il <strong>comparto sonoro</strong> è probabilmente l’aspetto più sorprendente, in positivo, dell’intera produzione: ci ritroviamo davanti a una <strong>colonna sonora</strong> estremante accattivante che, anche in questo caso, riesce a mescolare alla perfezione le sonorità più disparate, arrivando a toccare perfino generi dalla forte identità come rock e metal, senza però disdegnare anche sonorità più pop. Una cosa è sicura: non stanca mai e riesce ad accontentare davvero tutti gli ascoltatori!</p>
<p>In definitiva, <strong>9 Years of Shadows</strong> è un’indie che vale assolutamente la pena provare, e diventa una produzione imperdibile per i fan sfegatati dei metroidvania che si divertiranno a beccare tutte le citazioni che il gioco fa ai colleghi più illustri. Il titolo può vantare anche un ottimo accompagnamento sonoro e una grafica piacevole, che si mescolano a un gameplay ben rodato e divertente. Il suo unico difetto? Ha personalità, ma non abbastanza per spiccare e diventare il nuovo metroidvania del momento.</p>
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="9 Years of Shadows | Launch Trailer | Freedom Games" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/eLjPY0ozWCg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
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