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  • Down to Hell, la recensione di un titolo infernale

Voto

Down to Hell

- La recensione

Down to Hell è un gioco veramente infernale ma nell'accezione peggiore del termine. Scopriamo insieme perché il titolo di Red Dev Studio non colpisce nel centro

Dopo aver visionato il trailer del gioco della piccola software house polacca ero entusiasta. Down to Hell sembrava accattivante con la sua colonna sonora heavy metal e lo stile di gioco retrò. Ma qualcosa non è andato nel verso giusto.

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Down to Hell

Dopo aver visionato il trailer del gioco della piccola software house polacca ero entusiasta. Down to Hell sembrava accattivante con la sua colonna sonora heavy metal e lo stile di gioco retrò. Ma le cose ben presto sono decisamente sprofondate direttamente al nono girone dell’inferno.

One Way Ticket to Hell………and Back

La trama di Down to Hell è qualcosa di (passatemi il termine) dannatamente banale. Il protagonista dal nome sconosciuto, è un cavaliere sceso all’inferno per salvare una fanciulla da alcuni demoni che l’hanno rapita. Il nostro alter ego però non ha alcuna voglia di correre in suo soccorso, bensì vorrebbe solo tornare indietro. Un npc (l’unico che incontreremo) ci rammenta che siamo in debito verso di lei, in quanto ci ha salvato la vita, e quindi merita il nostro aiuto. Essendo un cavaliere d’onore, non possiamo venir meno al nostro obbligo e dobbiamo perciò saldare il debito. La trama però è nascosta, difficile da carpire e centellinata attraverso il breve viaggio che dobbiamo percorrere nel primo episodio di questo gioco.
Si, perchè Down to Hell sarà rilasciato a episodi a cadenza di circa 2-3 mesi di distanza dal precedente. Per conoscere l’epilogo e comunque tutta la lore del gioco, bisognerà attendere la release completa.

Down to Hell
L’albero delle abilità, divise per vitalità, magia e resistenza
Down to Hell
Il diario in cui potremo visualizzare il bestiario e la storia del gioco

Frustrante è dire poco

Prendete un pizzico di metroidvania, un cucchiaino di Golden Axe, un’abbondante spolverata di Dark Souls e avremo Down to Hell. Il concept alla base del gioco non è neanche così male, sostanzialmente un hack ‘n’ slash in 2D con una componente ruolistica e meccaniche riciclate dalla serie Souls. Il nostro avatar dovrà semplicemente avanzare dal punto A al punto B nel quale si trova il boss di fine livello, il tutto attraversando delle sezioni platform e uccidendo i vari nemici che “spawneranno” in determinati punti. Il sistema di combattimento è abbastanza variegato. Oltre alla possibilità di portare un attacco debole o forte, c’è la possibilità di lanciare magie offensive/difensive e di eseguire i “parry”, affidato alla pressione di un tasto nel momento dell’attacco. L’unica difficoltà sta nel fatto che, eseguire un controattacco è decisamente difficile, in quanto saremo spesso circondati dai nemici e menar le mani sarà la scelta più abusata. Sarà possibile “riposare” nei santuari e spendere i punti esperienza accumulati per il potenziamento delle nostre abilità, divise in magia, armi e skill varie. Come nella serie Souls, fermarsi ad un santuario causerà il respawn dei nemici, cosa che può permettere di affrontare alcune zone in modo da “farmare” oggetti curativi e punti esperienza aggiuntivi. La cosa frustrante però è che ad un certo punto sarà impossibile effettuare l’upgrade delle abilità nonostante si abbiano gli exp necessari. Questa limitazione, per altro immotivata, rende gli incontri con i boss la cosa più frustrante di tutto il gioco. Se attraversare le aree è piuttosto semplice, l’incontro con il demone di fine livello è davvero impegnativo, per non dire impossibile. Il divario di potenza tra i boss e noi è disarmante e mal bilanciato, ragion per cui il giocatore cercherà di livellare il più possibile non riuscendo però a farlo. Essendo un gioco in early access, si spera che risolvano questi difetti rendendolo più accessibile e giocabile.

Down to Hell
Crimson, il primo boss del gioco. Un’impresa frustrante sconfiggerlo

Sonoro e grafica

Il comparto grafico di Down to Hell è apprezzabile per via del suo stile di disegno a mano. Sì. perché tutti gli ambienti di gioco e i vari personaggi a schermo sono disegnati a mano, ricordando da vicino il manga Berserk. La nota dolente sta nella ripetitività del panorama, lo sfondo è statico e l’ambientazione è un susseguirsi degli stessi pattern visivi, con sporadica aggiunta di qualche dettaglio a spezzare la monotonia, che sia un albero in più o una piattaforma a scomparsa.
Nonostante questa povertà su schermo, il gioco richiede dei requisiti decisamente sopra la media, più o meno gli stessi richiesti da giochi come Sekiro Shadows Die Twice.
Sorte diversa per il comparto sonoro, affidato a due band metal polacche, tra cui, i Decapitated, band death metal conosciuta in tutto il globo che delizierà il giocatore con alcuni brani durante le boss fight.
L’unico problema è  che se non si è avvezzi al genere, alla lunga potrebbe risultare fastidioso ascoltare la musica proposta durante le già frustranti sessioni di combattimento con i boss.

Down to Hell
i suggestivi paesaggi che ci accompagneranno per tutta l’avventura

In conclusione

Il primo capitolo di Down to Hell è disponibile da oggi in early access su steam al prezzo di 9.99 euro, una cifra a mio parere esorbitante per il prodotto offerto.
La durata del gioco dovrebbe aggirarsi attorno alle 3 ore, ma la quantità di tempo che verrà investita per completarlo, se ci si riesce, è maggiore.
Purtroppo la versione in early access proposta da Red Dev, nonostante abbia delle potenzialità, ha dei limiti non indifferenti che si spera vengano risolti per la release completa, perché nello stato attuale è veramente ingiocabile.
Se volete cimentarvi nell’impresa di battere i boss del gioco mentre ascoltate del buon death metal, Down to Hell potrebbe regalarvi qualche ora di divertimento. Per tutti gli altri, propongo di rivolgere i propri acquisti altrove.

  • Commento finale

Impatto grafico nostalgico e accattivante

La colonna sonora è apprezzabile...

5

I boss sono davvero frustranti

...ma non da chi non ascolta il genere

A dettaglio alto si nota un input lag nei comandi

La lore è banale e a tratti inesistente

Longevità 3

Grafica 7

Impatto 4

Sonoro 7

Il gioco sviluppato da Red Dev Studio ha buone potenzialità per divertire e intrattenere il giocatore, ma lo fa nel modo sbagliato, inducendo frustrazione e non coinvolgendo abbastanza. Se gli sviluppatori ascolteranno le critiche dell’utenza (che non tarderanno ad arrivare), potrebbero correggere gli errori e confezionare un prodotto definitivo più che buono. Al momento attuale però, nonostante si tratti di un gioco in early access, sconsiglierei l’acquisto di Down to Hell e di rivolgersi verso altri lidi.

Il gioco prevede 6 achievement sbloccabili semplicemente andando avanti nell’avventura. Sbloccarli però non sarà affatto facile, in quanto finire il capitolo proposto sarà un’impresa ardua.

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